sabato 5 settembre 2009

Frascati a Sinistra rende omaggio a Maurizio Maresi.

Caro Mario,
ti prego cortesemente di farti interprete presso il tuo partito, e presso i suoi cari, dei sentimenti di cordoglio dell'associazione politica "Frascati a Sinistra" e miei personali per la scomparsa di Maurizio Maresi.

Ho conosciuto Maurizio, per motivi legati alla mia professione, al tempo del suo impegno nell'amministrazione comunale di Frascati. Poi ho avuto il piacere di condividere con lui l'impegno politico per la nostra città, su sponde opposte ma sempre con momenti di confronto e scambi di opinioni garbati, mai di vuota e preconcetta polemica. Ne ho sempre apprezzato la capacità di abbinare, a un impegno istituzionale e politico sempre rispettoso di tutti, la dedizione per il suo lavoro e l'attenzione verso chiunque gli chiedesse attenzione per una battuta, uno scambio di vedute, un'approfondita analisi politica.

Perdiamo un rappresentante di quel modo di fare politica e di "sentire" il dovere civico dell'amministrazione pubblica che, oggi, sembrano lontani nel tempo, con le radici ben salde nelle idee e nei valori che hanno costruito l'Italia democratica. Radici che ora spetta a noi rinverdire, non dimenticando mai l'esempio che persone come Maurizio ci hanno offerto.

Con un sincero abbraccio.

Massimo Marciano
Coordinatore politico di "Frascati a Sinistra"


Caro Massimo,
a nome mio e del PDL, ringrazio Te e Frascati a Sinistra per il nobile gesto con il quale avete reso il meritato tributo al compianto Maurizio.

Maurizio lascia un grande esempio di dedizione civica che sarà per me guida nella mia attività politica, e che spero di riuscir a tramandare, così come Lui ha fatto con me, alle future generazioni che vorranno impegnarsi nella gestione della res pubblica tuscolana.

Cons.Mario Gori
Capogruppo PDL Frascati

venerdì 4 settembre 2009

CIAO MAURIZIO....


Oggi,a causa di una malattia incurabile,ci ha prematuramente lasciati il nostro amato Maurizio Maresi.

Uomo leale,amico sincero,gran lavoratore,dotato di una grande intelligenza,amante della famiglia e della politica.

Maurizio dopo una lunghissima attività politica iniziata sin da giovanissimo nelle fila del Partito Socialista Italiano,ricoprendo anche gli incarichi di Consigliere Comunale e di Assessore al Commercio del Comune di Frascati, ha aderito a Forza Italia; Nel 2007, in occasione del secondo congresso cittadino,è stato eletto all'unanimità Coordinatore Comunale,incarico ricoperto fino allo scorso marzo 2009, quando Forza Italia si è sciolta per dar vita al PDL.

Porta la firma di Maurizio Maresi il documento,datato 16 novembre 2008,con il quale a Frascati è stato costituito il PDL , anticipando la nascita a livello nazionale.

Alla moglie, ai figli ed a tutti i suoi familiari sono rivolte le nostre piu sentite condoglianze.

I funerali si terranno domani alle ore 15.30 presso la Cattedrale di Frascati.

Grazie Maurizio per tutto quello che hai fatto per la tua amata città....sarai sempre parte di noi...sarai sempre nei nostri cuori.

La libertà di informazione non è libertà di diffamazione

Non c’è dubbio che a giudicare da come i giornali si occupano di vicende per molti versi simili ma riguardanti soggetti diversi, esista uno squallido doppiopesismo. Fino a ieri, il caso delle escort vedeva nel mirino dei quotidiani Silvio Berlusconi. E allora, tutto era lecito: attaccare il premier, infamarlo, accusarlo, metterlo alla berlina, sbattere in piazza – distorcendoli fino a mentire spudoratamente – questioni che erano e dovevano rimanere assolutamente private. Tutto nel nome di una pseudo libertà dell’informazione, che invece si era rivelata invasiva e illecita, come più volte aveva sentenziato il garante della privacy. L’obiettivo, non dichiarato ma palese, era di intaccare l’immagine del presidente del Consiglio, poiché nessuno (a cominciare dalla sinistra) era in grado di fronteggiare con efficacia la politica del governo e del suo capo. Dunque, si è scelto di usare ogni mezzo, lecito o meno, pur di ottenere un risultato altrimenti impossibile da raggiungere. E’ solo un dettaglio che la sinistra e i suoi gazzettieri non ci siano riusciti neanche con questi mezzi di bassa lega.

Molto più evidente è quanto sta accadendo. Come previsto dai molti che non si sono fatti accecare dagli interessi politici e personali (abbattere il nemico Silvio), una volta messo in funzione il ventilatore e gettato il letame al suo interno si è persa ogni possibilità di controllo e gli schizzi adesso rischiano colpire tutti. Così è stato.

Non si può ignorare il fatto che i paladini della libertà d’informazione sulla vita privata del premier, diventano paladini dell’insabbiamento nei confronti degli altri. E se il D’Avanzo di turno si comporta da “eccellente” giornalista quando ha il “coraggio” di attaccare e sbertucciare il premier, facendo 10 domande che interessano solo lui e quelli come lui, ecco che quando nel mirino non ci finisce Berlusconi ma Ezio Mauro (che ha comprato un mega appartamento in nero, quindi evadendo il fisco), oppure assessori della giunta di sinistra barese (accusati di aver ottenuto favori sessuali da donne disperate in cambio di un posto di lavoro), allora l’autore diventa un killer, un pennivendolo, un giornalista di quarta categoria, un servo del regime.

Sono i due pesi e le due misure che impressionano. Per vicende analoghe conta chi è l’obiettivo. Come dire: infangare Berlusconi è non solo permesso, ma doveroso, quasi da medaglia al valore civile. E lo si può fare con ogni mezzo, anche attraverso la menzogna e la pesante diffamazione. Viceversa, scovare notizie vere che facciano arrossire quanti a Berlusconi fanno la morale è indegno. Da una parte c’è uno pseudo diritto alla libertà d’informazione. Dall’altra questo diritto viene negato, perché difendere Berlusconi è vista come una colpa gravissima, se fosse per la sinistra dovrebbe essere vietato per legge.

E la legge? Il suo rispetto deve essere un obbligo solo per i “nemici del popolo”. Come nel caso della querela avanzata dal premier contro una serie di giornali. Se per attaccare qualcuno menti, la “vittima” ha uno strumento per tutelarsi, quello della querela, appunto, o della citazione civile. Un giudice valuterà se ti sei avvalso della libertà d’informazione o se hai esagerato e devi essere punito. Evidentemente, se tanti s’indignano perché Berlusconi per difendersi ha esercitato un suo pieno diritto, anche i pennivendoli di sinistra sanno di aver violato più norme solo per affossare Berlusconi. E se tutelarsi da questa violentissima aggressione viene considerato da regime fascista (come scrive l’Unità), vuol dire che certi sepolcri imbiancati ritengono di essere superiori perfino alla legge.

Un’ultima considerazione: D'Alema proprio da presidente del Consiglio, nel '99, chiese tre miliardi di lire a Forattini per una vignetta su Repubblica, salvo poi ritirarla qualche tempo dopo.

“La satira non può sottrarsi ai doveri di correttezza comuni a tutto il mondo dell'informazione”, si giustificò Guido Calvi, avvocato difensore dell'ex presidente del Consiglio.

Appena due anni fa anche il giornalista della Stampa Paolo Colonnello e il suo direttore Giulio Anselmi hanno dovuto difendersi in tribunale (sono stati assolti) per un articolo del 6 giugno 2007, quando D'Alema era ministro degli Esteri. “La satira non può sottrarsi ai doveri di correttezza comuni a tutto il mondo dell'informazione”.

Cons.Mario Gori
Capogruppo Consiliare PDL Frascati
www.mariogori.it

Riflessione su Celestini a Frammenti

Martedi 2 Settembre ho assistito al primo "big event" di Frammenti 2009. Ero sinceramente incuriosito dalla possibilità di osservare da vicino il comico Ascanio Celestini. Mi ero mentalmente preparato a reggere qualche insulto gratuito verso il mio partito, ma francamente il signor Celestini è andato ben oltre! Attacchi molto forti verso: il Presidente della Repubblica, il Presidente del Consiglio, il Ministro della difesa, e le forze dell'ordine (tra cui moltissimi miei coetanei che rischiano la vita tutti i giorni, permettendoci di vivere sicuri e liberi). Pensieri anarchici, che cozzano con democrazia e liberismo. Valori in cui credo, credono milioni di italiani (di destra e di sinistra).
Un tale disprezzo verso tutte le istituzioni dovrebbe essere stigmatizzato dagli organizzatori della manifestazione.
Come possiamo dialogare altrimenti? Possiamo accettare un confronto con chi sostiene tale posizione ideologica? Può una presunta comicità essere la scusa per ogni genere d'insulto rivolto a chi non la pensa come noi?




Simone Carboni
Consigliere Comunale

mercoledì 2 settembre 2009

Sulla guerra dei manifesti

Mi associo alle parole del mio capogruppo. Il Partito Democratico è probabilmente stato il primo imbrattatore delle mura cittadine! Se ben ricordo la guerra di manifesti scatenata dal PD è iniziata con le primarie, quindi nel mese di febbraio (se non prima!). Peduto e Di Tommaso si fronteggiavano a colpi di manifesti. Li potevi trovare ovunque, sui muri, sulle plance comunali, cassonetti, in alcuni spazi privati. Poi se non erro finite le primarie ambedue i contendenti, per il ruolo di successore di Posa, hanno nuovamente inondato di manifesti Frascati chiedendo grazie ai propri elettori (come se avessero entrambi vinto?!).
Poi è iniziata la campagna elettorale vera e proprio. Qui ben pochi possono definirisi "Paladini della pulizia cittadina". Nessuna superficie poteva dirsi sicura, muri, cassonetti, contenitori della caritas...tutti gli schieramenti coinvolti!
Finite le elezioni, con il risultato che tutti sappiamo, nuovo giro di manifesti per ringraziare: chi dei voti di preferenza chi dei voti di lista, chi dei voti di coalizione. Ovviamente anche in questo caso qualunque superficie era buona!
Premesso ciò, sarei molto felice se s'iniziassero a far rispettare le regole che già esistono sull'affissione abusiva. Chi imbratta, chi occupa spazi non suoi, chi si fa pubblicità senza pagare la dovuta tassa, deve essere sanzionato. Bisogna dare un segnale alla cittadinanza che le regole ci sono, valgono per tutti, e sono rispettate!

Simone Carboni
Consigliere Comunale

Lettera dal "Comitato Frascati tranquilla"

Il "Comitato Frascati tranquilla" espone dei fatti che se verificati risulterebbero molto gravi. Allertiamo l'amministrazione a verificare quanto riportato nella lettera sottostante e a chiarire la faccenda.



Gruppo Consiliare PdL

Dalla sinistra moralismo a senso unico. Dal governo riforme per cambiare il Paese

Il governo sceglie decisamente la strada delle cose, alla ripresa di settembre. L’opposizione s’incarta sul gossip, non ne esce proprio. Cerca anche di farsi dare una mano da Gheddafi pur di parlar male di Berlusconi e far male all’Italia.

Tutto fa brodo, per Mauro & Franceschini (in ordine gerarchico), ma la minestra riesce lo stesso velenosa per loro stessi.


Politica economica. Il governo ha incassato gli elogi di Mario Draghi, governatore di Banca d’Italia, fino a un attimo prima innalzato sugli altari dal sopraccitato duo come nemico supposto di Tremonti. Invece da lui è venuta la promozione delle iniziative del governo contro la recessione (Meeting di Rimini) e la laurea con lode alla politica scolastica e universitaria del ministro Gelmini che premia meriti e amministrazione virtuosa.

Tremonti ribadisce la linea fin qui tenuta, tenere la barra dei conti è oggi l’impresa più difficile, non c’è bisogno di manovre spericolate nella tempesta, ma di avere la forza di reggere il timone senza lasciarsi distrarre dalle critiche e dalle chiacchiere. La scelta di puntare: 1) sulle infrastrutture pubbliche vitali; 2) sugli ammortizzatori sociali per difendere le classi più deboli è l’uno-due da cui non deviare per un Paese che ha il terzo debito pubblico del mondo. Il resto è federalismo fiscale, grande progetto che si inizia a implementare, per dare responsabilità ai centri di spesa regionali e comunali, oggi fuori controllo.

Il risultato di questa politica è una situazione di coesione sociale e di pacificazione che non ha uguali in Europa. E questo è merito del governo, ma anche di imprenditori e lavoratori, volontariato e Chiesa.


A proposito di Chiesa. Si è imbastita in questi giorni – e non è finita – una polemica speciosa tra Berlusconi, le sue politiche sull’immigrazione, e la Santa Sede ed i vescovi. Quanto successo agli eritrei respinti da Malta e soccorsi dall’Italia è diventata occasione di una stucchevole querelle estiva. Le parole di richiamo di alcuni vescovi ad una accoglienza senza remore sono sembrate essere un tiro contro la linea italiana sui clandestini.

Non è così. Il lavoro di Maroni e Mantovano è teso a impedire le traversate della morte, non ad affogare la gente, così come è successo in questi anni. Se tu incentivi con il buonismo le traversate, fai réclame agli schiavisti. Gli eritrei con ogni evidenza non saranno processati come ridicolmente si inventa la sinistra.

La loro richiesta di asilo ferma qualsiasi procedimento per il reato di immigrazione clandestina. Ed essendo l’Eritrea un paese islamo-marxista, dove la libertà religiosa e politica è negata, nessun dubbio è plausibile. Semmai ci sarebbe da domandarsi perché nessuno spieghi chi siano stati e siano gli amici dei persecutori di cristiani e di poveri diavoli: Isayas è uno che è stato portato in palmo di mano, e spesso lo è ancora, dagli stessi adoratori di Fidel Castro.


Il gossip. Incredibile. Qui la faccia tosta della sinistra di Mauro & Franceschini raggiunge il top (anche se non si può mai dire). Dopo mesi in cui l’unico punto dell’universo su cui posare lo sguardo è stato sotto la cintura del Cavaliere, ignorando economia, politica, tutto; inventando e manipolando, calunniando e denigrando in Italia e all’estero, dinanzi ad un‘azione normalissima, la richiesta di danni per via civile, dove dei giudici sono chiamati a valutare se la campagna di Repubblica sia nei confini della libertà di stampa o travalichi in diffamazione, ecco che quelli si infuriano. Vogliono difendersi fuori dal processo invece che nel processo… Bella coerenza…

Ora l’uscita del Giornale su una sentenza passata in giudicato del direttore di Avvenire (non gossip ma roba di Tribunale) ecco che diventa pretesto per parlare di killeraggio e individuare in Berlusconi il mandante. Ma è killeraggio a citare sentenze pubbliche? Berlusconi ha detto di non gradire questa maniera di fare giornalismo, ed in ciò è coerente. Si osa fare la morale a chi si limita a mostrare carte, mentre altri hanno addirittura trasmesso via internet conversazioni private e non passibili di reato.

Questa doppia misura è il culmine dalla politica del Partito democratico, il quale sta perdendo colpi in ogni campo, specie nel suo campo, quello una volta appannaggio presunto della sinistra: e cioè gli operai, i ceti deboli. Restano alla sinistra e a Repubblica gli intellettuali che peraltro hanno perso anche la loro famosa egemonia culturale (quella morale se l’erano attaccata al bavero rubandola).


Meeting di Rimini. Oramai la manifestazione culturale riconosciuta universalmente come la più importante del mondo (sono gli americani a dirlo) è diventata il luogo dove politici e intellettuali di sinistra ricevono legittimazione, sulla base di discorsi seri, mentre dalla loro parte questo è impossibile.

Lo si è ben visto quando Bersani, avversario di Franceschini, al Meeting ha potuto parlare di economia e di politica, mentre in casa sua gli tocca esibirsi solo sul gossip se non vuole essere fischiato dai “travaglini” del Pd. Quanto a Tony Blair, nel suo grande discorso da convertito al cattolicesimo, ha di fatto lanciato da sinistra quello che è un cavallo di battaglia del centro destra italiano: l’economia sociale di mercato, il principio di sussidiarietà. Benvenuto nel nostro club, visto che a sinistra ti trattano da traditore.

Cons.Mario Gori

Capogruppo Consiliare PDL Frascati

Il coraggio del senso civico


In merito alla segnalazione pervenuta dal coraggioso Cittadino signor Emanuele Crestini, con particolare riferimento al caos notturno di viale Vittorio Veneto, non e' possibile, non è giusto e non è democratico che il Signor Sindaco di Frascati e la sua fragile Giunta, per ragioni che nulla hanno a che vedere con una corretta gestione della politica di Frascati, si girino, per così dire, dall’altra parte.

Siamo ormai al caos amministrativo e appare chiaro come la situazione sia totalmente ed inesorabilmente sfuggita di mano. Questo, attenzione, a solo due mesi dalle elezioni!

I fatti parlano chiaro:
questa Amministrazione, in preda a evidenti tensioni interne e stretta tra lacci e lacciuoli, non è in grado di governare Frascati. Tale critica non si leva, buon per noi, solamente dall'opposizione!

Pertanto, attendiamo dal Signor Sindaco una risposta leale (perché sappiamo che è una persona profondamente onesta) c h i a r a e c o m p l e t a su quanto illustrato coraggiosamente dal cittadino che ha protocollato la richiesta di chiarimenti, che ci auguriamo -e vigileremo in maniera comparativa- possa dormire il sonno del giusto e non patire timori di qualsiasi genere.

Ci riserviamo di inoltrare ulteriori e approfondite richieste di chiarimento sulla vicenda nel suo complesso, in un prossimo Consiglio comunale.
I cittadini frascatani , fieri della loro millenaria storia, con noi, vogliono tornare ad ammirare, con serenità, la “Perla dei Castelli romani”.
Non vogliono vivere tra cassonetti maleodoranti e sbilenchi, disinibite pantegane ormai domestiche, cumuli di bottiglie vuote, tappeti mattutini di eiezioni gastriche, improvvisati vespasiani “on air”, movide casarecce, notti insonni sopra i 100 decibel per festival autocelebrativi delle culture sinistre.
Non vogliono soprattutto vivere nel terrore di soccombere alla caotica periferia di Roma, per mano delle ultime retroguardie di una dissolta sinistra, in profonda, storica ed irreversibile crisi d’identita', la quale vorrebbe fare di Frascati, verosimilmente, l’ultimo strenuo e anacronistico caposaldo sperimentale della “urbanizzazione dei Soviet”!

Vincenzo Conte, Presidente del Gruppo Consiliare del PDL

REGIONALI 2010 /STOP ALLA BATTAGLIA DEI MANIFESTI : PROPOSTA CONDIVISA MA PURTROPPO IMPRATICABILE

Il gruppo Argomenti ed il Club della Libertà di Frascati,ai quali sono legato da diverse affinità politiche,giorni fa hanno lanciato una proposta: In occasione delle prossime elezioni Regionali tutte le forze politiche locali,in accordo con l'Amministrazione Comunale,sottoscrivano un accordo con il quale tutti i partiti assumano l'impegno di affiggere i manifesti solo ed esclusivamente sulle plance elettorali( così come prevede tra l'altro la normativa vigente).

Dopo 5 minuti dal lancio della proposta,il Sindaco Di Tommaso,detto ormai " Fast Press Release ", prende la palla al volo ed esterna : " Prendo atto con piacere che dal sito di Mirko Fiasco si invochino delle regole e si chieda ai partiti di trovare un accordo e un’autodisciplina per quanto riguarda le affissioni elettorali. Ricordo che in piena campagna elettorale, avevo denunciato pubblicamente, in piazza e sui giornali, questo fenomeno di affissione selvaggia, tirandomi fuori da quella assurda tenzone. Sono completamente d’accordo sul fatto che si debbano individuare e definire per le prossime elezioni, istituendo un tavolo di confronto tra tutte le forze politiche, delle regole di comportamento precise, con eventuali sanzioni, che insieme al fair play, al buon gusto e al grande e vero amore per la Città di Frascati, impediscano il ripetersi dell’affissione abusiva dei manifesti elettorali. Una “guerra” che non ha condotto a nulla di positivo, ma anzi ha imbrattato e imbarbarito Frascati con un gravissimo danno all’immagine della città".

Di Tommaso furbescamente,anche in questa occasione, fà lo "Svizzero": esalta l'aspetto etico della proposta e dimentica però di recitare il doveroso " Mea Culpa...."; cosa che invece avrebbe dovuto fare, sia per aver letteralmente " incartato " Frascati con i suoi manifesti per ben due mesi (dicembre e gennaio ) in occasione delle primarie del centrosinistra, e sia per aver anche Lui partecipato da protagonista ,insieme a tutti noi , alla "guerra dei manifesti " che è andata in scena nel passato mese di maggio.

Sorvolando sulla ormai solita tecnica comunista della "disinformatia", applicata ancora una volta dal Sindaco,registro l'aspetto positivo della sua esternazione: la condivisione della proposta, che però, purtroppo, potrà essere messa in atto solo in occasione delle future elezioni comunali e non quindi in occasione delle prossime regionali di marzo ;
e questo un politico di professione quale Di Tommaso non può non saperlo.Infatti ,in occasione delle elezioni regionali,tutte le affissioni dei manifesti propagandistici non sono curate direttamente dalle segreterie dei partiti locali ,ma bensì vengono in gran parte appaltate ,dai Comitati elettorali regionali dei partiti e dai Comitati elettorali dei candidati Presidenti e dei candidati Consiglieri, a squadre di " attacchini professionisti " che operano su tutto il territorio regionale; imporre a tutti questi numerosissimi cooprotagonisti ( ogni partito avrà 60 candidati in lista) il rispetto,nel nostro comune, del suddetto accordo è,di fatto, praticamente impossibile.

Propongo quindi che, fin da ora,i responsabili dei partiti e delle liste civiche locali, si incontrino per redigere uno specifico codice etico da mettere in atto in occasione delle future elezioni comunali; elezioni in cui il rispetto di questo accordo,nel nostro comune, dipenderà esclusivamente da noi. Nella speranza poi che non ci siano,nuovamente, in concomitanza le elezioni europee ,altrimenti si riproporrà la stessa situazione delle elezioni regionali.

Da parte mia,
qualora dovessi essere in futuro nuovamente candidato alle elezioni comunali,prendo fin d'ora un pubblico impegno : farò affiggere i miei manifestisolo ed esclusivamente sulle plance elettorali. Mi scuso pertanto con i miei concittadini se ciò non è accaduto nel corso delle passate elezioni comunali.Culpa in vigilando.
Cons.Mario Gori
Capogruppo PDL Frascati

Senza commento...

per gli addetti ai lavori, un richiamo ad alcune norme del Codice della Strada, ai fini di una migliore valutazione della situazione segnalata in via V. Veneto.



"Nuovo codice della strada", decreto legisl. 30 aprile 1992 n. 285, aggiornato con decreto legisl. 10 sett. 1993 n. 360 , d.P.R. 19 apr. 1994 n. 575, decreto legisl. 4 giugno 1997 n. 143, d.m. 28 dic. 1998.

Art. 3. Definizioni stradali e di traffico.

TITOLO I - DISPOSIZIONI GENERALI

Art. 3. Definizioni stradali e di traffico.

1. Ai fini delle presenti norme le denominazioni stradali e di traffico hanno i seguenti significati:

1) Area di intersezione: parte della intersezione a raso, nella quale si intersecano due o più correnti di traffico.

2) Area pedonale: zona interdetta alla circolazione dei veicoli, salvo quelli in servizio di emergenza, i velocipedi e i veicoli al servizio di persone con limitate o impedite capacità motorie, nonché eventuali deroghe per i veicoli ad emissioni zero aventi ingombro e velocità tali da poter essere assimilati ai velocipedi. In particolari situazioni i comuni possono introdurre, attraverso apposita segnalazione, ulteriori restrizioni alla circolazione su aree pedonali; (1).

3) Attraversamento pedonale: parte della carreggiata, opportunamente segnalata ed organizzata, sulla quale i pedoni in transito dall'uno all'altro lato della strada godono della precedenza rispetto ai veicoli.

4) Banchina: parte della strada compresa tra il margine della carreggiata ed il più vicino tra i seguenti elementi longitudinali: marciapiede, spartitraffico, arginello, ciglio interno della cunetta, ciglio superiore della scarpata nei rilevati.

5) Braccio di intersezione: cfr. Ramo di intersezione.

6) Canalizzazione: insieme di apprestamenti destinato a selezionare le correnti di traffico per guidarle in determinate direzioni.

7) Carreggiata: parte della strada destinata allo scorrimento dei veicoli; essa è composta da una o più corsie di marcia ed, in genere, è pavimentata e delimitata da strisce di margine.

8) Centro abitato: insieme di edifici, delimitato lungo le vie di accesso dagli appositi segnali di inizio e fine. Per insieme di edifici si intende un raggruppamento continuo, ancorché intervallato da strade, piazze, giardini o simili, costituito da non meno di venticinque fabbricati e da aree di uso pubblico con accessi veicolari o pedonali sulla strada.

9) Circolazione: è il movimento, la fermata e la sosta dei pedoni, dei veicoli e degli animali sulla strada.

10) Confine stradale: limite della proprietà stradale quale risulta dagli atti di acquisizione o dalle fasce di esproprio del progetto approvato; in mancanza, il confine è costituito dal ciglio esterno del fosso di guardia o della cunetta, ove esistenti, o dal piede della scarpata se la strada è in rilevato o dal ciglio superiore della scarpata se la strada è in trincea.

11) Corrente di traffico: insieme di veicoli (corrente veicolare), o pedoni (corrente pedonale), che si muovono su una strada nello stesso senso di marcia su una o più file parallele, seguendo una determinata traiettoria.

12) Corsia: parte longitudinale della strada di larghezza idonea a permettere il transito di una sola fila di veicoli.

13) Corsia di accelerazione: corsia specializzata per consentire ed agevolare l'ingresso ai veicoli sulla carreggiata.

14) Corsia di decelerazione: corsia specializzata per consentire l'uscita dei veicoli da una carreggiata in modo da non provocare rallentamenti ai veicoli non interessati a tale manovra.

15) Corsia di emergenza: corsia, adiacente alla carreggiata, destinata alle soste di emergenza, al transito dei veicoli di soccorso ed, eccezionalmente, al movimento dei pedoni, nei casi in cui sia ammessa la circolazione degli stessi.

16) Corsia di marcia: corsia facente parte della carreggiata, normalmente delimitata da segnaletica orizzontale.

17) Corsia riservata: corsia di marcia destinata alla circolazione esclusiva di una o solo di alcune categorie di veicoli.

18) Corsia specializzata: corsia destinata ai veicoli che si accingono ad effettuare determinate manovre, quali svolta, attraversamento, sorpasso, decelerazione, accelerazione, manovra per la sosta o che presentano basse velocità o altro.

19) Cunetta: manufatto destinato allo smaltimento delle acque meteoriche o di drenaggio, realizzato longitudinalmente od anche trasversalmente all'andamento della strada.

20) Curva: raccordo longitudinale fra due tratti di strada rettilinei, aventi assi intersecantisi, tali da determinare condizioni di limitata visibilità.

21) Fascia di pertinenza: striscia di terreno compresa tra la carreggiata ed il confine stradale. È parte della proprietà stradale e può essere utilizzata solo per la realizzazione di altre parti della strada.

22) Fascia di rispetto: striscia di terreno, esterna al confine stradale, sulla quale esistono vincoli alla realizzazione, da parte dei proprietari del terreno, di costruzioni, recinzioni, piantagioni, depositi e simili.

23) Fascia di sosta laterale: parte della strada adiacente alla carreggiata, separata da questa mediante striscia di margine discontinua e comprendente la fila degli stalli di sosta e la relativa corsia di manovra.

24) Golfo di fermata: parte della strada, esterna alla carreggiata, destinata alle fermate dei mezzi collettivi di linea ed adiacente al marciapiede o ad altro spazio di attesa per i pedoni.

25) Intersezione a livelli sfalsati: insieme di infrastrutture (sovrappassi; sottopassi e rampe) che consente lo smistamento delle correnti veicolari fra rami di strade poste a diversi livelli.

26) Intersezione a raso (o a livello): area comune a più strade, organizzata in modo da consentire lo smistamento delle correnti di traffico dall'una all'altra di esse.

27) Isola di canalizzazione: parte della strada, opportunamente delimitata e non transitabile, destinata a incanalare le correnti di traffico.

28) Isola di traffico: cfr. Isola di canalizzazione.

29) Isola salvagente: cfr. Salvagente.

30) Isola spartitraffico: cfr. Spartitraffico.

31) Itinerario internazionale: strade o tratti di strade facenti parte degli itinerari così definiti dagli accordi internazionali.

32) Livelletta: tratto di strada a pendenza longitudinale costante.

33) Marciapiede: parte della strada, esterna alla carreggiata, rialzata o altrimenti delimitata e protetta, destinata ai pedoni.

34) Parcheggio: area o infrastruttura posta fuori della carreggiata, destinata alla sosta regolamentata o non dei veicoli.

34-bis) Parcheggio scambiatore: parcheggio situato in prossimità di stazioni o fermate del trasporto pubblico locale o del trasporto ferroviario, per agevolare l'intermodalità; (2)

35) Passaggio a livello: intersezione a raso, opportunamente attrezzata e segnalata ai fini della sicurezza, tra una o più strade ed una linea ferroviaria o tranviaria in sede propria.

36) Passaggio pedonale (cfr. anche Marciapiede): parte della strada separata dalla carreggiata, mediante una striscia bianca continua o una apposita protezione parallela ad essa e destinata al transito dei pedoni. Esso espleta la funzione di un marciapiede stradale, in mancanza di esso.

37) Passo carrabile: accesso ad un'area laterale idonea allo stazionamento di uno o più veicoli.

38) Piazzola di sosta: parte della strada, di lunghezza limitata, adiacente esternamente alla banchina, destinata alla sosta dei veicoli.

39) Pista ciclabile: parte longitudinale della strada, opportunamente delimitata, riservata alla circolazione dei velocipedi.

40) Raccordo concavo (cunetta): raccordo tra due livellette contigue di diversa pendenza che si intersecano al di sotto della superficie stradale. Tratto di strada con andamento longitudinale concavo.

41) Raccordo convesso (dosso): raccordo tra due livellette contigue di diversa pendenza che si intersecano al di sopra della superficie stradale. Tratto di strada con andamento longitudinale convesso.

42) Ramo di intersezione: tratto di strada afferente una intersezione.

43) Rampa (di intersezione): strada destinata a collegare due rami di un'intersezione.

44) Ripa: zona di terreno immediatamente sovrastante o sottostante le scarpate del corpo stradale rispettivamente in taglio o in riporto sul terreno preesistente alla strada.

45) Salvagente: parte della strada, rialzata o opportunamente delimitata e protetta, destinata al riparo ed alla sosta dei pedoni, in corrispondenza di attraversamenti pedonali o di fermate dei trasporti collettivi.

46) Sede stradale: superficie compresa entro i confini stradali. Comprende la carreggiata e le fasce di pertinenza.

47) Sede tranviaria: parte longitudinale della strada, opportunamente delimitata, riservata alla circolazione dei tram e dei veicoli assimilabili.

48) Sentiero (o Mulattiera o Tratturo): strada a fondo naturale formatasi per effetto del passaggio di pedoni o di animali.

49) Spartitraffico: parte longitudinale non carrabile della strada destinata alla separazione di correnti veicolari.

50) Strada extraurbana: strada esterna ai centri abitati.

51) Strada urbana: strada interna ad un centro abitato.

52) Strada vicinale (o Poderale o di Bonifica): strada privata fuori dai centri abitati ad uso pubblico.

53) Svincolo: intersezione a livelli sfalsati in cui le correnti veicolari non si intersecano tra loro.

53-bis) Utente debole: pedoni, disabili in carrozzella, ciclisti e tutti coloro i quali meritino una tutela particolare dai pericoli derivanti dalla circolazione sulle strade; (2)

54) Zona a traffico limitato: area in cui l'accesso e la circolazione veicolare sono limitati ad ore prestabilite o a particolari categorie di utenti e di veicoli.

55) Zona di attestamento: tratto di carreggiata, immediatamente a monte della linea di arresto, destinato all'accumulo dei veicoli in attesa di via libera e, generalmente, suddiviso in corsie specializzate separate da strisce longitudinali continue.

56) Zona di preselezione: tratto di carreggiata, opportunamente segnalato, ove è consentito il cambio di corsia affinché i veicoli possano incanalarsi nelle corsie specializzate.

57) Zona di scambio: tratto di carreggiata a senso unico, di idonea lunghezza, lungo il quale correnti di traffico parallele, in movimento nello stesso verso, possono cambiare la reciproca posizione senza doversi arrestare.

58) Zona residenziale: zona urbana in cui vigono particolari regole di circolazione a protezione dei pedoni e dell'ambiente, delimitata lungo le vie di accesso dagli appositi segnali di inizio e di fine.

2. Nel regolamento sono stabilite altre definizioni stradali e di traffico di specifico rilievo tecnico.



(1) Definizione sostituita dalla legge n. 214 del 1° agosto 2003, di conversione del decreto-legge n. 151/2003.
(2) Definizione inserita dalla legge n. 214 del 1° agosto 2003, di conversione del decreto-legge n. 151/2003.

Art. 157. Arresto, fermata e sosta dei veicoli.

TITOLO V - NORME DI COMPORTAMENTO

Art. 157. Arresto, fermata e sosta dei veicoli.


1. Agli effetti delle presenti norme:

a) per arresto si intende l'interruzione della marcia del veicolo dovuta ad esigenze della circolazione;

b) per fermata si intende la temporanea sospensione della marcia anche se in area ove non sia ammessa la sosta, per consentire la salita o la discesa delle persone, ovvero per altre esigenze di brevissima durata. Durante la fermata, che non deve comunque arrecare intralcio alla circolazione, il conducente deve essere presente e pronto a riprendere la marcia;

c) per sosta si intende la sospensione della marcia del veicolo protratta nel tempo, con possibilità di allontanamento da parte del conducente;

d) per sosta di emergenza si intende l'interruzione della marcia nel caso in cui il veicolo è inutilizzabile per avaria ovvero deve arrestarsi per malessere fisico del conducente o di un passeggero.

2. Salvo diversa segnalazione, ovvero nel caso previsto dal comma 4, in caso di fermata o di sosta il veicolo deve essere collocato il più vicino possibile al margine destro della carreggiata, parallelamente ad esso e secondo il senso di marcia. Qualora non esista marciapiede rialzato, deve essere lasciato uno spazio sufficiente per il transito dei pedoni, comunque non inferiore ad un metro. Durante la sosta, il veicolo deve avere il motore spento. (1)

3. Fuori dei centri abitati, i veicoli in sosta o in fermata devono essere collocati fuori della carreggiata, ma non sulle piste per velocipedi , salvo che sia appositamente segnalato, sulle banchine. In caso di impossibilità, la fermata e la sosta devono essere effettuate il più vicino possibile al margine destro della carreggiata, parallelamente ad esso e secondo il senso di marcia. Sulle carreggiate delle strade con precedenza la sosta è vietata.

4. Nelle strade urbane a senso unico di marcia la sosta è consentita anche lungo il margine sinistro della carreggiata, purché rimanga spazio sufficiente al transito almeno di una fila di veicoli e comunque non inferiore a tre metri di larghezza.

5. Nelle zone di sosta all'uopo predisposte i veicoli devono essere collocati nel modo prescritto dalla segnaletica.

6. Nei luoghi ove la sosta è permessa per un tempo limitato è fatto obbligo ai conducenti di segnalare, in modo chiaramente visibile, l'orario in cui la sosta ha avuto inizio. Ove esiste il dispositivo di controllo della durata della sosta è fatto obbligo di porlo in funzione.

7. È fatto divieto a chiunque di aprire le porte di un veicolo, di discendere dallo stesso, nonché di lasciare aperte le porte, senza essersi assicurato che ciò non costituisca pericolo o intralcio per gli altri utenti della strada.

7-bis. È fatto divieto di tenere il motore acceso, durante la sosta o la fermata del veicolo, allo scopo di mantenere in funzione l’impianto di condizionamento d’aria nel veicolo stesso; dalla violazione consegue la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 200 a euro 400. (2)

8. Fatto salvo quanto disposto dal comma 7-bis, chiunque viola le disposizioni di cui al presente articolo è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 38 a euro 155.



Regolamento Art. 157

Regolamento di esecuzione e di attuazione del nuovo codice della strada - Decreto del Presidente della Repubblica 16 dicembre 1992, n. 495 (in Suppl. ord. alla Gazz. Uff., 28 dicembre 1992, n. 303) e successive modificazioni.

TITOLO V - NORME DI COMPORTAMENTO

3 - ARRESTI, SOSTE E FERMATE DEI VEICOLI (ARTT. 157-163 C.S.)

Art. 351. - Arresti e soste dei veicoli in generale (art. 157 C.s.).

1. Nel caso di incolonnamento di veicoli, il conducente non può né arrestare, né fermare la marcia del veicolo in modo da impegnare l'area di intersezione, senza essersi assicurato di poter sgombrare l'area stessa in tempo utile a consentire l'attraversamento dei pedoni e il deflusso delle correnti di circolazione trasversale.

2. Nelle zone di sosta nelle quali siano delimitati, mediante segnaletica orizzontale, gli spazi destinati a ciascun veicolo, i conducenti sono tenuti a sistemare il proprio veicolo entro lo spazio ad esso destinato, senza invadere gli spazi contigui.

3. Le manovre indicate dall'articolo 157, comma 7, del codice, devono essere, nei casi consentiti dalla stessa norma, sempre eseguite nel tempo strettamente necessario, in relazione alle condizioni del traffico, in modo da assicurare la sicurezza del medesimo.

Regolamento di esecuzione e di attuazione del nuovo codice della strada - Decreto del Presidente della Repubblica 16 dicembre 1992, n. 495 (in Suppl. ord. alla Gazz. Uff., 28 dicembre 1992, n. 303) e successive modificazioni.

TITOLO V - NORME DI COMPORTAMENTO

3 - ARRESTI, SOSTE E FERMATE DEI VEICOLI (ARTT. 157-163 C.S.)


Art. 352. - Fermata degli autoveicoli in servizio pubblico di linea per trasporto di persone (art. 157 C.s.).

1. La parte della carreggiata appositamente indicata con la segnaletica orizzontale, destinata alla fermata degli autobus, dei filobus, dei tram e degli scuolabus per la salita e la discesa dei passeggeri, nonché per i capilinea dei medesimi, deve essere sempre segnalata con l'apposita segnaletica verticale. L'apposizione è a cura del gestore del servizio, previa intesa con l'ente proprietario della strada.

2. Nelle strade extraurbane ad unica carreggiata e a doppio senso di marcia, le aree di fermata devono essere ubicate in posizione tale che distino tra loro almeno 50 m, in posizione posticipata l'una rispetto all'altra, secondo il rispettivo senso di marcia.

3. Nei centri abitati e sulle strade extraurbane le fermate dei veicoli di cui al comma 1, situate in corrispondenza delle aree di intersezione, sono poste, di massima, dopo l'area di intersezione, ad una distanza non minore di 20 m. Se il numero delle linee e la frequenza delle corse causa accumulo dei mezzi in modo da costituire intralcio per l'area di intersezione, la fermata deve essere anticipata ad almeno 10 m dalla soglia dell'intersezione.

4. Quando è necessario predisporre una fermata nel tratto immediatamente seguente o precedente una curva, salvo il caso di ubicazione dell'area di fermata in apposita piazzola di sosta esterna alla carreggiata, l'ente proprietario della strada dovrà determinare, caso per caso e con molta cura, la distanza più opportuna della fermata dalla curva stessa, così da evitare che il sorpasso di un autobus fermo risulti pericoloso.

5. Nei centri abitati le aree di fermata non devono essere collocate a fianco di quelle tranviarie provviste di salvagente a meno che lo spazio tra i bordi contigui del salvagente e dei marciapiedi sia di almeno 6 m. In ogni caso, le aree di fermata, ove possibile, devono essere collocate in spazi esterni alla carreggiata, dotati di agevoli raccordi di entrata e uscita.

6. Lungo le strade extraurbane, dove le fermate degli autobus, dei filobus e degli scuolabus possono costituire intralcio o pericolo per la circolazione, per la ristrettezza della carreggiata stradale, si devono prevedere, di massima, apposite piazzole di fermata fuori della carreggiata. Le piazzole di fermata devono avere una larghezza minima di 3 m in corrispondenza della fermata e una lunghezza minima di 12 m. Inoltre, dovranno essere provviste di raccordi di entrata e uscita di lunghezza minima di 30 m . Le piazzole di fermata devono essere completate da un marciapiede o apposita isola rialzata, opportunamente attrezzati, per la sosta dei passeggeri in attesa.

7. Le fermate degli autobus di cui al presente articolo devono essere effettuate esclusivamente nelle zone indicate nei commi che precedono, in modo da evitare che i passeggeri in salita o in discesa dai mezzi impegnino la carreggiata, diminuendo la capacità della strada ed intralciando il traffico sulla stessa.

Art. 158. Divieto di fermata e di sosta dei veicoli.

TITOLO V - NORME DI COMPORTAMENTO

Art. 158. Divieto di fermata e di sosta dei veicoli.

1. La fermata e la sosta sono vietate:

a) in corrispondenza o in prossimità dei passaggi a livello e sui binari di linee ferroviarie o tranviarie o così vicino ad essi da intralciarne la marcia;

b) nelle gallerie, nei sottovia, sotto i sovrapassaggi, sotto i fornici e i portici, salvo diversa segnalazione;

c) sui dossi e nelle curve e, fuori dei centri abitati e sulle strade urbane di scorrimento, anche in loro prossimità;

d) in prossimità e in corrispondenza di segnali stradali verticali e semaforici in modo da occultarne la vista, nonché in corrispondenza dei segnali orizzontali di preselezione e lungo le corsie di canalizzazione;

e) fuori dei centri abitati, sulla corrispondenza e in prossimità delle aree di intersezione;

f) nei centri abitati, sulla corrispondenza delle aree di intersezione e in prossimità delle stesse a meno di 5 m dal prolungamento del bordo più vicino della carreggiata trasversale, salvo diversa segnalazione;

g) sui passaggi e attraversamenti pedonali e sui passaggi per ciclisti, nonché sulle piste ciclabili e agli sbocchi delle medesime;

h) sui marciapiedi, salvo diversa segnalazione.

2. La sosta di un veicolo è inoltre vietata:

a) allo sbocco dei passi carrabili;

b) dovunque venga impedito di accedere ad un altro veicolo regolarmente in sosta, oppure lo spostamento di veicoli in sosta (1);

c) in seconda fila, salvo che si tratti di veicoli a due ruote, due ciclomotori a due ruote o due motocicli (1);

d) negli spazi riservati allo stazionamento e alla fermata degli autobus, dei filobus e dei veicoli circolanti su rotaia e, ove questi non siano delimitati, a una distanza dal segnale di fermata inferiore a 15 m, nonché negli spazi riservati allo stazionamento dei veicoli in servizio di piazza (1);

e) sulle aree destinate al mercato e ai veicoli per il carico e lo scarico di cose, nelle ore stabilite;

f) sulle banchine, salvo diversa segnalazione;

g) negli spazi riservati alla fermata o alla sosta dei veicoli per persone invalide di cui all'art. 188 e in corrispondenza degli scivoli o dei raccordi tra i marciapiedi, rampe o corridoi di transito e la carreggiata utilizzati dagli stessi veicoli;

h) nelle corsie o carreggiate riservate ai mezzi pubblici;

i) nelle aree pedonali urbane;

l) nelle zone a traffico limitato per i veicoli non autorizzati;

m) negli spazi asserviti ad impianti o attrezzature destinate a servizi di emergenza o di igiene pubblica indicati dalla apposita segnaletica;

n) davanti ai cassonetti dei rifiuti urbani o contenitori analoghi;

o) limitatamente alle ore di esercizio, in corrispondenza dei distributori di carburante ubicati sulla sede stradale ed in loro prossimità sino a 5 m prima e dopo le installazioni destinate all'erogazione.

3. Nei centri abitati è vietata la sosta dei rimorchi quando siano staccati dal veicolo trainante, salvo diversa segnalazione.

4. Durante la sosta e la fermata il conducente deve adottare le opportune cautele atte a evitare incidenti ed impedire l'uso del veicolo senza il suo consenso.

5. Chiunque viola le disposizioni del comma 1 e delle lettere d), g) e h) del comma 2 è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 78 a euro 311. (2)

6. Chiunque viola le altre disposizioni del presente articolo è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 38 a euro 155.

7. Le sanzioni di cui al presente articolo si applicano per ciascun giorno di calendario per il quale si protrae la violazione.



(1) La competenza a disporre la rimozione dei veicoli, in questi casi, può anche essere conferita agli "ausiliari del traffico" istituiti dall'art. 17 della legge n. 127 del 1997. Così stabilito dall'art. 68 della legge 23 dicembre 1999 n. 488 (legge finanziaria 2000), in aggiunta ai poteri di contestazione immediata e sottoscrizione del verbale di accertamento (qualora gli ausiliari siano stati nominativamente designati dal sindaco), che la medesima legge ha interpretato come compresi nelle funzioni di prevenzione ed accertamento delle violazioni alle norme della circolazione ad essi attribuite dalla predetta legge n. 127 del 1997.
(2) Comma modificato dalla legge n. 214 del 1° agosto 2003, di conv. del decreto-legge n. 151/2003.

Regolamento Art. 158

Regolamento di esecuzione e di attuazione del nuovo codice della strada - Decreto del Presidente della Repubblica 16 dicembre 1992, n. 495 (in Suppl. ord. alla Gazz. Uff., 28 dicembre 1992, n. 303) e successive modificazioni.

TITOLO V - NORME DI COMPORTAMENTO

3 - ARRESTI, SOSTE E FERMATE DEI VEICOLI (ARTT. 157-163 C.S.)

Art. 353. - Fermata e sosta dei veicoli (art. 158 C.s.).

1. Non è consentito fermarsi per chiedere informazioni agli agenti del traffico, quando ciò possa causare intralcio o rallentamento alla circolazione.

2. Il conducente che lascia il veicolo in sosta nei casi consentiti, deve azionare il freno di stazionamento e, di regola, deve aver cura di inserire il rapporto più basso del cambio di velocità. Nelle strade a forte pendenza si deve, inoltre, lasciare in sosta il veicolo con le ruote sterzate, ed i veicoli di massa complessiva massima a pieno carico superiore a 3,5 t devono applicare i cunei bloccaruote.

3. Il veicolo in sosta deve avere il motore spento.


Mi auguro vivamente che la sintetica illustrazione di alcuni articoli del Codice della Strada serva di contributo per risolvere i problemi di cui tutta la cittadinanza parla.

E' bene ricordare che nel tratto di strada in esame è presente, come segnaletica orizzontale, la striscia bianca continua (anche se sbiadita) che delimita il lato destro della corsia, a ridosso del marciapiede


Vincenzo Conte, Presidente del Gruppo Consiliare del PDL

martedì 1 settembre 2009

Figli e Figliastri ?!

Riceviamo la seguente lettera, protocollata ieri 31/08/2009 presso il comune di Frascati. Riteniamo molto interessante il contenuto di tale documento. Sicuri che il nostro Sindaco saprà rispondere al meglio agli interrogativi di questo cittadino.





Conte Vincenzo, Carboni Simone
Consiglieri Comunali PdL

lunedì 31 agosto 2009

Ancora Incuria

"Ciao Simone. Ti pongo, ove di Tuo interesse, una questione attinente Villa Torlonia. Quotidianamente ci porto le mie bambine in bicicletta e, spesso, attirate dalla curiosità infantile, si introducono nell'area posteriore il palco utilizzato per le manifestazioni estive. L'area è accessibile perchè la"recinzione" consente l'ingresso. Sotto il palco c'è una distesa di rifiuti di ogni genere, sul palco vi sono tavole/tavolette con chiodi e viti sparse un po' ovunque. Ora, essendo trascorso diverso tempo dall'utilizzo della struttura, mi chiedo (e Ti chiedo) perché mai questa non viene smontata e l'area bonificata, stante la presenza giornaliera di bambini (e non solo) che frequentano la Villa? Ti allego alcune fotografie che, se vorrai, potrai utilizzare a corredo di una eventuale interrogazione al Sindaco/Assessore competente."



Immagini che, al solito, parlano chiaro. Provvederò al più presto a produrre un'interrogazione chiedendo i motivi per cui la struttura, nonostante abbia già esaurito da tempo la sua funzione, sia ancora presente e a chi sia imputabile tale disservizio. Non posso che constatare la condizione dei nostri parchi comunali, non sufficientemente curati, o come nel caso di Villa Sciarra "quasi abbandonati". Mi batterò in consiglio affinchè vengano destinate maggiori risorse per le nostre aree verdi.
Ti ringrazio per la segnalazione che ho deciso di mantenere anonima per ovvie esigenze di Privacy. Invito nuovamente la cittadinanza a comunicarci altri disservizi presso la mail info@pdlfrascati.org o presso la mia mail personale coals82@gmail.com (indicando se si vuole o no essere citati pubblicamente come fonte).


Simone Carboni
Consigliere Comunale

IMMIGRAZIONE: MIGRANTI VERSO SICILIA, RESPINTI IN LIBIA


PALERMO - Un nuovo respingimento in Libia è stato deciso dal governo italiano nei confronti dei 75 migranti, tra i quali 15 donne e tre minori, a bordo di un gommone che è stato intercettato questa mattina al di fuori delle acque territoriali, a circa 24 miglia a Sud di Capo Passero. Le motovedette italiane sono intervenute quando hanno visto che l'imbarcazione, che ieri era stata "assistita" da un'unità militare maltese prima di proseguire la sua rotta verso Nord, si stava dirigendo "inequivocabilmente" verso le coste della Sicilia sud orientale. Tranne un immigrato con alcune costole rotte, che dopo un controllo del medico è stato trasferito a Pozzallo (Ragusa), tutti gli altri sono già stati trasbordati su un pattugliatore d'altura della Guardia di Finanza che sta facendo rotta su Tripoli. Secondo le prime informazioni gli extracomunitari sarebbero in maggioranza somali o comunque provenienti dal Corno d'Africa, dunque nelle condizioni di fare richiesta d'asilo. Quello di oggi è l'ennesimo respingimento, dopo l'accordo bilaterale tra Italia e Libia; dal 6 maggio ad oggi sono oltre un migliaio gli immigrati che sono stati riportati a Tripoli.

BERLUSCONI: SERVE RIGORE
Noi rispettiamo tutte le leggi. Se vogliamo davvero procedere ad una politica vera di integrazione, dobbiamo essere rigorosi per non aprire l'Italia a chiunque'. Lo ha detto il premier Silvio Berlusconi rispondendo ai cronisti sul respingimento in Libia dei 75 immigrati intercettati oggi nel canale di Sicilia, a margine della cerimonia a Shabit Jfarai (Tripoli), per la posa simbolica della prima pietra dell'autostrada che rappresenta una delle compensazioni per il passato coloniale italiano in Libia.(ANSA).

IN OSPEDALE MALTA 4 MIGRANTI GOMMONE RESPINTO
Quattro migranti, tra i quali una donna e un neonato, che erano a bordo del gommone con altri 75 extracomunitari respinti oggi in Libia dal governo italiano, sono stati soccorsi ieri sera dalle motovedette maltesi e trasferiti nell'ospedale Mater Dei della Valletta. L'intervento nei confronti dei quattro immigrati, che necessitavano di cure mediche immediate, e' stata comunicata solo oggi dal portavoce delle Forze Armate maltesi Ivan Consiglio. Un altro profugo in precarie condizioni di salute e' stato invece trasferito stamani dalle motovedette italiane a Pozzallo. Secondo le prime informazioni i migranti sarebbero in gran parte somali.

tratto da :www.ansa.it

domenica 30 agosto 2009

Carboni su Frammenti 2009

Il consigliere comunale Carboni Simone ha fatto visita stamane agli organizzatori della manifestazione "Frammenti 2009". Una chiacchierata informale in cui il giovane esponente del PdL ha potuto fare gli auguri, da parte dei giovani del PdL, per la buona riuscita della manifestazione, ma anche per chiedere agli organizzatori di venire incontro alle esigenze dei cittadini residenti nelle vicinanze, in particolar modo nei giorni in cui vi sarà il maggior afflusso di persone.
Il Consigliere Carboni afferma: - Solo chi ha organizzato manifestazioni del genere sa quanto lavoro e impegno serva per far riuscire questo genere di eventi. Nonostante le differenze culturali, non posso che essere vicino a dei nostri coetanei che tanto si stanno adoperando in queste afose giornate, spesso a puro titolo di volontariato.-
Nel sopralluogo odierno Carboni non ha potuto che evidenziare lo stato indecoroso in cui versa il parco di Villa Sciarra. Dichiara il consigliere:- Questo è un altro di quei casi in cui l'amministrazione ha "sonnecchiato". In vista di questo evento si poteva, anzi doveva, curare maggiormente il parco, eliminando le sterpaglie, comunque a rischio d'incendio, e ripulendo le facciate dei muri dalle numerose improperie lasciate da qualche liceale scapestrato-.
I temi di confronto sono molteplici. Particolare attenzione è stata destata dal discorso della "Banca Etica". Il consigliere aggiunge:- Sono sotto gli occhi di tutti gli effetti di un capitalismo troppo aggressivo e della finanza creativa. Alcune banche d'affari sono state le prime artefici della crisi internazionale. E' compito dei governi e della società civile porsi delle domande e provare a dare delle risposte. Sono convinto che saranno le giovani generazioni a cambiare le regole dell'economia rendendola più a misura della società in cui viviamo-.
LP