sabato 21 marzo 2009

PDL: LA RUSSA, NEL NUOVO PARTITO CON TUTTA LA NOSTRA STORIA E IDENTITA' - VIDEOINTERVISTA



"Non è lontano il momento in cui anche in Italia si parlerà del nostro schieramento, come per Sarkozy in Francia, della destra italiana, non di centrodestra". Questo uno dei passaggi dell'intervento del reggente di An, Ignazio La Russa, al congresso di Alleanza nazionale, in corso presso la Nuova Fiera di Roma. "E' un congresso diverso, straordinario - ha precisato - ma non è un congresso di chiusura", in quanto con l'ingresso nel Pdl "nasce il partito degli italiani".
An entra nel Popolo della Libertà "con tutta la sua storia, con i suoi uomini, le sue donne, i suoi valori. In una parola con la sua identità", ha aggiunto La Russa sottolineando come "in questo governo tutte le tesi della destra sono transitate come tesi del Pdl", dal reato di immigrazione clandestina alle ronde, che erano sì una vecchia bandiera leghista, "ma che noi abbiamo ottenuto fossero decise dai prefetti, d'intesa con il sindaco, con l'intervento del comitato provinciale per la sicurezza, fra gli ex appartenenti alle forze dell'ordine e alle Forze armate".
Sul rapporto An-Forza Italia, il reggente del partito di via della Scrofa ha spiegato che "sono sempre stati due gemelli, magari due 'gemelli diversi', ma sempre due gemelli Non c'è stata una sola occasione in cui ci siamo divisi e abbiamo dato vita ad altre coalizione". La Russa ricorda il momento di nascita del Pdl "quando fu dato l'annuncio a Piazza San Babila ci furono delle tensioni. An non era destinata obbligatoriamente al partito unico e non esitammo a manifestare la nostra contrarietà. Poi però i nostri due grandi leader si sono incontrati per far nascere il partito: e non fu un giorno come gli altri. Il destino aveva voluto che la mamma di Gianfranco e la mamma di Silvio venissero a mancare praticamente nello stesso giorno. In quei momenti un uomo dà il meglio di se stesso, è capace di compiere il massimo atto d'amore. E Gianfranco, con un atto d'amore, si recò da Silvio e con un grande atto di amore diede vita al percorso del Pdl".

Videointervista al reggente di Alleanza nazionale e ministro della Difesa, Ignazio La Russa, durante i lavori del Congresso di An presso la Nuova Fiera di Roma:

LA SETTIMANA SPECIALE VERSO IL PDL



Con il congresso di Alleanza Nazionale, comincia la settimana speciale che porterà alla celebrazione del primo congresso nazionale del Popolo della Libertà. Come ha detto Maurizio Gasparri alla scuola di formazione di Gubbio, questo in realtà potrebbe essere il secondo congresso del nostro movimento politico, perchè il primo lo hanno celebrato gli italiani con le elezioni politiche del 13 aprile 2008, con il loro voto e il sostegno che è costantemente cresciuto in qeusti pirmi dieci mesi di governo, come dimostrano i sondaggi secondo i quali il Popolo della LIbertà ha un consenso oscillante tra il 41 e il 42%.
Come è già stato anticipato, venerdì pomeriggio aprirà i lavori Silvio Berlusconi, che li chiuderà con il suo intervento domenica. Sabato 28 sono previsti gli interventi del presidente della Camera Gianfranco Fini e del presidente del Senato Renato Schifani. Il programma definitivo del congresso è in via di definizione: lo pubblicheremo sul nostro www.ilpopolodellaliberta.it non appena sarà possibile.
Da martedì pomeriggio una web cam mostrerà in diretta nella nostra hompage i lavori di allestimento del padiglione della Nuova Fiera di Roma dove avrà luogo la manifestazione. Come è nostra tradizione, potrai seguire in diretta sul sito i tre giorni del congresso, dal pomeriggio di venerdì prossimo 27 marzo alla conclusione prevista per domenica 29 all'ora di pranzo. Ci aspettano giorni davvero particolari, unici, che segneranno una svolta decisiva per la vita politica del nostro Paese. Li vivremo insieme.

ALEMANNO: An e Forza Italia hanno una base ideologica comune


"Per il Pdl, rispetto al Pd, la situazione è diversa. Il Pd rappresenta il tentativo di fusione a freddo tra due culture politiche sostanzialmente diverse e stratificate come quella della sinistra e dei democristiani di sinistra. Per quanto riguarda noi, nel corso del tempo An e Forza Italia sono diventati due contenitori in larga parte sovrapponibili perché in An esistono, come in Forza Italia, i cattolici, i liberali, persone più di destra e altre più moderate". Lo ha affermato Gianni Alemanno nella trasmissione radiofonica Rai ’Radio anch’io’. "Basta leggere i libri di Tremonti degli ultimi tempi - ha aggiunto Alemanno - per vedere quanto lui stesso parli un linguaggio che noi conosciamo bene, che ci piace, il linguaggio della critica alla globalizzazione, un linguaggio che valorizza l’identità dei popoli. Quindi non siamo di fronte a due filoni totalmente distaccati, ma dinanzi a due realtà con storie diverse, ma che ormai hanno una base ideologica molto comune".

venerdì 20 marzo 2009

"I giovani verso il PDL"


Cari Amici, vi segnaliamo che sabato 21 marzo ad Ostia (Roma Lido), presso il Satellite Palace Hotel (Via delle Antille, 49), alle ore 10.30, si terrà il convegno "I giovani verso il PDL – Radici per il futuro". Intervengono: Davide Bordoni, Antonio Tajani, Gianni Sammarco, Alfredo Pallone, Paolo Barelli, Fabio Armeni, Beatrice Lorenzin, Piero Cucunato!

La lettera dei 101 : nel PDL la democrazia c'è e si fà vedere

La lettera dei 101 che invita Berlusconi a non porre la fiducia sul disegno di legge sicurezza non è né un caso politico eclatante né una spaccatura drammatica all'interno del Popolo della Libertà. È, molto più semplicemente, una delle tante raccolte di firme che vengono promosse in Aula e che testimonia la libertà di azione dei parlamentari del Pdl. Comunque, della norma che conferisce ai medici la facoltà di denunciare i clandestini si parlerà in una riunione del gruppo del Pdl convocata per la prossima settimana.
Una decisione che prescinde, però, dall’iniziativa promossa da Alessandra Mussolini.
Ma cosa dice la lettera-appello al premier? Stigmatizza il fatto che se il testo resterà quello uscito dal Senato, non solo i medici, ma anche gli insegnanti potranno, anzi saranno obbligati, a denunciare i bambini immigrati irregolari. Questo perché “l’introduzione in sede penale del reato di clandestinità, come previsto dal ddl sicurezza, impone a medici e insegnanti l’obbligo di denuncia, così che il loro comportamento non ricada sotto i rigori degli articoli 361 e 362 del codice penale, trattanti il reato di omessa denuncia da parte del pubblico ufficiale o di incaricato di pubblico servizio”.
Va ricordato che il ddl in questione è stato approvato al Senato con voto unanime della maggioranza dopo un ampio dibattito e con un pieno accordo politico. Anche perché la facoltà dei medici di denunciare i clandestini non cambia, in effetti, la realtà esistente.
Chi ha fatto il cronista nei pronto soccorso ricorda benissimo che in ogni presidio sanitario c'è stato per molti anni un posto di polizia dal quale bisognava obbligatoriamente passare in caso, ad esempio, di incidente stradale o di infortunio sul lavoro. Il poliziotto di turno annotava le generalità e riportava il referto stilato dai medici.
Attualmente ci sono casi in cui il medico, clandestini o meno, esegue la prestazione limitandosi a chiedere il nome al paziente, senza pretendere il documento, solo per annotare l’intervento sui registri. E altri casi in cui sono obbligatori, sempre che il paziente sia clandestino o meno, ricovero, referto e segnalazioni alle autorità. Nella prima ipotesi i clandestini ricorrono a nomi di fantasia, e dunque quella prestazione non potrà essere messa a carico del servizio sanitario nazionale. La seconda ipotesi invece è quella relativa a persone con ferite di armi o comunque con traumi derivati da incidenti. In questi casi il medico è obbligato già oggi, indipendentemente dal fatto che si tratti o meno di clandestini, a chiedere i documenti e a segnalare la cosa immediatamente alla polizia e alla direzione sanitaria.
In sostanza, i medici non sarebbero mai obbligati, prima di eseguire una prestazione, a chiedere al paziente se è cittadino italiano o se ha il permesso di soggiorno. Ma nel momento in cui il clandestino ha una malattia o una ferita per la quale è necessario il ricovero, evita già ora l’ospedale perché l’amministrazione avrebbe tutto il tempo di accorgersi che il documento presentato è falso.
Insomma, non sarebbe il medico a denunciarlo, ma il sistema informatico che deve collegare ad ogni nome una posizione nel servizio sanitario nazionale. Una “procedura” che vale anche per le malattie infettive: i medici sono obbligati al ricovero e alla segnalazione e perciò già oggi i clandestini con malattie contagiose non si presentano mai in ospedale.

Cons.Mario Gori
Portavoce Pdl Frascati

Di Pietro diceva : mai candidati indagati!!

Da quando è entrato in politica, preceduto da un sinistro tintinnio di manette, Antonio Di Pietro, il tribuno intransigente dell’Italia dei valori, ha sempre predicato la teoria delle “liste pulite”. A suo avviso, chiunque sia indagato dalla magistratura - e in tempi di intercettazioni a catena può capitare a moltissimi - non dovrebbe essere candidato al Parlamento. È, questo, uno dei punti cardine del dipietrismo ed è la teoria che ha consentito l’incontro di piazza fra l’ex pm e l’antipolitica di Beppe Grillo.

Lo ricorda Il Giornale, con l’articolata inchiesta che sbugiarda il tribuno di Montenero di Bisaccia: smentendo, infatti, uno dei punti cardine del partito giustizialista ha candidato alle europee l’ex pm ora indagato Luigi De Magistris.

De Magistris è iscritto nel registro degli indagati della procura di Roma, i reati ipotizzati sono quelli di abuso di ufficio e di interruzione di pubblico servizio. L’inchiesta riguarda il ruolo svolto dall’ex pm nella “guerra fra le procure” di Catanzaro e Salerno. De Magistris con le sue inchieste “Poseidon”, “Why not” e “Toghe lucane” raggiunse una rapida e discussa notorietà, ma gli eccessi e le scorrettezze commessi nell’adempimento delle sue funzioni di pubblico ministero hanno determinato l’intervento disciplinare del Consiglio superiore della magistratura. Che lo ha rimosso dall’incarico trasferendolo nella magistratura giudicante di Napoli. Proprio mentre il Csm lo stava giudicando, De Magistris si esibì ad AnnoZero per denunciare un oscuro complotto ai suoi danni, per impedirgli di fare il suo lavoro di magistrato. Di Pietro ha sempre difeso, contro tutte le critiche, il Csm, ma nel caso De Magistris ha fatto un’eccezione. Un’altra, più vistosa, eccezione l’ha fatta candidandolo alle europee.

Perché? Forse perché il tribuno fiuta i personaggi capaci di eccitare le pulsione antipolitiche dei giustizialisti. Crepi la coerenza, la grancassa è utile. D’altra parte, Di Pietro ha sempre usato due metri di giudizio: uno rigido fino all’intransigenza per gli altri, un secondo, più flessibile e accomodante per se stesso. Per i suoi comportamenti e per i criteri di gestione del suo partito.

Associazione NUOVA ITALIA Castelli Romani con Conte Sindaco

ASSOCIAZIONE NUOVA ITALIA- CASTELLI ROMANI

 “ I  nostri sogni cambieranno la società”

L’Associazione Nuova Italia Castelli Romani, da sempre collocata nell’ambito del centro-destra, per il tramite del sottoscritto Avv. Rolando Grossi, che si onora di presiederla, ha accolto  con estremo piacere la notizia della scelta unitaria del candidato sindaco – nella persona del Col. Vincenzo Conte - per le prossime elezioni comunali di frascati, operata dai direttivi dei maggiori partiti della nascitura forza politica del PDL.

Nuova Italia Castelli Romani, strutturata in circoli presenti nelle diverse realtà territoriali dell’area dei Castelli Romani, non farà certamente venir meno il proprio apporto al grande impegno che si profila per il candidato Col. Vincenzo Conte.

Ciò non solo per ragioni di appartenenza e di schieramento, ma anche e soprattutto perchè riteniamo che il Dott. Conte, attraverso la sua immagine, la sua storia e la sua testimonianza, sia la persona giusta per rappresentare la Comunità di Frascati ed allo stesso tempo incarni quei valori tradizionali ai quali da sempre Nuova Italia si ispira.

Nuova Italia Castelli Romani, infatti, è diretta emanazione della Fondazione Nuova Italia, la quale a sua volta prende le mosse dall’intuizione del suo presidente e fondatore GIANNI ALEMANNO.

E’ noto che lo scopo principale  che si prefigge di raggiungere Nuova Italia  è da sempre quello di rappresentare e testimoniare la esistenza di un’anima identitaria all’interno  della più ampia  area moderata  e liberale  che fa capo al PDL. 

Proprio le peculiarità che caratterizzano il Dott. Vincenzo Conte candidato Sindaco prescelto per la prossima tornata elettorale a Frascati, ci convincono a sostenerlo con maggiore motivazione e vigore certi che la sua vittoria rappresenterà  senz’altro la vittoria di tutti coloro i quali si ispirano anche ai valori delle identità e delle tradizioni.

Per tale ragione sono onorato di portare il saluto dell’On.le Gianni Alemanno al Dott. Vincenzo Conte al quale unisco, nella convinzione della vittoria,  il mio personale  “in bocca al lupo”.

Presidente Nuova Italia Castelli Romani

Avv. Rolando Grossi

giovedì 19 marzo 2009

I Socialisti di Frascati per Vincenzo Conte

I Giovani di Frascati a Brusselles

Nello scorso week-end una delegazione del coordinamento "Giovani PdL di Frascati" è stata ospite a Brusselles dell'europarlamentare Roberta Angelilli.
Ringraziamo l'onorevole Angelilli per l'ospitalità.

Nella foto da sinistra a destra: me, Roberta Angelilli, Damiano Cori.

Simone Carboni
Portavoce coordinamento "Giovani PdL di Frascati"

Il PDL durerà nel tempo

Sergio Romano sul Corriere della Sera di stamani fa un'analisi giusta (sul bipolarismo necessario) e una sbagliata (sulla sorte del Pdl). L'editorialista saluta la nascita del Pdl come una buona notizia per tutti coloro che vorrebbero un'Italia bipolare, e dà loro ragione, ma allo stesso tempo preconizza in tempi brevi un'implosione del nuovo partito esattamente sulla falsariga di quanto sta già accadendo al Partito democratico. "Ciò che è accaduto al Pd dopo le elezioni politiche dell'anno scorso - scrive Romano - dimostra che i matrimoni, soprattutto nella loro prima fase, sono fragili e possono sciogliersi bruscamente da un momento all'altro".
L'editorialista del Corriere riconosce un'unica differenza tra Pdl e Pd: la forte leadership di Berlusconi e la grande popolarità di cui gode nel Paese. Questo non lo trattiene però dall'eccepire che "una forza politica così strettamente legata al ruolo di una persona può maggiormente subire, soprattutto nella sua fase iniziale, i contraccolpi della cattiva fortuna".
A parte che tutti i sondaggi sono unanimi nel fotografare una situazione di "bello stabile" per il Pdl e per il governo, ritenuti evidentemente dall'opinione pubblica gli unici validi punti di riferimento in questa situazione di crisi internazionale, e che quindi non sono alle viste possibili "contraccolpi della cattiva fortuna", c'è un altro discrimine fondamentale fra il Pdl e il Pd, e cioè il modo in cui sono nati. Il Pd - ha ragione Romano - ricorda da vicino l'unificazione socialista dell'ottobre '66, quando il Psi di Nenni e il Psdi di Saragat si fusero conservando però le rispettive strutture. Sia l'unificazione socialista, sia la fusione tra Ds e Margherita hanno avuto entrambe un vizio d'origine: il forcipe delle nomenklature.
Il Pdl, invece, è nato nelle urne, e prima ancora nella maestosa manifestazione popolare del 2 dicembre 2006. La svolta politica certificata dalle elezioni di aprile 2008 ha messo tutti davanti a un fatto compiuto e incontrovertibile, e cioè che il Popolo della Libertà è stata l’unica risposta alla confusione politica e alla frammentazione partitica. È stata la risposta attesa da tempo da un numero sempre crescente di cittadini che, delusi dalla sinistra e dal suo governo, esigevano un’alternativa realistica e credibile al regime delle tasse imposto da Prodi al Paese (ed è emblematico che il Pd, nel momento della sua crisi più acuta, rispolveri proprio la figura del Professore...).
La verità è che c’è un tempo in cui la politica deve dettare l’agenda, e un tempo in cui, invece, deve saper ascoltare quello che dice la gente. Berlusconi ha avuto il coraggio di farlo intuendo che la crisi degenerativa della sinistra stava trascinando con sé lo stesso sistema politico, e che in quel preciso momento la gente era più avanti della politica, e voleva fortemente la nascita di un grande partito dei moderati.
È stato dunque giusto e doveroso dare subito voce a questa richiesta, per il bene dell’Italia. E chi parlava di questo partito come di una deriva plebiscitaria e avventuristica, ora probabilmente si sarà reso conto che quella era una polemica strumentale e sbagliata. Il Pdl è nato infatti nel modo più democratico possibile, cioè dal basso, e non attraverso una fusione fredda tra partiti com’è avvenuto, appunto, nel Partito Democratico. Altro che partito del predellino: il Pdl è un partito liberale di massa, si è formato sul ceppo di Forza Italia, dal patto con la Destra moderna e post-ideologica incarnata da Alleanza Nazionale ed è nato dall’incontro della politica con la società civile. È stato, insomma, la risposta più limpida al predominio delle oligarchie e della vecchia politica.
Il Pdl, dunque, è la forma politica del superamento delle vecchie barriere, è lo strumento del popolo che impone la legge della modernità e inchioda la politica alle sue responsabilità. Il Popolo della Libertà è il partito del rinnovamento e delle riforme. Un partito che si ispira ai valori del Partito Popolare Europeo e che fonde le vecchie identità senza annullarle. Sulla sorte del Pdl, allora, Romano sbaglia pronostico. Mentre ha ragione quando sostiene che l'Italia deve dotarsi di un quadro istituzionale che tenda alla creazione di due leader contrapposti e che questi leader abbiano i poteri necessari per mantenere uniti i rispettivi partiti. Romano dice a chiare lettere che va riformata quella parte della Costituzione che riguarda i poteri del premier, del governo e del Parlamento. E' quello che dice da tempo Berlusconi, tra le invettive della sinistra.


Cons.Mario Gori
Portavoce PDL Frascati

mercoledì 18 marzo 2009

Anche i Socialisti Riformisti appoggiano Vincenzo Conte Sindaco


(Frascati - Politica) - «I Socialisti Riformisti alle prossime elezioni per il rinnovo del consiglio comunale di Frascati sosterranno la candidatura del Colonnello Vincenzo Conte. La sua candidatura, infatti – scrive Donato Robilotta, Capogruppo Sr alla Regione Lazio – rappresenta quel segno di discontinuità più volte richiesto dai cittadini che vogliono uscire da anni di immobilismo della giunta di centro-sinistra. Il Colonnello Conte metterà a disposizione della comunità la sua lunga esperienza maturata all'interno delle istituzioni. Inoltre, la sua figura è adatta a rispondere alle esigenze di una realtà territoriale complessa come quella di Frascati».

Comunicato Stampa del Coordinamento Comunale PdL Frascati

Apprendiamo da un nota diramata dal Sig. Mirko Fiasco sul suo blog, che l'editore del mensile Argomenti non prenderà più parte ai lavori della redazione del suo giornale in quanto candidato alla carica di Consigliere Comunale di Frascati nella lista del PdL che appoggerà la candidatura a Sindaco di Vincenzo Conte.

Con la presente vogliamo ufficialmente chiarire che il Sig.Mirko Fiasco,così come stanno facendo ogni giorno molti nostri iscritti e simpatizzanti, ha offerto la sua disponibilità ad essere candidato nella lista PdL, ma fin'ora la scelta definitiva dei 20 candidati ufficiali del PdL non è stata ancora effettuata;abbiamo ricevuto un numero di richieste di gran lunga superiore alle 20 unità e pertanto ad oggi nessuno può dichiarare di essere ufficialmente candidato nella lista del PdL.

Invitiamo pertanto tutti i nostri iscritti e simpatizzanti ad astenersi dal rilasciare dichiarazioni, a mezzo stampa ed internet,e dal realizzare materiali propagandistici elettorali (
es: manifesti, santini, depliant), fin quando non verrà comunicata ufficialmente la composizione definitiva della lista del PdL.

Ringraziando pertanto il Sig. Mirko Fiasco per la sua disponibilità, comunichiamo a lui e a tutti gli altri che si sono resi disponibili,che il Coordinamento Comunale del PdL di Frascati sceglierà prossimamente coloro che avranno l'onore e l'onere di far parte dei nostri "Magnifici 20".

Ci scusiamo fin d'ora con coloro che purtroppo rimarranno esclusi dalla lista del PdL proprio a causa del limite numerico imposto per legge,assicurando loro la possibilità di essere inseriti in una delle liste civiche che si stanno formando a sostegno del candidato Sindaco Vincenzo Conte.

Il Coordinamento Comunale del PdL Frascati

Stiamo insieme,stiamo uniti, non cadiamo nelle provocazioni


Il verbo più adatto per descrivere l’atteggiamento dei grandi quotidiani nei confronti della fusione tra Alleanza Nazionale e Forza Italia è probabilmente inzigare. Le punture giornaliere di decine di articoli, quasi fossero punture di tafani insistenti, tendono ora a sollecitare lo spirito di appartenenza e il legittimo orgoglio di destra di Alleanza Nazionale, ora gli impulsi libertari e socialisti ovvero quelli di matrice cattolica e solidaristica dell’una e dell’altra componente di Forza Italia, ora a mettere in contrasto semplicemente Berlusconi e Fini. I verbi più irritanti, gli aggettivi più urticanti, le frasi più dirompenti: il linguaggio è teso a provocare e innestare frizioni, a disunire, a scomporre, a dividere. Come se non fossimo dinanzi ad una fase politica storica, ad un passo avanti decisivo verso il definitivo inserimento del Paese sulla scia dei grandi modelli di democrazia occidentale, come se non fosse in gioco una forza possente di oltre il 42-43 per cento degli elettori. Si ha l’impressione che il mondo dell’informazione quotidiana si sia schierato decisamente dalla parte di quel 30-35 per cento di zoccolo duro della sinistra che ha visto insabbiarsi malamente l’esperimento del Partito Democratico. Per tutti questi motivi Il Mattinale vuole uscire dal silenzio che ha fin qui doverosamente tenuto e rivolgere un appello alle donne e agli uomini del centrodestra: “Non raccogliete le provocazioni dei giornali, stiamo uniti, stiamo insieme, non c’è discussione che non possa essere risolta tra noi, in un dialogo costruttivo al nostro interno, per far crescere il nostro consenso, la nostra forza e il Paese”. Il nostro è e sarà un incontro come quello di due grandi fiumi: il Rio Negro e il Rio Solimoes che si uniscono nel grande, imponente, incontenibile Rio delle Amazzoni. È evidente: quando le due enormi correnti d’acqua, di diversa colorazione, si incontrano, scorrono affiancate, finché il tempo e la distanza le confondono assieme, all’interno di un fiume finalmente unico e unito. Lasciamo agli altri la libertà di inzigare ogni giorno sulle pagine dei giornali, come e quanto vogliono, e a noi invece la forza e la responsabilità di non raccogliere e di mostrare quel volto unito che ci hanno chiesto i due milioni di elettori scesi a manifestare il 2 dicembre 2006 in piazza San Giovanni, contro una sinistra che non è e non sarà mai capace di governare l’Italia.

Cons.Mario Gori
Portavoce PdL Frascati

martedì 17 marzo 2009

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GASPARRI: I nostri consensi sono in crescita e il ritorno di Prodi sulla scena ci aiuta


"Sono contento. Siamo fortunati ad avere Franceschini e Prodi sulla scena, ci manca solo Veltroni". Lo ha affermato ironicamente il presidente dei senatori del Pdl, Maurizio Gasparri, interpellato dal quotidiano online Affaritaliani.it: "I nostri consensi sono in crescita e il ritorno di Prodi sulla scena ci aiuta. Poi il fatto che Veltroni sia anche andato a fare una manifestazione in Toscana pure ci aiuta. Quindi, insomma, siamo fortunati. Va benissimo perché quando la gente vede Prodi si spaventa. Sono contento, per noi è tutto positivo".

19 marzo: Videochat con Alemanno

Giovedì 19 marzo l'on. Gianni Alemanno, sindaco di Roma e componente della reggenza di An, sarà in videochat sul sito www.alleanzanazionale.it. Diretta web a partire dalle ore 13.30. Sarà un confronto con i cittadini a tutto campo, da Roma alla nascita del Pdl, con riferimento ai congressi di fine mese.

Le 
domande potranno essere inviate via mail all'indirizzo 
videochat@alleanzanazionale.it. 
Sarà inoltre possibile partecipare alla chat contattando l'account Skype dell'Ufficio stampa di An: 'stampaan'.

Da Prodi e Franceschini soltanto folklore e demagogia

Peggiore scherzo il vecchio Prodi non lo poteva fare al giovane Franceschini. Il Partito Democratico, dopo l’apparizione di ieri sera di Prodi a Che tempo che fa, si trova nuovamente al centro di una tempesta: tra chi, come Veltroni, puntava sull’identità del partito unico svincolato dalla sinistra estrema e chi, appunto come il vecchio capo del Governo precedente, scommetteva da sempre sulla sinistra unita, sull’Ulivo. La riapparizione del Professore sulla scena pubblica conferma due verità. L’apertura evidente di Franceschini verso la sinistra radicale e l’eterna battaglia in corso tra le due anime del Pd. I grandi quotidiani intanto sono andati in soccorso del giovane leader della sinistra dimenticando il fatto che si tratta di un più che cinquantenne, da quasi 30 anni sulla scena politica. Oggi La Stampa mette addirittura in parallelo Berlusconi e il suo simil-antagonista come fossero entità paragonabili. E c’è chi addirittura dedica due articoli all’uscita di Franceschini in Lombardia, una uscita povera di contenuti e povera anche di pubblico, come si è potuto vedere dalle riprese televisive. Ma tanto è, la grande stampa è alla ricerca affannosa di un leader di questa sinistra ormai allo sbando, e che sia un diminutivo oppure una reale guida del partito, a loro non interessa, basta che spari contro Berlusconi, per poter riprendere queste sparate quale indizio di una grande opposizione che in realtà non esiste. È ricominciato il vecchio gioco delle allusioni e delle indicazioni a mezza voce, delle accentuazioni di differenze che in realtà non esistono all’intero di un Governo di centrodestra che invece sta navigando sicuro anche nel mezzo di una tempesta come l’attuale. E c’è da stupirsi che i quotidiani possano prendere sul serio la battutaccia di Franceschini che dice a Berlusconi: “Arriverà presto al 92%!”, una battuta che non tiene conto della verità di un Popolo della Libertà già oltre il 43% nelle indicazioni di voto e di un presidente Berlusconi saldo al di sopra del 63-64% come indice di gradimento. Allo stesso modo, i quotidiani continuano ad amplificare con toni da apocalisse quando si parla di vicende economiche. L’Italia sembra diventata il centro della crisi, quando invece non solo non lo è, ma addirittura è il Paese che meglio se la cava nei confronti di altri ritenuto tradizionalmente più robusti. La ricetta del ministro Tremonti per gli ammortizzatori sociali appare adesso in tutta la sua potenza con quei 12 miliardi di euro destinati alla Cassa integrazione ordinaria e straordinaria e gli altri 8-9 miliardi pronti invece per la Cassa integrazione in deroga, ovvero per coloro che non hanno un contratto a tempo indeterminato. Invece, i quotidiani continuano a dare spazio a proposte a getto continuo, velleitarie e fantasiose di Franceschini, come se tutto questo potente apparato di difesa messo in piedi dal Governo non esistesse già. È vero che sotto il fuoco di fila delle repliche, le proposte del nuovo leader della sinistra si squagliano e si riducono al nulla il giorno successivo, ma l’importante è che la macchina comunicatrice della grande editoria (in crisi editoriale) continui a fare da cassa di risonanza per proposte che non meriterebbero assolutamente nulla. Folklore e demagogia sono oggi le parole d’ordine della sinistra: questa è l’eredità che Prodi ha lasciato al Paese, al termine di un Governo che ha saputo soltanto portare al massimo l’oppressione fiscale. Ed è lo stesso Prodi che oggi parla in televisione, cercando di fare il maestrino nei confronti di un partito che, anche senza di lui, anche senza il suo appoggio, è riuscito a fare male lo stesso.

Cons.Mario Gori
Portavoce PdL Frascati

PDL: La Russa, stiamo procedendo molto bene!

Il processo che porterà alla nascita del Popolo della libertà prosegue "molto bene, sono molto ottimista". 
Così il ministro della Difesa e reggente di An, Ignazio La Russa, intervenendo stamattina a 'Panorama del Giorno' su Canale 5. "Non abbiamo mai nascosto le criticità quando ci sono state - ha proseguito La Russa -, ma non hanno mai riguardato temi importantissimi come è avvenuto a sinistra quando c'è stato un processo simile". "Da noi - ha poi spiegato il reggente di An - non c'è mai stato un problema di leadership o di programmi e valori. Credo che il percorso che si sta completando sarà un percorso virtuoso".

La sinistra è allo sbando:fà propaganda,non avanza proposte


Con Franceschini abbiamo di fronte la nuova opposizione della sinistra chic. Quella sinistra che non ha mai lavorato sul serio e quindi non conosce per niente le esigenze del mondo del lavoro. Quando il ministro Sacconi sostiene che l’assegno alla disoccupazione proposto da Franceschini sarebbe un invito a licenziare, ha perfettamente ragione. Tanto è vero che dalla sinistra interviene l’ex ministro Ferrero a sostenere le sue ragioni e le ragioni dei lavoratori. Nell’ansia di disinformare l’opinione pubblica e di accrescere la tensione nel Paese, Franceschini aumenta, invece di ridurre, le occasioni delle aziende per licenziare: se c’è un sussidio pronto, è più facile chiudere una linea di produzione liberandosi dei relativi posti di lavoro. Dice, invece, il ministro Sacconi, che bisogna invitare in ogni modo le aziende a mantenere i lavoratori nel circolo produttivo, magari chiedendo sacrifici alle aziende stesse, ai percettori di stipendi, al Governo, ma senza espellere nuove persone. Anche perché sarebbe difficile, nel prossimo futuro, cogliere le occasioni offerte dall’immancabile ripresa economica. Su questa tesi, che trova d’accordo i sindacalisti più avveduti e moderni, si infrangono le proposte pauperiste di Franceschini. Questa sinistra ha definito un’elemosina la carta per gli acquisti varata con lungimiranza dal ministro Tremonti e ora vorrebbe imporre una super-tassa sui redditi più elevati, in maniera tale da distribuire a 9.300.000 persone al di sotto dei 6.000 euro di reddito all’anno, una cifra aggiuntiva di 4 euro o poco più al mese! Dunque, non abbiamo più di fronte una sinistra preparata sui problemi del lavoro, una sinistra che fa il suo mestiere secondo la migliore tradizione, ma una sinistra allo sbando, pronta soltanto a solleticare gli istinti propagandistici, senza mai avanzare una proposta concreta ed accettabile. Qual è il pericolo? Il rischio vero per il Governo consiste nel trovarsi di fronte ad un fuoco pirotecnico di proposte senza capo nè coda tese soprattutto a lisciare una volta di più certe inclinazioni dell’opinione pubblica. Tesi, quindi, da respingere subito e poi da smontare con pazienza, spiegandone l’inconsistenza all’opinione pubblica. Proprio come hanno fatto il ministro Sacconi e il Presidente Berlusconi. La nuova tattica di Franceschini, è evidente, si rivelerà suicida per il suo partito, nel tempo: perché non si possono fare proposte prive di copertura finanziaria in un momento difficile come quello attuale. Però, il piccolo alchimista di Ferrara è pronto a giocarsi in chiave pirotecnica e di sensazionalismo acuto tutte le sue carte per il futuro. Che cosa non si è disposti a fare pur di avanzare anche di ½ punto da quel 22% di consensi al quale si trova inchiodato fino adesso il Partito Democratico!

Cons.Mario Gori
Portavoce PdL Frascati

“LA DESTRA NON CHIUDE. NEL PDL CON I NOSTRI VALORI E LA NOSTRA STORIA"

Puntata di Porta a Porta con Matteoli, Ronchi, Gasparri, Alemanno, Bocchino e Meloni.

"Noi formiamo il Pdl con tutta la nostra storia, i nostri valori, la nostra esperienza. Chi dice che la destra chiude, che la destra finisce, sbaglia: sono chiacchiere". Questo uno dei passaggi dell'intervento di Andrea
Ronchi ospite insieme ad Altero Matteoli, Maurizio Gasparri, Gianni Alemanno, Italo Bocchino e Giorgia Meloni di 'Porta a Porta', in una puntata dedicata alla confluenza di Alleanza nazionale nel Popolo della Libertà.
Per 
Alemanno "la destra entra a pieno titolo e con la sua storia nel Pdl perché - ha spiegato - si deve evitare una riedizione della Dc, il Pdl non può essere un partito di centro. I contenuti, i valori e le impostazioni della destra italiana - ha aggiunto - sono tutti presenti e ci saranno nel Pdl". 
Alleanza nazionale si prepara all'ultimo congresso e alla nascita del Pdl "con serenità" e "senza disagio", ha chiosato 
Gasparri perché "questo passaggio avviene sulla base dei temi che sono quelli famigliari alla destra, dalla sicurezza alla famiglia alla lotta alla criminalità e il contrasto della immigrazione clandestina".
Altero 
Matteoli invece non crede che la nascita del Pdl possa comportare una annessione di Alleanza nazionale: "Questa storia dell'annessione mi fa un po' ridere. Chi ha il nostro percorso politico può farsi annettere?". 
"Non sono d'accordo sul fatto che la destra chiude", ha commentato poi Giorgia 
Meloni respingendo il titolo iniziale della puntata che recitava ‘Dopo 60 anni chiude la destra'. "I partiti non sono le identità, le identità sono i valori - ha proseguito -. Stiamo facendo un partito di centrodestra e stiamo portando i nostri valori in un partito di centrodestra". 
Per Italo 
Bocchino infine "con il Pdl nasce la vera destra in Italia", aggiungendo che il nuovo soggetto "è lo sbocco naturale di quanto immaginato da Giuseppe Tatarella, che sosteneva la necessità di dialogare con tutte le culture politiche italiane. Ecco perché - ha spiegato - chi contribuisce a fondare il Popolo della Libertà non si sente affatto annullato, bensì esaltato.

lunedì 16 marzo 2009

Lazioservice: conti sempre in rosso ma spese e consulenze senza limiti

Debiti fuori bilancio e scoperto finanziario sono le peculiarità che contraddistinguono il quadro economico delle attività di Lazioservice.

È la società «in house» della Regione Lazio (a capitale interamente regionale) che vanta unicamente, tra le finalità istituzionali, lo svolgimento di servizi strumentali per l’ente territoriale. Il personale di Lazioservice, cioè, svolge mansioni inerenti ad appositi contratti di servizio per conto di alcune direzioni capofila.

Dalla presidenza al patrimonio, alla direzione istituzionale, trasporti, bilancio, servizi sociali e non ultima la direzione alla programmazione sanitaria. E la Regione, attraverso i propri rappresentanti negli organi societari, esercita le funzioni di indirizzo, di programmazione e controllo sull’intero pacchetto delle attività.
Un controllo e una programmazione che però lasciano a desiderare visto che sui contratti pluriennali stipulati tra Regione Lazio e Lazioservice non c’è adeguata copertura finanziaria, cosicché il debito ricadrebbe direttamente sull’erario regionale.
Decine di milioni di euro di poste non conteggiate che non si capisce attraverso quali canali vengono liquidate e sulle quali ora vuole fare luce il capogruppo di Forza Italia-PdL Alfredo Pallone. «Non si riesce a capire come sia possibile - dice Pallone - disporre i trasferimenti alla Lazioservice Spa secondo quanto stabilito dai contratti di servizio in vigore, quando nel bilancio regionale non siano impegnati i capitoli di spesa relativi. Se così fosse allora ci vorrebbe poco per aspettarci un intervento della Corte dei conti sulla trasparenza erariale e sulla consistenza del bilancio pluriennale della Regione per i contratti stipulati». «Sto aspettando che il presidente Marrazzo e l’assessore al Bilancio Nieri - annuncia Pallone - rispondano su un tema così scabroso che potrebbe palesare l’ipotesi di partite fuori bilancio. Spesso infatti siamo dinanzi a contratti della durata di 5 anni coperti solo per il primo o il secondo anno». Tuttavia, nonostante l’ammontare dei disavanzi gestionali, i vertici di Lazioservice sembra non si facciano mancare proprio nulla. Il costo del management, ad esempio, nell’ultimo anno è lievitato. «Marrazzo aveva dichiarato che si sarebbe risparmiato sugli emolumenti invece - fa notare con ironia il capogruppo azzurro - siamo passati da un costo complessivo di 215mila euro del marzo 2008 agli odierni 325mila. E la posta più cospicua è quella dell’ex amministratore delegato (ora direttore generale) Tonino D’Annibale, il primo dei non eletti nelle liste Ds alle regionali del 2005 che percepisce ben 190mila euro».

Non fanno eccezione nemmeno gli impegni di spesa per le auto blu: quasi 12mila euro al mese per le 20 autovetture a disposizione dei 5 dirigenti, di cui 4 destinate alla presidenza aziendale. Inoltre quando si incappa in una gestione così bizzarra non si può fare a meno di dare un’occhiata ai contratti di consulenza. Saltano agli occhi quelle legali destinate - fatalità - ad avvocati che appartengono allo stesso studio legale di Sergio Scicchitano, il presidente di Lazioservice. C’è da dire poi che, tra stravaganze e singolarità, non mancano quelle immobiliari. Nel bilancio societario 2007 vengono spesi 668mila euro per la ristrutturazione dell’attuale sede di via del Fiume Giallo. Nel bilancio 2008 altri 1.400 e altri 35mila vengono destinati alla ricerca di un nuovo immobile. Tre mesi fa, a dicembre 2008, la Regione promulga un bando pubblico per ricercare una nuova sede, più consona a Lazioservice. «A questo proposito ci sono troppe voci che si rincorrono e che suppongono - sostiene Pallone - verrà individuata in un’area di via del Serafico. Ci chiediamo piuttosto a cosa serve una grande sede alla società in house se la maggioranza del personale presta servizio nelle direzioni regionali. Sono spese inutili».

Giovani, presenti!


Comincia a prendere il via la campagna elettorale della Componente Giovanile del neo costituito PdL di Frascati.

Simone Carboni, Luca Paladinelli, Damiano Cori, Luca Esposto, Francesco Giusto, esponenti di spicco del Comitato Promotore Giovani del PdL hanno elaborato una serie di manifesti e locandine di presentazione che verranno di volta in volta esposti negli incontri in piazza con i Frascatani.

Consci dell'importanza delle strategie di comunicazione ci auguriamo di ricevere un feedback positivo da tutti i nostri sostenitori e ci auguriamo di accogliere all'interno del nostro comitato sempre più giovani.

Frascati Cambia, con i giovani.

CON VINCENZO CONTE SINDACO LE PERIFERIE DI FRASCATI DIVERRANNO " QUARTIERI MODERNI "

ANCHE A FRASCATI IL PD E' IN APNEA...

INTERVISTA A VINCENZO CONTE

Seguiamo in diretta dall'ESA/ESRIN di Frascati il lancio del GOCE


L’attesa è finita: GOCE (Gravity Field and steady-state Ocean Circulation Explorer) il primo della serie di satelliti dell'Agenzia spaziale europea dedicati all’esplorazione della Terra, Earth Explorer, è pronto al lancio. La partenza della sonda, a bordo del lanciatore Rockot, è fissata per le ore 15.21 (ora italiana) il 16 marzo prossimo dallo spazioporto di Plesetsk, a circa 800 chilometri a nord di Mosca. La partenza di GOCE sarà seguita in diretta dal centro ESA/ESRIN di Frascati, dove aranno organizzati workshop per la stampa e incontri con gli specialisti della missione. L'ESA ha predisposto anche una diretta del lancio per il pubblico generale sul sito http://www.esa.int/goce

Per rendere possibile questa missione, l'ESA insieme a un consorzio di 45 aziende europee guidate da Thales Alenia Space, ha dovuto affrontare una serie di impressionanti sfide tecnologiche. Il satellite, di colore rosso e per questo soprannominato la “Ferrari” dello spazio, a differenza dei precedenti satellite climatici ESA come Envisat è un satellite compatto e rappresenta la nuova politica ESA, che preferisce puntare su satelliti di piccole dimensioni e specializzati su compiti specifici. Lungo cinque metri, pesante una tonnellata e costato complessivamente 340 milioni di euro, GOCE osserverà la Terra volando a una quota insolitamente bassa, appena 250 chilometri dal suolo. Una caratteristica che lo rende il più basso di tutti i satelliti mai lanciati dall’ESA: in questo modo, sarà in grado di misurare le variazioni della forza di gravità della Terra, una tra le principali forze della natura, con una precisione senza precedenti.

L’obiettivo della missione è realizzare, nei suoi 20 mesi di missione previsti, la prima mappa ad altissima risoluzione del campo gravitazionale terrestre. O più correttamente, dei campi gravitazionali, al plurale. Sì, perché la forza di gravità generata dal campo gravitazionale terrestre non è la stessa in tutti i punti della superficie del nostro pianeta Se la Terra fosse una sfera perfetta, costituita da una stratificazione di gusci omogenei, il peso di un corpo sarebbe lo stesso in qualsiasi punto della superficie terrestre. In realtà non è così: spostandosi lungo un parallelo, il nostro peso ha piccole variazioni, in dipendenza dalla quota sul livello del mare, dalla presenza o meno di caverne sotto i nostri piedi, di bacini idrici sommersi, dal fatto che ci troviamo sulla terraferma o sugli oceani e così via. Una misura accurata del campo gravitazionale terrestre, come quella che fornirà GOCE, servirà a capire meglio la circolazione oceanica, un fattore determinante per il clima terrestre. Non solo. Le analisi di GOCE permetteranno anche di seguire gli spostamenti delle calotte polari e aiuteranno a capire come e perché si muovono le placche tettoniche, movimenti che sono all’origine di alcuni tipi di terremoti.

Numerose le applicazioni per la geodesia. Sarà infatti possibile stabilire con maggiore precisione l'altezza delle montagne e la conformazione delle terre emerse, elementi preziosi anche in ingegneria civile, per esempio, per la costruzione di opere come ponti, tunnel o strade. Per assolvere a questi compiti, GOCE è stato attrezzato con strumenti di altissima sensibilità. A bordo del satellite trova posto un gradiometro estremamente preciso, l'Electrostatic Gravity Gradiometer, uno strumento sensibile a variazioni di lunghezza di circa l'un per cento di un Angstrom (circa il diametro di un atomo). Dovrà sentire il campo gravitazione della Terra attraverso un insieme di “masse campione”, che determineranno le variazioni di valore, direzione e verso della accelerazione di gravità. È la prima volta che la tecnologia del gradiometro trova impiego nello spazio. GOCE è un’evoluzione di un altro satellite che con i suoi risultati ha migliorato le nostre conoscenze sulla teoria di gravitazione universale e che a tutt’oggi permette misurazioni precise dello stato del nostro pianeta: l’italiano LAGEOS lanciato dall’ASI in collaborazione con la NASA nel 1991. E il prossimo anno, in occasione del primo lancio di qualifica del vettore VEGA, sarà messo in orbita il piccolo satellite LARES che di LAGEOS è l’erede.

Una delegazione del PdL di Frascati ,guidata da Vincenzo Conte,Mario Gori e Igino Mancini,parteciperà all'evento che si terrà al centro Esa/Esrin di Frascati.

SONDAGGI: Cresce il consenso del governo

Si avvicinano le elezioni e i sondaggisti cercano di distinguersi, alcuni affrontando temi diversi dalla sola intenzione di voto, altri puntando su risultati a sorpresa e dando valori in controtendenza.


È quest’ultimo il caso di Piepoli, che attribuisce al Partito Democratico addirittura il 30,5% contro tutti gli altri sondaggio che danno al partito di Franceschini un valore del 22% o appena poco al di sopra: così fa anche Crespi nell’ultima rilevazione. Per sostenere il suo dato, Piepoli abbassa l’Idv al 5,5% mentre gli altri sondaggi attribuiscono al partito di Di Pietro circa l’8%.

Tuttavia anche Piepoli conferma che l’intero schieramento di centrodestra è al 51%. Dato ribadito nell’ultimo sondaggio di Crespi, che però non fornisce per i singoli partiti una cifra unica, ma un intervallo di 2-3 punti per le formazioni maggiori; un’ altra indagine dello stesso sondaggista analizza le intenzioni tra gli elettori del Pdl il vista del Congresso del 27 marzo. Con questi risultati:il 63% si autodefinisce berlusconiano mentre il 24% si definisce di Alleanza nazionale; se a votare il leader del Pdl fossero gli elettori, Silvio Berlusconi sfiorerebbe il 90% dei consensi.

Altri numeri interessanti sono quelli riguardanti i motivi della conferma e dell’aumento del consenso verso il Pdl dal 37% di aprile all’attuale 41%: l’operazione dei rifiuti di Napoli con quasi il 97% dei consensi, le leggi sulla lotta ai fannulloni e quelle sulle donne, la riforma della scuola e della giustizia, i provvedimenti economici anticrisi, la politica energetica: su tutti questi temi, il consenso ha superato la metà degli intervistati. Si deduce da questi sondaggi: stabilità nell’aumento dei consensi verso il Popolo della Libertà e verso l’azione del Governo nei suoi diversi campi di applicazione; grande fiducia e consenso in Berlusconi come leader del Pdl e capo del Governo; continuo rimescolamento di carte nell’area dell’estrema sinistra, con il Pd in costante tira-e-molla di consensi con i suoi concorrenti, l’estrema sinistra e l’Idv;

MANTOVANI: A breve 200 mila nuovi alloggi dal Piano casa


Il piano di edilizia abitativa "consentira’ di realizzare almeno 20mila alloggi in tempi brevissimi". Lo ha affermato il senatore del Pdl e sottosegretario alle Infrastrutture e Trasporti Mario Mantovani, che ha osservato: "Si tratta di una straordinaria occasione per migliorare le citta’ e rendere piu’ vivibili, in particolare, le periferie urbane. Per noi la casa e’ un elemento fondamentale per garantire la stabilita’ delle famiglie". Il sottosegretario Mantovani ha anche sottolineato che il piano prevede finanziamenti per 550 milioni di euro, dei quali 200 alle Regioni e 150 ai fondi immobiliari.

CICCHITTO: Il Pdl sarà il partito della tradizione italiana




"Il Pdl sarà il partito del popolo e della tradizione italiana, un partito plurale, laico ma non laicista, che fa riferimento alla tradizione cristiana e al tempo stesso al meglio dell’umanesimo laico e del riformismo di tradizione socialista. I risvolti politico-culturali del capolavoro fatto da Silvio Berlusconi a partire da quando e’ sceso in politica non potevano essere sintetizzati meglio". Lo ha affermato il capogruppo del Pdl alla Camera Fabrizio Cicchitto, nel suo intervento al convegno di ’Rete Italia’

15/3/2009

BONDI: Il Pdl sarà il partito di tutti i moderati

Ti proponiamo l’intervento del ministro per i Beni e le Attività Culturali, Sandro Bondi, sul tema della nascita del Popolo della Libertà

Il processo di avvicinamento al nuovo partito è avvenuto in un arco di tempo molto lungo, anche se con una accelerazione nel corso degli ultimi sei anni. Non dimentichiamoci i lavori preparatori dell’assemblea costituente del nuovo partito, al termine della quale fu approvata la carta dei valori del nuovo movimento politico unitario. Il Popolo della Libertà è nato da tempo: ha cominciato a vivere già come una realtà politica e culturale unitaria dapprima nell’unità popolo che in questi ultimi quattordici anni si è battuto dal governo e dall’opposizione per la libertà e per il cambiamento. Ora dobbiamo soltanto compiere l’ultimo tratto di strada per realizzare un progetto storico quale quello di un partito che riunisca tutti gli elettori moderati italiani che non si riconoscono nella sinistra. Ma il giorno dopo la nascita del Popolo della Libertà, a partire dal 29 marzo, dobbiamo riprendere un lavoro comune che guardi al futuro, che richiede lo stesso spirito che ci ha animato in questi anni. Forse richiede una dose ancora maggiore di responsabilità, di confronto, di discussione, di democrazia e di politica. Ci siamo preparati bene al congresso, ma subito dopo inizia un lavoro ancora più impegnativo per tutti.
Abbiamo vissuto fin dal 1993 un’avventura politica straordinaria, conoscendo la gioia della vittoria, l’amarezza della sconfitta, la partecipazione a quella fase drammatica vissuta dal Presidente Berlusconi e da tutto il popolo di centrodestra, che è stata giustamente definita la lunga traversata nel deserto.

Gianfranco Fini è uno dei leader di questo nuovo partito, indipendentemente dai ruoli istituzionali che momentaneamente riveste. Io vedo molte analogie tra il nuovo partito che sta nascendo e la Democrazia Cristiana del dopoguerra, quando poteva contare su una classe dirigente numerosa e ricca di personalità. Anche il PdL può annoverare una classe dirigente ricca di numerose personalità di valore.
Quando D’Alema, pochi giorni dopo le dimissioni di Veltroni, afferma che “il peggio è passato”, e che con Franceschini si stanno superando le difficoltà, ho la conferma di una “disumanità” nei rapporti umani, che è diventato il tratto tipico della classe politica originata dal Pci. Anche per questa ragione, è forse inevitabile che la leadership del Partito Democratico passi definitivamente ad un esponente di una tradizione diversa da quella del comunismo italiano, e cioè ad un esponente del cattolicesimo democratico come Franceschini. Questo può rappresentare un passo avanti. Non credo perciò che il Pd possa tornare ad avere un segretario, sia pure rispettabile come Bersani, proveniente dalla storia del Pci. Solo che non credo che Franceschini sarà capace di innovare, come sarebbe necessario, rispetto all’esperienza di Romano Prodi o dello stesso Veltroni. La cifra politica e culturale è la stessa, ed è quella che ha condotto alla crisi attuale.
L’incapacità di immaginare uno sbocco riformista alla crisi del Pi ha condotto in un vicolo cieco, che l’apporto della sinistra democristiana non può che aggravare.

domenica 15 marzo 2009

'Forza Italia verso il Pdl'


Si e' tenuto lo scorso venerdì a Roma l'incontro 'Forza Italia verso il Pdl' nel quale esponenti del partito hanno fatto il punto della situazione in vista dell'imminente congresso nazionale che si terra' il prossimo 27 marzo. Sono intervenuti all'evento tra gli altri: Fabrizio Cicchitto, capogruppo Pdl alla Camera , Francesco Maria Giro, sottosegretario ai Beni culturali, Alfredo Pallone, coordinatore Pdl del Lazio, Gianni Sammarco, commissario romano del partito, Antonio Tajani, commissario ai Trasporti Ue.

"Forza Italia e An -dice Cicchitto- hanno spazi di elettorato diversi e fra loro non ci potra' essere uno scontro identitario. Guai a chi vorra' mettere un unico stampino a questa formazione politica".

"Umanamente -ha dichiarato Sammarco- abbiamo un po' di rimpianto ad abbandonare la bandiera di Fi ma abbracciamo entusiasti la grande sfida del Pdl lanciata da Silvio Berlusconi e legittimata da milioni di elettori italiani con il loro voto. Un processo irreversibile che va incontro alla precisa volonta' dei nostri elettori. Il Pdl non e' una fusione forzata come quella del Pd ma un partito che nasce da anni di governo nazionale e locale e da idee condivise".

All'incontro hanno partecipato anche ,in rappresentanza di Frascati: Vincenzo Conte,Mario Gori e Massimo Centioni