sabato 3 gennaio 2009

L'attività del gruppo consiliare del PdL

Il gruppo consiliare del PdL, continuando la sua opera di verifica e di controllo dell’operato dell’amministrazione comunale, ha presentato interrogazioni in materia di:
· modalità di sistemazione delle scalette di porta Granara
· modifica del regolamento della TARSU per concedere la riduzione del 35% ai nuclei familiari composti da una sola persona indipendentemente dal reddito posseduto
· dissesti nella pavimentazione appena rifatta di via Cairoli
· chiarimenti sull’assegnazione dell’immobile comunale di piazza Marconi alla BCC di Frascati.

venerdì 2 gennaio 2009

Perchè Vincenzo Conte

Banalmente si potrebbe affermare che è stata la conseguenza dei veti incrociati tra AN e Forza Italia all’interno del Partito del Popolo della Libertà.

Una candidatura con questa genesi sarebbe nata già perdente.

Crediamo invece che sia stata determinata dalla necessità di immettere nel DNA del centro-destra di Frascati il gene del coinvolgimento diretto di aree ed esperienze che, seppure politicamente  già orientate, abbiano sempre preferito tenersi defilati dalla vita politica attiva, votando puntualmente nelle competizioni nazionali, ma guardando con diffidenza alle battaglie locali forse anche per scarsa fiducia verso quella dirigenza.

Bene, anzitutto va affermato che una dirigenza che nei momenti topici ha il coraggio di mettere in discussione se stessa va apprezzata e gli va aperto un credito finora negato.

Ma torniamo alla candidatura dell’amico Vincenzo Conte.

E’ noto che non è nato a Frascati, ma è un cittadino che da decenni vive qui e qui ha intessuto rapporti e vissuto gli interessi della città.

Che vi ha costruito la sua famiglia sposando una frascatana doc figlia di un compianto autoctono, conosciutissimo nella città, per il quale crediamo in molti ricordino la generosità, l’umanità e le sue capacità commerciali in un campo, quello dell’edilizia, verso il quale moltissimi, direttamente o indirettamente, hanno avuto rapporti per il rilevante ruolo economico che questa attività ha avuto nella città.

Non è l’uomo nuovo né colui che viene da lontano, è l’espressione di un’ampia fascia trasversale di frascatani che richiede ai suoi amministratori capacità di fare, trasparenza e, in una società sempre più globale, la conoscenza di ambienti e la solidità di rapporti che possano aumentare l’interesse verso la nostra città, dirottando verso di essa risorse umane ed economiche importanti per aumentare il benessere e migliorare la vita dei suoi cittadini.

E’ l’uomo che incarna la ferma volontà della città di non perdere il suo ruolo e la sua vocazione di fronte alla Capitale della quale vuole essere partner e non borgata, con la quale vuole rapporti di collaborazione e non imposizioni, verso la quale rivolge la sua attenzione ed altrettanto vuole che essa rivolga a Frascati, in una omogeneità politica e di valori che oggi è possibile.

E’ l’uomo che può guidare una squadra forte e determinata a conquistare Palazzo Marconi dopo dieci anni di gestione “posiana” di centro-sinistra. Perché, stando fuori dai giochi e giochetti di partito, in un momento di grave crisi del PD locale avviluppato nella ricerca di una difficile successione che ha aperto i rubinetti delle più svariate ambizioni personali, può riportare in primo piano i valori cristiani dell’etica, della moralità e del buon governo.

E’ qui la chiave di volta, nella squadra che tutti coloro che condividono questi obiettivi sono disposti a formare intorno a questa candidatura, rinunciando ciascuno ad ambizioni velleitarie per gettare il cuore oltre l’ostacolo nella convinzione che è meglio essere colonnelli in un esercito vincente che generali di uno perdente.

Centrando la vittoria finale a portata di mano (dobbiamo esserne profondamente convinti), ciascuno e tutti insieme potranno contribuire al massimo livello secondo le proprie capacità e le proprie ambizioni a lasciare un segno indelebile e concreto del loro indispensabile contributo alla città.

Non solo nei gazebo, ma nelle case, nei condomini, nei quartieri, in un costante contatto quotidiano con i singoli cittadini questa squadra dovrà attivarsi nel divulgare questi concetti e costruire con loro una agenda di cose da fare per tornare a dare a questa città quella vivibilità che ciascuno richiede.

I cittadini, ecco i cittadini. A loro, ai loro interessi, alle loro aspirazioni, alle loro necessità dobbiamo guardare, dal lavoro per chi non c’è l’ha alla sopravvivenza per chi ha un reddito insufficiente, dalle attività imprenditoriali, siano essere artigiane o commerciali, alle politiche per lo sviluppo socio-economico della città, dall’istruzione e dalla cultura ai servizi fondamentali alla persona ed alla collettività, dalla valorizzazione dei punti di forza della città alla innovazione ed alla tecnologia, dalla trasparenza della gestione amministrativa alla partecipazione effettiva alle scelte della città. Su questo confrontiamoci e definiamo proposte concrete, lasciamo perdere gli sterili batti e ribatti, sulle polemiche di bottega e sulle ripicche personali per confermare quel coraggio che la scelta di Vincenzo Conte ha voluto significare.  

Annibale Deleo

Buon anno!

Al nostro blog, espressione viva di una comunità umana prima ancora che politica, affido i miei auspici per l’anno che è appena cominciato.
Auguro a tutti noi che il nuovo anno:
· ci veda protagonisti attivi e fattivi della nostra città
· ci veda ancora una volta portatori di proposte concrete e non di inconcludenti proteste
· tramuti in realtà il nostro sogno di costruire una città più umana, più giusta, più solidale
· ci spinga a vivere (e non solo a proclamare) i valori nei quali crediamo
· ci insegni a capire che Polis non è un’espressione letteraria ma il senso profondo di una comunità della quale partecipare le aspettative e per la quale impegnarsi a costruire un futuro condiviso
· ci porti ad un impegno quotidiano e convinto del nostro essere politico.

Bernardo Iodice

martedì 30 dicembre 2008

Contro la Zapaterizzazione dell'Italia

Questo é il testo della mozione presentata in Consiglio comunale dal PdL per riportare il Crocifisso nell'aula di udienza del Tribunale di Frascati.
MOZIONE
Nei giorni scorsi ho avuto la ventura di essere ascoltato quale teste in un procedimento civile che si è svolto nell’aula di udienza della locale sezione distaccata del Tribunale di Velletri.
L’attenzione è stata attirata dall’assenza del Crocifisso nell’aula di udienza e mi sono sovvenute alla memoria le polemiche che sono sorte in ordine alla obbligatorietà dell’esposizione del Crocifisso negli edifici pubblici e alla giurisprudenza che si era nel frattempo formata in ordine a tale questione.
Ho fatto delle ricerche attingendo alle mie lontane conoscenze giuridiche ed ho ricostruito la querelle.
L’esposizione del Crocifisso è disciplinata da una circolare emanata il 29 maggio 1929 da Alfredo Rocco, Guardasigilli del Regno, non abrogata alla luce della Costituzione repubblicana, né dal Concordato del 1929 né dagli accordi di modifica del Concordato del 1984 e la vigenza di tale norma è stata ribadita anche da recenti sentenze del Consiglio di Stato (sentenza n. 556 del 13 febbraio 2006).
La stessa Cassazione ha precisato che si tratta di una «norma interna, emanata dal ministro competente, e diretta agli uffici giudiziari per disciplinare lo svolgimento dei servizi amministrativi relativi alla giustizia» anche se, ammettono i giudici della suprema Corte che la presenza del Crocifisso «può avere incidenza indiretta sulle posizioni soggettive di terzi estranei a quella amministrazione». La stessa Corte ribadisce che non porta ad alcun risultato il chiedere il trasferimento del processo che li riguarda ad altra sede perché la rimessione ad altra sede può essere invocata solo a causa di motivi locali di turbativa che - è evidente - non ricorrono nel caso di un «simbolo» affisso nei tribunali di tutta la nazione.
Il Consiglio di Stato ha stabilito che il Crocifisso “…non è solo un simbolo religioso, ma esprime anche tutti i valori civili di tolleranza, rispetto reciproco, valorizzazione della persona, affermazione dei suoi diritti e solidarietà, rifiuto di ogni discriminazione, valori che hanno impregnato di sé tradizioni, modi di vivere, cultura del popolo italiano…”,…..tutti principi che delineano la laicità nell’attuale ordinamento dello Stato.
Da quanto enunciato in premessa si evince che l’esposizione non contraddice i principi di laicità dello Stato né crea discriminazione verso i non credenti o i credenti in altre religioni. La sua esposizione, pertanto, resta disciplinata dalla suaccennata circolare e, conseguentemente, essendo la materia della manutenzione degli uffici giudiziari e dei loro arredi di stretta prerogativa del Ministro di Grazia è da escludere che un giudice, di qualsivoglia ordine e grado, possa prendere decisioni in proposito: la questione del Crocifisso è “..assolutamente estranea alle attribuzioni giurisdizionali della magistratura”. Così come spetta al ministro Gelmini decidere se tenere il Crocifisso nelle scuole così tocca, eventualmente, al ministro Alfano decidere di levare il Crocifisso dai tribunali. Nessuno - a parte il ministro - può fare nulla per ovviare alla turbativa che la vista del simbolo cristiano può creare nelle coscienze laiche o ai credenti in altre fedi.
Tutto ciò premesso, il Consiglio comunale dà mandato al sindaco e a sua delegazione consiliare perché assuma notizie presso il Tribunale per conoscere se la mancata esposizione del Crocifisso sia una semplice dimenticanza o se, nel frattempo, sia intervenuta una specifica volontà di rimozione del competente Ministro. In assenza di una specifica determinazione del Ministro competente, si dà mandato al sindaco e alla delegazione consiliare affinché inviti i competenti uffici del Tribunale a procedere senza indugio alla immediata esposizione del Crocifisso.

Ora pensiamo a vincere!


Mi è stato suggerito dagli amici del PdL di non creare ulteriori momenti di frizione all’interno di una coalizione potenzialmente di centro-destra. Non posso, però, fare a meno di rispondere pubblicamente alla nota di Cristofanelli apparsa sul Tuscolo Web del 23 u.s. perché la voglia è tanta e la necessità ancora più grande: gli amici di FI, che non dovessero condividere l’iniziativa, non me ne vorranno.
Due considerazioni si impongono: la prima concerne la linearità di comportamento di Cristofanelli nelle ultime elezioni provinciali e riguarda il suo schierarsi, comunque, al primo turno contro il candidato del PdL : questo è un dato di fatto obiettivo e non presunto come l'affermazione circa l’appoggio dato da Adotti al candidato dell’UDC: che, poi, nel corso dello svolgimento della fase antecedente il ballottaggio Baccini abbia deciso di schierarsi con Alemanno è un fatto del tutto marginale. Posso anche immaginare che, se Rutelli avesse avuto maggiori possibilità di vittoria, Baccini e il suo movimento avrebbero potuto decidere tranquillamente di schierarsi con lui.
In ordine alla coerenza, non di Igino o di Bernardo ma dell’intero direttivo di AN (dieci stimabili cittadini della nostra città), voglio solo ricordare che in tutte le riunioni - pubbliche e private - di questi ultimi mesi con gli amici di Progetto Frascati è stato fatto presente che il mutato orizzonte politico (la nascita del PdL) toglieva autonomia ad AN e che le scelte di AN non potevano che essere condivise anche da FI. Negli incontri molto fruttuosi tra AN e FI, ognuno dei due partiti ha dovuto rinunciare al suo candidato di prima scelta, optando per un ottimo candidato, il dr. Conte, che trovava il gradimento di entrambi.
Le scelte sono state fatte sempre in piena trasparenza non solo con gli amici di FI ma anche (e soprattutto) con Alessandro Adotti al quale non sono mai state taciute le difficoltà incontrate da AN nel mutato quadro politico.
AN tutta (allo stato non esistono dissidenti nel nostro partito) ha adottato in assoluta trasparenza un percorso lineare e con FI ha operato, per la prima volta dopo tanti anni, una scelta condivisa e non imposta dall’alto.
Se qualcuno dei sostenitori di Cristofanelli ha ritenuto nella famigerata provocatoria conferenza-stampa che i vertici del PdL non siano credibili, che la firma della costituzione del patto federativo AN-FI a Frascati sia stata una farsa e che i documenti sottoscritti siano carta straccia è libero di farlo anche se ciò non corrisponde al vero. Dispiace solo che, in quella circostanza, Cristofanelli non abbia tenuto a freno questi suoi supporter un po’ agitati; non credo, infatti, che condivida o condividesse all’epoca quanto da questi sostenuto, altrimenti non capirei la sua voglia di presentarsi con un PdL così poco…presentabile.
Bernardo Iodice