Banalmente si potrebbe affermare che è stata la conseguenza dei veti incrociati tra AN e Forza Italia all’interno del Partito del Popolo della Libertà.
Una candidatura con questa genesi sarebbe nata già perdente.
Crediamo invece che sia stata determinata dalla necessità di immettere nel DNA del centro-destra di Frascati il gene del coinvolgimento diretto di aree ed esperienze che, seppure politicamente già orientate, abbiano sempre preferito tenersi defilati dalla vita politica attiva, votando puntualmente nelle competizioni nazionali, ma guardando con diffidenza alle battaglie locali forse anche per scarsa fiducia verso quella dirigenza.
Bene, anzitutto va affermato che una dirigenza che nei momenti topici ha il coraggio di mettere in discussione se stessa va apprezzata e gli va aperto un credito finora negato.
Ma torniamo alla candidatura dell’amico Vincenzo Conte.
E’ noto che non è nato a Frascati, ma è un cittadino che da decenni vive qui e qui ha intessuto rapporti e vissuto gli interessi della città.
Che vi ha costruito la sua famiglia sposando una frascatana doc figlia di un compianto autoctono, conosciutissimo nella città, per il quale crediamo in molti ricordino la generosità, l’umanità e le sue capacità commerciali in un campo, quello dell’edilizia, verso il quale moltissimi, direttamente o indirettamente, hanno avuto rapporti per il rilevante ruolo economico che questa attività ha avuto nella città.
Non è l’uomo nuovo né colui che viene da lontano, è l’espressione di un’ampia fascia trasversale di frascatani che richiede ai suoi amministratori capacità di fare, trasparenza e, in una società sempre più globale, la conoscenza di ambienti e la solidità di rapporti che possano aumentare l’interesse verso la nostra città, dirottando verso di essa risorse umane ed economiche importanti per aumentare il benessere e migliorare la vita dei suoi cittadini.
E’ l’uomo che incarna la ferma volontà della città di non perdere il suo ruolo e la sua vocazione di fronte alla Capitale della quale vuole essere partner e non borgata, con la quale vuole rapporti di collaborazione e non imposizioni, verso la quale rivolge la sua attenzione ed altrettanto vuole che essa rivolga a Frascati, in una omogeneità politica e di valori che oggi è possibile.
E’ l’uomo che può guidare una squadra forte e determinata a conquistare Palazzo Marconi dopo dieci anni di gestione “posiana” di centro-sinistra. Perché, stando fuori dai giochi e giochetti di partito, in un momento di grave crisi del PD locale avviluppato nella ricerca di una difficile successione che ha aperto i rubinetti delle più svariate ambizioni personali, può riportare in primo piano i valori cristiani dell’etica, della moralità e del buon governo.
E’ qui la chiave di volta, nella squadra che tutti coloro che condividono questi obiettivi sono disposti a formare intorno a questa candidatura, rinunciando ciascuno ad ambizioni velleitarie per gettare il cuore oltre l’ostacolo nella convinzione che è meglio essere colonnelli in un esercito vincente che generali di uno perdente.
Centrando la vittoria finale a portata di mano (dobbiamo esserne profondamente convinti), ciascuno e tutti insieme potranno contribuire al massimo livello secondo le proprie capacità e le proprie ambizioni a lasciare un segno indelebile e concreto del loro indispensabile contributo alla città.
Non solo nei gazebo, ma nelle case, nei condomini, nei quartieri, in un costante contatto quotidiano con i singoli cittadini questa squadra dovrà attivarsi nel divulgare questi concetti e costruire con loro una agenda di cose da fare per tornare a dare a questa città quella vivibilità che ciascuno richiede.
I cittadini, ecco i cittadini. A loro, ai loro interessi, alle loro aspirazioni, alle loro necessità dobbiamo guardare, dal lavoro per chi non c’è l’ha alla sopravvivenza per chi ha un reddito insufficiente, dalle attività imprenditoriali, siano essere artigiane o commerciali, alle politiche per lo sviluppo socio-economico della città, dall’istruzione e dalla cultura ai servizi fondamentali alla persona ed alla collettività, dalla valorizzazione dei punti di forza della città alla innovazione ed alla tecnologia, dalla trasparenza della gestione amministrativa alla partecipazione effettiva alle scelte della città. Su questo confrontiamoci e definiamo proposte concrete, lasciamo perdere gli sterili batti e ribatti, sulle polemiche di bottega e sulle ripicche personali per confermare quel coraggio che la scelta di Vincenzo Conte ha voluto significare.
Annibale Deleo