sabato 22 agosto 2009

COMUNICATO STAMPA

Il Sindaco Di Tommaso,da navigato giocatore politico,prova a mischiare le carte in tavola per nascondere i problemi:parla esclusivamente dell'alcool quale problematica sociale giovanile,e tace invece su come risolvere i problemi che ne conseguono e che affliggono Frascati e i frascatani nelle notti estive:la mancanza di quiete pubblica,di decoro e di sicurezza urbana,il tutto favorito anche da un inefficace politica di controllo del Territorio.


Frascati,22 agosto 2009-Le iniziative presentate nell'ultimo Consiglio Comunale dal PDL di Frascati,congiuntamente con gli altri Gruppi consiliari di minoranza,non sono tese esclusivamente,come sta' cercando di far credere il Sindaco,a prevenire il consumo dell'alcool da parte dei giovani, ma anche e soprattutto,vista la competenza amministrativa del nostro Ente locale,a ristabilire a Frascati,nelle notti estive,la quiete pubblica,il decoro e la sicurezza urbana ed ad attuare un efficace politica di controllo del Territorio,ossia a migliorare la qualita' della vita di tutti i frascatani,cercando di coniugare sia gli interessi degli esercenti che quelli dei residenti.Cosa quest'ultima ben nota al Sindaco,anche perche' a tal proposito sono significativi sia i miei interventi effettuati nel corso dell'ultimo Consiglio Comunale e nella relativa Conferenza dei Capigruppo e sia i successivi incontri istituzionali avuti con Lui in Comune per cercare di trovare soluzioni condivise.Nessuno puo'negare che le problematiche legate alla mancanza di quiete pubblica,di decoro e sicurezza urbana, favorite anche da un inefficace politica di controllo del Territorio, affliggono la nostra citta' nelle notti estive ormai da qualche anno.Tutto cio' e' causato dalle scelte amministrative fatte dalla maggioranza nei settori della Sicurezza,del Commercio e del Turismo;Il voler importare a Frascati la " Movida romana",brutta e non completa copia dell'originale movida spagnola,ed il non attuare concretamente efficaci politiche di prevenzione e di controllo,ha generato esclusivamente flussi turistici notturni di basso livello,non portatori di un reale sviluppo socio-economico per la collettivita' tuscolana ed inoltre non consoni con la tradizione storica della nostra citta',che stanno quindi producendo un depauperamento progressivo dell'immagine di Frascati. Avremo comunque modo di confrontarci propositivamente,con il Sindaco e con la sua maggioranza,su come risolvere tali problematiche,nel prossimo Consiglio Comunale,quando arriveranno in aula i restanti 4 ordini del giorno tematici presentati collegialmente da tutti i Gruppi di minoranza.Sara' in tale occasione che si scoprira' finalmente chi fa democrazia creativa e chi invece vuol tutelare esclusivamente gli interessi di tutta la collettivita' tuscolana.

Cons.Mario Gori
Capogruppo consiliare PDL Frascati

mercoledì 19 agosto 2009

Un altro centro commerciale?

Circolano voi di un imminente cambiamento di destinazione di uso di un esercizio commerciale, finora dedicato alla vendita di autovetture, in atto di trasformarsi nell’ennesimo centro commerciale.

Vogliamo credere (e sperare) che queste voci non trovino riscontro nella realtà anche perché non crediamo che Frascati abbia bisogno di ulteriori centri commerciali: quelli esistenti sono più che sufficienti ad annullare il commercio cittadino e la stessa struttura sociale della città.

Ad ogni buon conto vogliamo ricordare a chi di competenza che l’attività in questione è la conseguenza dell’adozione di un “patto territoriale” che, in quanto procedura agevolativa, vincola i destinatari al mantenimento dell’attività per la quale il patto stesso é adottato.

Vogliamo rinviare gli uffici e gli assessori competenti a quanto sollevato in merito dallo scrivente e dal collega Gori in ordine alla tipologia delle merci vendibili in detto esercizio: non è certo fuori luogo rammentare quanto in proposito in aula consiliare fu riferito dal direttore generale del Comune, Antonio Di Paolo che confermava l’unicità delle merci vendibili (solo autovetture).

Non appare fuori luogo ricordare che l’adozione di quel patto territoriale di fatto ha sanato una serie di abusi edilizi rilevati dai competenti uffici comunali in quella porzione del territorio comunale occupato dall’attività in questione.



Bernardo Iodice

Dopo otto mesi si attende ancora una risposta per conoscere i criteri per la concessione degli spazi all'interno del plesso ex Maestre Pie Filippine.



In data 9 gennaio di quest’anno chiedemmo al sindaco, al dirigente responsabile per materia, al segretario generale e al direttore generale dl Comune di Frascati

  • quale sia l’atto amministrativo di concessione ad alcune associazione degli spazi all’interno dell’immobile acquistato dal Comune dall’ordine religioso delle Maestre Pie Filippini.
  • quale sia l’autorità che ha rilasciato il provvedimento (determina dirigenziale o delibera di Giunta)
  • quale sia il contenuto dell’atto
  • quali siano le condizioni economiche a carico del concessionario
  • quali siano le condizioni che regolano la disponibilità degli spazi a favore di terzi dal parte del concessionario
  • se siano state rispettate le norme di carattere generale che regolano la cessione a qualsiasi titolo di immobili comunali
  • se ritengano che alcune associazioni, per quanto meritevoli, possano dettare le condizioni per la vita e lo sviluppo di altre libere associazioni cittadine.

Nonostante abbia chiesto con il collega Gori risposta scritta entro i termini prescritti dal regolamento per il funzionamento del Consiglio comunale, nessuna informazione ci è stata data..

Perché?

C’è qualcosa di poco chiaro?

È questo il rispetto per la minoranza?

È questa la trasparenza di questa e della vecchia Giunta?

Possiamo sperare di avere le risposte ai nostri quesiti?


Bernardo Iodice

martedì 18 agosto 2009

La Maggioranza continua nell'arte della mistificazione e della disinformazia sulla minoranza, per giustificare provvedimenti che sono da considerare inadeguati per la cittadinanza.

Pronta ed ancora inadeguata è giunta la giustificazione della maggioranza di Palazzo Marconi.

In poche parole: ancora “democrazia creativa”.

Non sapendo come giustificare la “microordinanza”, dopo ore di consultazioni nella sede adeguata (leggasi Politìchesckij Bjurò ), per “sfornare” una credibile ed argomentata cornice giustificativa al “sofferto etilico editto”, la Maggioranza ha creduto bene di “virare” sulla difesa del vino di Frascati, con una cortina fumogena degna di una battaglia navale in mare agitato con moto ondoso in aumento.

Come se al PDL il vino di Frascati non stesse a cuore!


A ben guardare le puntuali e chiarissime foto-testimonianze del sito “ARGOMENTI”, non sono assolutamente le bottiglie vuote di vino di Frascati (non se ne intravede neanche una!) che insozzano i davanzali delle piazze e le aiuole della nostra città, ma le bottiglie di birra, gli immancabili bicchieroni in plastica trasparente con chiari fondi di liquido giallo e le onnipresenti lattine.

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Segno inequivocabile che coloro che popolano la movida notturna, dalle 24.00 fino a notte fonda, non vengono da noi per apprezzare le squisitezze del miglior vino dei Castelli romani, ma per trangugiare un suo imparagonabile surrogato di britannica o teutonica origine, dal subitaneo effetto stimolante per le sfiancate vesciche dei festosi tiratardi.

E nulla sembra importare ai nostri provvidi amministratori della calamità che Frascati stia diventando un vespasiano a cielo aperto, come lamentato a viva voce da un numero sempre crescente di cittadini inviperiti.

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Tanto, l'importante è soddisfare l'interesse di “pochi”.

Ormai le elezioni sono passate e i frascatani che “volevano vivere un'emozione” possono anche protestare in criptocirillico, a nulla servirà!

Il problema si porrà tra qualche anno e fortunato chi ci sarà.

E' da questa arroganza del potere, che si è ben appalesata già da inizio sindacatura e che lascia mal sperare per il futuro, che prenderà la giusta misura e distanza il PDL, sempre ed esclusivamente per difendere i frascatani, che sono i “più” e non i “meno” o i “pochi”.

L'ordinanza necessariamente andava redatta in maniera più circostanziata, così come concertato.

Se si fosse voluto, specificando gli aspetti afferenti la vendita del vino di Frascati e comunque impedendo la somministrazione e l'asporto degli alcolici dalle ore 24.00 sino alla chiusura degli esercizi. Oppure, se proprio si fosse desiderato apparire unilateralmente generosi, consentendone il consumo nelle esclusive pertinenze del locale.

Il capogruppo del PDL Mario Gori era stato chiaro e determinato, durante la riunione dei Capi gruppo il 5 agosto u.s., nell'illustrare le ragioni degli ordini del giorno presentati.

Lo era stato come sempre, prima per iscritto e successivamente a voce.

La maggioranza è venuta meno a quell'impegno preso collegialmente con tutte le componenti della minoranza (di questo andranno persuasi soprattutto gli elettori delle screpolanti sinistre frascatane), anche se nella replica scritta il Soviet supremo fa precisare al Sindaco che :”il problema dell'alcol è fortemente sentito e tenuto in debita considerazione da parte dell'Amministrazione”.

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Nella giornata di ferragosto il consigliere Gori ha personalmente verificato che a mezzanotte la quasi totalità dei ristoranti e delle osterie erano di fatto chiusi, mentre continuava la vendita di alcolici in altri esercizi pubblici, alla stregua dei giorni precedenti l'ordinanza. Di Polizia locale intorno alle 24,00 neanche l'ombra!

Questo a conferma che il problema che doveva essere risolto, tuttora è cagione di pregiudizi per l'ordine e la sicurezza pubblica e nel contempo ci allarma per gli aspetti afferenti la tutela della salute dei più giovani.

Quindi il problema non è assolutamente il vino di Frascati!

Mal si comprende come un appello che trova origine dalle aspettative dei concittadini venga definito nella replica della Maggioranza come “provocazione in merito da rispedire al mittente”.

Molto bene, anzi malissimo, rispediremo ai frascatani il loro grido di dolore per questa Frascati che sempre più si avvia ad assomigliare alla cupa periferia romana.

Loro sapranno comprendere bene e giudicare severamente.

Ed in quanto alla visibilità, come Presidente del Gruppo del PDL, mi auguro di averne sempre di più, al pari degli altri tre consiglieri, per merito della maldestra maggioranza.

Per quanto riguarda la linea di collaborazione istituzionale, che la Maggioranza definisce tendenziale e che noi definiremmo irrazionale almeno sino ad oggi, aspettiamo i prossimi Consigli comunali, sicuramente più densi di contenuti, quali i problemi di bilancio, la malasanità, il piano regolatore e quanto altro sta a cuore alla cittadinanza.

Allora sì, vedremo se errare è umano o perseverare è diabolico.

E per quanto riguarda la dialettica nel PDL, assicuro che abbiamo già risolto, tanto quella comunque non fa danni ai frascatani come le ordinanze della maggioranza!

Vincenzo Conte

Presidente del Gruppo Consiliare del PDL

Le foto sono state tratte dal sito di "ARGOMENTI"

lunedì 17 agosto 2009

Prossima Interrogazione

Sarebbe interessante sapere se risponda al vero che il Comune provvede a far effettuare le pulizie (ben tre volte la settimana) del complesso dei bagni situati in Villa Torlonia nei pressi dell’ingresso di via Cecconi. Se la notizia riportata (proveniente da fonte solitamente ben informata) rispondesse al vero bisognerebbe capire il perché di una tale solerzia visto che il suddetto complesso igienico è di fatto chiuso dal momento della sua ristrutturazione. Se la notizia dovesse rispondere al vero occorrerebbe conoscere, inoltre, quali siano le motivazioni, il costo del servizio e la ditta assegnataria. Una domanda che é posta da un comune cittadino: c’è da sperare che l’assessore addetto possa dare una risposta sollecita in omaggio al tanto decantato (e poco praticato) principio di trasparenza della pubblica amministrazione.


Bernardo Iodice