sabato 25 aprile 2009

25 aprile : la festa di tutti gli italiani

Oggi è il 25 aprile,64esimo anniversario della liberazione d’Italia. Come annunciato, il presidente Berlusconi lo celebrerà a Onna, paese "simbolo" del terremoto in Abruzzo, dove i nazisti uccisero sedici persone nel giugno del 1944. La memoria del passato si salda con l’attenzione al presente, saltando a pie’ pari ogni inutile polemica politica.
La sinistra è sconcertata e oscilla tra incertezze e riaffermazione di superate posizioni ideologiche. Un esempio: il manifesto dei Comunisti italiani dice: "25 aprile. Senza comunisti, nessuna liberazione". E’ davvero facile ricordare due fondamentali realtà: a) ci sono stati molti partigiani non comunisti (cattolici, liberali, monarchici, ecc.), senza contare le truppe regolari che hanno risalito la penisola combattendo a fianco degli alleati e contribuendo a liberare l’Italia. b) I partigiani comunisti di allora volevano "liberare" l’Italia facendola passare da una dittatura a un’altra.
Questo 25 aprile d’Abruzzo giunge due giorni dopo il Consiglio dei Ministri dell’Aquila, che ha approvato il decreto che dà il via alla ricostruzione, e dopo lo spostamento del G8 italiano dalla Maddalena a L’Aquila. Non è solamente "un colpo a effetto" (come scrivono oggi molti commentatori), ma l’ennesima conferma dell’intento del governo di non lasciare soli i nostri concittadini abruzzesi, una volta che i riflettori dei media saranno puntati altrove, fino a quando la situazione non sarà tornata alla piena normalità e le case ricostruite. Con un premier che segue ogni iniziativa passo dopo passo, e che, come ha affermato Guido Bertolaso "parla in termini tecnici meglio del capo della Protezione Civile".

VINCENZO CONTE IERI A VERMICINO

E’ un candidato sindaco a tutto tondo quello presentatosi ieri a Vermicino ai residenti del quartiere.
Pacato ed elegante come sempre nella esposizione, Vincenzo Conte ha intrattenuto gli intervenuti sciorinando le linee guida di quella che sarà la sua politica, ove eletto alla massima carica cittadina.
Precisa subito che lui è contro nessuno e non ripeterà l’errore della sinistra che ha basato la campagna elettorale contro Berlusconi ,col risultato a tutti noto.
-Piano Regolatore Generale: il futuro sindaco non potrà sottrarsi dal mettere mano allo strumento urbanistico per cercare di salvare il salvabile. Da secoli, Frascati è conosciuta nel mondo per le sue Ville storiche, per i suoi uliveti, per le sue vigne e per il vino. Sono la nostra carta d’identità, sono le nostre radici. Gli anni recenti hanno visto il territorio degradare sotto la spinta di un’urbanizzazione scriteriata cui occorre mettere riparo. Vincenzo Conte ha le idee chiare al riguardo, ma nel confronto con la cittadinanza è pronto ad ascoltare i problemi della gente, le aspettative ed i suggerimenti.
-Sicurezza: Frascati vive nella non invidiabile condizione d’essere prossima ad “ insediamenti di crisi”. Nonostante l’encomiabile impegno delle forze dell’ordine, questa vicinanza turba la tranquillità della cittadinanza. Nella ricerca di una risposta sempre più efficiente al problema, Vincenzo Conte vede la Polizia Locale destinata ad un ruolo di attore primario. In ciò è confortato dall’aver riscontrato la presenza nel corpo di professionalità e “voglia di fare”;il conforto gli deriva dagli operatori, con i quali s’è frequentemente intrattenuto. E sull’argomento il Colonnello ha esperienza da diffondere a piene mani.
Viabilità: è il crucio dei frascatani. Scolarità di ogni ordine e grado portano ogni giorno 7.000 studenti a Frascati dall’hinterland. Una quindicina di banche, un Tribunale, importanti centri di ricerca, studi di consulenza legale e commerciale fanno si che il traffico quotidiano sia giunto a livelli insostenibili. L’usura delle strade è sotto gli occhi di tutti, aggravata dalla carenza finanziaria delle casse comunali e dalla conseguente attività d’intervento che non può andare oltre il “rattoppo “ . Sarà uno dei maggiori impegni.
-Sanità: la rivisitazione del San Sebastiano è una esigenza primaria. Peraltro, fa notare Conte, l’ospedale è sprovvisto di un servizio di eliambulanza.
-La casa di vetro: se l’essere sindaco di tutti è un’espressione forse abusata, il candidato sindaco PDL pone l’accento sui contenuti di tale affermazione. "Come un Carabiniere va fra la gente, così il sindaco deve andare fra la gente per ascoltarne le necessità quotidiane ed i problemi". Riceverà TUTTI i GIORNI, salvo impegni istituzionali. Precisa tuttavia che, ove eletto, dovranno lasciargli le chiavi del Comune visto che il suo “ servizio” sarà dalle 7,00 alle 21,00 Il concetto si “servizio” è ben radicato in Conte, non solo per la provenienza dall’ARMA. Riporta infatti un piacevole aneddoto riferito al suocero Paolo Lugarini. “ Ricordati Vincenzo, che alla fine lo stipendio te lo pago io, con le mie imposte. Quindi….servimi e servimi bene” .

Fra gli impegni un numero verde col quale il cittadino possa chiamare la SEGRETERIA del SINDACO e la nomina di un ASSESSORE al QUOTIDIANO

-Mutuo sociale: Vincenzo Conte è favorevole e promuoverà questa forma d’intervento in favore delle giovani coppie. Consiste nella garanzia che il Comune presta per l’acquisto dell’unità immobiliare da parte dei giovani.

-Villaggio della solidarietà: è riconfermata l’attenzione sull’argomento. Nel corso della sua vita lavorativa Vincenzo Conte ha avuto modo di conoscere i titolari di realtà industriali di elevato spessore. Persone use alla solidarietà, ancorché nell’ombra e senza squilli di tromba. E stigmatizza che il suo progetto di costituire una “cittadella della solidarietà” nei pressi del Cimitero sia stata classificata come “ la bugia di un pazzo visionario in campagna elettorale”. E’ invece determinato nel progetto che, riconferma, “sarebbe a totale carico di beneficenza di privati ben felici di farla”

-Par condicio: Vincenzo Conte è contro nessuno. Sottolinea, tuttavia, e reclama pari dignità e pari condizioni per i candidati sindaco. “ Non è ammissibile- dichiara- che si proceda all’inaugurazione di un Centro Commerciale privato, peraltro non ancora agibile, con impegno nella manifestazione di risorse pubbliche, e non si estenda l’invito a TUTTI i candidati sindaco. I soldi della PA, è il suo concetto, non possono essere utilizzati per promuovere, anche indirettamente, UN SOLO candidato sindaco". E, sull’onda, si interroga sul perché, nonostante la disponibilità d’immobili comunali, molti uffici del Comune paghino profumati affitti a privati. Perchè a lui non è stato consentito di parlare al Centro Anziani ed al candidato del PD si. O perché mai l’intero piano terra di uno stabile pubblico ( le ex-Filippine) sia divenuto monopolio di associazioni di sinistra.

-Cultura e associazionismo: Vincenzo Conte è chiarissimo. La Cultura non ha colore e non è patrimonio di parte. Le associazioni culturali vanno aiutate previa eliminazione dei doppioni.

-Comitati di quartiere: è necessario regolamentarli e sottrarli alle BARONIE POLITICHE. In quanto titolari di RAPPRESENTATIVITA’ sul TERRITORIO debbono sottostare a normativa precisa. Le figure apicali non possono utilizzarli come strumento di promozione politica, ma unicamente come ricettori delle istanze locali ed attori nella soluzione delle stesse.

-Quartieri moderni: con questa affermazione il candidato sindaco PDL intende rivolgersi alla periferia che, contrariamente a quanto affermano gli avversari politici, ben conosce e frequenta. Conte sta valutando la possibilità di concedere agli anziani ivi residenti alcune ore di parcheggio auto gratuite in Centro.

Conte quindi contro nessuno? Non propriamente e ci tiene a dichiararlo forte e chiaro: “Sono fermamente contrario alla ZTL, un provvedimento costoso ( 200.000 euro del contribuente) che, a Frascati, non serve a nulla”. E si chiede a chi sia stato affidato l’appalto di quest’opera.

La parola passa quindi agli intervenuti e fioccano le lamentele. Chi non ha il gas in casa, chi lamenta la mancanza delle fogne, chi sottolinea l’onerosità dei buoni pasto. “ A Villa Sciarra costano 4,17 euro, quasi il doppio di Roma dove bastano 2,50 euro”

Il signor Vincenzo Conte annota tutto. Già il signor Vincenzo Conte! Perché alla fine la notizia è questa. Da lunedì 27 Aprile “ il Colonnello” transiterà dall’ARMA ai ruoli civili della Presidenza del Consiglio. Sul tavolo della competizione elettorale, a riprova dell’impegno, Vincenzo Conte punta una fiche pesante: rinuncia all’ARMA dopo 32 anni di onorato servizio. A cosa rinunceranno gli altri si chiede? >>

Articolo tratto dal blog del mensile “Argomenti” e postato qui da Mario Gori (Portavoce PdL Frascati)

venerdì 24 aprile 2009

Una nuova stagione per Frascati: se questo è l’inizio!

Le promesse elettorali hanno le gambe corte.
Nel volantino distribuito a tutta birra nei giorni scorsi, il candidato sindaco Di Tommaso, paracadutato per volere di Posa sulla poltrona, peraltro tutta da conquistare, di sindaco di Frascati promette anche quanto non potrà certamente mantenere.
“….mi impegnerò affinché negli stenditori delle case di via dei Quintili saranno ricavati nuovi piccoli appartamenti...” : questo uno dei passaggi del citato volantino!
Qualcuno può comunicare al candidato Di Tommaso che è difficile promettere nuovi piccoli appartamenti da realizzare in locali che sono di proprietà di privati cittadini?
O è ancora vittima di una logica marxista per la quale la proprietà privata è un furto e tutto appartiene alla collettività?
E poi sarebbe Conte a non conoscere la realtà frascatana!

Terremoto: ecco gli aiuti.Non ci sara' bisogno di nuove tasse

“Per ora abbiamo stanziato 8 miliardi di euro, che pensiamo possano essere sufficienti. Ma potranno anche esserci stime diverse” in futuro: lo dice il premier Silvio Berlusconi nel corso della conferenza stampa al termine del Cdm che ha varato il decreto legge ‘Abruzzo’, garantendo dunque che il governo è in grado di mettere a disposizione delle zone colpite dal sisma risorse sufficienti a far ripartire il territorio.

“Gli interventi per il terremoto verranno reperiti senza aumentare la pressione fiscale e senza mettere le mani intasca agli italiani”.

“C’è una città di 75 mila abitanti fuori dalle case che abbiamo assistito: credo sia qualcosa che non si sia mai verificata”.

Il presidente del Consiglio ha assicurato che “le prime case che ospiteranno gli sfollati saranno costruite nel giro di 5-6 mesi, prima che venga il freddo. Saranno case bellissime e sicurissime”. Il premier ha spiegato che si tratta di case da utilizzare per famiglie di 4-5-6 persone e che “una volta che le loro abitazioni saranno state ristrutturate, potranno essere destinate a campus per gli studenti universitari”. Per questo intervento, ha detto ancora Berlusconi, “il ministro Tremonti ha messo a disposizione 700 milioni ma noi speriamo di risparmiare e di utilizzarne 500”. Berlusconi ha spiegato che le nuove casette saranno di circa 70 mq e disporranno di “soggiorno, cucina e tutti i servizi”. Saranno realizzate con una tecnica antisismica che prevede la costruzione di piastre di cemento armato a prova di terremoto sulle quali saranno innalzati gli immobili.

Per finanziare l'intervento di sostegno alle aree colpite dal terremoto in Abruzzo "non è necessario sfondare il bilancio" pubblico. Lo ha affermato il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, in una conferenza stampa al termine del consiglio dei ministri a L'Aquila. Nel decreto legge, ha aggiunto Tremonti, "non ci sono neanche i tradizionali aumenti fiscali su benzina e sigarette. E' sufficiente spostare la focalizzazione di voci di bilancio".

Il decreto per l'Abruzzo prevede tra le altre misure lo stanziamento di 150.000 euro per chi vorrà ricostruirsi da sè la casa distrutta e 80.000 euro per chi invece ha una casa solo danneggiata. “Prevediamo 500 milioni di euro, e la domanda è per 700, per interventi - ha detto - per le abitazioni private. Ci sarà un conto corrente gratuito per 150.000 euro disponibili per ciascuno per la ricostruzione della casa”. Nella gestione di questi fondi ci saranno Fintecna, Cassa Depositi e Prestiti e banche. “Puoi farti la casa come vuoi e puo' essere la ricostruzione della casa colpita o una casa nuova da un’ altra parte”, ha aggiunto il premier Silvio Berlusconi. “La tua casa te la metti a posto tu, sei il direttore dei lavori, sei tu che sei padrone del tuo destino. Io non credo al fatto che siano tutti mafiosi fino a prova contraria. Non credo alle attività criminali di un piastrellista che sistema una unifamiliare in Abruzzo. Se la casa non è distrutta ma solo danneggiata il contributo sarà di 80.000 euro”, ha concluso Tremonti.
Cons. Mario Gori
Portavoce PdL Frascati

giovedì 23 aprile 2009

Incontro a Vermicino

Bagno di folla per Vincenzo Conte all'incontro di oggi a Vermicino presso la Parrocchia "Sacri Cuori Gesù e Maria".

Molti i punti toccati dal nostro candidato, tra cui:



Sicurezza
La sicurezza è senza dubbio un cavallo di battaglia per Vincenzo Conte che, nonostante affermi basso l'allarme sul nostro territorio, indica nelle borgate romane limitrofi un serio problema da tenere sotto osservazione. Inoltre, da sottolineare, la volontà d'individuare e sgombrare gli accampamenti abusivi nelle nostre periferie e in collaborazione con il sindaco di Roma, Alemanno, allontare eventuali insediamenti abusivi dalle periferie romane a noi limitrofi.
Si prospetta inoltre un nuovo compito per il comando dei vigili urbani che saranno esaltati nel loro ruolo di primo collegamento tra forze d'ordine e cittadinanza e non solamente come esattori delle tasse attraverso le multe.
Un accenno anche verso la "sicurezza partecipata" che verrà incentivata in particolare nelle zone a bassa densita abitativa. (ovviamente attendendo che il Governo Nazionale vari la legge)


Sanità
Pesante richiamo all'attuale amministrazione a riguardo della sanità. E' innegabile che nel corso di questi 10 anni il nostro ospedale sia stato abbandonato alla deriva. Conte afferma di volersi battere perchè Frascati riottenga un ospedale funzionale, che riapra, almeno per i parti naturali, il reparto di ostetricia e ginecologia. A Frascati devono tornare a nascere i frascatani!
Inoltre Conte propone di riqualificare la struttura ospedaliera sita in via Enrico Fermi e di dotare l'ospedale in un parcheggio multipiano che possa ospitare in cima una piazzola per l'elisoccorso.

Parcheggi
Molto risalto è stato dato alla problematica dei parcheggi. Tra le soluzioni proposte quella di riprendere il progetto metropark (parcheggio multilivello sulla stazione), oltre ad individuare altre aree idonee per costruire nuove aree di sosta. Data la ristrettezza degli spazi, un'altra delle soluzioni possibili potrebbe essere quella di sviluppare le aree di sosta verticalmente con altri parcheggi multilivello.


Deficit comunale e Comunità Europea
Chiunque governerà Frascati nei prossimi anni dovrà fare fronte all'ingente indebitamento che si erediterà dalla presente amministrazione. Per fare fronte alle ristrettezze e nel contempo adempiere alle promesse elettorali, il candidato del centrodestra, propone di: ottimizzare le spese, cartolarizzare, attingere ai fondi Europei. In caso di bilanci in profondissimo rosso, non si esclude di dover chiedere al Governo Berlusconi un aiuto economico (come tra l'altro è avvenuto in molti comuni tra cui Catania e Roma).
Essendo questo il quadro, risulta molto strano che la nostra amministrazione, in questo decennio, non si sia avvalsa del canale europeo per sovvenzionare le proprie opere. (Ogni anno l'Europa destina 133,8 Miliardi di € a tal fine)


Voto Utile
Sembra evidente che per attingere attingere ai fondi europei aiuti avere una propria forte rappresentanza all'interno delle istituzioni europee. Quindi Conte afferma che, data la situazione economica, le uniche scelte sensate sarebbero quelle di votare Pd o PdL, non gettando il voto verso le liste civiche sconnesse dal resto del sistema politco.

Assessorato alla quotidianetà

Seguendo l'esempio di molti comuni, in particolare nel partenopeo, Conte propone d'istituire la figura dell'assessore alla quotidianetà, che serva ad ascoltare i problemi dei cittadini, ma soprattutto a dare risposte immediate".

Quartieri Moderni
Ampio spazio è stato dato alle problematiche delle nostre periferie. Nel 2009 non è possibile avere zone di Frascati senza: acqua potabile, gas, fogne, strade asfaltate, illuminazione etc etc. Ovviamente la coalizione del PdL propone di portare nel terzo millenio anche queste zone dimenticate di Frascati.
Conte afferma inoltre di voler creare dei comitati di quartiere seri, efficenti e apolitici che abbiano un ruolo di controllo sul territorio e di raccordo con la segreteria del sindaco e con gli assessori competenti nelle varie materie.
Infine per i residenti dei "Quartieri Moderni" ci sarà la possibilità di parcheggiare al centro di Frascati usufruendo di un "bonus" gratutito di 2-3 ore giornaliere.


Piscina in via Fausto Cecconi
E' convizione della coalizione che giovani e meno giovani debbano poter usufruire di un complesso sportivo pubblico che vada incontro alle necessità di fare sport e nel contempo alle ristrettezze economiche che, ahnoi, stanno flagelando molte famiglie.


No ai varchi elettronici
Aspre critiche anche verso lo ZTL elettronico. Conte afferma che in un centro urbano molto ristretto, come quello di Frascati, abbia avuto poco senso investire ingenti somme, circa 200.000€, per installare lo ZTL elettronico, peraltro ancora non funzionante. Il candidato a sindaco, vede questa operazione come l'ennesimo tentativo della nostra amministrazione di reperire fondi punendo i cittadini distratti. Da non sottovalutare, inoltre, l'impatto negativo che la ZTL elettronica avrebbe sul commercio. Quindi la coalizione propone di eliminare i varchi elettronici tenendo in vigore l'attuale sistema di chiusura del traffico tramite transenne.


Berlusconi
Il Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, è un caro amico di Vincenzo Conte, il quale lo ha già invitato a visitare la nostra bella cittadina nel prossimo mese. Non ci resta che aspettare fiduciosi.






Simone Carboni
Reporter per il PdL e non di uno in particolare

Non esistono due liberta'

Silvio Berlusconi ha annunciato che celebrerà il 25 aprile perché “non se ne appropri una sola parte politica”. In questa spiegazione c’è il modo in cui Berlusconi considera l’Italia e la sua storia. Un Paese caratterizzato da secoli di divisioni e contrapposizioni spinte fino all’interno delle singole città: il paese dei Guelfi e dei Ghibellini che neanche l’unificazione politica, quasi 150 anni fa, ha trasformato. Un Paese dove l’identità si definisce principalmente attraverso la demonizzazione dell’avversario e la rivendicazione di ruoli privilegiati non condivisibili da altri.
Per decenni, la Resistenza è stata utilizzata dalla sinistra secondo questo schema della divisione-contrapposizione, trasformando la Liberazione dell’Italia dal fascismo e dall’occupazione nazista in una sua impresa. Senza negare il valore morale della resistenza al totalitarismo, l’azione concreta di liberazione militare e politica fu opera degli Alleati. Berlusconi ha sempre tenuto presente questo equilibrio, ha sempre ricordato la funzione decisiva e i sacrifici degli Alleati, e si è quindi sempre astenuto dal partecipare a manifestazioni che mantenevano uno “stato di guerra” politico-psicologico superato dal tempo.
La sua discesa in campo, nel 1994, quindi a qualche anno dalla fine della Guerra fredda e dalla caduta di qualsiasi pregiudiziale nei confronti di tutte le forze politiche italiane quanto al loro diritto di accedere a responsabilità governative, secondo la libera espressione della volontà popolare, era perciò funzionale ad una visione unitaria della storia italiana e della sua quotidianità politica.
Nel nome della libertà, Berlusconi ha fatto appello a tutti: a tutti coloro che mettevano il valore della libertà al di sopra di qualsiasi altro, trasformandolo nella nuova forma di identità.
I passaggi politici dall’alleanza elettorale e politica dei due Poli nel 1994 alla più stretta cooperazione nel 2001 con la Casa delle libertà e nel 2006 con la stessa sigla ma con “Berlusconi presidente”, poi le elezioni politiche del 2008 con il Popolo della libertà, in cui successivamente si sono fusi i due maggiori partiti del centrodestra – rappresentano tutti l’attuazione di un disegno nazionale volto a superare le antiche barriere ideologiche per realizzare un sistema bipartitico dell’alternanza maturo e compiuto. È questa progressione nella realizzazione del disegno che spinge oggi Berlusconi a celebrare il 25 aprile come Festa della Libertà, tratto unificante valido per tutte le forze politiche italiane. Un 25 aprile dinamico e progressivo, unificante, non statico e fissato nel passato come segno di una contrapposizione che fu e che non ha più ragion d’essere. Un 25 aprile della Libertà e non un 25 aprile contro qualcuno. Un 25 aprile di impegno a completare quel percorso di modernizzazione della cultura e delle istituzioni politiche, comprensibile per tutti gli Italiani e non prerogativa di una parte di essi
Cons. Mario Gori
Portavoce PdL Frascati

Risposta a Marciano

“....Capiamo bene le difficoltà di Vincenzo Conte, "paracadutato" per volere delle alte sfere politiche di Roma a Frascati come candidato sindaco del PdL, a comprendere la realtà frascatana, per lui completamente sconosciuta. Ma prima di parlare commentando fatti che non conosce………………”.
Questo l’incipit di Massimo Marciano, coordinatore politico di Frascati a Sinistra, in risposta a quanto dichiarato da Conte in un’intervista rilasciata al quotidiano “Oggi Castelli”.
In questa circostanza non interessa rispondere a Marciano sul tema Sanità: ci penseranno gli interessati a farlo e sappiamo che hanno mille ragioni per farlo!
A noi preme capire, invece, perché Marciano, normalmente sempre misurato, abbia voluto esprimere giudizi tanto affrettati quanto non rispondenti al vero sulla genesi della candidatura di Vincenzo Conte e sulla sua conoscenza della realtà frascatana.
Quali sono gli elementi in suo possesso tali da fargli supporre che Conte sia stato “paracadutato” a Frascati per volere delle alte sfere politiche di Roma? Ha, forse, conoscenza degli incontri che gli organi cittadini del costituendo PdL hanno tenuto per lunghe settimane per trovarsi poi concordi sul nome di Vincenzo Conte? È se é proprio sicuro che la scelta di Conte sia stata imposta, vorremmo sapere se la notizia sia di prima mano o sia stata raccolta in uno dei tanti notiziari di “Radio piazza” o in una confessione di qualche deluso della prima o dell’ultima ora.
Quanto alla conoscenza di Frascati e dei suoi annosi problemi, frutto di un decennio di approssimazione amministrativa, crede forse Marciano che occorra bivaccare in piazza o in un bar cittadino per dirsi conoscitore della realtà frascatana?
Non crede, forse, che anche un cittadino, che torna quotidianamente da anni nella sua abitazione di Frascati dopo una giornata di lavoro, non abbia la sensibilità e l’intelligenza per conoscere i problemi della sua città e carezzare il sogno di poterne fornire la soluzione?
Abbiamo sempre criticato quanti facevano politica a tempo pieno a discapito di ogni ogni altro impegno di lavoro e ora li rimpiangiamo?
Animo, compagno Marciano, che il traguardo è ancora lontano!
Bernardo Iodice, consigliere comunale PdL

MERCOLEDI' 29 APRILE 2009 ORE 18.30

I ragazzi del PDL FRASCATI estendono a tutti i visitatori del blog il loro invito a partecipare all'evento "FRASCATI VIVE L'EUROPA":

I ragazzi del PDL Frascati: Damiano Cori, Simone Carboni, Luca Esposto, Francesco Giusto, Luca Paladinelli

La crisi: i miliardi del governo per non lasciar solo nessuno

Ci sono due domande che da settimane assillano le menti dei leader della sinistra e quelle di numerosi editorialisti: ma perché il governo, soprattutto il Presidente Berlusconi, continuano a godere di un consenso così elevato, tanto da essere il leader più amato al mondo (73,5 per cento di gradimento), fino a superare di 15 punti perfino il presidente Usa, Obama (59,5 per cento)? Perché gli italiani, di fronte alla crisi economica, si comportano in modo così diverso rispetto agli altri paesi europei, dove la popolarità dei premier e dei governi è in continuo declino, per non dire in picchiata?
Le risposte fornite finora dalla sinistra e da molti “media” a lei vicini assomigliano alle arrampicate sugli specchi. E giocano, chi più chi meno, su tesi che non convincono più nessuno: Berlusconi, dicono, è un bravo venditore di illusioni, un mago del marketing politico, e questo gli consentirebbe di mascherare la sostanziale inazione del governo, la mancanza di fatti. Le stesse cose, in sostanza, ripetute l'altra sera da Fassino a Ballarò.

Abbiamo deciso di riassumere in un appunto molto sintetico, fatto solo di cifre, ciò che il governo Berlusconi ha fatto per le famiglie e per le imprese dall’inizio della crisi ad oggi, stanziamento per stanziamento, fino ai primi interventi dopo il terremoto in Abruzzo. È un appunto che dedichiamo alla sinistra e ai molti editorialisti in crisi di idee e, soprattutto, di notizie. L’auspicio è che basti questa lettura per comprendere come mai tre italiani su quattro sono convinti che Berlusconi è un uomo del fare e che il governo da lui diretto, se promette una cosa, poi la mantiene con i fatti.
Per questa stessa ragione, quando il premier italiano prende la parola nei vertici internazionali, tutti lo ascoltano in silenzio.

All’ultimo consiglio europeo, per esempio, la Commissione ha indicato qual è stato l’impegno dell’Unione per combattere la crisi economica, così come aveva chiesto Silvio Berlusconi.

Nel complesso, gli Stati membri hanno sbloccato risorse per 400 miliardi di euro: il 3,3% del pil continentale. L’Italia, con le misure messe in campo, ha sbloccato risorse pari al 3,72% del pil nazionale: mezzo punto in più della media europea. Vale a dire, ha messo in campo come misure anti-crisi 56 miliardi di euro.
Il governo è riuscito a mobilizzare questa mole di risorse senza appesantire il deficit, ma operando una profonda ristrutturazione del Bilancio dello Stato. Così da creare tre fondi destinati ad un unico obbiettivo: non lasciare solo nessuno. Un Fondo infrastrutture, un Fondo ammortizzatori sociali, un Fondo strategico presso la Presidenza del Consiglio.

Infrastrutture. Le risorse concentrate in questo Fondo ammontano a 17,8 miliardi di euro. E saranno utilizzati per realizzare investimenti fermi da anni e per accelerare l’apertura dei cantieri. L’obbiettivo prioritario è quello di ammodernare la nostra rete di infrastrutture (fisse e mobili) e di creare posti di lavoro.

Ammortizzatori sociali. Ai 12 miliardi previsti dal Bilancio dello Stato per gli ammortizzatori ordinari (cassa integrazione) il governo ne ha aggiunti – con la collaborazione delle Regioni – altri 4 nel 2009 ed altrettanti nel 2010. Con questi venti miliardi, il governo conta di dare copertura sociale a tutti i lavoratori che perdono il lavoro. Anche quelli oggi in possessori contratti di lavoro atipici (subordinati e precari). Il governo, poi, ha esteso la copertura sociale anche ai lavoratori autonomi colpiti dal terremoto d’Abruzzo.

Fondo strategico. Attraverso la ricomposizione sotto un unico ombrello (quello della Presidenza del Consiglio) dei fondi Fas di competenza statale – Fondo aree sottoutilizzate – il governo ha concentrato in questo Fondo 9 miliardi di euro. Saranno destinati ad attutire gli effetti della crisi sulle imprese; ed in parte potranno essere utilizzati anche per fronteggiare una parte dei costi della ricostruzione in Abruzzo.
A questi tre fondi, poi, si aggiungono i 2 miliardi previsti dal decreto legge sugli incentivi ai consumi (rottamazione auto e mobili) ed i 7 miliardi del primo decreto anti-crisi, che ha introdotto bonus fiscali per le famiglie meno fortunate.

Nel complesso, quindi, si tratta di interventi per 56 miliardi di euro rivolti all’economia reale con l’obbiettivo di stendere, da parte dello Stato, un ombrello protettivo su famiglie ed imprese.

Cons.Mario Gori
Portavoce PdL Frascati

25 aprile:la sinistra italiana non si smentisce mai

La sinistra italiana non si smentisce mai: Berlusconi annuncia che celebrerà il 25 aprile, e dall’opposizione (politica e giornalistica) si alza un gran dibattito su quali siano le vere intenzioni e il livello di sincerità del premier. Il vecchio vizio di fare l’analisi del sangue all’avversario per verificarne il livello di democraticità, dunque continua. Così come riaffiora, immancabile come ogni anno, la tentazione di egemonizzare una ricorrenza, quella della liberazione dal nazifascismo, che dovrebbe riguardare tutto il Paese, e non essere patrimonio esclusivo di una sola parte.

Ecco perché Berlusconi ha colto nel giusto quando ha detto che intende sottrarre il 25 aprile alla sinistra: è la sinistra stessa che gliene fornisce una ulteriore conferma.

Lo attendono con un misto di curiosità e senso di superiorità, quasi si trattasse, da parte del capo del governo, di un test da superare, e loro fossero gli unici professori abilitati a dargli il diploma. Eppure tre elezioni vinte contro tre diversi candidati della sinistra (tutti rigorosamente in regola quanto a 25 aprile) dovrebbero costituire la miglior patente di democrazia, data dal popolo e non dalle élite dirigenti. Ed oggi un consenso personale che si estende a vasta parte della stessa sinistra: non è questa la più evidente prova, se ce ne fosse bisogno, di legittimità democratica?

La sinistra che quasi accusa Berlusconi di non avere mai partecipato alle celebrazioni del 25 aprile dimentica, o finge di dimenticare, due cose. La prima è che ogni volta che gli esponenti del centrodestra hanno sfilato alle varie feste del 25 aprile – da Umberto Bossi a Letizia Moratti – si sono presi fischi e spintoni, al punto (come nel caso del sindaco di Milano con il padre partigiano e in carrozzella) da dover abbandonare il corteo.

La seconda cosa è che la libertà e la democrazia di cui gode oggi l’Italia è frutto dell’appartenenza del Paese al campo democratico e occidentale, più che ad una lotta di liberazione combattuta 64 anni fa. In questo sta appunto la differenza tra liberazione e libertà.

E, quanto a vocazione alla libertà, né il governo né il suo premier né il Pdl hanno bisogno di lezioni da nessuno. Berlusconi stesso ha chiarito al congresso perché il nostro movimento politico si chiami Popolo della Libertà, e quanto questi due concetti siano indivisibili.

In particolare ha ricordato come la libertà non sia mai data per sempre, ma vada sempre praticata e difesa, in politica e nella vita. I partigiani e soprattutto l’esercito angloamericano liberarono l’Italia dal fascismo, ma gli ispiratori politici di gran parte del movimento partigiano continuarono per decenni a militare nel campo internazionalista a fianco dell’Unione sovietica, dalla quale ricevettero consistenti aiuti economici.

Ecco: il Pci di allora, così come gran parte della sinistra di oggi, può essersi politicamente impadronito dell’anniversario della liberazione. Non può però certamente vantare il monopolio della difesa della libertà dell’Italia, né sul piano degli schieramenti internazionali né su quello delle libertà civili e sociali dei cittadini. Anzi.

La liberazione è una ricorrenza importante, anche se non è la festa fondativa della nostra Repubblica, che ha la sua data naturale e accettata nel 2 giugno. La libertà è invece molto di più, è un modo di essere permanente e una precisa scelta di campo.

Per citare un caso di questi giorni, chi ha realmente a cuore la libertà fa come ha fatto il governo italiano, assieme a quello americano, tedesco e olandese, alla conferenza dell’Onu sul razzismo: non ci va, perché non ci si presta a fare da platea alle parole razziste di un dittatore che dice ciò che negli anni Trenta affermava non tanto Mussolini, ma Hitler. La sinistra al governo avrebbe fatto la stessa scelta, o si sarebbe adeguata ai rituali Onu e alla realpolitik?

Questo è un esempio di libertà difesa e praticata costantemente, senza mai abbassare la guardia, come guida del Paese e come stile ed esempio politico.

Ma dunque il 25 aprile si avvicina ed è giusto lasciare le polemiche alla sinistra, che in questo è specialista; anche se è sempre bene ricordare e puntualizzare certe cose.

Se si abbandoneranno gli steccati, gli intollerabili pregiudizi e complessi di superiorità, se soprattutto l’opposizione farà tutto questo, si potrà non solo celebrare il 25 aprile con un spirito diverso, come un anniversario per tutti gli italiani, ma lo si potrà anche rilanciare e rinvigorire soprattutto tra le generazioni più giovani.

Perché anche qui occorre essere chiari: soprattutto i ragazzi sono i più insensibili e refrattari ai vari rituali istituzionali. E non per scelta di campo politica (che riguarda esigue minoranze tra loro), ma perché su ogni festa nazionale scende immancabile una retorica di palazzo che travolge tutto, omologa tutto, e più di ogni altra cosa seppellisce la nostra storia.

Questo è tra i motivi per cui a differenza dell’Independence Day americano, o dell’anniversario della Presa della Bastiglia in Francia, le nostre ricorrenze ufficiali non vengono vissute come feste di popolo, ma come celebrazioni riservate ai partiti e al Palazzo.

Se riusciremo non solo a ricordare la liberazione, ma a celebrare e magari festeggiare un permanente giorno della libertà, se daremo alla liberazione una chiara, informata e magari condivisa prospettiva storica, ed alla libertà il senso di un valore universale e continuo, affidato ad ogni individuo, non solo avremo ridato un senso a quelle nostre ricorrenze, ma avremo fornito al Paese e ai giovani la migliore lezione di educazione civica.
Cons.Mario Gori
Portavoce PdL Frascati

mercoledì 22 aprile 2009

Vincenzo Conte con i Cittadini


Giovedì 23 aprile ore 19,00

presso
la Parrocchia Sacri Cuori Gesù e Maria (vermicino)


il CANDIDATO SINDACO
del Popolo della Libertà

VINCENZO CONTE
INCONTRA LA CITTADINANZA

COMUNICATO UFFICIALE

A definitivo chiarimento della penosa e sterile polemica innescata sul sito del Fiasco, pubblichiamo il documento che il direttivo di Alleanza Nazionale, a suo tempo, all'unanimità, ha consegnato al candidato sindaco Vincenzo Conte, al responsabile cittadino di Forza Italia e agli organi provinciali del partito.
Qualora non fosse sufficientemente chiaro, facciamo notare che il documento porta in calce le firme, autografe ed olografe, di tutti i componenti del direttivo.
Dobbiamo, pertanto, ritenere che, alla luce dei documenti prodotti, poco attendibili siano le fonti dalle quali l'articolista assume le informazioni.


La decisione é irrevocabile e la polemica per noi é definitivamente chiusa.


Igino Mancini, portavoce PdL Frascati

Crisi: l'efficacia della cura

Ora che anche Emma Marcegaglia parla ufficialmente di ripresa e colloca a luglio l’inversione di tendenza per l’Italia, ci si può chiedere come il nostro Paese, con questo governo, abbia affrontato la più grave crisi finanziaria mondiale del dopoguerra.

Le varie statistiche ufficiali sono lì a testimoniare che la recessione ha colpito anche da noi, con il calo del Pil (- 3,2% nel 2008 e – 3% nel 2009), della produzione industriale (- 3,5 nel 2009) e con le ore di cassa integrazione cresciute esponenzialmente a seconda dei settori fino al 500 per cento.

Ma chiunque venga in Italia soprattutto dagli Stati Uniti o dall’Inghilterra non vede un paese in ginocchio. Lasciamo perdere la “docu-fiction” di certi programmi della sinistra televisiva: non esistono in Italia file di impiegati rimasti senza posto e senza casa davanti agli uffici di disoccupazione. Le uniche file a cui abbiamo assistito sono state quelle alla Posta per ottenere la social card decisa dal governo per i più deboli.

Non ci sono stati assalti alle banche per ritirare i depositi. Né pignoramenti in massa delle case di chi non ha potuto pagare il mutuo.

La Fiat non rischia la liquidazione o la bancarotta controllata come i colossi dell’auto americani; né di chiudere i battenti come Saab e Volvo. Non abbiamo assistito a sequestri di manager da parte di dipendenti inferociti.

Se la ripresa arriverà intorno all’estate, come affermano Tremonti e la Marcegaglia, e come conferma il cancelliere Angela Merkel, vuol dire che siamo ancora nella fase acuta della recessione. Eppure non c’è in Italia allarme sociale come in gran parte del resto d’Europa.

La botta è stata dura anche da noi, e per giunta accompagnata dall’emergenza terremoto, ma il governo non ha messo le mani nelle tasche dei contribuenti per far pagare più tasse ai ceti più alti (e più onesti).

L’Italia, insomma, sta uscendo dalla crisi come chi ha avuto una forte influenza ma è stato curato con i farmaci giusti. Vediamo perché.

Il centrodestra aveva previsto la crisi in arrivo fin da prima delle elezioni. Mentre la sinistra di Prodi, Visco e Padoa-Schioppa prometteva tesoretti da spendere, Berlusconi e Tremonti invitavano a non credere ai miracoli.

La diagnosi giusta ha come conseguenza la giusta terapia. Che il governo ha attuato aiutando in primo luogo i redditi bassi, i risparmiatori, chi ha un mutuo-casa. La carta acquisti e il bonus per i meno abbienti; la garanzia sui depositi bancari; il tetto del 4% per cento e in molti casi la sospensione delle rate dei mutui; i miliardi di euro per la cassa integrazione anche a chi non ne aveva mai avuto diritto, come i precari e gli autonomi: sono stati i capisaldi dell’azione dell’esecutivo.

Nessuna banca è fallita, eppure il governo non ha dato soldi alle banche ma ha imposto criteri rigidi per garantire sia il patrimonio sia i depositi, sia infine il credito a cittadini e imprese. Per questo sono stati addirittura messi in campo i Prefetti.

Nessuna industria è stata nazionalizzata o aiutata con il denaro dei contribuenti, ma il governo ha indirizzato incentivi mirati all’auto, agli elettrodomestici, al settore dei mobili e delle costruzioni, all’editoria. Così facendo ha fatto ripartire i settori strategici del Paese, ma contemporaneamente ha aiutato i consumatori e indirizzato i consumi e l’industria verso scelte più moderne, più sostenibili sotto il profilo ambientale, ed infine più consone ad un paese evoluto sotto quello culturale.

Il fondo straordinario di riserva costituito presso Palazzo Chigi sta consentendo di affrontare la ricostruzione dell’Abruzzo senza che ciò vada a gravare sui contribuenti, e senza che vada a peggiorare la situazione di crisi. Anzi, la ricostruzione può essere un volano di ripresa.

Alla stesa maniera l’altro fondo straordinario di circa 20 miliardi per le infrastrutture garantisce all’Italia lavoro e opere necessarie per i prossimi anni, anche per rendere la ripresa più forte e duratura.

Il governo non ha aiutato la “finanza di carta” ma l’industria, l’economia reale ed i lavoratori. La formula dell’economia sociale di mercato, annunciata fin dal primo momento e teorizzata al congresso fondativo del Popolo della Libertà, ha trovato subito pratica attuazione. È in definitiva quella che la gente ha imparato a conoscere come “politica del fare”.

In piena recessione sono state avviate ed attuate riforme di sistema – dalla scuola al federalismo – che cambieranno il volto del Paese e dei suoi giovani anche sotto il profilo economico.

Per la pubblica amministrazione, i cui dipendenti non hanno risentito della bufera finanziaria ma hanno mantenuto la tranquillità del lavoro e visto incrementare il proprio potere d’acquisto, è stata iniziata una trasformazione che ha abbattuto l’assenteismo e che porterà ad eliminare sprechi ed efficienze.

Tutti questi interventi sono stati attuati senza mettere a rischio i conti pubblici. Mentre altri paesi europei aumentavano il loro debito ed il deficit a livello più alto del nostro, e finivano pericolosamente vicini alla bancarotta, l’Italia manteneva l’impegno a risanare la finanza pubblica. Come primo effetto pratico, i nostri titoli di Stato hanno visto ridurre il differenziale di rischio rispetto ai bund tedeschi, e le emissioni di Btp e Cct sono state collocate senza problemi con beneficio sia per il Tesoro sia per i risparmiatori.

La sintesi di tutto ciò la offre ancora la Confindustria, tradizionalmente mai tenera verso i governi: “I nostri settori industriali di punta cominciano e registrare aumenti negli ordini, l’export riprende a tirare, si registra un clima di cauta fiducia”. Aggiungiamo che se oggi la Fiat viene chiamata dalla Casa Bianca a salvare la Chrysler, ciò si deve non solo alle capacità di Sergio Marchionne ma anche e soprattutto alla tempestività delle misure di cui ha beneficiato in casa.

L’Italia, insomma, sta per uscire provata dalla crisi, ma non è mai stata in ginocchio né la coesione sociale è mai stata in discussione. Con altri governi, con altre ricette, potevamo finirne stritolati. Smaltiremo invece solo gli effetti, appunto, di una forte influenza, che non è dipesa da noi, e poi ci troveremo più in salute di prima. Nel frattempo infatti la crisi è stata utilizzata per sfruttare alcune opportunità, realizzare riforme, rilanciare e rinnovare settori economici.

Il governo ed il premier, caso unico, hanno visto in tutto ciò aumentare consensi e fiducia. “Porterò l’Italia fuori dalla crisi” ha promesso Berlusconi chiudendo il congresso del Popolo della Libertà. Anche questo impegno viene mantenuto.
Cons. Mario Gori
Portavoce PdL Frascati

martedì 21 aprile 2009

Il tempo passa, le ferite della storia sono cicatrizzate e finalmente tutti si riconoscono nell’anniversario della Liberazione

Passi per Franceschini, costretto a dimenarsi come un derviscio per convincere l’ultrasinistra che anche un ex democristiano può essere un buon compagno. La sua petulanza nell’offrirsi di scortare il presidente del Consiglio in piazza a Milano, per celebrare il 25 aprile in compagnia di Oscar Luigi Scalfaro, in un tripudio di bandiere rosse, è di un’ingenuità commovente. Pari all’ipocrisia di quanti si atteggiano a padroni di casa per reclamare la presenza di Berlusconi alla “loro” festa. Il tempo passa, le ferite della storia sono cicatrizzate e finalmente tutti si riconoscono nell’anniversario della Liberazione. Ma la sinistra faziosa ancora non rinuncia all’uso del 25 aprile come un corpo contundente, per colpire l’avversario politico.
Vecchio vizio, comprensibile al tempo che il vecchio Pci, escluso dalla competizione per il governo in quanto nemico dell’Occidente liberaldemocratico, reagiva alla frustrazione rivendicando il momento in cui si era trovato dalla parte giusta. Ma le cose cambiano, il Pci è finito nel trovaroba della storia insieme con il mito dell’Unione Sovietica, e nulla, tranne le scelte degli elettori, impedisce ai suoi discendenti di candidarsi al governo del Paese.
Nelle mutate condizioni, lo stesso Giorgio Bocca riconosce che la “appropriazione storica della Resistenza” a uso e consumo di un partito non ha ragion d’essere. Se non come allarmante residuo di una concezione antidemocratica dei rapporti politici, che non esita a evocare il fantasma della guerra civile in funzione del ribaltamento del risultato elettorale. Nessuno è di così corta memoria da essersi dimenticato le gazzarre scatenate il 25 aprile 1994, per preparare il terreno al ribaltone “palatino” del governo di centrodestra, con la regia presidenziale dello stesso uomo chiamato dalla sinistra a celebrare la Liberazione in piazza a Milano.
Franceschini si rassegni a celebrare la Liberazione con i suoi compagni di strada, tra una stangata elettorale e l’altra, poiché questa è la sua scelta. Il presidente del Consiglio non ha bisogno del suo invito per svolgere il suo compito di rappresentanza istituzionale, dove e come riterrà opportuno visto che ha ufficialmente comunicato che celebrera' il 25 aprile.
Il nostro candidato sindaco Vincenzo Conte,partecipera' a Frascati,insieme ad una delegazione del PdL locale, alla cerimonia promossa dall'amministrazione comunale per celebrare il 25 aprile.
Il tempo passa, le ferite della storia sono cicatrizzate e finalmente tutti si riconoscono nell’anniversario della Liberazione.

Cons.Mario Gori
Portavoce PdL Frascati

Katyn,l'importanza della memoria.

Diretto nel 2007 dal grande regista polacco Andrzej Wajda, “Katyn” è un film che narra la vicenda reale dei 20.000 ufficiali e soldati polacchi massacrati 1940 per ordine di Stalin, dopo che il 17 settembre 1939 l’Armata rossa aveva invaso la Polonia e si era spartita il territorio del Paese con i tedeschi, già entrati con una guerra-lampo all’inizio di settembre. Il titolo si riferisce appunto alla foresta di Katyn, dove ebbe luogo l’orrendo massacro: uno dei tanti episodi per troppo tempo dimenticati o messi a tacere per motivi politici, propagandistici e ideologici. In realtà, l’eccidio di Katyn – scoperto per caso dalle truppe naziste penetrate in Polonia, che trovarono le fosse comuni nelle quali erano stati seppelliti i cadaveri – fu imputato per decenni dai Russi proprio alle truppe tedesche. Se certi silenzi si sono prolungati sino alla fine del secolo persino da noi, in Italia, per esempio sullo scempio delle foibe, possiamo immaginare come sia stato difficile tramandare la memoria dei caduti polacchi al tempo della Guerra Fredda e della divisione dell’Europa in due blocchi contrapposti, così come rompere l’omertà data da una “verità di regime” propugnata per decenni. Anche per questo, era importante che il ministero dei Beni Culturali promuovesse il recupero e la proiezione al Festival di Venezia di una pellicola colpevolmente sottovalutata in Italia, nonostante la nomination all’Oscar come miglior film straniero ottenuta nel 2008. Proprio questo prestigioso traguardo, oltre alla notorietà e all’importanza del regista che si è impegnato a ravvivare la memoria di un episodio così doloroso e tragico per il suo Paese, testimonia la fondamentale importanza di “recuperare” il film e di offrire uno spazio di proiezione prestigioso, in grado di restituire centralità alla storia narrata da Wajda e di stimolare un doveroso dibattito intorno a essa.
La Biennale ha acconsentito a presentare il film a Venezia come Proiezione Speciale: è la conferma della testimonianza storica di Wajda, che finora nelle sale italiane non ha avuto il riscontro che merita.
Molte volte abbiamo sentito parlare dell’importanza della memoria. Ogni anno celebriamo le vittime di massacri orribili, nella speranza che i nostri pensieri e le nostre commemorazioni possano insegnarci a seguire strade diverse e a evitare il ripetersi di vicende disumane. Chiunque sia stato il carnefice e chiunque siano state le vittime, dobbiamo guardare alla storia insieme con spirito di pietà e con l’indignazione di chi non sopporta la violenza e l’ingiustizia di qualsiasi segno. La proiezione di “Katyn” a Venezia è dunque un altro passo in direzione della pace fra i popoli e del recupero della verità storica.

Cons.Mario Gori
Portavoce PdL Frascati

Presidente del CdA o giudice assoluto?

Pubblichiamo il testo dell'interrogazione presentata al sindaco per capire se condivida la posizione assunta dal presidente del Consiglio di Amministrazione della STS s.r.l. in merito alle modalità di valutazione dei risultati delle prove tecnico-pratiche per l'assunzione di personale a tempo indeterminato.
A noi appare oltremodo censurabile il potere che il presidente, Iacono, si attribuisce in materia di assunzione del personale.
Speriamo che il sindaco, che ha nominato Iacono, prenda una posizione chiara sulla questione da noi sollevata, sia che condivida la scelta del presidente sia che la ritenga illegittima o, quanto meno, inopportuna.
====================================================================
Al sindaco
dott. Francesco Paolo Posa
Comune di Frascati

Nell’avviso pubblico per la selezione per titoli, colloquio e prova pratica finalizzata all’assunzione di personale a tempo indeterminato, pubblicato sul sito della STS Società Tuscolana Multiservizi s.r.l., nelle premesse di carattere generale appare la nota di seguito riportata:
“…La selezione dei candidati in possesso dei titoli di seguito specificati, avverrà per titoli, colloquio e prova pratica, con la precisazione che il Presidente del Consiglio di Amministrazione può in ogni tempo procedere alla revoca della presente procedura di selezione per il reclutamento di personale; può inoltre decidere se procedere o meno all’assunzione nei confronti dell’aspirante risultato meglio graduato a seguito della selezione….”

La nota, comprese le virgole (male apposte), è ripresa testualmente dal suddetto bando.

Le chiedo, in qualità di sindaco dell’amministrazione comunale avente la partecipazione maggioritaria nella compagine societaria, se
· ritenga legittima tale clausola,
· ritenga che, al di là dell’eventuale legittimità della clausola in questione, essa sia compatibile in una compagine la cui struttura é orientata in una visione pubblica, come tale, ispirata a principi di trasparenza e di decisioni partecipate,
· quali iniziative intenderebbe intraprendere, qualora dovesse individuare vizi di illegittimità nella clausola in questione.

Bernardo Iodice
Consigliere comunale PdL

Frascati, 21 aprile 2009

Bandi e Concorsi

Ci giunge la segnalazione di due bandi pubblici d'assunzione a tempo indeterminato della Sts multiservizi. Il primo per un posto da operaio specializzato, il secondo per un posto da impiegato amministrativo. Le regole della gara sono facilmente scaricabili dal seguente link: http://www.stsmultiservizi.it/?page_id=16



Simone Carboni
"Job finder" della Libertà

Coerenza e linearità

"...ecco che hai avuto una folgorazione per Alessandro Adotti. Onestamente non lo so quanto sia durata questa folgorazione, però mi risulta che sei uscito anche dal gruppo di Adotti."


Ho avuto solo una folgorazione politica nella mia vita, quella per AN prima e per il PdL poi. Nel periodo, da te maliziosamente citato, ero in perfetta conformità con la linea politica del partito, o sbaglio?
Cercherò, nel mio piccolo, d'aiutare la mia compagine politica ad ottenere il tanto auspicato successo elettorale. Sono a servizio di Igino, Bernardo, Mario, Marco e di tutti gli altri componenti del coordinamento. Stesso discorso vale anche per loro. Siamo una squadra e corriamo assieme questa difficile corsa. Tutti uniti per tirare la volata a Vincenzo Conte.



C'è invece chi continua a pedalare solo per se stesso e ne va pure fiero!





Simone Carboni
pedalatore della Libertà


Il PD in confusione...

In politica non esistono miracoli, così come calcoli e progetti – per quanto efficaci e ben ponderati – non portano mai risultati matematici. Esiste tuttavia una logica e una coerenza tra i Movimenti della pubblica opinione, come tra i leaders del popolo: questa logica e questa coerenza rispondono a regole precise, le stesse che misurano il consenso e indicano le tendenze e la credibilità diffusa nella maggioranza dei cittadini…
Ricordiamo oggi queste circostanze per ribadire, per primi a noi stessi, la vera differenza tra l’affidabilità del governo e della maggioranza rispetto alla confusa proposta di una opposizione talmente frantumata da soffrire di una vera e propria crisi di identità. Non diciamo che questo è un bene, ma ci limitiamo a “fotografare” una situazione che balza davanti agli occhi di tutti nonostante il grande sforzo dei media di coprirla in buona parte!
Dopo i primi flash positivi sulla immagine di Franceschini, il giovane- vecchio del Pd sta facendo rimpiangere Veltroni. E l’ultima sua “sfida” a Berlusconi, con l’invito a partecipare al 25 aprile si è risolta nel più classico degli autogol! C’è di più. Mentre il capo del governo cresce nel consenso in modo costante, manca nella controparte la sicurezza di aver individuato un “antidoto” minimamente efficace. Anzi, più il governo nel suo vertice e attraverso i ministri aggredisce i problemi e trova risposte, più la sinistra e soprattutto il Pd sembrano disperdersi in un gioco a metà tra velleità propagandistiche e minacce o insulti della peggior tradizione antagonista.
Oggi che Silvio Berlusconi piace e convince per la sua obiettiva concretezza di fronte alle sfide previste e imprevedibili, la opposizione si lacera su quesiti di lana caprina…se sia meglio cioè una leadership unica di cui al momento non si vede traccia o una conduzione plurale del partito. Quel che è peggio, però, è che nessuno tra capi e capetti di questa opposizione sembra in grado di interloquire, con l’autorevolezza e l’unità necessaria, con il Popolo della Libertà. E’ insomma la loro pochezza che li costringe a descriverci sempre e solo come una minaccia, nel timore che ogni serio confronto finisca per schiacciarli. E di questo dovremo forse farci carico, sia pure indirettamente, nei mesi a seguire.
Mario Gori
Portavoce PdL Frascati

lunedì 20 aprile 2009

Il Popolo della Liberta' oltre il 45 % dei consensi

Renato Mannheimer, sul Corriere della Sera di domenica, ha pubblicato i dati di un sondaggio Ispo che conferma la crescita della fiducia nei confronti di Silvio Berlusconi per il decisionismo sul terremoto d’Abruzzo. Ma, bisogna aggiungere, anche per il modo in cui ha affrontato l’emergenza rifiuti in Campania e la crisi finanziaria internazionale.
Per il 48% degli intervistati, infatti, è aumentata la fiducia nel premier: fiducia che, nota Mannheimer, era già alta. Sondaggi dei giorni precedenti, infatti, la registravano al 65%. Secondo Euromedia, era salita al 73,5% e quella nei confronti del Governo al 55-56%. Il Corriere non fa riferimento a questi dati, limitandosi ad analizzare il solo incremento di fiducia che riguarda “quasi metà dell’elettorato”, coinvolgendo così anche uno spicchio di elettori del Partito democratico.
Il sondaggio sottolinea che le intenzioni di voto per il Partito della libertà “oltrepassano oggi il 45% e, secondo alcuni, si avvicinano al 50%.
Poiché i dati dei sondaggi della scorsa settimana fissavano le intenzioni di voto per il Pdl tra il 41 e il 43%, saremmo di fonte ad un vero balzo, superando la soglia del 45% e avvicinandosi al 50%.
Con il doppio delle intenzioni di voto, il Pdl mette ancora più in crisi il Partito democratico di Franceschini, già in difficoltà per trovare candidati di peso alle europee, dove teme sempre più di finire sotto la soglia del 25%, e preoccupato soprattutto di vedere crollare il numero delle Province in cui si imporrà il suo candidato, poiché in 27 Province il centrosinistra rischia di cedere il potere. In pratica, su 63 confronti, il Pd deve inseguire in 49 citta.
Mario Gori
Portavoce PDL Frascati.

Siamo con Bernardo!

Massima solidarietà a Bernardo Iodice nuovamente tirato in ballo per questa vicenda.
Non capiamo perchè Bernardo venga preso costantemente di mira, quando il documento di "esclusione" è stato firmato dall'intero ex-direttivo di An-PdL.
Il gruppo giovanile rimane convinto di quella scelta e la continuerà a sostenere fintanto che non vedrà seri cambiamenti comportamentali da parte di Mirko Fiasco e del suo "alter ego" Angelo Cristofanelli.
Quindi ribadiamo che la nostra preclusione non è verso le persone ma verso certi attegiamenti deleteri che, a nostro avviso, non permetterebbero una convivenza "civile" con il resto della "squadra". Ciò renderebbe difficoltoso operare serenamente in favore del nostro candidato Vincenzo Conte.

IL Coordinamento dei giovani per il PdL di Frascati

domenica 19 aprile 2009

Non ne posso più!

Mi ero ripromesso di restare in silenzio in questa delicata fase della campagna elettorale ma, essendo stato chiamato in causa direttamente, sono costretto per l’ultima volta a prendere la parola su un argomento che mi sembra oltremodo stantio, tedioso e anche un po' pericoloso per la mia parte politica.
Tralascio ogni riferimento al richiamo fatto in premessa dal signor Fiasco: ognuno è libero di riconoscersi i pregi e i difetti che pensa di possedere. È un problema personale e non mi interessa: per quanto mi concerne penso di possedere solo difetti!
Nel merito la nota del signor Fiasco contiene un falso storico, documentabile facilmente.
Il candidato sindaco Conte è stato destinatario di una nota sottoscritta da tutti (dico: tutti) i componenti del direttivo di AN, allora in vita, nella quale tutti (ripeto: tutti) hanno dichiarato di non ritenere compatibile una loro presenza in lista con quella del signor Fiasco. La stessa nota é stata trasmessa anche agli organi provinciali del partito.
I motivi? Consentitemi di ritenerli interni al gruppo che faceva riferimento ad AN!
Un’ulteriore annotazione concerne la presenza tra i firmatari di tutto il raggruppamento giovanile di AN. Credo che Fiasco li conosca personalmente uno ad uno: ci sarà qualche motivo perchè essi siano poi tra i firmatari di una nota di tale portata?
Mi farebbe piacere pensare che tredici menti pensanti, quali quelle dei membri del direttivo di AN, si facciano condizionare così pesantemente dal sottoscritto: a me pare che tutti abbiano una personalità talmente definita e forte che è veramente difficile poterli pensare vittime dei miei diktat.
Un’ultima annotazione che non è formale: non ho mai detto che non voglio Fiasco in lista. Ho semplicemente dichiarato che la presenza in lista del signor Fiasco crea le condizioni di una mia indisponibilità a candidarmi. Molto semplice e molto facile da attuare.
In quanto alla disponibilità ad un incontro, penso che, con Mancini ed altri, di incontri con il signor Fiasco ne abbiamo fatto a iosa e tutti senza che in concreto ne sortisse, anche nel breve termine, alcun concreto risultato. Per questo motivo tutti gli interessati (non solo il sottoscritto) hanno respinto con forza la richiesta di un incontro: altro falso che non fa certamente onore a chi dà o riceve evidentemente informazioni non corrette.
Infine, la lista PdL, nella componente AN, è completa e sarà messa a disposizione dei competenti organi provinciali quanto prima: chi vivrà, vedrà!
Una promessa, dentro o fuori della lista, il mio impegno resta nel PdL e sarà speso soprattutto a favore di quella splendida comunità giovanile che, non certo per mio merito, milita nel PdL.
Bernardo Iodice, consigliere comunale PdL