sabato 4 aprile 2009
Uno “scatto” di genio
Il Presidente del Consiglio poggia la mano sinistra sulla spalla del premier russo e con la destra leva il pollice in alto, in sintonia con Obama (perfetto comunicatore anche lui). Tre volti radiosi. Ottimismo, fiducia, amicizia.
Nessun altro riesce a catturare l’attenzione di fotografi o osservatori. Non, per esempio, Gordon Brown, il padrone di casa, in basso, inconsapevole del messaggio che a pochi centimetri i suoi “colleghi” stavano regalando ai “cronisti dell’immagine”. La didascalia di prima pagina del Financial Times non lo nomina neanche. Cita solo Obama, Berlusconi e Medvedev. Poi qualcuno dirà che si tratta di apparenze, che fabbricare immagini non basta, ma è un errore. Perché oltre ai negoziati sulla sostanza delle regole, sui paradisi fiscali, sui prossimi appuntamenti internazionali, sulle quote delle istituzioni finanziarie internazionali, il G20 aveva un altro e, anzi, aveva prima di tutto lo scopo di comunicare ai cittadini di quei 20 Paesi e di tutti gli altri la percezione di un lavoro in corso, efficace, per uscire insieme dalla crisi. Perché la crisi non è solo finanziaria e economica, ma psicologica. E perché in questo caso l’apparenza è sostanza. E il paradosso è che i cittadini sanno che le parole possono mentire, mentre le immagini sono, nella loro immediatezza, più sincere. Meno menzognere.
Infine, sono proprio le fotografie che restano nella storia a simboleggiare le forze che attraverso si sono confrontate. Come a Yalta. Come sempre. E giustamente i giornali relegano nelle pagine interne le foto di gruppo composte e collettive scattate per gli almanacchi ufficiali.
Mentre lo “scatto” vero è quello che resterà nella storia.
Cons.Mario Gori
Portavoce PdL Frascai
venerdì 3 aprile 2009
ULTIMO SONDAGGIO : PDL al 42%
PDL =42%
LA DESTRA=2%
MPA=1,5 %
UDC= 5%
PD=24%
SINISTRA E LIBERTA' =4%
R.C & PDCI = 3,5%
6° LISTA PER VINCENZO CONTE SINDACO : MOVIMENTO PER LE AUTONOMIE

Sabato 4 Aprile p.v. alle ore 11.30, presso l’Hotel Flora di Frascati, il Movimento per le Autonomie del Lazio presenterà la sua nuova sezione e la lista per le amministrative che sosterrà il candidato Sindaco per il Centro Destra, Vincenzo Conte.
La presenza sul territorio cittadino di Frascati del Movimento per le Autonomie è una risposta concreta al lavoro che in questo ultimo anno il partito ha portato avanti sul Lazio e alla promessa di crescita per i prossimi appuntamenti elettorali di Giugno 2009.
120 CANDIDATI CONSILIERI SARANNO I VERI PROTAGONISTI DEL CAMBIAMENTO DI FRASCATI...
A COLORO CHE SI AUTOCELEBRANO,A COLORO CHE INVENTANO NUMERI E SONDAGGI, VINCENZO CONTE RISPONDE CON I FATTI...
LA VITTORIA AL PRIMA TURNO E' SEMPRE PIU' VICINA...
E' nato il PDL : Noi cambiamo l'Italia e Frascati....

Non un traguardo,ma un punto di partenza. La ricostruzione dello Stato degli italiani e della nostra amata Frascati ha oggi nel Partito della libertà le sue fondamenta. Il cantiere è aperto al contributo di tutti gli uomini di buona volontà, disposti a riconoscere che il problema dei problemi, la causa prima della decadenza dell’Italia e di Frascati, è nella sua forma politica invertebrata. Poco rispettata perché poco rispettabile. Incapace, a causa dell’assurdità del sistema marchiato da decenni di degenerazione partitocratrica delle istituzioni repubblicane, capaci di prendere decisioni e portarle a effetto.
Una ragione c’è, se trent’anni e più di riformismo istituzionale non hanno cavato un ragno dal buco. Il problema è stato fin qui impugnato dalla parte sbagliata. Era vano aspettarsi il passaggio a cose nuove dall’intesa tra i vecchi partiti, incistiti nei propri egoismi dissociativi responsabili della decadenza. Il potere di costruire il futuro appartiene necessariamente a chi è capace di cambiare se stesso, di abbattere confortevoli rendite di posizione per mettersi in gioco nel cambiamento.
Il Popolo della Libertà è lo strumento della rinascita proprio perché formato dall’unione di forze che hanno avuto il coraggio di sacrificare il passato alla volontà di un nuovo inizio. La politica italiana ha conosciuto fin qui molte scissioni di partiti e alcune finte unificazioni. Realizzate nello spirito di una scommessa sulla convenienza elettorale dell’unione, e puntualmente crollate alla prima delusione. Anche l’unificazione che ha portato, a sinistra, alla nascita del Partito democratico, vacilla sotto il trauma della sconfitta elettorale. Quei gruppi dirigenti partitici, lungi dal formare una comunità di destino, e perfino dal riconoscersi parte di una delle famiglie politiche esistenti in Europa, sono già pronti a separarsi per inseguire, divisi, quel tornaconto che avevano sperato di ottenere uniti.
Nella nostra amata Frascati la divisione è già avvenuta : erano tutti insieme per dieci anni a sostenere Posa ed oggi,tutti coloro che hanno malgovernato insieme a lui, si dividono presentando quattro candidati a sindaco di matrice centro sinistra (Di Tommaso,Adotti,D'Orazio,Branchi), per la lotta di successione al potere.
Non solo il prescelto Di Tommaso ma anche gli altri tre aspirati delfini (Adotti,D'Orazio e Branchi) ed i loro supporters ( in primis: Angelantoni,Buccione,Pacifici,Mercuri...) hanno amministrato Frascati per moltissimi anni insieme a Posa e quindi sono compartecipi del degrado dell' ex " Perla dei Castelli Romani ".
Non è una cosa buona, per la funzionalità del sistema politico, che la sinistra ricada negli sterili giochi di potere delle vecchie appartenenze.
La nascita del partito in cui si realizza la storica aspirazione all’unità della rappresentanza dell’area elettorale di centrodestra, darà coraggio anche a quanti, nel centrosinistra, siano disposti ad affrontare con coerenza i rischi del cambiamento per mettersi nelle condizioni di contribuire alla ricostruzione del sistema politico nazionale. Dalla debolezza della frammentazione partitica, alla forza di un sistema articolato su due forze in competizione per il governo.
Questa è la sfida proposta da Berlusconi quando, inaugurando il termovalorizzatore di Acerra, afferma: “Ecco, lo Stato è tornato”. In Campania, lo Stato democratico è riuscito a imporre la sua autorità nei confronti degli interessi camorristici radicati nello sfruttamento della spazzatura.Un forte impegno del governo è stato necessario per riscattare l’immagine del Paese, ridicolizzata dalla lunga impotenza nei confronti di piccoli cacicchi custodi del disordine. Si era toccato il fondo, ed è cominciata la risalita. Ma è evidente che il guasto è profondo e l’opera ancora da compiere sarà lunga e difficile.
Noi del Pdl di Frascati lavoreremo per far si che anche nella nostra amata città torni finalmente il " BUONGOVERNO " capace di CAMBIARE FRASCATI e per far si che Palazzo Marconi torni ad essere " LA CASA DI VETRO DI TUTTI NOI FRASCATANI ".
Solamente un Sindaco che non ha mai amministrato Frascati può garantire il vero cambiamento.
Con la nascita del Popolo della Libertà, la seconda ricostruzione dell’Italia e di Frascati dispone finalmente dello strumento adeguato: un forte partito nazionale, capace di farsi carico degli interessi complessivi di sviluppo della collettività. E’ l’uscita dal tunnel dell’infinita transizione dalla prima alla seconda Repubblica.
Le cose di prima sono passate, il futuro comincia.
L'Italia cambia....Frascati cambia....W. l'Italia...W. Frascati
Cons.Mario Gori
Portavoce Pdl Frascati
Attività Culturali
"...Tutti adunati, Achille surse e disse:
Atride, a te del par che a me sarìa
meglio tornato che tra noi non fusse
mai surta la fatal lite che il core
sì ne róse a cagion d'una fanciulla.
Dovea Dïana saettarla il giorno
ch'io saccheggiai Lirnesso, e mia la feci,
ché tanti non avrìan trafitti Achivi,
mentre l'ira io covai, morso il terreno.
Ettore e i Teucri ne gioîr, ma lunga
rimarrà tra gli Achei, credo, ed amara
de' nostri piati la memoria. Or copra
obblìo le andate cose, e il cor nel petto
necessità ne domi. Io qui depongo
l'ira, né giusto è ch'io la serbi eterna..."
giovedì 2 aprile 2009
Il Principino delle Menzogne & Il Pesce Sabino...
Ma a questo punto la domanda ci sorge spontanea: Come mai tutta questa avversità su una variante urbanistica che di fatto ha portato una RIDUZIONE di circa NOVECENTOMILA METRI CUBI DI CEMENTO nell'area di Grotte Portella ???
La risposta è ovvia : Il mattone prima di tutto....Il Principino delle Menzogne & Il Pesce Sabino volevano che rimanessero i NOVECENTOMILA METRI CUBI DI CEMENTO.... per poi far adottare dai loro ex compagni rossi un bel PATTO TERRITORIALE....
Pd:Europee, candidati in fuga

La paura fa novanta nel Partito Democratico, e le ultime indiscrezioni trapelate, secondo cui saranno, fra gli altri, gli ex leader sindacali Cofferati e D’Antoni a guidare le liste del Pd alle Europee, ne sono una conferma neanche troppo implicita. Franceschini ha già fatto sapere che non si candiderà, aprendo un’assurda querelle con Berlusconi e venendo meno a uno dei principi irrinunciabili delle democrazie: quello secondo cui i leader non possono sottrarsi a una costante verifica della loro legittimazione popolare.
Ma nel Pd è in atto una vera e propria fuga dall’assunzione di responsabilità democratica, come dimostra la scelta di far eleggere il successore di Veltroni non dal popolo delle primarie, ma dal pletorico organismo di vertice del partito, che è un finto comitato centrale perché non viene quasi mai riunito.
Invece di domandarsi come mai, in un periodo di profonda crisi finanziaria internazionale, il governo guadagna consensi e loro ne perdono costantemente, i dirigenti democratici, invece di fare autocritica e cambiare registro, preferiscono rimanere nell’ombra per non essere coinvolti in prima persona nel prevedibile tsunami elettorale, salvo poi rimettersi al timone per avere voce in capitolo nel dopo-Franceschini.
Una scelta opportunistica, dunque, che però avrebbe potuto avere una logica se si fosse deciso di puntare sul rinnovamento presentando come capilista alcuni dirigenti più giovani, come il segretario regionale lombardo. Invece, nulla di tutto questo. La linea individuata per ora è quella di affidarsi a vetero-sindacalisti come Cofferati al Nord, dove in certe zone il centrodestra raggiunge tranquillamente il 70 per cento dei consensi, e non è certo l’ex Cinese il personaggio più adeguato per parlare al popolo delle partite Iva.
È evidente che i sondaggi in mano al Pd non lasciano speranze di un cambiamento di rotta, sia pure leggero, nei prossimi due mesi, e che ci si prepara a gestire l’ennesima drammatica sconfitta. Questa linea della rassegnazione, malamente mascherata dalle continue sortite di Franceschini contro il premier, sempre più dure e sempre più inefficaci, sta provocando diversi malumori soprattutto nel partito dei Governatori, che – essendo più vicini al territorio - si vedono franare il terreno sotto i piedi.
Mercedes Bresso, uno dei presidenti di Regione più autorevoli di cui il Pd dispone, ha addirittura deciso di chiarire su ‘Facebook’ la questione della sua mancata candidatura alle Europee: "Mi ero proposta – ha scritto ieri - perché ritengo che in un sistema elettorale basato sulle preferenze sia giusto che i leader si espongano in prima persona: personalmente credo che accettare il sistema delle preferenze e non sfruttarlo sia un errore. Il mio partito ha deciso di non candidare gli amministratori pubblici in carica e quindi il problema di una mia candidatura non si pone più. In ogni caso non sarei mai andata a Strasburgo perché il prossimo anno intendo ricandidarmi alla guida della regione Piemonte”.
La posizione della Bresso, dunque, è in perfetta sintonia con quella di Berlusconi, secondo il quale i leader, soprattutto quelli nazionali, hanno il dovere di esporsi in prima persona di fronte a una grande consultazione politica come le Europee.
Ed è lontana anni luce da quella utilitaristica di Franceschini, che ha denunciato invece come un truffa agli elettori la presenza in lista del premier. Così facendo, il democristiano Franceschini ha mutuato il peggio della tradizione leninista: delegittimare l’avversario con la mistificazione e la menzogna. Ma è un giochino, questo, che funzionava nel secolo scorso. Oggi non più .
Cons.Mario Gori
Portavoce PdL Frascati
Frascati il solito pressapochismo e la solita demagogia. Duro intervento sulla raccolta differenziata.
Solo chiacchiere come al solito. Questa volta parliamo di raccolta differenziata. Per lasciare ai posteri, in extremis, l’impressione di aver realizzato, prima di lasciare l’amministrazione comunale, la raccolta differenziata il sindaco Posa crea solo confusione ed, anche, danni.Tanto per essere chiari: non funziona niente… è tutto da rifare, come diceva Gino Bartali.
Per prima cosa, pur di fare un po’ di demagogia, Posa non si rende conto che per poter fare la raccolta “porta a porta” non c’è personale sufficiente. È stato già detto, ma vale la pena ripeterlo. Lo dimostra la giusta recriminazione sia dei commercianti che quella degli operatori ecologici e, non per ultimi, degli stessi residenti. Il problema è che tutta l’intera vicenda andava organizzata meglio. Per farlo, forse, ci voleva più tempo. Ma, Posa, abituato forse troppo bene in passato a fare e disfare a suo piacimento, non si è reso conto che si andava ad infilare in un ginepraio.
Così, mentre gli operatori ecologici del Gaia lamentano turni massacranti, di fatto c’è da evidenziare che “l’umido” si raccoglie solo tre giorni a settimana. Si assiste, addirittura, a situazioni paradossali. Operatori economici che presi dalla disperazione “esportano” nottetempo i rifiuti nei cassonetti di Comuni contermini. Per Posa, evidentemente, va bene così. Come se il problema dei rifiuti non fosse una questione quanto meno regionale. Deve aver pensato: “Basta che li facciamo sparire in un modo o in un altro da Frascati”.
“Dulcis in fundo – conclude Marco Boldrini – è assurdo che gli sforzi operati da tre mesi dall’Ospedale S. Sebastiano di Frascati per effettuare la raccolta differenziata vengano vanificati. Infatti, dopo che i rifiuti vengono raccolti, con impegno e responsabilità, in modo differenziato dall’Ospedale, gli stessi vengono, poi, di nuovo mischiati in modo “indifferenziato”.
Ufficio stampa di Marco Boldrini, Coordinatore del CIS dei Castelli Romani del PdL.
Crisi : Il governo non lascerà indietro nessuno.
Quella del capo del governo non è un ribellione contro Bruxelles, ma l’irritazione, condivisa da molti altri capi di governo mondiali (Sarkozy in testa) per come le istituzioni internazionali stanno affrontando la crisi. Uno stillicidio di dati e previsioni sempre più neri, ma nessuna strategia di uscita a livello globale. È evidente che Ocse, Fondo monetario e Commissione europea sono state pensate e sono adatte a situazioni di vacche grasse, più che a periodi di emergenza come questo.
Quando sei in guerra devi prima pensare a combattere e possibilmente a non prenderle, poi si fa la conta dei danni: è il succo del pensiero di Berlusconi, condiviso anche da Giulio Tremonti.
Anche perché le statistiche il più delle volte si contraddicono sia al loro interno sia tra di loro. E ciò accade perché più che guardare avanti, e registrare anche i segnali di ottimismo e di ripresa, si limitano a fotografare l’esistente. A novembre 2008 l’Ocse, l’organismo che riunisce i paesi più industrializzati, stimava per l’Italia un Pil in calo dell’1% nel 2009 e in ripresa dello 0,8 nel 2010. Oggi parla rispettivamente di -4,3 e -0,4. Il trend è confermato ma con percentuali tutte riviste al ribasso. Così per il rapporto deficit/Pil: da 2,9 e 3,1 del novembre scorso si passa ora a 4,7 e 5,9.
A sua volta l’Unione europea parla di Pil in calo nel 2009 del 2%, e in aumento dello 0,3 nel 2010. Il deficit, secondo l’Ue, dovrebbe essere del 3,8 quest’anno e del 3,7 il prossimo.
In Italia le stime sono meno pessimistiche: la Confindustria per esempio vede nero per quest’anno, ma scorge una ripresa più robusta per il prossimo.
Ma che senso ha questa danza di percentuali? Ciò che conta è la realtà. E, come sottolinea Berlusconi, quest’anno rischiamo di avere nel mondo 20 milioni di disoccupati, e l’importante è agire ora e subito; sicuramente per l’Italia, è “non lasciare indietro nessuno”. Ricetta condivisa anche dalla Chiesa e, se non cambierà idea, dalla sinistra.
La realtà ci segnala anche che tutti i maggiori governi stanno facendo sforzi straordinari per fronteggiare la crisi: Usa, Europa e Cina hanno finora fatto piani di salvataggio per famiglie, industrie banche per 23 mila miliardi di dollari. Per avere un termine di raffronto, la Seconda guerra mondiale costò agli americani 3.700 miliardi, il New deal di Roosevelt 500 miliardi (il tutto ovviamente a valori attuali).
Barack Obama può permettersi di dire dalla Casa Bianca che se la Chrysler non fa l’alleanza con la Fiat sarà lasciata fallire, e la Federal reserve, la banca centrale Usa, può stampare dollari a piacimento. Se Berlusconi usasse lo stesso linguaggio sarebbe passibile di processo per concorrenza sleale di fronte alla Commissione europea, per non parlare della Banca d’Italia i cui poteri sono tutti nelle mani della Bce.
Ocse, Ue e Fondo monetario (bontà sua, con cifre che saranno “leggermente più ottimistiche”) non forniscono terapie né ordinano ai medici come intervenire, fanno l’elenco degli ammalati. Ma se l’elenco riguarda tutti i paesi del mondo – e Francia, Germania, Inghilterra, Spagna e Usa sono messi peggio di noi, con gli Stati Uniti che si avviano ad avere un debito del 140% del Pil – in un’economia globalizzata i dati dei singoli stati perdono ogni senso.
Anzi, il rischio è di ingenerare nei mercati e nell’opinione pubblica una sindrome al pessimismo che è l’esatto contrario di ciò che oggi è necessario.
Ieri Sarkozy ha detto chiaramente che se il G-20 di Londra continuerà a fare il bollettino dei danni anziché concentrarsi sull’azione, lui se ne andrà occupandosi della Francia. La Commissione di Bruxelles corre lo stesso rischio: non può limitarsi a sollecitare i governi europei al rigore economico senza tener conto della situazione e senza aver suggerito neppure una terapia anticrisi.
I mercati sono importanti, e c’è la preoccupazione che deficit e debiti pubblici, assieme alla enorme massa di liquidità immessa dai governi, alla lunga generi inflazione. Al tempo stesso gli economisti temono però la deflazione, che è il contrario dell’inflazione, ed indica la paralisi dell’economia. Dunque si mettano d’accordo su qual è la priorità.
In tutti gli angoli del mondo, dalla Casa Bianca all’Eliseo fino a Palazzo Chigi, sono i governi ad aver preso in pugno il controllo della situazione. Riaffermando la supremazia della politica (che, non dimentichiamolo, è fatta da eletti) sui mercati e sull’economia. Berlusconi dichiara che difenderà in primo luogo i disoccupati, e poi penserà ai vincoli di Bruxelles. Che non lascerà indietro nessuno. Lo ha detto chiudendo il congresso del Popolo della Libertà e lo ripete oggi di fronte alle massime autorità mondiali; a conferma che non si tratta di uno slogan ad uso interno.
È una linea giusta, anzi è l’unica linea da perseguire, ed è la stessa di Obama, di Sarkozy e di Gordon Brown.
Mario Gori
Portavoce PdL Frascati

TITOLO I - FINALITA’ E PARTECIPAZIONE
Art. 2 - Aderenti
Art. 3 - Modalità di adesione
Art 4 - Associati
Art. 5 - La Commissione di garanzia
Art. 6 - Perdita della qualità di aderente e di associato
- per dimissioni, presentate per iscritto e inviate alla sede centrale. Il Settore Adesioni provvede a darne comunicazione agli Organi periferici interessati.
- per decadenza, a seguito di mancato pagamento della quota associativa nei termini previsti dall’apposito Regolamento.
- per espulsione, inflitta in seguito a provvedimento disciplinare.
Art. 7 - Esercizio dei diritti associativi
Art. 8 - Quote associative
Il diritto di voto nelle assemblee può essere esercitato solo dagli aderenti e dagli associati in regola con il versamento della quota per l’anno in corso.
Art. 9 - Pubblicità e aggiornamento dell’elenco di aderenti e associati
Tutte le operazioni riguardanti le adesioni e i rinnovi sono svolte dal Settore Adesioni nel rispetto della legislazione vigente in materia di trattamento dei dati personali.
Con apposito Regolamento sono stabilite le modalità di comunicazione dei dati relativi agli aderenti e agli associati fra il Settore Adesioni e le sedi territoriali del Popolo della Libertà, nonché tra il Settore Adesioni e gli eletti del Pdl per i rispettivi ambiti territoriali.
Art. 10 - Il partito in rete: Internet e iniziative di democrazia diretta
TITOLO II - GLI ORGANI E LA STRUTTURA
Art. 11 - Organi nazionali
- il Congresso nazionale
- il Presidente nazionale
- l’Ufficio di Presidenza
- il Comitato di coordinamento: i tre Coordinatori
- la Direzione nazionale
- il Consiglio nazionale
- ’Assemblea dei Parlamentari nazionali ed europei
- il Segretario amministrativo nazionale
- i Responsabili nazionali di Settore di cui all’art.23
- le Consulte tematiche
Art.12- Il Congresso nazionale
Il Congresso nazionale definisce e indirizza la linea politica del Popolo della Libertà
Art. 13 - Composizione del Congresso nazionale
- delegati eletti nei Congressi provinciali e di Grande Città sulla base (per 3/4) dei voti riportati dal Popolo della Libertà nelle ultime elezioni politiche e (per 1/4) del numero degli associati;
- membri del Consiglio nazionale
In ogni caso, i componenti di cui alla lettera a dovranno risultare numericamente superiori a quelli di cui alla lettera b.
Art. 14 - Svolgimento del Congresso nazionale
Il Congresso nomina il Presidente del Congresso, l’Ufficio di Presidenza, la Commissione verifica poteri, i componenti dei seggi ed i questori.
Le delibere sono approvate con il voto favorevole della maggioranza dei presenti, salvo quanto diversamente previsto dal presente Statuto.
Il numero legale è presunto salvo che per le deliberazioni in cui è espressamente previsto un quorum di presenti o di voti.
Art. 15 - Il Presidente nazionale
Art. 16 - Ufficio di Presidenza
Art. 17 - Il Comitato di coordinamento: i tre Coordinatori
Art.18 - La Direzione nazionale
Art. 19- Il Consiglio nazionale
- Parlamentari nazionali ed europei
- Ministri, Viceministri e Sottosegretari
- Coordinatori regionali e loro Vice vicari
- Coordinatori provinciali, delle Grandi Città e Città capoluogo
- Presidenti di Regione
- Assessori e Consiglieri regionali
- Presidenti di Provincia
- Sindaci dei Comuni capoluogo
- Capigruppo e Vicecapigruppo vicari dei Consigli provinciali e comunali delle Grandi Città e capoluogo di Regione
- i membri dell’Ufficio di Presidenza e della Direzione nazionale, nonché gli altri Organi nazionali di cui agli artt. 22, 23 e 24
- i dirigenti nazionali del Movimento giovanile.
Art. 20 - L’Assemblea dei Parlamentari
Art. 21 - La Conferenza nazionale dei Coordinatori regionali
Art. 22 - Il Segretario amministrativo nazionale
Art. 23 - Responsabili nazionali di Settore
- Responsabile Settore Organizzazione
- Responsabile Settore Enti locali
- Responsabile Settore Elettorale
- Responsabile Settore Adesioni
- Responsabile Settore Pari Opportunità
- Responsabile Settore Internet e nuove tecnologie
- Responsabile Settore Comunicazione/immagine/propaganda
- Responsabile Settore Formazione
- Responsabile Settore Iniziative movimentiste
- Responsabile Settore Italiani nel mondo
- Responsabile Settore Difensori del voto e rappresentanti di lista
- Portavoce
- Responsabile giovani (scelto autonomamente secondo le modalità regolamentari dell’Organizzazione giovanile di cui all’art. 49).
Art. 24 – Consulte tematiche
Capo II - Candidature.
Art. 25 - Candidature
Elezioni regionali
Elezioni provinciali
Elezioni dei Comuni capoluogo
Elezioni dei Comuni non capoluogo
La candidatura a Sindaco di Comune dove vige il sistema elettorale proporzionale è stabilita dal Coordinatore provinciale, d’intesa con il suo Vice vicario. In caso di mancata intesa, decide il Coordinamento provinciale, a maggioranza qualificata dei due terzi. La proposta di candidatura è ratificata dal Coordinatore regionale e dal suo Vice. In caso di mancata intesa, in entrambi i livelli, decide il Coordinamento regionale a maggioranza semplice. Allo stesso modo si procede per le relative liste comunali.
Elezioni circoscrizionali
Nel caso in cui si debba raggiungere un’intesa con altre forze politiche per esprimere una candidatura a Sindaco o a Presidente di Provincia, è sempre necessario che l’intesa raggiunta a livello territoriale sia ratificata dal Coordinatore regionale e dal suo Vice vicario.
Capo III Organi e Strutture regionali, provinciali e comunali
Art. 26 - Il Coordinatore regionale e il Vice vicario
Art. 27- Il Coordinamento regionale
Art. 28 - Province e Grandi Città
Art. 29 - Il Congresso provinciale e il Congresso della Grande Città
Art. 30 - Il Coordinatore provinciale, il Coordinatore della Grande Città ed i loro Vice vicari
Art. 31 - Il Coordinamento provinciale e il Coordinamento della Grande Città
Art. 32 - Coordinatore e Congresso comunale
Art. 33 - Coordinatori circoscrizionali
Art. 34 - Attività associativa sul territorio
Art. 35 - Incompatibilità
Art. 36 - Finanziamento delle attività del Popolo della Libertà
- quote associative versate da aderenti e associati;
- quote di affiliazione delle altre associazioni riconosciute;
- contributi degli eletti nelle Assemblee rappresentative;
- ogni altra attività di raccolta ammessa dalla legge.
L’ammontare delle quote associative, delle quote di affiliazione e dei contributi dovuti dagli eletti nelle Assemblee rappresentative è stabilito dall’Ufficio di Presidenza sentito il Segretario amministrativo nazionale.
L’Ufficio di Presidenza determina i criteri di ripartizione delle risorse fra gli Organi nazionali e periferici del Popolo della Libertà e approva il piano di distribuzione predisposto dal Segretario amministrativo nazionale.
Ogni quota associativa è destinata a finanziare le attività degli Organi nazionali e locali ed è ripartita tra Sede nazionale e Organi locali secondo le previsioni dell’apposito Regolamento.
La normativa di carattere generale e i criteri di ripartizione tra gli Organi locali del Popolo della Libertà sono predisposti con specifico Regolamento.
Art. 37 - Funzioni del Segretario amministrativo nazionale
- Svolgono l’attività negoziale necessaria per il raggiungimento dei fini associativi. Svolgono e coordinano le attività necessarie per la corretta gestione amministrativa deI Popolo della Libertà.
- Eseguono le delibere dell’Ufficio di Presidenza relative alla gestione amministrativa ordinaria e straordinaria.
- Possono compiere tutte le operazioni bancarie, compresa la nomina di procuratori, l’accensione di mutui e le richieste di affidamento; effettuano pagamenti, incassano crediti; possono rinunciare a diritti e sottoscrivere transazioni; provvedono alla riscossione dei contributi pubblici o comunque dovuti per legge.
- Al termine di ciascun anno, che avrà luogo ad ogni 31 dicembre, il Segretario amministrativo nazionale e il suo Vice, nei sei mesi successivi, redigeranno e sottoporranno alla Direzione Generale il rendiconto economico dell’esercizio per l’approvazione.
- Predispongono altresì il bilancio preventivo che sottoporranno all’Ufficio di Presidenza per l’approvazione. Coordinano inoltre l’attività contabile occupandosi della corretta tenuta delle scritture e dei libri sociali.
- Informano periodicamente l’Ufficio di Presidenza della situazione economico finanziaria del Popolo della Libertà.
- Predispongono il piano generale di distribuzione delle risorse secondo i criteri determinati dall’Ufficio di Presidenza e dalle norme regolamentari.
- Gestiscono i fondi destinati alle campagne elettorali e predispongono i rendiconti richiesti dalla legge.
- Predispongono le procedure per la redazione dei conti, per la raccolta dei fondi e per tutto ciò che ritengano opportuno per la corretta amministrazione del Popolo della Libertà.
Il mancato rispetto delle sue disposizioni è motivo di azione disciplinare nei confronti dei singoli e può comportare, nei casi più gravi, il commissariamento dell’Organo.
Tutte le attività previste dal presente articolo sono svolte dal Segretario amministrativo e dal suo Vice congiuntamente, a meno di diversa attribuzione da parte del Comitato di coordinamento.
Art. 38 - Revisori contabili
È richiesta la qualifica di Revisore contabile iscritto al Registro istituito dall’art. 1 del D. Lgs 27/1/1992 n. 88 in attuazione della Direttiva n. 84/253/CEE.
I Revisori contabili durano in carica 3 anni e possono ricevere l’incarico anche più volte consecutivamente.
Art. 39 - Autonomia amministrativa delle Organizzazioni locali
I conti preventivi e consuntivi devono essere redatti secondo il modello predisposto dal Segretario amministrativo nazionale e dal suo Vice.
Ogni previsione di spesa deve essere sempre accompagnata dall’indicazione della fonte di finanziamento.
Gli Organi nazionali non rispondono dell’attività negoziale svolte in ambito locale e delle relative obbligazioni.
I membri degli Organi locali rispondono personalmente delle obbligazioni assunte al di fuori dei limiti consentiti.
È in ogni caso esclusa la facoltà di stipulare i seguenti atti:
- compravendita di beni immobili;
- compravendita di titoli (titoli di Stato, obbligazioni, azioni e simili);
- costituzione di società;
- acquisto di partecipazioni in società già esistenti;
- concessioni di prestiti;
- contratti di mutuo;
- rimesse di denaro all’estero;
- apertura di conti correnti all’estero e valutari;
- acquisto di valuta;
- richiesta e rilascio di avallo fideiussioni o altra forma di garanzia.
Art. 40 - Attività negoziale in ambito locale
La procura conferita ai Segretari amministrativi regionali non potrà comunque comprendere la facoltà di stipulare i seguenti atti:
- compravendita di beni immobili;
- compravendita di titoli (titoli di Stato, obbligazioni, azioni e simili);
- costituzione di società;
- acquisto di partecipazioni in società già esistenti;
- concessioni di prestiti;
- contratti di mutuo;
- rimesse di denaro all’estero;
- apertura di conti correnti all’estero o in valuta;
- acquisto di valuta;
- richiesta e rilascio di avallo fideiussioni o altra forma di garanzia.
Le norme contabili per coordinare la gestione regionale con la gestione nazionale sono predisposte dal Segretario amministrativo nazionale e dal suo Vice anche secondo quanto previsto dalle disposizioni di legge relative ai bilanci dei partiti politici.
TITOLO V - GLI ORGANI DI GIURISDIZIONE INTERNA- IL PROCEDIMENTO DISCIPLINARE - I RICORSI - IL COMMISSARIAMENTO
Art. 41 - Giurisdizione esclusiva
Gli aderenti e gli associati al Popolo della Libertà e i rappresentanti delle Associazioni sono tenuti a ricorrere preventivamente al Collegio dei Probiviri in caso di controversie riguardanti l’attività del Popolo della Libertà, l’applicazione dello Statuto, i rapporti del Popolo della Libertà con le Associazioni, nonché i rapporti tra queste ultime.
- le infrazioni disciplinari commesse dagli associati del Popolo della Libertà che siano membri del Consiglio nazionale;
- i ricorsi relativi ai Congressi Provinciali e delle Città Capoluogo;
- i ricorsi relativi alla conformità allo Statuto degli atti adottati dagli Organi del Popolo della Libertà regionali e nazionali;
- i ricorsi aventi a oggetto conflitti fra organi deI Popolo della Libertà;
- i ricorsi contro le operazioni elettorali e la proclamazione degli eletti nel Congresso Nazionale, con esclusione del Presidente nazionale e dei membri elettivi dell’Ufficio di Presidenza; In ordine alle decisioni di cui ai precedenti punti, il Collegio dei Probiviri è giudice unico non appellabile. Per le infrazioni disciplinari di cui alla lettera a) è ammessa l’impugnazione per revocazione avanti lo stesso Organo, in relazione a fatti non riconosciuti all’epoca del giudizio.
Art. 43 - Collegio regionale dei Probiviri
- le infrazioni disciplinari commesse dagli associati al Popolo della Libertà, salvo quanto di competenza del Collegio nazionale dei Probiviri;
- le infrazioni alle regole di ratifica commesse da Associazioni;
- i ricorsi contro la revoca della ratifica di un’Associazione;
- tutti gli altri ricorsi aventi ad oggetto l’applicazione dello Statuto, compresi i conflitti fra Organi, salvo i casi di competenza esclusiva del Collegio Nazionale dei Probiviri;
- le infrazioni alle regole di ratifica commesse dalle Associazioni, le controversie fra Associazioni che interessino direttamente l’attività politica del Movimento, i ricorsi contro la revoca delle ratifiche delle Associazioni.
Art. 44 - Decisioni del Collegio dei Probiviri. Impugnazione, Dimissioni o impedimento permanente
Art. 45 - Procedimento disciplinare
Art. 46 - Misure disciplinari
- la sospensione;
- l’espulsione;
- la revoca della ratifica nel caso di infrazione commessa da un’Associazione.
Art. 47 - Altri ricorsi
Art. 48 - Commissariamento. Sospensione dall’attività del Movimento
TITOLO VI - ORGANIZZAZIONI INTERNE AL PDL - ASSOCIAZIONI
Art. 49 - Movimento giovanile
Art. 50 - Associazioni
Sono condizioni di ricevibilità della richiesta:
- l’illustrazione dettagliata del progetto politico per il quale l’Associazione è costituita, oltre che delle principali modalità e dei più significativi mezzi con i quali lo stesso è attuato;
- l’indicazione del territorio, che non può comunque essere eccedente rispetto a quello del Coordinamento provinciale o della Grande Città in cui l’Associazione ha la sua sede.
- l’adozione da parte dell’Associazione di uno statuto conforme al modello approvato dall’Ufficio di Presidenza;
- la previsione della libera partecipazione e associazione all’Associazione, con il solo limite delle incompatibilità previste per gli aderenti o gli associati al Movimento e l’assenza di distinzione dei diritti e dei doveri in capo ai soci fondatori e ai soci che aderiscano successivamente;
- la previsione della garanzia della massima libertà di dibattito politico all’interno dell’Associazione e in occasione delle iniziative dalla stessa organizzate o cui la stessa prende parte;
- la previsione della rappresentatività dell’Associazione da parte di organi democraticamente eletti;
- l’accettazione dell’obbligo di rinunciare immediatamente a qualunque uso del logo e del nome del Movimento, e di restituire senza indugio, qualora abbia luogo la revoca dell’affiliazione, tutti i documenti di rilevanza politica, i materiali propagandistici, e ogni cosa che contenga l’emblema del Movimento o i segni grafici da esso utilizzati.
Art. 51 - Potere regolamentare
Art. 52 - Modifiche statutarie
- Direzione nazionale: in deroga all’art. 18 del presente Statuto, la nomina o l’integrazione o il completamento della Direzione nazionale eventualmente vacante, fino al plenum di 120 componenti, compete al Presidente nazionale d’intesa con l’Ufficio di Presidenza.
- In deroga all’art. 22 del presente Statuto, sino alla formale elezione da parte della Direzione Nazionale, il Segretario Amministrativo Nazionale ed il Vice sono nominati dall’Ufficio di Presidenza.
- Coordinatori provinciali e di Grande Città: in deroga agli artt. 29-30-31, in occasione della prima formazione degli Organi territoriali del movimento successiva al Congresso istitutivo del Popolo della Libertà, spetta al Presidente nazionale, d’intesa con l’Ufficio di Presidenza, l’indicazione dei Coordinatori provinciali e di Grande Città e loro rispettivi Vice vicari.
- Coordinamenti provinciali e di Grande Città: in deroga all’art. 31, in occasione della prima formazione degli Organi territoriali, il Coordinamento provinciale ed il Coordinamento della Grande Città sono nominati rispettivamente dal Coordinatore provinciale e dal Coordinatore della Grande Città, d’intesa con i loro Vice vicari, entro 15 giorni dalla loro nomina, sentito il Coordinatore regionale e con ratifica del Comitato di coordinamento.
- Coordinatori comunali, Delegati comunali e Coordinatori circoscrizionali: in deroga agli artt. 32-33-34, in occasione della prima formazione degli Organi territoriali, entro 30 giorni dalla loro nomina, i Coordinatori provinciali e di Grande Città, d’intesa con i relativi Vice vicari, nominano rispettivamente i Coordinatori o i Delegati comunali e i Coordinatori di circoscrizione. Quelli relativi ai Comuni superiori ai 30mila abitanti saranno ratificati dal Coordinatore regionale d’intesa con il suo Vice vicario.
- Fino al secondo Congresso nazionale del Popolo della Libertà, valgono in materia di presenza negli Organi di partito e nelle candidature i criteri specificatamente individuati nell’atto notarile del 27 febbraio 2008, costitutivo dell’associazione Il Popolo della Libertà.
- Movimento giovanile: i vertici nazionali delle Organizzazioni giovanili riconosciute dai partiti costituenti il PdL definiranno congiuntamente la proposta di Regolamento, l’assetto organizzativo, i modi e i tempi non superiori ad un anno dall’entrata in vigore del presente Statuto, per la celebrazione del Congresso. Tale Regolamento sarà sottoposto all’approvazione della Direzione nazionale.
- In deroga a quanto previsto dagli artt. 2 e 4 dello Statuto, hanno automaticamente diritto ad associarsi per l’anno 2009 al Popolo della Libertà gli iscritti a Forza Italia degli anni 2007 e 2008, e di An dell’anno 2008, che ne facciano esplicita richiesta e versino la relativa quota associativa.
- In deroga a quanto previsto dal comma 2 dell’art.7, gli iscritti di cui alla precedente norma transitoria esercitano i loro diritti di elettorato nell’ambito territoriale indicato nel tesseramento del partito di provenienza.
- In deroga all’articolo 52 del presente Statuto, per i 12 mesi successivi alla sua approvazione tutte le proposte di modifica statutaria saranno di competenza esclusiva dell’Ufficio di Presidenza, che delibererà a maggioranza qualificata dei tre quarti dei suoi componenti. Tali modifiche entrano in vigore dal momento dell’approvazione, e dovranno comunque essere ratificate nella prima riunione del Consiglio nazionale, che potrà essere convocato anche successivamente al suddetto termine.
RIVIVI L'EVENTO STORICO DELLA NASCITA DEL PDL

Abbiamo ancora negli occhi e nel cuore i pensieri, le emozioni, i sentimenti, le riflessioni generate dai tre giorni del nostro congresso fondativo. Un evento davvero storico, che puoi rivivere on line nel tuo sito preferito: www.ilpopolodellaliberta.it .
E' nato formalmente un nuovo grande movimento politico e, come tale, deve avere delle regole che ne guidino il funzionamento: sempre on line trovi il testo integrale dello Statuto, l'elenco dei componenti dell'Ufficio di Presidenza, la Carta dei Valori.
Come vedi, il congresso continua ancora on line. Nelle prossime settimane e nei prossimi mesi starà a ciascuno di noi continuare a farlo vivere nella realtà

