sabato 10 gennaio 2009

Giancarlo Marcotulli, Vicesindaco di Frascati,si è prematuramente spento



















Un frascatano vero,un amico sincero,un avversario politico leale,un uomo del dialogo costruttivo,un Politico con la P maiuscola...

Grazie per il tempo che hai dedicato alla nostra amata Frascati.

Mi mancherai....ci mancherai...Non ti dimenticherò mai...

Arrivederci Giancarlo....
Mario Gori

Servizio tratto da : www.iltuscolo.it

FRASCATI - La comunità tuscolana è in lutto per la scomparsa di Giancarlo Marcotulli, vice sindaco e assessore alle Attività Produttive e Turismo del Comune di Frascati.

Il decesso del noto politico frascatano è avvenuto oggi pomeriggio, intorno alle ore 14,30, all'ospedale San Giuseppe di Albano, dove Marcotulli era stato ricoverato durante le festività natalizie per l'aggravarsi delle sue condizioni di salute.

Da anni era afflitto dal diabete, malattia che nel corso del tempo, nonostante il disagio e la sofferenza, non ne aveva limitato l'attività politica e personale.

Lo scorso anno, però, sempre durante il periodo natalizio, il cuore aveva cominciato a cedere.

Da lì in poi il quadro clinico è andato via via peggiorando, interessando altri organi vitali fino al nuovo arresto cardiaco di oggi, che gli è stato fatale nonostante si trovasse ricoverato in ospedale.

«Proprio ieri pomeriggio - racconta Fabio Polli, direttore del nostro giornale - gli avevo fatto visita in ospedale. Con lui c'era la moglie Barbara ed il clima era molto sereno. Giancarlo sembrava in via di guarigione e presto sarebbe stato dimesso. Come nostro solito abbiamo affettuosamente scherzato sulle vicende della politica frascatana e nulla lasciava pensare alla tragedia incombente. Per farlo sorridere - aggiunge Polli - gli avevo portato una delle nostre tipiche pupazze a tre seni, in ceramica, e gli avevo consigliato di attaccarla sopra al letto per far sapere a tutti che lui, nonostante la barba lunga ed il pigiama, era sempre il nostro assessore al turismo! Ricorderò per sempre la sua risata di congedo. Ci vediamo presto, mi aveva detto, e invece... Giancarlo, oltre ad essere un caro amico personale, era una persona di grande spessore culturale e umano. Se poteva dare una mano a chi ne aveva bisogno non si tirava indietro. In tanti gli abbiamo voluto bene ed in tanti lo ricorderemo con un vuoto nel cuore».

«Giancarlo Marcotulli - dice il sindaco Franco Posa - era di un'altra categoria, sul piano politico e personale. La sua presenza in consiglio comunale ed in giunta, in questi ultimi anni, è stata caratterizzata dalla costante lucidità del grande uomo politico. La città di Frascati perde un pezzo importante della storia amministrativa degli ultimi anni. La futura classe dirigente, quella che ci sostiturà negli anni a venire, dovrà tener conto dell'esempio di persone come Marcotulli».

Da domani mattina, domenica 11 gennaio, e per tutta la giornata, nella Sala degli Specchi del Comune di Frascati, per volontà dell'amministrazione comunale sarà possibile testimoniare la propria vicinanza alla famiglia firmando il libro ricordo dedicato a Giancarlo.

Fino alle prime ore del pomeriggio (come prevede la legge), la salma sarà a disposizione di quanti volessero rendergli omaggio all'ospedale di Albano. L'amministrazione e la famiglia stanno valutando l'opportunità di allestire una camera ardente in Comune, dal primo pomeriggio e fino al funerale che avrà luogo lunedì pomeriggio nella cattedrale di San Pietro a Frascati.

Ma per il momento non ci sono conferme.

Marcotulli, più volte consigliere comunale, capogruppo e assessore per i DS e poi per il Partito Democratico, era stato in passato vice presidente del Consorzio Acquedotto Doganella.

Recentemente era stato eletto nella rappresentanza nazionale del costituendo Partito Democratico e per la corrente dalemiana della formazione politica (RED) aveva recentemente organizzato la convention di Villa Tuscolana alla quale avevano partecipato ex ministri e amministratori regionali.

Grande appassionato di scacchi (era tra i più forti giocatori nel Lazio e non solo), filosofia e politica, Marcotulli avrebbe certamente meritato maggior considerazione in città.

Amato e odiato da opposte fazioni di concittadini (come accade a tutti i leader), Marcotulli nascondeva dietro la sua barba ed il suo atteggiamento in apparenza freddo, una grande timidezza e bontà d'animo.

Lascia la moglie Barbara, i fratelli, la sorella, la mamma ed il papà, parenti ed amici distrutti dal dolore.

Aveva solo 53 anni.

Gli abbiamo voluto bene. Ciao Giancarlo...

www.iltuscolo.it - 10 gennaio 2009

Addio Giancarlo

Oggi alle 12:30 si è spento Giancarlo Marcotulli, noto e stimato esponente del Partito Democratico.
Di fronte a questi avvenimenti non esistono differenze politiche.
Ci uniamo commossi al dolore dei suoi familiari, amici e compagni di partito.

La redazione del blog

venerdì 9 gennaio 2009

Cosa chiedere a un candidato sindaco?

Che Frascati, nel corso degli anni, sia diventato un corpo un po’ sfatto credo non ci sia bisogno di ricordarlo ancora. Come un punk residuale, il suo corpo si è via via trasformato in peggio.
La sua pelle è stata istoriata da infiniti tatuaggi a forma di graffiti che ne sfregiano la superficie.
La sua carne è stata trafitta da innumerevoli piercing a forma di insegne multicolori.
La sua igiene personale lascia assai a desiderare con vestiti impataccati e lerci simili alle strade che i cani liberamente inzaccherano e le immondizie malrimosse deturpano.
Il suo profumo è virato al lezzo, emanato da ascelle mal lavate a forma di cassonetti per l’immondizia che ancora stazionano in una parte della città.
Ed a nulla serve lavarsi i piedi se si trascurano le altre parti del corpo, come a nulla serve una raccolta differenziata che esclude alcuni quartieri cittadini (nonostante i comunicati ufficiali mai smentiti).
Certo si potrà sempre dire che molto è stato fatto.
Così gli occhi di quel corpo illuminano, con nuova luce, le piazze e le strade cittadine, ma se li guardate bene quegli occhi nascondono un sottile retrosguardo un po’ torbido (alla Scamarcio per intenderci).
Così le scarpe che rivestono i piedi di quel corpo sono state nuovamente lastricate, risuolando degli anfibi rattoppati che si disgregano in un batter d’occhi.
Certo con le manifestazioni culturali, simili a stupefacenti, si può per un momento provare un’euforia lisergica pagata a caro prezzo con il depresso umore dopo trip.
Con l’ampliamento delle zone di parcheggio si è tentato di convogliare il flusso motoristico in aree delimitate, ma il sangue infetto dalla droga a quattro ruote va ripulito e non confinato nell’ennesimo Zoo di Berlino.
Il recupero urbano di alcuni edifici e di piazze, degno di plauso indubbiamente, appare però, ad uno sguardo più attento, come i muscoli di un body builder maldestro che si è dedicato ad una parte del corpo, incurante della mostruosità del difforme.
Ecco allora io chiederei solo una cosa ad un candidato sindaco: metta mano a questo corpo, fatto di putredine e lustrini, e lo ripulisca con striglia e sapone. Per poi passare a disintossicarlo da tutti quei veleni stupefatti che donano ebrezze momentanee ma che svaniti ti lasciano prostrato e annichilito.
Anzi chiederei ad un candidato sindaco non una, ma due cose.
Costituisca un governo cittadino che agisca come se il suo mandato duri per un giorno: Per poter sempre dare il meglio di se stesso, consapevole che sarà giudicato proprio per quell’ultimo atto. Così ogni giorno (e per un giorno protratto giornalmente tutto l’anno) si potrà verificare il reale stato di salute e intervenire.
Costituisca un governo cittadino che agisca come se il suo mandato duri per 500 anni. Per poter avviare progetti duraturi, contraddicendo i detrattori che pensano che il ragionar politico sia solo faccenda di bottega e che non vale la pena di fare cose che non possano tornare utili al solo scopo elettorale. Così il lavoro potrà avere un respiro che vada per una volta (non capita più da tanto tempo) al di là del singolo assessore e del mandato.
Chi se ne frega se un parcheggio sotterraneo, una viabilità degna di tal nome, una piscina comunale, un efficiente servizio per la raccolta dei rifiuti saranno inaugurati da altri che verranno.
Quello che conta è che rimarranno anche quando gli uomini che le hanno realizzate non ci saranno più.
Non cerco un nuovo Rinascimento. Che in buona parte è stato un fallimento…cerco un tempo antico eppure odierno…….con un soffio sempiterno nei polmoni ……

Simeone lo Stilita

" Il Pd? «Una fusione fredda di amministratori locali, di cacicchi ognuno con il proprio seguito di potere».

Giovedì 08 Gennaio 2009 da " Il Messaggero "
di NINO BERTOLONI MELI

" Il Pd? «Una fusione fredda di amministratori locali, di cacicchi ognuno con il proprio seguito di potere». Napoli? «Degrado morale e più ancora politico». La Iervolino? «Si è messa a mediare tra la miriade di correnti del Pd». Non le manda certo a dire le cose Emanuele Macaluso, dirigente storico del Pci e da tempo coscienza critica della sinistra, più volte parlamentare, mai convinto del progetto democrat anzi fiero avversario, tanto da averci scritto un pamphlet dal significativo titolo ”Al capolinea”.
Senatore Macaluso, il Pd al capolinea per la questione morale?
«Se non al capolinea, quasi. Quel mio libretto prendeva le mosse da un editorialone di Scalfari dove si diceva che se Ds e Margherita non si fossero fusi sarebbero stati al capolinea. Bene, a distanza di un anno, tutti quelli che prima incitavano e spingevano per fare il Pd sono diventati tra i più aspri critici».
Tutto questo a causa degli arresti e delle crisi nelle varie amministrazioni locali rette dai democrat?
«Questo è l’effetto, non la causa. Ho sempre rimproverato ai dirigenti del Pd di non aver neanche tentato di analizzare che cosa erano diventati Ds e Margherita in questi anni, se lo avessero fatto non sarebbero forse a questo punto».
E che cosa sarebbero diventati i soci fondatori del Pd?
«E’ sotto gli occhi di tutti: il Pd è nato mettendo insieme una enorme macchina di potere locale, una serie di potentati locali, di apparati costruiti con l’obiettivo di rinsaldare e perpetuare il potere ottenuto. E’ ovvio che oggi il vertice del Pd nazionale dica che è impossibile rimuovere chi è eletto dal popolo, sfido io, non potrebbero farlo anche se lo volessero».
Ma non è che il potere in sé sia il male assoluto.
«Giusto. Ma qui si tratta di amministratori, di sindaci, di governatori regionali con l’appendice di quelli provinciali che contano meno, ognuno con il suo seguito di assessori, esperti, consulenti, migliaia di persone pagate che gravitano attorno a questa pletora di cacicchi, non tutti per carità, ma tanti sì, che hanno messo su la loro brava macchina di potere e non intendono mollarla al primo intoppo. Non è un caso che si parli da tempo del ”partito dei sindaci” o del potere dei governatori, e qualcuno pensa che il leader di un partito possa andare a dire che cosa costoro possono o devono fare? Suvvia».
Che è, la riedizione del ”partito degli assessori” di nenniana memoria?
«Le analogie ci sono. La crisi del Psi nasce non quando Craxi fa politica seriamente o quando fa il suo governo con dentro personalità come Visentini, Scalfaro, Martinazzoli, Andreotti, Spadolini; no, la crisi socialista nasce quando Craxi dopo il Muro di Berlino e la crisi del comunismo si impunta a voler tornare a palazzo Chigi avendo ormai con sé un partito di cacicchi e di potentati locali, uno ”padrone” in Veneto, l’altro in Puglia, insomma, non più adeguato ad affrontare le sfide del momento. E il Psi esplose».
Stessa sorte intravede per il giovane Pd?
«Mah, quello che si vede è che non sono d’accordo su nulla, dalla collocazione in Europa alle questioni etiche, sul Medioriente, sulla giustizia. Un partito bloccato che non riesce a incidere. A questo punto meglio le correnti, almeno fanno politica, piuttosto che un partito di cacicchi con il seguito di gruppi di potere».
La Iervolino a Napoli continua a essere criticata.
«E vorrei vedere! Lei stessa ha candidamente confessato che si potevano cambiare solo sei assessori perché così si soddisfacevano tutte le correnti del Pd, due ammissioni in una sola volta: il Pd ha le correnti e a Napoli sono almeno sei, una bella cifra. Ma guai a dire che nel partito ci sono le correnti, Veltroni si arrabbia».
Meglio tornare a separarsi in ”rossi” e ”bianchi”?
«Non sono per una crisi distruttiva del Pd, meglio una crisi virtuosa. Si chiariscano, aprano finalmente il confronto interno anche aspro, si diano battaglia ma alla fine decidano, se no il Pd è destinato a implodere». "

giovedì 8 gennaio 2009

Fedeli cattivi, il prete impedisce a Gesù di nascere

Da "Libero" del 27 dicembre 2008
Ci voleva un prete, un ministro della Chiesa cattolica. Anzi di più: un monsignore parroco, cioè un sommo sacerdote, per fare ciò che neppure a re Erode era riuscito. Cioè: eliminare il Bambino Gesù, ammazzare il protagonista del Natale nella mangiatoia e cancellarlo dal Presepe. È successo nella messa di mezzanotte a Natale nella chiesa di Santa Lucia a Bergamo, dove il parroco, monsignor Attilio Bianchi, indossate temporaneamente le vesti di Dio, si è rifiutato di mettere la statuetta del Bambino Gesù nel Presepe. Non solo, monsignore, che a dispetto del cognome è conosciuto come un prete con spiccate simpatie rosse, durante l’omelia ha annunciato agli stupefatti fedeli che: «Questa notte non c’è Natale, per voi Gesù non nasce».
La parrocchietta di Santa Lucia del capoluogo lombardo deve essere stata la sola chiesa cattolica al mondo dove, la mezzanotte del 24 dicembre, Gesù non è nato. Meglio: gli è stato impedito di nascere. E non da un infedele, da un imam islamico integralista o da un miscredente seguace di Erode: il sequestratore di Gesù ha i paramenti rituali e soprattutto l’ordinazione del sacerdote di Santa Romana Chiesa. Inaudito. O, se vogliamo anticipare la conclusione, esempio da manuale di dove può giungere il moralismo e la supponenza di certi pastori (da guardia) d’anime.
Perché dunque questa sorprendente cancellazione del Natale? Semplice: monsignor Bianchi ha deciso che i suoi parrocchiani non erano degni di tanta grazia, che la nascita di Cristo sarebbe stato un dono troppo grande per loro, immeritevoli del Dio fatto uomo. «Non siete pronti», ha detto dal pulpito il Savonarola bergamasco, «se non sapete accogliere il diverso, lo straniero, non potete accogliere Gesù Bambino. Perciò per voi il Salvatore non nasce». Curioso davvero questo modo di esercitare la professione di ministro di Dio. Probabilmente don Attilio ritiene che il Natale sia come la promozione a scuola: occorre meritarsela con buoni voti. Che Dio sia sceso sulla Terra diventando uomo solo a vantaggio degli ultimi (i primi vadano pure all’inferno). E voi che ne pensate?

martedì 6 gennaio 2009

Chi dispone degli immobili di proprietà comunale?

Al sindaco
Al dirigente responsabile per materia
Al segretario generale
Al direttore generale
COMUNE DI FRASCATI


Proviamo un po’ a capirci in una vicenda che abbiamo vissuto in prima persona.

Nei giorni scorsi abbiamo accompagnato il rappresentante di un’associazione cittadina in Comune dal dirigente responsabile del patrimonio comunale per aiutarlo a presentare la richiesta di uno spazio all’interno dell’immobile recentemente acquistato dal Comune dall’ordine religioso delle Maestre Pie Filippini.

In quella circostanza il dirigente in questione, peraltro molto gentile e disponibile, ci comunicava - con non poca nostra sorpresa - che la richiesta per l’ottenimento di uno spazio doveva essere indirizzata ad alcune associazioni (Ladri di carrozzelle e Semintesta) che avevano ottenuto, in attesa della sua ristrutturazione generale dell’immobile, dal Comune la gestione dello stesso.

Immediatamente dopo, i rappresentanti dell’associazione hanno preso un primo contatto con le suddette organizzazioni rinviando al periodo post-natalizio un incontro concreto per definire i dettagli della richiesta.

Ieri in unno specifico incontro i “gestori” dell’immobile, dichiarandosi disponibili all’accettazione della richiesta, hanno detto di avere un calendario settimanale e che, per incontri sporadici come quelli ipotizzati, non si ponevano problemi, purché i richiedenti avessero concretizzato la richiesta con una decina di giorni d'anticipo. L’ulteriore notizia, veramente significativa, concerneva il costo orario dell’uso dello spazio assegnato che veniva fissato in € 10 l'ora, giustificati con i costi di pulizia e mantenimento della struttura. Il periodo di assegnazione prevede un minimo di 4 ore di utilizzo: da ciò si deduce che l’uso dello spazio assegnato dovrebbe costare almeno € 40 a manifestazione o iniziativa di qualsiasi natura.

Immaginando che, a monte della concessione dell’immobile in questione ci sia un atto autorizzativo, chiediamo di conoscere, anche al fine di valutare la legittimità della richiesta del contributo orario avanzato dalle concessionarie dello spazio in questione:
- quale sia l’atto amministrativo di concessione
- quale sia l’autorità che ha rilasciato il provvedimento (determina dirigenziale o delibera di Giunta)
- quale sia il contenuto dell’atto
- quali siano le condizioni economiche a carico del concessionario
- quali siano le condizioni che regolano la disponibilità degli spazi a favore di terzi dal parte del concessionario
- se siano state rispettate le norme di carattere generale che regolano la cessione a qualsiasi titolo di immobili comunali
- se ritengano che alcune associazioni, per quanto meritevoli, possano dettare le condizioni per la vita e lo sviluppo di altre libere associazioni cittadine, usando beni di tutta la comunità cittadina.

Chiediamo risposta scritta entro i termini prescritti dal regolamento per il funzionamento del Consiglio comunale.


Mario GORI Bernardo IODICE
Consiglieri comunali PdL
Frascati, 6 gennaio 2009

Multata la Befana

Ora abbiamo capito perchè "la Befana vien di notte" ... per sfuggire alla municipale frascatana!

Simone

domenica 4 gennaio 2009

" Forza, rimbocchiamoci le maniche ed iniziamo a lavorare per il buon governo della nostra amata e bella Frascati!"























Merita la pubblicazione sul Blog ufficiale del PDL FRASCATI, questa nota che il nostro candidato alla carica di SINDACO DI FRASCATIVINCENZO CONTE , ha scritto sulla mia pagina " politica " di Facebook :
Vincenzo Conte , ha scritto : " Sono molto felice per la designazione, che mi riempie di orgoglio, mi carica di responsabilità e mi fa ben sperare su un forte cambiamento dell'indirizzo della politica di Frascati!

Da parte mia c'è il desiderio di conseguire il successo elettorale insieme agli amici ed ai cittadini di buona volontà che avranno fiducia nel nostro progetto politico.

Io non torno indietro e non arretrerò di un passo difronte a qualsiasi difficoltà. Accetto sempre le sfide, soprattutto le più complesse e difficili, è una abitudine che mi deriva da 32 anni di servizio allo Stato in incarichi sempre esaltanti.

Vedo un solo obiettivo : la vittoria piena e totale del PDL al Comune di Frascati!

Grazie della fiducia ed a tutti : " Forza, rimbocchiamoci le maniche ed iniziamo a lavorare per il buon governo della nostra amata e bella Frascati! "

Vincenzo Conte

(www.facebook.com/pages/MARIO-GORI/35390412070)