sabato 16 maggio 2009

Alcuni punti del nostro programma elettorale per Frascati


Frascati nel 21° secolo

  • individuazione e nomina dello staff di progettazione di comprovata esperienza professionale;
  • costituzione di una commissione tecnica, i cui lavori devono concludersi entro trenta/quarantacinque giorni, per la definizione delle linee guida per la redazione della variante generale al Piano regolatore da sottoporre all’approvazione del Consiglio Comunale dopo una ampia consultazione della città;
  • definizione di un piano stralcio per l’edilizia residenziale pubblica all’interno delle linee guida che, previa una valutazione del fabbisogno abitativo, colga le opportunità che saranno offerte dal Piano Casa che sarà predisposto dal Governo;
  • avvio delle procedure per l’esame delle proposte pervenute entro i termini del bando per il Programma Integrato 1 di Grotte Portella nell’ottica di una riqualificazione sostanziale delle realizzazioni;
  • potenziamento delle squadre di VV.UU e tecnici specializzati per la vigilanza sul territorio;
  • adozione di una deliberazione per la definizione del danno ambientale;


Raccolta differenziata

  • istituzione di una commissione tecnica con la partecipazione del gestore per la messa a punto del sistema e la programmazione operativa. I lavori dovranno concludersi entro trenta/quarantacinque giorni;
  • avvio graduale per settori del nuovo sistema secondo un programma predeterminato;


Ambiente, arredo e decoro urbano

  • installazione di portarifiuti nel centro urbano e nei centri abitati della periferia in numero adeguato;
  • predisposizione di bandi per concorsi di idee per la riqualificazione dell’arredo urbano del centro storico;
  • approvazione di un progetto di massima con annesso piano finanziario poliennale per l’installazione di pannelli solari e/o fotovoltaico a servizio degli edifici pubblici comunali e della pubblica illuminazione del centro urbano;
  • in collaborazione con gli Enti di ricerca, definizione di un piano di monitoraggio continuo dell’inquinamento atmosferico, acustico e dell’elettrosmog;
  • istituzione di un servizio continuativo per la ripulitura delle scritte, graffiti ecc. dagli edifici pubblici e dai monumenti;


La casa

  • adozione delibera ricognitiva per la cessione a tutti i legittimi affittuari delle unità immobiliari afferenti il patrimonio comunale disponibili per la dismissione;
  • stipula con i principali istituti di credito presenti sul territorio di un protocollo d’intesa per la definizione dei criteri di accesso agevolato ai finanziamenti per l’acquisto della prima casa;
  • costituzione di un fondo di garanzia comunale per il sostegno all’acquisto della prima casa fruibile dai soggetti deboli che non posseggono sufficienti garanzie;
  • atto di indirizzo per l’acquisto di aree e immobili ovvero per la costruzione diretta di abitazioni utilizzando i fondi derivanti dalle dismissioni, da progetti regionali, nazionali ed europei;


L’economia al servizio della città

  • approvazione linee guida per l’istituzione del parco commerciale naturale;
  • istituzione ufficio rilevazione dei finanziamenti;
  • approvazione piano di utilizzo immobile ex Maestre Pie Filippini;
  • istituzione tavoli di consultazione con rappresentanti dei settori economici;
  • rivisitazione dello stato del patrimonio comunale e relazione degli indirizzi al C.C.;
  • revisione del bilancio comunale;


Nuove opere e mobilità

  • adozione delibera quadro per la realizzazione del parcheggio multipiano “Metro-park”;
  • adozione delibera quadro per la realizzazione dei parcheggi “Micros” e/o Villa Innocenti;
  • adozione delibera quadro per la realizzazione del parcheggio stazione Tor Vergata e sistemazione dell’area;
  • revisione organizzazione parcheggi a pagamento ed istituzione bonus;
  • istituzione commissione tecnica studio flussi veicolari;
  • inventario dello stato di manutenzione della viabilità e della pubblica illuminazione;
  • incarico di progettazione per area ex piscina di Villa Torlonia;
  • incarico di progettazione per sistemazione area antistante chiesa di Cocciano;
  • adozione delibera quadro istituzione “Villaggio della solidarietà;


Il Comune dei cittadini

  • riorganizzazione degli uffici comunali;
  • adozione delibera quadro informatizzazione uffici comunali e adeguamento sito internet;
  • riorganizzazione e potenziamento Ufficio Relazioni con il Pubblico;
  • collegamento rete wi-fi in almeno 5 postazioni distribuite sul territorio;
  • istituzione numero verde gratuito;


La sicurezza

  • potenziamento del corpo dei Vigili Urbani con l’assegnazione di personale amministrativo;
  • programmazione di corsi di formazione professionale e per le lingue;
  • istituzione di pattuglie per la vigilanza sul territorio;
  • adozione delibera quadro per l’installazione di sistemi di videosorveglianza;


La sanità e le attività sociali

  • adozione delibera di intenti per la valorizzazione dell’ospedale di Frascati;
  • apertura con l’ASL di un tavolo per il potenziamento delle attività distrettuali (ambulatori istituzionali, utilizzazione delle apparecchiature, CAD) e per la disponibilità di nuove apparecchiature (risonanza magnetica, cobaltoterapia);
  • adozione di protocollo di intesa con la ASL per la realizzazione di parcheggio multipiano area ASL su Via Fermi;
  • apertura di un tavolo di consultazione con le più importanti organizzazioni del volontariato locale per definire progetti d’intervento;
  • stipula con il sistema bancario locale per l’istituzione di attività di microcredito;
  • ricognizione delle opportunità per la realizzazione di centri diurni;


I protagonisti del futuro

  • istituzione dell’Assessorato del futuro;
  • istituzione dello “Sportello dei giovani” con funzioni di informazione, assistenza, orientamento e sostegno ad iniziative individuali e/o associate;
  • istituzione della “Tessera giovani” per l’acquisto negli esercizi commerciali locali a prezzi convenzionati;


La scuola e le attività culturali

  • ricognizione delle attività culturali già pianificate e verifica dell’adeguamento della programmazione al progetto proposto;
  • apertura di tavoli di consultazione con le Associazioni culturali locali;
  • accelerazione delle procedure per la realizzazione della palestra e della sala mensa nel plesso di Via Risorgimento;
  • adozione delibera per l’individuazione di spazi per la realizzazione di una palestra nel plesso di Villa Sciarra;


Lo sport ed il tempo libero

  • censimento delle associazioni sportive e del tempo libero;
  • costituzione dell’Autorità locale di vigilanza e controllo sulle attività sportive e del tempo libero;
  • ricognizione degli impianti sportivi e pianificazione degli interventi di manutenzione straordinaria;
  • programma d’intervento per la dotazione di strutture integrate per le attività amatoriali in Villa Torlonia, nel bosco ceduo e nel parco archeologico di Cocciano;

Oste,come è il Vino ? Bonooo...


Fanno sorridere le note " autocelebrative" diramate da alcuni candidati alla carica di sindaco,i quali da soli si attribuiscono impossibili (per loro) successi elettorali. Da bravi uomini di centrosinistra, non fanno altro che applicare le tecniche della "disinformatio comunista", si autocelebrano "vincenti",cercando così di illudere i nostri concittadini.

La realtà numerica e politica è però totalmente differente da come strumentalmente la dipingono questi narcisi aspiranti sindaco: solo il candidato del centrodestra può sconfiggere il principale candidato del centrosinistra, ed il candidato collegato ai partiti e alle liste civiche di centrodestra è uno solo : VINCENZO CONTE.

E questo non lo dice Conte pro domo sua.....ma lo dice la storia,la matematica,la statistica,lo dice la realtà e lo dicono pure i sondaggi.

Molta compassione provocano invece coloro che, perseguendo esclusivamente un tornaconto personale,hanno abbandonato i propri ideali politici e si sono candidati in liste collegate a candidati alla carica di sindaco che erano oppure che sono iscritti a partiti di centrosinistra : Adotti (ex Margherita), D'Orazio (ex PRI ed ex PD) e Di Tommaso (ex PCI,ex PDS,ex DS,ora PD).

Eppure alcuni giorni fà l'on. Francesco Lollobrigida, coordinatore provinciale del PDL, era stato chiaro : << chi si candiderà contro Conte, sarà per sempre fuori dal PDL...>>. E ciò ,ovviamente,vale anche per coloro che appoggiano dall'esterno i nostri avversari.

Siamo certi che i nostri concittadini puniranno " elettoralmente " tutti costoro e premieranno invece coloro che, con coerenza e lealtà, sono scesi in campo insieme a Vincenzo Conte per riportare a Palazzo Marconi i valori dell'etica,della moralità,della trasparenza e del buon governo.

Cons.Mario Gori
Portavoce PDL Frascati
(www.mariogori.it)

ELENCO COMPLETO DEI CANDIDATI DELLE 5 LISTE CHE SOSTENGONO VINCENZO CONTE SINDACO

IL POPOLO DELLA LIBERTA'
1 AMICI ESTER
2 BARTOLI FABIO
3 BOLDRINI MARCO
4 CARBONI SIMONE
5 CECCARELLI in Salvatori CARLA
6 CENTIONI MASSIMO
7 CIMMINO DAMIANO
8 D’UFFIZI ANGELO
9 FIASCO MIRKO
10 GORI MARIO
11 GRECI STEFANO
12 IADECOLA NATALINO detto LINO
13 IRAZZA EMILIANO
14 LA TEGOLA RAFFAELE
15 MANCINI IGINO
16 MIOZZI TIZIANA
17 MOCHI GIANLUCA
18 PANCRAZI LAVINIA
19 SALUSTRI RENZO
20 SENNI ALESSANDRA

MOVIMENTO PER LE AUTONOMIE

1 PRESTIPINO FILIPPO detto Pino
2 CESARINI MONICA
3 TAURO ROSANGELA
4 GAVINI EMILIANO
5 PIGIANELLI ANTONELLA
6 ANTONUCCI FRANCA
7 PINTO STEFANIA
8 ANTONELLI ALESSANDRA
9 TAURO ILARIA
10 TRUNFIO EUGENIA
11 VALLETTA FILOMENA
12 CIOTTI VINCENZO
13 ROSSI MARIO
14 FILIPPI MARTINA
15 SCHIADA CHIARA
16 CUTIETTA MANUELA
17 MORI BRUNO

LA DESTRA
1 MAZZAFERRI GUIDO
2 RAMOLI RANIERO
3 FIORANELLI ALESSANDRO
4 SABATINI DAVIDE
5 DOLCI SUSANNA
6 FERRARI ALFIO
7 BISEGNI DOMENICO
8 MELONI ROBERTO
9 VALACCHI ROBERTO
10 TESTI CESARE
11 MONTORI SHEILA
12 RUBEO TIZIANA
13 D’OTTAVI MAURIZIO
14 MASTROMORO COSTANTINO
15 DI GIULIO PAOLO
16 MINUCCI MARIA SABRINA


CONTE SINDACO FRASCATI CAMBIA
1 CARDONI STEFANO
2 RISI VIRGILIO
3 DI STEFANO FABIO
4 CAMMARERI FRANCESCO
5 AMOROSO MAURIZIO
6 SALVATORI MAURIZIO
7 RICCARDI CARLO
8 BONITO PIETRO
9 PELLEGRINO DANIELA
10 CIUCCI VALERIO
11 MULIERE ANDREA
12 MARTUSCELLI ALESSANDRA
13 GATTA IRENE
14 DI VITO VALENTINA
15 MAZZARINO ANTONIO
16 CIUFOLI MASSIMO
17 GHIO GABRIELE
18 TRINCA MARIA CRISTINA
19 DONATI CATIA

QUARTIERI MODERNI
1 LAURETTI ROBERTO
2 PELLICANO’ ANTONI
3 GIULIANI NATALINA
4 POLVERINI SERAFINO detto CORRADO
5 PULCRANO PASQUALIA
6 RUSSO ANNUNZIATA
7 CERASI DOMENICO
8 ESPOSITO LOREDANA
9 SCACCIA ROBERTO
10 SORDI SANDRA
11 ANTONINI GIMPAOLO
12 LAROTONDA CLAUDIA
13 AUCIELLO ALDO PAOLO
14 CASORIA MARIA VITTORIA
15 BRUNORI BRUNO
16 GRIMAUDO ANTONINO

venerdì 15 maggio 2009

Crociata per i Giovani


Il PdL è il partito che sta dando più ampio risalto ai propri giovani.
Il gruppo "Giovani del PdL" n'è la prova. Siamo molto motivati a cambiare profondamente il nostro paese. Siamo stufi di dover assistere allo sfruttamento elettorale dei nostri coetanei. Ragazzi e ragazze non facciamoci strumentalizzare, lavoriamo assieme per rappresentare la nostra generazione!
Ragazzi diffidate di chi non è riuscito ad esprimere nessun "Under 30", nonostante potesse contare sulla più vasta maggioranza mai avuta a Frascati (16 consiglieri su 20!!). Probabilmente agli attuali amministratori di centrosinistra non interessava rappresentare la nostra generezione. I risultati sono sotto gli occhi di tutti!
Puniamo chi non ci vuole rappresentare, votiamo PdL e i suoi giovani!
Perchè solo noi giovani possiamo rinnovare Frascati!


Frascati cambia con i Giovani! (a prescindere dal colore politico)
Simone Carboni Portavoce PdL Giovani di Frascati

Sosta libera e propaganda elettorale

Immaginate un'autovettura che porta sul cofano un manifesto elettorale!
La prima sensazione è piacevole: finalmente qualcuno che, per partecipare alla competizione elettorale, non spende capitali ma ritorna al vecchio ed economico sistema del “fai da te”.
Poi lo sguardo va sul cruscotto dell’autovettura parcheggiata in piazza San Pietro e viene fuori un tagliando di libera sosta del tipo di quelli rilasciati ai consiglieri e assessori comunali.
E allora il piacere iniziale si muta in un interrogativo!
Sarà poi lecito (badate lecito, non legittimo!) trasformare uno strumento di lavoro politico qual è il permesso di libera sosta in un mezzo per facilitare la propria propaganda elettorale?
A me pare di no!
Si accettano, comunque, opinioni diverse!
Bernardo Iodice, capogruppo PdL Comune di Frascati

P.S. Chi mai sarà quel consigliere comunale? Concedetemi un po’ di suspence.

giovedì 14 maggio 2009

ELEZIONI COMUNALI 2009: ECCO LA LISTA DEI NOSTRI 20 CANDIDATI PER IL CONSIGLIO COMUNALE


ELENCO UFFICIALE CANDIDATI ALLA CARICA DI CONSIGLIERE COMUNALE LISTA " IL POPOLO DELLA LIBERTA'- BERLUSCONI PER CONTE" :

1) AMICI ESTER

2) BARTOLI FABIO

3) BOLDRINI MARCO

4) CARBONI SIMONE

5) CECCARELLI CARLA

6) CENTIONI MASSIMO

7) CIMMINO DAMIANO

8) D'UFFIZI ANGELO

9) FIASCO MIRKO

10) GORI MARIO

11) GRECI STEFANO

12) IADECOLA NATALINO detto LINO

13) IRAZZA EMILIANO

14) LA TEGOLA SALVATORE

15) MANCINI IGINO

16) MIOZZI TIZIANA

17) MOCHI GIANLUCA

18) PANCRAZI LAVINIA

19) SALUSTRI RENZO

20) SENNI ALESSANDRA

Cons.Mario Gori
Portavoce PdL

Da oggi l'Italia sarà più sicura.


Il pacchetto sicurezza diventa da oggi legge dello Stato attraverso tre distinti voti di fiducia della Camera sulle altrettanti parti in cui il provvedimento è stato diviso: immigrazione, guerra alla mafia ed alla criminalità organizzata, guerra alla criminalità urbana.
Un altro impegno viene dunque mantenuto con gli elettori: un impegno che aveva preso, quando governava, anche la sinistra, ma che non riuscì a mantenere non per le questioni di principio a cui si appella oggi (il razzismo, il diritto di asilo, l’Onu), ma per le spaccature esistenti al suo interno, allora come oggi.
Tutto questo va ricordato perché è giusto rispondere in primo luogo ai cittadini italiani, e non ai funzionari dell’Onu, di ciò che fa e non fa il governo.
Vediamo le tre parti in cui si articola la legge.

Immigrati:
• L’immigrazione clandestina diventa un reato, esattamente come nei maggiori paesi europei come Francia, Inghilterra e Germania, anche se non sarà punita con il carcere per non aggravare la già difficile situazione dei nostri istituti di pena. Sarà però un’aggravante in caso di altri reati penali.
• Chi chiede la cittadinanza italiana dovrà pagare un’imposta di 200 euro, mentre per il permesso di soggiorno occorrerà pagare una tassa da 80 a 200 euro il cui gettito andrà ai comuni nei quali andranno a risiedere gli stranieri. Poiché anche su questo punto ci sono state le critiche della sinistra, è opportuno ricordare che la tassa esiste in quasi tutti i paesi europei, e che in Olanda è di 800 euro. Non solo: la sinistra, quando governava, aveva presentato una proposta identica.
• Gli immigrati regolari avranno gli stessi diritti e doveri dei cittadini italiani, a cominciare dall’istruzione, dalla sanità e dalla tutela dei bambini. L’Italia, checché ne dicano l’opposizione e certi (minoritari) settori della Chiesa è già un Paese aperto agli stranieri e agli extracomunitari in regola con la legge: i lavoratori non italiani sono 3,6 milioni, più degli impiegati pubblici (3,3 milioni). Le sole badanti sono oltre 700 mila rispetto ai 682 mila addetti italiani di tutto il comparto sanità. Basterebbero queste due cifre per smentire ogni accusa di razzismo.
• La durata dei soggiorni nei centro di identificazione sale a sei mesi: è indispensabile per le procedure di controllo. Ricordiamo che l’Unione europea riconosce fino a 18 mesi. Al termine, chi non è identificabile o rifiuta di farsi identificare viene espulso. E’ evidente che chi ha motivi e diritti di chiedere asilo politico in Italia non ha alcuna ragione di tenere nascosta la propria identità.
• La questione dei respingimenti in acque extraterritoriali dei clandestini è indirettamente collegata alle norme sulla sicurezza. Le polemiche dell’Onu, dell’Unione europea e della sinistra non possono smentire la realtà: da tre anni l’Ue ha già respinto oltre le frontiere comunitarie più di 150 mila irregolari, spesso attraverso operazioni militari congiunte tra Spagna, Francia, Grecia e Italia. Esiste una apposita agenzia dell’Unione europea, la Frontex, che controlla operativamente il contrasto ai clandestini.

Secondo capitolo, la mafia.
• Il limite posto alle intercettazioni non riguarderà i reati di mafia.
• Alla procura nazionale antimafia vengono dati più mezzi e uomini.
• I beni confiscati alle cosche mafiose e camorristiche saranno immediatamente confiscabili.
• Le sentenze con cui i giudici di sorveglianza consentono scarcerazioni facili, e le sentenze lasciate a dormire dai pm per far scadere i termini dei giudizi, saranno più direttamente sottoposte al controllo dell’esecutivo.

Terzo capitolo, la criminalità e la sicurezza urbana.
• Le cosiddette ronde vengono regolamentate e istituzionalizzate.
• I prefetti avranno il controllo e dovranno autorizzare l’attività di cittadini che potranno vigilare il territorio, purché abbiano una preparazione professionale e provengano dalle forze dell’ordine.
• Avranno la dignità di legge le numerose circolari e direttive ministeriali che in questi mesi hanno autorizzato i comuni a contrastare la prostituzione, i racket di sfruttamento dei mendicanti e dei bambini, la vendita di materiale illegale e clandestino in strada.
• Saranno incrementate multe e divieti per la guida in stato di ebrezza e sotto l’effetto di droghe.
• I prefetti e la polizia potranno disporre autonomamente controlli sulle strade.
• A chi uccide e provoca incidenti gravi guidando in stato di ebrezza verrà riconosciuta la pericolosità sociale e non sarà più possibile beneficiare della libertà in attesa di giudizio o degli arresti domiciliari.
• A chi compie violenze e rapine nelle proprietà altrui non verranno più riconosciute attenuanti.

Sono solo le norme principali di un provvedimento molto ampio, che risponde alle giuste attese della gente. Uno Stato che non protegge i suoi cittadini non ha diritto di definirsi responsabile: questo è il criterio ispiratore del pacchetto sicurezza.

Cons. Mario Gori
Portavoce PdL Frascati

mercoledì 13 maggio 2009

Guccini (AG): Sostieni la gioventù che avanza

Ecco i nomi dei Giovani che saranno i portabandiera di Azione Giovani nella Provincia di Roma. 
La lista proviene direttamente da Maurizio Guccini, coordinatore provinciale di Azione Giovani.
Anche Azione Giovani sta con Simone Carboni.
(Ricordiamo a tutti che la candidatura di Simone è stata frutto dell'incontro dei movimenti giovanili di AN e di FI, i giovani del PdL). La decisione di portare avanti una sola candidatura di bandiera per il gruppo giovanile serve ad incrementare le possibilità di portare un Under 30 all'interno di Palazzo Marconi.
 
Frascati Cambia con i Giovani!
 

I CANDIDATI DI AZIONE GIOVANI NEI COMUNI DELLA PROVINCIA DI ROMA

SOSTIENI LA GIOVENTU' CHE VINCE!
FONTE NUOVA: Filippo ANTONUCCIO detto PIPPO - POPOLO DELLA LIBERTA' per Di Buò Sindaco
MONTEROTONDO: Fabio FEDERICI - POPOLO DELLA LIBERTA' per Gatto Sindaco
MONTEPORZIO CATONE: Andrea BERTI - Lista Civica "VIVIAMO MONTEPORZIO" per Gori Sindaco
MARCELLINA: Alessandro LUNDINI - Lista Civica "MONDI NUOVI" per Ricci Sindaco
GAVIGNANO: Emiliano DATTI - Lista Civica "INSIEME PER GAVIGNANO" per Sinibaldi Sindaco
CICILIANO: Angela MATTONI - Lista Civica "AMBIENTE SVILUPPO SOLIDARIETA'" per D'Alessio Sindaco
CAVE: Gianluca CHIALASTRI - Lista Civica "POPOLO DELLA LEALTA' PER CAVE" per Umbertini Sindaco
FRASCATI: Simone CARBONI - POPOLO DELLA LIBERTA' per Conte Sindaco

VINCEZO CONTE : L'UNICO CANDIDATO SINDACO DEL CENTRO DESTRA

Con Franceschini questa opposizione non sa neanche guardare avanti


Erano i fiori all’occhiello della sinistra, vetero o post-comunista. Vezzeggiati e esibiti, nel ricordo dell’importanza attribuita da Gramsci agli intellettuali acchiappacitrulli per il successo finale del partito nella lunga marcia verso il potere. Ma quando è troppo è troppo. Perfino Claudio Magris, sempre fedele alla linea, ha voltato le spalle al Partito democratico. Non capisce più i compagni di una vita, non riconosce in Franceschini e C. l’antica propensione a riservare ai compagni di strada i bocconi migliori e i posti in lista sicuri. Voterà per Di Pietro, nuovo beniamino dei maestri del pensiero. Significa che sbagliare strada obbliga a scendere sempre più in basso? Non proprio: è la vendetta degli antichi compagni di strada. Niente meglio della preferenza accordata al primitivo di Bisaccia, esprime il disprezzo di questa sinistra allo sbando.
Difficile dargli torto, dinanzi al campionario di vaneggiamenti sciorinato dalla campagna elettorale del povero Franceschini. Ridotto a certificare con l’opinione dei vescovi l’opposizione al “respingimento” degli immigrati clandestini, confondendo la missione universale della Chiesa con la responsabilità del governo verso i cittadini.
L’assurdità e autolesionismo di questa propaganda hanno scandalizzato perfino quegli esponenti della sinistra – come Fassino, Rutelli, Parisi – non immemori dei “respingimenti” su vasta scala di migranti albanesi attuati dal governo Prodi. Il tasso di demagogia e falsità della propaganda dell’opposizione ha toccato livelli imbarazzanti. È il volo del calabrone, che continua a sbattere contro lo stesso vetro. Con l’unico risultato di dimostrarsi inidoneo al volo, quanto questa sinistra è inidonea al governo.
Nonché refrattaria ai cambiamenti. Al punto da associarsi alla “rivolta del passato” promossa dai nostalgici della prima Repubblica, col pretesto del referendum sulla legge elettorale. Fenomeno già indagato dal costituzionalista Maurice Duverger nel saggio “Nostalgie de l’impuissance”, dedicato alla rivolta (fallita) dei vecchi partiti contro le istituzioni della quinta Repubblica francese, per il ritorno alla proporzionale e ai governi distillati nel chiuso dei palazzi dagli esperti nell’arte delle combinazioni ministeriali. La paura della popolarità di Berlusconi, nonché la desolante impopolarità dei possibili leader della sinistra, spinge anche Di Pietro e altri ardenti fautori del referendum elettorale a invocare la discesa in campo del solito Oscar Luigi Scalfaro, perché si metta alla testa dei nostalgici della partitocrazia.
Anche la Lega di Bossi si oppone al referendum, ma non è la stessa cosa. La Lega non si oppone al cambiamento. Chiede la garanzia di poter restare se stessa, nel campo delle stesse forze di cambiamento oggi al governo del Paese.

Cons.Mario Gori
Presidente gruppo consiliare PdL

Berlusconi: "Maroni esegue accordi sottoscritti da me"

SHARM EL SHEIKH - Silvio Berlusconi torna sul tema dell'immigrazione e difende ancora una volta la linea dei "respingimenti". Da Sharm el Sheikh, dove si trova per il vertice bilaterale italo-egiziano, il presidente del Consiglio afferma che il ministro dell'Interno Roberto Maroni "esegue accordi" presi dal capo del governo. E dice che i barconi che salpano verso il nostro Paese "non sono fatti occasionali ma il frutto di un'organizzazione criminale": all'interno vi sono persone che "sono reclutate in maniera scientifica dalle organizzazioni criminali". "Gli accordi con la Libia" per il rimpatrio degli immigrati clandestini "li ho gestiti io, li ho sottoscritti io, Maroni esegue quelli che sono gli accordi presi direttamente tra me e il leader libico Gheddafi", spiega Berlusconi, chiarendo così la sua posizione sulla politica che ha suscitato dure critiche dalla Chiesa e dal Consiglio d'Europa e creato divisioni sia a destra che a sinistra. Il segretario del Pd Dario Franceschini ribadisce anche questa mattina che vanno rispettate le norme internazionali, oltre che il buon senso. "Si tratta di rispettare la dignità dell'uomo e le leggi italiane e internazionali", dice parlando ai microfoni di Panorama del Giorno, su Canale 5. "Sui 36 mila sbarcati sulle coste italiane nel 2008 - aggiunge - circa 31 mila hanno fatto domanda di asilo politico, e per la metà di questi è stato riconosciuto il diritto alla protezione umanitaria". Da Sharm Berlusconi ribatte: gli immigrati che vengono in Italia sui barconi "sono persone che hanno pagato un biglietto, non sono persone spinte da una loro speciale situazione all'interno di quei Paesi dove sarebbero vittime di ingiustizie". E prosegue: "Non credo che ci sia nessuno che, avendo i requisiti per chiedere di essere accolto in Italia, possa dire di non essere stato accettato. Ci sentiamo in dovere di dare accoglienza a chi fugge da una situazione pericolosa per la sua vita e la sua libertà".
Il presidente del Consiglio apprezza le aperture di Fassino e Rutelli - che si sono espressi a favore della politica dei respingimenti dei clandestini - "persone di buon senso che non seguono fino in fondo l'ideologia", e fa chiarezza sui rapporti con il Carroccio. "Certamente la Lega esagera, ma devo dire che sono esagerazioni più di facciata che di sostanza perché poi i signori della Lega sono delle persone perbene, anche nelle amministrazioni locali sono coloro che danno di più per aiutare chi ha bisogno di una mano". Sul tema immigrati Maurizio Gasparri attacca direttamente la sinistra: ''Con il lassismo dell'opposizione si difendono solo gli interessi dei criminali. Dopo il fallimento delle veglie, la sinistra ammetta che l'unico strumento serio per garantire la sicurezza degli italiani è il rispetto degli accordi internazionali'', afferma il presidente dei senatori del Pdl. E ancora: "Le crepe, che in maniera sempre più evidente si manifestano nel centrosinistra, dimostrano l'operato positivo del governo e l'ennesimo fallimento delle posizioni di Franceschini''. Sull'emergenza migranti si esprime anche il presidente del Senato, difendendo le decisioni prese dall'Italia e chiedendo che l'Europa si faccia carico del problema. La questione del diritto d'asilo per i migranti intercettati in mare "è un problema europeo, l'Europa deve intervenire, non può essere assente", ha dichiarato Renato Schifani. E con i "respingimenti" in mare, aggiunge, l'Italia "sta esercitando un proprio diritto". Dall'opposizione continuano ad arrivare reazioni alle dichiarazioni del premier. Per Anna Finocchiaro, Berlusconi "lascia senza parole". "Che ci sia un'organizzazione criminale dietro ai viaggi è certo ma non capisco - dice la presidente dei senatori Pd - cosa voglia dire Berlusconi visto che chi sale sui barconi vuole arrivare in Italia, non sono reclutati ma sono sfruttatati. E' gente che fugge dalla miseria, dalla guerra, dalla disperazione".
Tratto da repubblica.it
Simone Carboni
Portavoce giovani PdL di Frascati

martedì 12 maggio 2009

Fiducia alla Camera sulle leggi per la sicurezza e contro l’immigrazione clandestina


Domani si vota. Fiducia? Certo che sì. Che problema c’è? La fiducia in questo caso traslocherà dal paese reale a quello rappresentato. Se potesse esserci una votazione nel segreto delle urne per tutti gli aventi diritto al voto, il numero percentuale dei sì sorpasserebbe quello della già ampia maggioranza parlamentare. La sinistra fa credere che tutto questo sia dovuto a una sorta di inferiorità morale degli italiani, che avrebbero subito il sortilegio del Cavaliere. Balle: sono provvedimenti insieme dettati dalla necessità e dal buon senso.

Ripetiamo quali sono i cardini di questa normativa.
Uno: entra in Italia chi ha un regolare permesso. Chi ci vuol venire lo stesso, quando riesca a varcare i confini, o ha diritto all’asilo oppure viola una norma precisa, e incorre nel reato di immigrazione clandestina, la quale è sanabile con un’ammenda e prevede l’espulsione.
Due: onde permettere di appurare la nazionalità dell’immigrato che non voglia dichiararla autonomamente, è aumentato il tempo di permanenza nei centri di identificazione e di espulsione fino a sei mesi (l’Europa consente diciotto mesi).
Tre: nessuna comunicazione di medici o insegnanti nel caso vengano a conoscenza di situazioni irregolari, diritto dei minori salvaguardato senza discussione, sia dal punto di vista del ricongiungimento familiare, sia per quel che riguarda scuola dell’obbligo e sanità.
Il cosiddetto “respingimento” delle imbarcazioni dalle acque internazionali nel porto di provenienza è una misura indispensabile per contrastare in radice il fenomeno della tratta di uomini, illusi della facilità della traversata ed invece esposti a rischi enormi. Il fatto che su questi barconi possano esserci richiedenti asilo non può diventare il lasciapassare generalizzato dell’illegalità o diventare un alibi per gli schiavisti. E le considerazioni del Consiglio d’Europa sono ingiuste e offensive, tipicamente farisaiche. I potenziali richiedenti asilo in Africa sono decine di milioni, in Asia centinaia di milioni: se non fossero ipocriti i signori del Consiglio d’Europa dovrebbero provvedere loro ad andargli incontro appena passino il confino, ed accoglierli nei 47 paesi del Consiglio d’Europa o nei 27 dell’Ue.
La situazione ha avuto una disamina ragionevole anche da parte di esponente del centrosinistra come Fassino e Parisi, i quali hanno richiamato alla necessità di non far scoppiare una guerra tra poveri (gli immigrati clandestini finiscono poi in quartieri o a ridosso di quartieri già difficili) e di mandare un segnale per cui l’Italia non è il Paese del Bengodi dove tutti chiudono gli occhi dinanzi all’illegalità.
Questo non ci sottrae al dovere dell’accoglienza quando i navigli approdino nelle nostre isole e comunque al dovere dell’umanità nei confronti di chiunque, salvaguardando anzitutto la vita. In questo le nostre forze militari sono ammirevoli. Ma noi non possiamo diventare la Mecca sospirata da ingenti masse di uomini.
La sinistra in Parlamento e sui giornali si lancia in accuse a testa bassa. Non chiarisce la sua posizionane. Si appella ai diritti umani. È un diritto umano lasciar rischiare la vita alla gente, alle donne e ai minori, stimolando con il nostro auspicato (dalla sinistra) lassismo viaggi temerari? Siano coerenti e propongano navi di linea con il trasbordo continuo di masse in arrivo dall’Africa centrale.
Per impedire che la fiducia del paese si manifesti presto anche in Parlamento, le opposizioni franceschiniane e dipietriste mescolano considerazioni eterogenee. L’unico scopo è quello di sobillare una ribellione interna ai deputati del centrodestra. E, infilando petizioni formali una dietro l’altra, convincere il presidente Fini a mettersi di traverso alla maggioranza. Propositi pretestuosi e tutti falliti.
Intanto conviene ribadire un punto: dato atto alla tenacia del ministro Maroni che ha saputo reggere le forti pressioni e i ricatti di una mal combinata morale su di lui, va ribadito che queste norme non sono una vittoria leghista. La lotta alla clandestinità e alla conseguente criminalità sono una priorità di questo governo. Berlusconi in questi giorni ha mostrato quale sia la filosofia di tutta la maggioranza: non dare spago alla pretesa di mollezza verso l’illegalità, prendersi carico delle attese della gente. Per questo la fiducia cresce nel Paese e si manifesta in Parlamento.

Cons.Mario Gori
Portavoce PdL Frascati

Il mio saluto al Consiglio comunale

Una premessa indispensabile: ho combattuto una battaglia e l’ho persa! Certo, le battaglie si combattono per vincerle ma non è da escludere che possano essere perse. Ho escluso fin dall’inizio una sola cosa: combattere una battaglia con l’intenzione poi di trovare un accordo.
Ed è bene precisare un’altra cosa. Non ho combattuto questa battaglia contro qualcuno. La mia voleva (e vuole) essere solo una presa di posizione contro un certo modo di fare politica e per la difesa dell’autonomia territoriale. Volevo dimostrare che il partito (quale che esso sia) a Frascati non ha bisogno di tutori che impongano scelte di fondo o uomini da reclamare in lista a dispetto di tutti.
I fatti dimostrano, però, che la via dell’autonomia decisionale è ancora lunga da percorrere e che taluni hanno bisogno di santi protettori. La mia sconfitta dimostra concretamente che io non ho santi protettori: forse non li merito, di certo non li ho! E di ciò meno vanto!
Alla fine quadrare i conti all’interno del partito è stato facile: è stato sufficiente, infatti, che io rinunciassi alla candidatura in lista. Certo è stata una soluzione semplicissima ma che a me è costata un’indicibile sofferenza: non perché sia particolarmente affezionato al mio ruolo di consigliere comunale ma perché sono convinto che solo stando all’interno delle istituzioni si può lavorare al meglio per il bene della città. Avevo, però, un obbligo morale di tener fede alle mie dichiarazioni perché queste non apparissero minacce a vuoto e senza costrutto.
Rinunciare alla candidatura non significa, però, rinunciare ad un percorso politico all’interno del contenitore PdL nel quale continuerò a militare, sia pure da semplice iscritto, per portare avanti le idee e le ragioni della mia ormai lunga vita politica. Non ho mai rinunciato alle mie idee: di certo le ho aggiornate alla luce dell’esperienza vissuta e del trascorrere del tempo che modifica le situazioni e gli uomini.
Da questa premessa si può facilmente arguire che non ho mai molto apprezzato chi si pone nel mondo delle idee come una spugna che assorbe tutto senza alcun discrimine: non posso pensare che qualcuno si dica un giorno liberista perché ha partecipato ad un convegno di estrazione liberale e il giorno si senta “libero e forte” per aver avuto sentore dell’esistenza di un pensiero sturziano. Di questo passo mi sarei solo aspettato di assistere a qualche happening futurista solo perché qualcuno potrebbe aver confuso il “fare futuro” con il futurismo. Per il momento mi accontento di veder tradotto l’“I can” di obamiana memoria con un più prosaico “noi possiamo”!
Non sono io a dover giudicare quale sia stato il mio ruolo in questa aula nelle tante consiliature delle quali sono stato attore: di certo posso assicurare di aver messo il massimo impegno nello svolgimento del compito affidatomi dalla città.
E qualche punzecchiatura dovete pur permettermela: accanto alla nomina di “custode onorario di Villa Torlonia” affibbiatami dal sindaco (alla quale tengo tantissimo) c’è stata pure qualche maldicenza, forse detta con affetto o forse no. Certo, però, vedere ora alla corte del sindaco Posa e della sua coalizione coloro, che mi dicevano essere il “vice-sindaco” di Posa, mi dà quel sottile senso di piacere che, prima o poi, la verità concede sempre a chi si comporta con onestà intellettuale.
Non è, però, questo il tempo delle recriminazioni: questo è il tempo dell’addio (o, forse, dell’arrivederci)!
Ringrazio tutti coloro che nell’amministrazione comunale hanno saputo rispondere sempre con impegno e correttezza alle mie istanze: sono tanti e tutti egualmente validi.
Ringrazio i colleghi consiglieri ed assessori per avermi sempre stimolato con le loro obiezioni alle mie osservazioni a pensare che, forse, in politica il giusto non è sempre uno e talvolta può non essere dalla tua parte!
Ringrazio i miei elettori che mi hanno garantito tanti anni di presenza in Consiglio comunale: un’esperienza che fa parte della mia vita e della quale serberò sempre un affettuoso ricordo in un angolo della mia mente e del mio cuore!

Bernardo Iodice
Frascati, 12 maggio 2009

Stop all'immigrazione clandestina e alla tratta di esseri umani


L’Italia ha impresso maggior rigore alla guerra contro l’immigrazione clandestina ed alla tratta di essere umani che si svolge quotidianamente nel Mediterraneo, con obiettivo le nostre coste. Lo sta facendo attuando un principio di legalità e di equità: soccorrere ed accompagnare nei centro di identificazione chi sta sui barconi entro le nostre acque territoriali, respingere e scortare al porto di partenza chi è in acque internazionali.

Con questo metodo nei soli giorni a cavallo del fine settimana sono stati riaccompagnati in Libia oltre 500 clandestini, mentre qualche decina è stata soccorsa. La svolta è stata determinata sostanzialmente da due fatti:
• l’approvazione definitiva del pacchetto sicurezza, che prevede tra l’altro il reato di clandestinità;
• l’entrata a regime dell’accordo con la Libia che a fronte di sostanziose contropartite economiche da parte italiana comporta l’impegno congiunto dei due paesi contro il commercio di immigrati.

Un terzo episodio, rilevante anche quello, è stato l’atteggiamento sconcertante e ai limiti dell’illegalità di Malta nel caso del cargo che i nostri mezzi e la nostra marina hanno dovuto andare a prendere nonostante fosse in acque maltesi. Allora il governo ha chiesto l’intervento dell’Unione europea, di cui Malta fa parte, ma l’Ue se ne è sostanzialmente disinteressata.

Questi sono i fatti; il resto chiacchiere e strumentalizzazioni.

Dario Franceschini farnetica quando definisce “disgustosi e frutto della campagna elettorale” i respingimenti verso le coste africane. Se la realtà fosse quella che lui dipinge la Marina ed i pescherecci dovrebbero perlustrare il Mediterraneo alla costante ricerca di disperati da fare accomodare in Italia. Un formidabile favore alla criminalità; un impegno economico insostenibile. Nessun Paese al mondo pratica questa linea.

La linea Franceschini è contestata all’interno del Pd. Luciano Violante da una parte, Francesco Rutelli dall’altra dicono no alla linea delle porte aperte. Ma la polemica più dura, contro il segretario, viene da Piero Fassino, che si è sempre occupato di problemi internazionali e che tra i democratici occupa l’area centrista: “Respingere i barconi non è affatto uno scandalo” afferma Fassino, “l’immigrazione è una questione complessa che non possiamo affrontare con la propaganda”. Violante aggiunge: “Il Pd fa solo proposte astratte”, mentre Rutelli condanna quella che definisce “la tratta dei nuovi schiavi”. E domanda (probabilmente a Franceschini): “Vogliamo assecondarla? Sbaglia chi dice: entri chiunque”.

La questione rischia dunque di diventare l’ennesimo boomerang per il segretario del Pd, così come per tutte le polemiche che ha cavalcato negli ultimi giorni. Lo sostiene l’ala dalemiana, per motivi solo di tattica interna (vogliono cioè che il segretario resti in sella fino al congresso di ottobre per poter poi nominare un loro esponente). Bisognerebbe ricordare che D’Alema era al governo all’epoca della guerra del Kosovo, che il dalemiano Michele Emiliano, sindaco di Bari e segretario regionale della Puglia, come magistrato fu tra gli esecutori della linea dura contro gli scafisti.

Le polemiche della sinistra però non hanno nessuna credibilità. Più complesso è l’atteggiamento del Vaticano e della Cei. Silvio Berlusconi ha dichiarato che l’Italia non sarà uno Stato multietnico. Il segretario della Conferenza episcopale italiana ha risposto che l’Italia è già multietnica; successivamente la Cei ha corretto il tiro ricordando che l’immigrazione deve avvenire nel rispetto delle regole e delle leggi, e non in maniera disordinata e scomposta.

Forse il premier e la Cei dicono in sostanza le stesse cose; ma è bene essere chiari anche verso la Chiesa, con tutto il rispetto che questo governo ha sempre mostrato – nei fatti – verso il mondo cattolico e le istanze ecclesiali.

L’Italia ha sempre accolto e trattato alla stregua dei propri cittadini gli immigrati regolari. Essi lavorano e sono perfettamente integrati nel Paese. Hanno gli stessi diritti e doveri degli italiani. Tanto più quando ottengono la cittadinanza.

Qualunque situazione di legalità, compresa dunque quella dell’immigrazione, non è però praticabile se non si combatte e si reprime il suo rovescio, l’aspetto illegale. Diversamente non si distingue tra regolare e clandestino, tra onesto e disonesto, tra chi lavora e paga le tasse e chi considera l’Italia una zona franca dove tutto è permesso. Questo vale in misura maggiore per chi sfrutta l’immigrazione clandestina, dalle tratte di esseri umani al racket della prostituzione e del lavoro nero.

L’illegalità è l’esatto contrario dell’integrazione, ed è l’inevitabile anticamera del razzismo. A chi predica la società multietnica questo andrebbe ricordato sempre, in ogni occasione.

L’Italia multietnica non può, inoltre, essere pianificata ed annunciata a tavolino. Sarebbe come programmare ed annunciare il suo contrario, la difesa della razza. L’Italia multietnica può essere frutto dei grandi cambiamenti economici, della libertà di commercio e di spostamenti, ma sempre nel rispetto delle leggi. È evidente che il nostro Paese ha anche bisogno di una quota di immigrazione; ma è altrettanto evidente che l’Italia non può dichiararsi uno Stato multietnico. Sarebbe come definirsi uno Stato etico: sono posizioni astratte, frutto non della realtà ma dell’ideologia e delle chiacchiere da salotto, televisivo e non.

Chi predica la multietnicità ad ogni costo, chi si riempie la bocca della linea delle porte aperte agli immigrati, chi si scaglia contro il reato di clandestinità, dovrebbe alzare lo sguardo a quei paesi e quei leader che la stessa sinistra ha scelto come modelli.

Barack Obama ha appena annunciato che potenzierà con nuovi dispositivi elettronici la barriera che separa gli Usa dal Messico, per contrastare il flusso degli irregolari.
La Spagna di Zapatero sta facendo lo stesso nell’Africa ancora sotto il controllo spagnolo.
L’Australia è impegnata a respingere gli sbarchi provenienti dalla Malesia.
La Grecia vigila con le armi contro i clandestini dell’Albania e dei Balcani.
La Francia sta perfino contrastando le rivolte degli immigrati di ultima e penultima generazione.

Ecco, se vogliamo impedire che si arrivi al paradosso francese, frutto di molti anni di “porte aperte” della sinistra parigina, e che ha tra l’altro propiziato in passato l’ascesa di Jean-Marie Le Pen, dobbiamo pensarci fin da adesso. Dobbiamo cioè porci il problema di combattere con ogni mezzo la clandestinità anche per favorire l’immigrazione e integrazione regolare.

L’Unione Europea di tutto ciò si disinteressa: è inutile girarci intorno, è così. Non esiste una politica comune e coerente sull’immigrazione, esistono molte politiche dei singoli Paesi. Il caso Malta ne è l’ennesima conferma.

Ogni tanto qualche organismo europeo, spesso privo di rappresentatività e potere reale come il Consiglio d’Europa, si scaglia contro l’Italia. Lo fa perché l’Italia è un bersaglio facile, essendo più esposta degli altri alle rotte degli immigrati, e per pregiudizio ideologico contro Berlusconi. In tanti anni, però, né l’Ue, né il Parlamento di Strasburgo, né il Consiglio d’Europa hanno mai definito una politica seria e comune sull’immigrazione.

Stessa cosa per l’Onu, che direttamente o attraverso le sue agenzie, dalla Fao all’Unicef, mai è stata in grado di prevedere, combattere e reprimere le grandi catastrofi e tragedie mondiali.

La credibilità degli organismi internazionali si giudica dai risultati che ottiene, ed oggi essi sono pari a zero. La credibilità del governo, al contrario, si giudica ogni giorno sulle cose concrete. Ora, grazie anche all’approvazione del pacchetto sicurezza e agli accordi con i paesi africani, il governo sta mantenendo i propri impegni anche sull’immigrazione. Ricordiamoli quali erano questi impegni: niente immigrati clandestini, niente tratta degli esseri umani, sì a chi viene a lavorare da noi rispettando le nostre leggi. Sono del resto le medesime cose che chiediamo agli italiani.

Questo significa assumersi le responsabilità e combattere i racket, la criminalità ed il razzismo alla radice. Il resto è solo propaganda di sinistra, ed un eccesso di buonismo da parte di certi ambienti cattolici. Non tutti per fortuna.

Cons. Mario Gori
Presidente gruppo consiliare PdL
www.mariogori.it

domenica 10 maggio 2009

Insieme per Frascati


Ringrazio tutti coloro che hanno contribuito, con duro lavoro, alla stesura del programma della coalizione di Vincenzo Conte (che pubblicheremo nei prossimi giorni). Finalmente un programma elettorale fatto ascoltando le problematiche delle persone, e con idee originali ed innovative. Sono fiero di aver contribuito, assieme al gruppo dei giovani, a questo progetto.
Anche in questo caso c'è chi dice e c'è chi fa.



Noi facciamo!



Simone Carboni
Portavoce coordinamento "PdL Giovani Frascati"

PDL GIOVANI PER FRASCATI


Sinistra:una caduta senza ritorno

In questi giorni gli ex grandi giornali italiani e la tivù di Stato si sono impegnati a dimostrare che l’Italia è una dittatura di tipo nazista, comandata da un pedofilo. La sinistra, e il suo leader, si accodano. Ieri c’è stata l’acme di questa campagna contro gli italiani fatta propria dal leader della sinistra. Poi ci si stupisce se il loro consenso cala.

Detto questo non siamo così idioti da compiacerci di queste infamie dato che fanno perdere voti al Partito democratico e alla rimanenza della compagnia d’opposizione. Perché in tal modo si alimenta lo spirito di guerra civile mentale e verbale, con il rischio di fornire alibi a frange estremiste e violente. E poi perché si deturpa l’immagine internazionale del nostro Paese, proprio mentre, grazie anche alla politica espansiva della Fiat sostenuta dal nostro governo, essa è in forte crescita.

La trasmissione AnnoZero ieri ha raggiunto il punto di denigrazione peggiore della sua pur fantastica storia di bassezze. La trasmissione non ha soltanto offeso Berlusconi imbastendo una specie di processo sul fatto che abbia partecipato a una festa di compleanno in un quartiere popolare, tra gente comune (delitto!), ma pur di attribuirgli intenzioni malsane ha esplorato la personalità della ragazza diciottenne per dimostrare che in fondo si tratta di una Lolita.

Niccolò Ghedini, insieme a Barbara Palombelli, si è opposto con determinazione a questo assalto da pirati della Somalia che puntavano al bottino della reputazione del premier e di questa ragazzina e della sua famiglia. Ma resta questa imboscata infame e la vergogna sia essa finanziata dal canone della Rai. Nota di ulteriore biasimo.

Sul fronte della calunnia abbiamo visto. Su quello della dittatura si è distinto Dario Franceschini, il quale ha detto due cosette:
1) l’Italia è come l’Uzbekistan;
2) l’Italia sta riproponendo le leggi razziali.

Se un leader politico democratico e professandosi moderato afferma queste gravissime accuse contro il governo del suo Paese come minimo vuol dire che c’è un tiranno, una specie di Hitler al potere. Che dovrebbe fare il popolo? Siccome Franceschini passa per un cattolico democratico ci aspettiamo pure una citazione di san Tommaso là dove giustifica il tirannicidio. Stiamo scherzando? No, è proprio il momento in cui stiamo vivendo ad essere così pazzesco da permettere a una persona fino a un attimo prima ritenuta sensata di gettare il sasso di una guerra civile senza ragione alcuna salvo la propaganda.

La legge sulla sicurezza può benissimo essere criticata. La democrazia è qui apposta. Ci sono discussioni anche nel Popolo della Libertà. Molti punti interessanti. Altri discutibili. Il ministro Maroni ha ascoltato, cambiato, migliorato. La lotta contro l’immigrazione clandestina è delicatissima. Deve tenere insieme il bisogno di ordine e il rispetto delle persone. Chiunque esse siano. Il rispetto delle leggi dello Stato e dei nostri confini, insieme al valore dell’accoglienza. La politica è tenere insieme tutto questo, l’equilibrio è il rischio di chi governa. Controllare l’immigrazione significa impedire un’esplosione sociale e la sinistra più sensata e raziocinante lo ammette.

In Europa i socialdemocratici e i laburisti quando hanno la responsabilità di questi flussi non hanno la mano leggera. Anzi, spesso e volentieri, come accade in Spagna, per impedire l’ingresso nelle enclave di Ceuta e Melilla, l’ordine impartito alla polizia e prontamente eseguito è di sparare; addirittura il mitico eroe di sinistra Zapatero ha dato disposizioni alla polizia nazionale di Madrid, fornendo quote prestabilite di arresti selettivi da effettuare settimanalmente in ogni distretto a carico di immigrati irregolari con il loro successivo rimpatrio collettivo. È previsto pure il pattugliamento preventivo delle rotte dei migranti clandestini, ma per fare che, non è chiaro: di certo nel disegno di legge di riforma della “Ley de Extranjeria” e negli accordi internazionali sull’immigrazione clandestina, quali il recente accordo franco-spagnolo, sono contenute norme più severe.

Ora si riacchiappa per la coda il mito ormai moribondo dell’Onu. Il fatto che una nave in acque internazionali sia fatta rientrare alla sua base agita i soloni dell’Onu, subito ripresa dai nostri quotidiani. Peccato che l’Onu sul Darfur non faccia un bel niente e lasci perpetrare le stragi. Lì, tutti zitti.

Sulla Spagna e sullo strabismo dell’Onu e del Commissario europeo per i diritti umani che ce l’ha con l’Italia e si inchina alla Spagna, Franceschini sta tranquillo, la sinistra europea concorda, nessun Uzbekistan, nessuna legge razziale. In Italia l’adempimento delle disposizioni europee per cui si trattengono i clandestini nei centri di identificazione ed espulsione per alcuni mesi (molto al di sotto del limite di 560 giorni che l’Unione Europea prevede) è in realtà niente affatto dispotica, purché – è ovvio – la qualità di questi siti sia dignitosa e vivibile. Le ronde di volontari non hanno niente di orribile, sono il tentativo di coinvolgimento della società civile per rendere la sicurezza qualcosa di familiare (guai a renderla partitica e punitiva).

Il fatto che la clandestinità sia considerata un reato non è una condanna alla criminalità per dei povericristi: la pena è un’ammenda, non il carcere, ed è funzionale alla deterrenza di quel commercio di esseri umani, che sta dietro questi tragitti per mare.
Non c’è più la punizione dei figli dei clandestini, cui sarebbe impedito l’ingresso nella scuola dell’obbligo, né si introduce in nessun modo la denunzia da parte dei medici di chi si rivolga alle cure ospedaliere. E dunque dove sta il razzismo? Nessuno vuole sbattere fuori i richiedenti asilo, i minori avranno una tutela assoluta. E allora, perché questa acrimonia?

Si gioca a fare i maoisti, la politica della confusione sotto il cielo come sfondo eccellente dell’orrore. Si trasferisce in pubblico l’invettiva e la calunnia personale come contenuto della propria proposta politica. Questa è la sciagura del Paese, un’opposizione debole e insensata forte solo nella sua carica di dispetto violento.

Cons.Mario Gori
Portavoce PdL Frascati