«Quest'anno verranno dismessi oltre cento ettari di terreno vitivinicolo e questo non è accettabile per il nome del ''Frascati Doc'' e per la sua tradizione»
di Jacopo Paoletti-www.castellinews.it
(Frascati - Attualità) - Nel tardo pomeriggio di ieri, abbiamo incontrato Luigi Fusco, presidente dell'associazione ''Produttori Uve Frascati'', per fare il punto della situazione del Frascati Doc che negli ultimi anni sta versando in uno stato di profonda crisi. L'associazione, fondata nel 1997, ha lo scopo di coinvolgere le realtà produttive locali nella promozione, valorizzazione e sviluppo dell'uva e del vino ''Frascati''. «Veniamo dalla sventurata vendemmia del 2008 con una diminuzione del 30% del prezzo dell'uva rispetto all'anno precedente – ha esordito Luigi Fusco – come associazione esistiamo da più di dieci anni ormai, ma è già da qualche mese che ci stiamo rinnovando, con un'organizzazione più completa che coinvolga anche i comuni, i sindacati, il ''Consorzio Tutela Denominazione Frascati'', nonché i vinificatori». L'obiettivo è raggiungere un accordo strategico quinquennale per il rilancio di tutto il settore vitivinicolo del Frascati. «Abbiamo presentato a giugno, a tutte le parti interessate, una proposta di accordo – ha, poi, proseguito il presidente – basata su alcuni punti essenziali». I punti in questione si riferiscono all'imbottigliamento in zona, che consentirebbe di definire e controllare il prezzo minimo del vino ''Frascati'', precise azioni di promozione a livello locale, regionale, nazionale ed internazionale, riorganizzazione delle Cantine Sociali e cooperazione con tutti gli attori della filiera.
Ora bisogna vedere se tutti navigheranno nella stessa direzione «Dalla riunione di pochi giorni fa con i sindaci di Monteporzio e di Frascati, e con i produttori, si è discusso in maniera molto intelligente - ha continuato Fusco – e le stesse istituzioni hanno iniziato a prendere coscienza del problema della promozione a livello locale e nazionale. Poi la nota dolente: «Manca, purtroppo, la volontà della contro parte, i vinificatori, di condividere lo stesso atteggiamento positivista dimostrato invece dai sindaci». I vinificatori sono in posizione di attesa, nella speranza che sia il mercato a fare il prezzo dell'uva «Questo non va bene – ha sottolineato ancora una volta Fusco – perchè gli stessi vinificatori hanno lanciato l'idea dell'imbottigliamento in zona, e noi l'abbiamo subito sposata, quindi devono assumersi la responsabilità di sostenere questo prodotto. Se non lo sosteniamo tutti insieme, il ''Frascati'' rischia di diventare un qualcosa che nessuno vuole più vedere». Parole forti, che lasciano spazio anche al dialogo:«Vanno sostenuti oltremodo i viticultori medesimi, che hanno bisogno di certezze «Entro la fine dell'anno verranno dismessi oltre cento ettari di terreno viniviticolo e questo non è accettabile per il nome del ''Frascati Doc'', per la sua tradizione e nemmeno per l'ambiente circostante». Il prossimo incontro tra i produttori, i vinificatori, le organizzazioni agricole e le istituzioni si terrà lunedì 7 settembre all'Auditorium delle Scuderie Aldobrandini. Speriamo che, finalmente, si trovi un'intesa per il rilancio di questo prodotto, simbolo della tradizione castellana.