Ciò che il governo promette, mantiene. E dunque arriva oggi, al Consiglio dei ministri, la manovra chiesta da imprese e sindacati per alleviare ulteriormente gli effetti della crisi economica internazionale.
Vediamo in dettaglio i provvedimenti sul tavolo, con la premessa che alcune di queste indiscrezioni potranno essere modificate o ulteriormente perfezionate. Ma ricordando anche che si tratta solo del primo passo della più ampia “fase due” annunciata da Silvio Berlusconi subito dopo le Europee ed Amministrative.
• Gli utili reinvestiti, soprattutto in innovazione tecnologica, verranno detassati. È la terza riedizione della legge Tremonti che fin dall’inizio ha connotato l’azione del centrodestra; e che il governo Prodi-Visco aveva al contrario sospeso, creando le premesse per una stagnazione dell’attività produttiva che in Italia ha preceduto e acuito la crisi economica.
• Per tutelare il lavoro, alle aziende verrà corrisposto un bonus per far rientrare in fabbrica o in ufficio i cassintegrati impegnandoli in corso-ponte di formazione.
• In alternativa, chi è finito in cassa integrazione potrà capitalizzare l’indennità per avviare un’attività imprenditoriale o commerciale in proprio. In questo caso fruirà anche di crediti agevolati.
• Un’altra opzione è concedere alle aziende un bonus in denaro per re immettere i cassintegrati nel ciclo produttivo.
• Sempre in materia di occupazione, il vaucher comprensivo di stipendio e contributi per i lavori occasionali e stagionali verrà esteso ai cassintegrati ed ai precari. L’anno scorso questo sistema ha riguardato ben 30 mila persone, dall’agricoltura al commercio.
• Sanità: il governo introduce una stretta sui piani di rientro dai deficit delle regioni meno virtuose. La stretta però non dovrà ripercuotersi sui contribuenti né sulle prestazioni; dovrà mirare ad una razionalizzazione delle risorse.
• Debiti della Pubblica amministrazione verso le aziende: si inizieranno ad accorciare i tempi, anche introducendo una compensazione tra crediti dei privati ed eventuali debiti d’imposta. Occorrerà tuttavia procedere in maniera molto selettiva per evitare furbizie: le compensazioni finte subiranno una stretta dalla quale il governo conta di risparmiare un miliardo di euro.
• Sul fronte fiscale, del resto, vengono clamorosamente smentite tutte le accuse della sinistra di allentamento dei freni. La Guardia di Finanza, rinnovata nelle strutture e nei metodi da questo governo, ha annunciato un aumento del 58% degli accertamenti nei primi sei mesi 2009. Il totale dell’evasione accertato è pari, nel primo semestre dell’anno, a 4,3 miliardi.
• La ricostruzione dopo il terremoto in Abruzzo verrà finanziata interamente, e con essa le missioni di pace all’estero.
• Agli ex obbligazionisti della vecchia Alitalia verrà riconosciuto un rimborso pari non più al 30%, ma al valore che aveva il bond al momento della sospensione: circa il 60-70%.
A questo primo pacchetto di misure fiscali e per il lavoro, di un importo che potrebbe raggiungere i 5-6 miliardi, si aggiungeranno presto le nuove regole internazionali (i “legal standard”) per scongiurare altre future crisi generate dalla speculazione. Sono state messe a punto grazie all’iniziativa italiana e verranno poste al centro del G8 dell’Aquila. E si aggiungerà il nuovo scudo fiscale, cioè il rientro dei capitali fuggiti nei paradisi tributari che ora – grazie ancora alle pressioni di Italia, Francia e Germania – si dicono pronti a collaborare con l’Unione europea.
Il primo scudo durante il governo di centrodestra 2001-2006 fruttò oltre 3 miliardi di euro, fece rientrare oltre cento miliardi di euro tassati all’inizio con un’aliquota del 2,5%. Va detto che dopo il rientro questi capitali sono stati soggetti alla normale tassazione italiana, e soprattutto hanno alimentato il mercato ed il ciclo produttivo del Paese.
È bastato un anno e mezzo di governo Prodi per creare una nuova fuga all’estero stimata in oltre 150 miliardi di euro. L’aliquota allo studio è più elevata, si parla del 5-7%. La differenza rispetto alla prima esperienza è che stavolta i paesi europei agiscono di concerto e con la collaborazione, appunto, dei “paradisi”. Il rientro sarà dunque meno volontario, ed il gettito più garantito.
Dopo questi primi due passaggi, si avvierà la fase delle grandi opere e delle grandi riforme.
• Il piano per il ritorno al nucleare ha avuto il via libera dalla Camera, attraverso le delega al governo. Si abbreviano i tempi e si fissano obiettivi certi.
• Il piano casa si svilupperà, come previsto, in due fasi: entro il 30 giugno tutte le regioni dovranno presentare le leggi di loro competenza per l’ampliamento delle abitazioni con tecnologie innovative, a risparmio energetico e antisismiche. Successivamente partirà la costruzione delle “new towns”, i quartieri residenziali in tutti i capoluoghi di provincia, da destinare ai giovani con muti particolarmente agevolati.
• La riforma della Pubblica amministrazione si avvierà dal prossimo autunno e si completerà entro la legislatura, con la completa digitalizzazione di tutti gli atti ed i documenti che riguardano i cittadini.
• Le grandi infrastrutture hanno già ricevuto la prima tranche (9 miliardi) del maxifinanziamento di 18 miliardi stabilito dal governo. Le opere sono quelle già individuate – alta velocità, pedemontana lombarda, Salerno-Reggio Calabria, ponte di Messina e altre ancora – ed i cantieri partiranno entro 100 giorni.
• Ed anche i pacchetto sicurezza dà i primi risultati concreti. Sono già 793 i denunciati per affitti ad immigrati irregolari, in base ad una norma contenuta nel provvedimento. Una piaga doppia – sfruttamento da una parte, clandestinità dall’altra - sulla quale la sinistra aveva chiuso gli occhi.
Il governo, dunque, va avanti. Questi sono i fatti. Il resto, chiacchiere e veleni: che, come si è visto, non interessano né agli elettori, né ai lavoratori, né alle imprese.
Cons.Mario Gori
Capogruppo consiliare PDL Frascati
www.mariogori.it
venerdì 26 giugno 2009
PdL: la validità del progetto unitario
“Il risultato delle elezioni europee ha soprattutto evidenziato la crisi in cui versa la socialdemocrazia in Europa. Il nuovo, grave arretramento subito dalla sinistra italiana denota una crisi ancor più profonda. La sinistra italiana paga lo scotto di non aver mai fatto i conti con la propria storia: il Pd non può nemmeno definirsi socialdemocratico senza scatenare al proprio interno guerre intestine e far riemergere antichi nodi mai affrontati fino in fondo”.
È il testo del documento votato oggi dalla direzione nazionale del Popolo della Libertà.
“Il dibattito confuso e contraddittorio che sta caratterizzando la vigilia del Congresso del Partito democratico ne è la prova evidente. Il risultato delle elezioni europee rivela anche un ulteriore, preoccupante, segnale di sfiducia nei confronti del modo in cui sta avanzando il processo di unificazione europea. L’ideale europeista è nato dalla lungimiranza di leader politici come De Gasperi, Shumann, Adenauer, che al mito dell’unità del Continente seppero dare un’anima e la capacità di rispondere ai bisogni effettivi dei cittadini. Essi compresero che l’Europa dei borghi e delle città, dei monumenti e delle cattedrali, l’Europa della riscoperta delle proprie radici e di un comune tessuto culturale, avrebbe potuto unire i popoli e consentire loro di superare il secolo dei totalitarismi con i suoi orrori e il suo portato di disperazione e di povertà.
Da allora l’Europa unita - si legge ancora - ha compiuto innegabili progressi, dal mercato unico alla moneta comune; per un lungo periodo, essa è stata in grado di parlare ai cittadini, alle loro insicurezze, alle loro necessità e alle loro convenienze. Oggi, di fronte alla tempesta di una crisi globale, al turbamento che l’avvento del nuovo secolo ha portato con sé, e in un contesto di relazioni internazionali profondamente mutato dopo la fine dell’ordine bipolare, l’Europa ha smarrito la propria anima, e viene sempre più percepita come un gigantesco apparato burocratico autoreferenziale quando non addirittura ostile rispetto alla libera iniziativa delle persone. Si tratta di un problema di carattere culturale, ma anche istituzionale ed economico. Ed è giunto il momento di affrontarlo, sottoponendo al PPE la richiesta di una riforma che incida in profondità sui processi decisionali in seno all’Unione europea. È una sfida alla quale non possiamo sottrarci. Anche perchè siamo gli unici in grado di portarla a compimento. Il Pdl, infatti, ha ottenuto un risultato nettamente positivo che sancisce innanzitutto la validità del progetto del partito unitario e dell’alleanza strategica con la Lega di Umberto Bossi. Per la prima volta inoltre il successo delle forze politiche che sostengono il governo Berlusconi si manifesta sul terreno delle elezioni amministrative, nel quale la sinistra tradizionalmente dimostrava una maggiore capacità di radicamento e di tenuta. In queste elezioni amministrative la sinistra appare ormai una forza politica minoritaria nel Nord e nel Sud del paese, perdendo posizioni anche nelle regioni del centro Italia. Lo straordinario risultato conseguito dal Pdl nelle elezioni amministrative, al primo e secondo turno, caratterizza dunque il Popolo della libertà come l’unica forza politica veramente nazionale, dotata sul territorio di risorse, militanti, dirigenti politici e amministrativi che un grande partito popolare deve sempre di più saper valorizzare e mettere al centro di un processo di selezione democratica.
Il Pd invece, man mano che perde consenso si va sempre più localizzando. L’esito delle elezioni europee e di quelle amministrative rafforza dunque il Governo, il suo rapporto con la maggioranza e con il partito, e premia l’azione ed i risultati conseguiti in un momento particolarmente difficile dell’economia internazionale. Si tratta della risposta più forte e convincente che la maggioranza del popolo italiano ha voluto dare alle campagne scandalistiche di Palazzo, orchestrate ai danni del Governo e del suo Presidente da un circuito politico-mediatico-giudiziario con l’obiettivo finale di sovvertire la sovranità del popolo. L’esito elettorale delle europee e delle amministrative ha confermato la distanza siderale che separa queste manovre dalle persone, dai loro pensieri e dai loro bisogni. Gli italiani non vogliono che il gossip entri nella vita pubblica, e che la lotta politica si consumi dal buco della serratura. Con il loro voto l’hanno chiaramente ribadito.
Il rispetto dovuto ai cittadini che l’hanno votato impone al Pdl di reagire con la massima determinazione e fermezza. Rivendichiamo con orgoglio i risultati dell’azione di governo nell’ultimo anno, e rilanciamo con rinnovata energia il progetto riformatore che nell’aprile del 2008 ha ottenuto la fiducia dei cittadini. Andremo avanti lungo la strada della modernizzazione del Paese attraverso la riforma della giustizia, attraverso le riforme dello stato sociale indicate nel “libro bianco”, quelle della pubblica amministrazione e del federalismo fiscale, dell’università e della scuola. Così come sapremo portare l’Italia fuori dalla crisi più forte di come vi è entrata sviluppando una politica economica rigorosa ma in grado di venire incontro alle esigenze delle aree sociali oggi maggiormente in difficoltà, fra le quali in primo luogo quella dei lavoratori autonomi, dei giovani, delle piccole imprese.
È il testo del documento votato oggi dalla direzione nazionale del Popolo della Libertà.
“Il dibattito confuso e contraddittorio che sta caratterizzando la vigilia del Congresso del Partito democratico ne è la prova evidente. Il risultato delle elezioni europee rivela anche un ulteriore, preoccupante, segnale di sfiducia nei confronti del modo in cui sta avanzando il processo di unificazione europea. L’ideale europeista è nato dalla lungimiranza di leader politici come De Gasperi, Shumann, Adenauer, che al mito dell’unità del Continente seppero dare un’anima e la capacità di rispondere ai bisogni effettivi dei cittadini. Essi compresero che l’Europa dei borghi e delle città, dei monumenti e delle cattedrali, l’Europa della riscoperta delle proprie radici e di un comune tessuto culturale, avrebbe potuto unire i popoli e consentire loro di superare il secolo dei totalitarismi con i suoi orrori e il suo portato di disperazione e di povertà.
Da allora l’Europa unita - si legge ancora - ha compiuto innegabili progressi, dal mercato unico alla moneta comune; per un lungo periodo, essa è stata in grado di parlare ai cittadini, alle loro insicurezze, alle loro necessità e alle loro convenienze. Oggi, di fronte alla tempesta di una crisi globale, al turbamento che l’avvento del nuovo secolo ha portato con sé, e in un contesto di relazioni internazionali profondamente mutato dopo la fine dell’ordine bipolare, l’Europa ha smarrito la propria anima, e viene sempre più percepita come un gigantesco apparato burocratico autoreferenziale quando non addirittura ostile rispetto alla libera iniziativa delle persone. Si tratta di un problema di carattere culturale, ma anche istituzionale ed economico. Ed è giunto il momento di affrontarlo, sottoponendo al PPE la richiesta di una riforma che incida in profondità sui processi decisionali in seno all’Unione europea. È una sfida alla quale non possiamo sottrarci. Anche perchè siamo gli unici in grado di portarla a compimento. Il Pdl, infatti, ha ottenuto un risultato nettamente positivo che sancisce innanzitutto la validità del progetto del partito unitario e dell’alleanza strategica con la Lega di Umberto Bossi. Per la prima volta inoltre il successo delle forze politiche che sostengono il governo Berlusconi si manifesta sul terreno delle elezioni amministrative, nel quale la sinistra tradizionalmente dimostrava una maggiore capacità di radicamento e di tenuta. In queste elezioni amministrative la sinistra appare ormai una forza politica minoritaria nel Nord e nel Sud del paese, perdendo posizioni anche nelle regioni del centro Italia. Lo straordinario risultato conseguito dal Pdl nelle elezioni amministrative, al primo e secondo turno, caratterizza dunque il Popolo della libertà come l’unica forza politica veramente nazionale, dotata sul territorio di risorse, militanti, dirigenti politici e amministrativi che un grande partito popolare deve sempre di più saper valorizzare e mettere al centro di un processo di selezione democratica.
Il Pd invece, man mano che perde consenso si va sempre più localizzando. L’esito delle elezioni europee e di quelle amministrative rafforza dunque il Governo, il suo rapporto con la maggioranza e con il partito, e premia l’azione ed i risultati conseguiti in un momento particolarmente difficile dell’economia internazionale. Si tratta della risposta più forte e convincente che la maggioranza del popolo italiano ha voluto dare alle campagne scandalistiche di Palazzo, orchestrate ai danni del Governo e del suo Presidente da un circuito politico-mediatico-giudiziario con l’obiettivo finale di sovvertire la sovranità del popolo. L’esito elettorale delle europee e delle amministrative ha confermato la distanza siderale che separa queste manovre dalle persone, dai loro pensieri e dai loro bisogni. Gli italiani non vogliono che il gossip entri nella vita pubblica, e che la lotta politica si consumi dal buco della serratura. Con il loro voto l’hanno chiaramente ribadito.
Il rispetto dovuto ai cittadini che l’hanno votato impone al Pdl di reagire con la massima determinazione e fermezza. Rivendichiamo con orgoglio i risultati dell’azione di governo nell’ultimo anno, e rilanciamo con rinnovata energia il progetto riformatore che nell’aprile del 2008 ha ottenuto la fiducia dei cittadini. Andremo avanti lungo la strada della modernizzazione del Paese attraverso la riforma della giustizia, attraverso le riforme dello stato sociale indicate nel “libro bianco”, quelle della pubblica amministrazione e del federalismo fiscale, dell’università e della scuola. Così come sapremo portare l’Italia fuori dalla crisi più forte di come vi è entrata sviluppando una politica economica rigorosa ma in grado di venire incontro alle esigenze delle aree sociali oggi maggiormente in difficoltà, fra le quali in primo luogo quella dei lavoratori autonomi, dei giovani, delle piccole imprese.
giovedì 25 giugno 2009
Berlusconi: PdL protagonista nella storia
“Trovo vergognoso che certa stampa riesca a strumentalizzare persino il disagio e le attese delle vittime del terremoto”. Lo dichiara il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi in un passaggio di un'intervista rilasciata al settimanale Chi.
“Gli italiani - aggiunge il premier - hanno dato una grande risposta di civiltà, di unità e di compostezza di fronte alla tragedia del terremoto. Mi piacerebbe che anche la classe politica e la stampa fossero all'altezza del Paese che le esprime”.
“Entro il 30 novembre - conferma Berlusconi - quindicimila persone avranno una casa vera, confortevole e addirittura ammobiliata. Mai in Italia, e nemmeno nel mondo si è data una risposta così tempestiva a un’ emergenza così grave. Ce lo riconoscono tutti”. Quanto al ruolo del Popolo della Libertà nello scenario politico, afferma: “Sarà l’asse portante della politica italiana del XXI secolo, come lo sono stati la Destra storica o la Democrazia cristiana in altre stagioni politiche”. “I leader - prosegue - nasceranno, come avviene sempre in politica, sul campo e dal consenso della gente”.
Continua, intanto, la fitta agenda di incontri con gli altri leader internazionali. A Palazzo Chigi, il Presidente del Consiglio riceve il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu.
“Abbiamo parlato –spiega Berlusconi - della situazione attuale in Medio Oriente e abbiamo confermato il nostro sostegno al rilancio del dialogo isrealo-palestinese per promuovere la pace in Medio Oriente”. “Ho espresso apprezzamento – prosegue - per le prospettive circa la smilitarizzazione dello Stato palestinese che ci sembra assolutamente doverosa e anche per il fatto che lo Stato di Israele debba essere riconosciuto”. Berlusconi, inoltre, annuncia: “Abbiamo parlato anche delle eccellenti relazioni bilaterali e stabilito di indire ogni anno un vertice bilaterale tra i due paesi”. Il Primo ministro israeliano “Mi ha offerto l’onore - ha spiegato il premier - di parlare alla Knesset. Sono molto soddisfatto di andare a visitare un primo ministro amico in un paese amico da sempre”.Non manca un riferimento alle tensioni che stanno sconvolgendo l’Iran in questi giorni: “Abbiamo manifestato molta preoccupazione sulla situazione in Iran. E per quanto mi riguarda ho ribadito la ferma condanna alle dichiarazioni negazioniste pronunciate dal leader iraniano verso Israele. Assoluta contrarietà che l'Italia condivide circa la possibilità che l'Iran possa arrivare ad avere armamento nucleare”. Il Presidente del Consiglio fa notare: “Ho dichiarato la nostra disponibilità a continuare “i rapporti economici con l'Iran “soltanto se questo fosse considerato, sul piano internazionale e con la partecipazione esplicita dell'amministrazione americana, qualcosa di positivo”.
Infatti, “i nostri rapporti diplomatici con l'Iran sono sempre stati condivisi con l'amministrazione americana e con Israele”, conclude.
“Gli italiani - aggiunge il premier - hanno dato una grande risposta di civiltà, di unità e di compostezza di fronte alla tragedia del terremoto. Mi piacerebbe che anche la classe politica e la stampa fossero all'altezza del Paese che le esprime”.
“Entro il 30 novembre - conferma Berlusconi - quindicimila persone avranno una casa vera, confortevole e addirittura ammobiliata. Mai in Italia, e nemmeno nel mondo si è data una risposta così tempestiva a un’ emergenza così grave. Ce lo riconoscono tutti”. Quanto al ruolo del Popolo della Libertà nello scenario politico, afferma: “Sarà l’asse portante della politica italiana del XXI secolo, come lo sono stati la Destra storica o la Democrazia cristiana in altre stagioni politiche”. “I leader - prosegue - nasceranno, come avviene sempre in politica, sul campo e dal consenso della gente”.
Continua, intanto, la fitta agenda di incontri con gli altri leader internazionali. A Palazzo Chigi, il Presidente del Consiglio riceve il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu.
“Abbiamo parlato –spiega Berlusconi - della situazione attuale in Medio Oriente e abbiamo confermato il nostro sostegno al rilancio del dialogo isrealo-palestinese per promuovere la pace in Medio Oriente”. “Ho espresso apprezzamento – prosegue - per le prospettive circa la smilitarizzazione dello Stato palestinese che ci sembra assolutamente doverosa e anche per il fatto che lo Stato di Israele debba essere riconosciuto”. Berlusconi, inoltre, annuncia: “Abbiamo parlato anche delle eccellenti relazioni bilaterali e stabilito di indire ogni anno un vertice bilaterale tra i due paesi”. Il Primo ministro israeliano “Mi ha offerto l’onore - ha spiegato il premier - di parlare alla Knesset. Sono molto soddisfatto di andare a visitare un primo ministro amico in un paese amico da sempre”.Non manca un riferimento alle tensioni che stanno sconvolgendo l’Iran in questi giorni: “Abbiamo manifestato molta preoccupazione sulla situazione in Iran. E per quanto mi riguarda ho ribadito la ferma condanna alle dichiarazioni negazioniste pronunciate dal leader iraniano verso Israele. Assoluta contrarietà che l'Italia condivide circa la possibilità che l'Iran possa arrivare ad avere armamento nucleare”. Il Presidente del Consiglio fa notare: “Ho dichiarato la nostra disponibilità a continuare “i rapporti economici con l'Iran “soltanto se questo fosse considerato, sul piano internazionale e con la partecipazione esplicita dell'amministrazione americana, qualcosa di positivo”.
Infatti, “i nostri rapporti diplomatici con l'Iran sono sempre stati condivisi con l'amministrazione americana e con Israele”, conclude.
martedì 23 giugno 2009
Eccellente risultato di AG
Il nostro movimento giovanile si conferma leader in Provincia di Roma, eleggendo quasi tutti i ragazzi candidati nei consigli comunali e sfiorando l'impresa in alcune realtà difficilissime. A FONTE NUOVA, Filippo ANTONUCCIO detto PIPPO, in una vera e propria lista del PDL "corazzata", riesce a rientrare fra gli eletti con 182 voti di preferenza.
A MONTEROTONDO Fabio FEDERICI con 248 voti batte molti "mostri sacri" della politica locale e seppur in opposizione, è fra gli eletti del PDL.
A GAVIGNANO Emiliano DATTI raggiunge un risultato eccezionale risultando fra i primi eletti.
A CICILIANO stesso risultato per Angela MATTONI, tra i primi degli eletti.
A MARCELLINA entra in maggioranza Alessandro LUNDINI, presidente di AG del circolo locale.
A CAVE grande risultato per Gianluca CHIALASTRI, tra i primi eletti.
A FRASCATI, nonostante la sconfitta, riesce a entrare come terzo del PDL in consiglio comunale Simone CARBONI.
Ottimo risultato anche per Andrea BERTI che, in una realtà ostile, storicamente di sinistra e legata a meccanismi preistorico-politici come MONTEPORZIO CATONE, non riesce a entrare in consiglio per una manciata di voti. In attesa di un evento, che vi sarà comunicato a breve, in cui festeggeremo tutti i nostri ragazzi, mi congratulo con tutti quanti, sicuri che il successo, materiale e morale, è dovuto al loro modo di far politica e al radicamento che hanno ottenuto sul territorio grazie ad anni di sacrificio e di lavoro.
SONO ORGOGLIOSO DI VOI, IN ALTO I CUORI
Maurizio Guccini
Presidente provinciale di Azione Giovani
Il sito del PdL più vicino ai cittadini
Stiamo predisponendo un'apposita sezione del Sito Ufficiale del Popolo della Libertà di Frascati che consentirà ad ogni singolo cittadino di segnalare disservizi, inefficienze, problemi burocratici, disagi, speculazioni edilizie e di attivare direttamente i Consiglieri Comunali del PdL che ne seguiranno personalmente gli sviluppi.
Sarà inoltre sempre possibile fare riferimento alla mail ufficiale info@pdlfrascati.it per qualsiasi richiesta.
Un nuovo modo di dedicare attenzione ai propri cittadini.
Un nuovo modo di fare politica a Frascati. Anche dal web.
Coordinamento Tecnico
Popolo della Libertà Frascati
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lunedì 22 giugno 2009
NOMINATI UFFICIALMENTE I NUOVI " POSABOYS"
Nominati ufficialmente stamattina i membri della giunta municipale di Frascati che affiancheranno Di Tommaso. Corrette le nostre anticipazioni,ad eccezione di Mastrosanti a cui è stato prescelto un "altro non eletto" ossia l'ex Cons. Paolo Ciuccoli, già Presidente del circolo territoriale di Alleanza Nazionale di Frascati; Se si considerà che il Cons. Paolo Ciuffa,ex consigliere comunale di Forza Italia per due consiliature ed oggi eletto nelle file del centro-sinistra, sarà eletto dalla risicatissima maggioranza quale Presidente del Consiglio Comunale, potrebbe quasi sembrare un amministrazione stile SARKOZY,ma in realtà si tratta solo di TRASFORMISMO.
Ecco i membri della terza edizione dei "POSABOYS" :
SINDACO: DI TOMMASO ( PD-gruppo Posa-già PCI-DS-PDS)
VICE SINDACO :il non candidato IACONO (IDV),con delega al patrimonio
ASSESSORE AL BILANCIO: il non eletto MORELLI (FRASCATI a SINISTRA-già Rifondazione Comunista)
ASSESSORE AI LAVORI PUBBLICI: il non eletto PAOLETTI ( PD-gruppo Ponzo-già PDS)
ASSESSORE ALL'URBANISTICA:l'eletto che conferma la regola ZANGRILLI ( PD-gruppo Astorre-già MARGHERITA)
ASSESSORE ALLA CULTURA E TURISMO : la non eletta TAVANI (PD-gruppo Posa-già PCI-DS-PDS)
ASSESSORE ALL'AMBIENTE E VIABILITA' : il non eletto CIUCCOLI (Moderati-già Alleanza Nazionale)
ASSESSORE ALLE ATTIVITA' PRODUTTIVE: il non candidato ROMOLI ( gruppo Marziale/Zaratti).
L'ex assessore Mascherucci,anche lui candidato non eletto,sarà il nuovo Presidente del STS
ANCORA UNA VOLTA QUINDI I CANDIDATI CONSIGLIERI TROMBATI ALLE ELEZIONI E GLI AMICI DI....HANNO AVUTO LA MEGLIO SUI CANDIDATI CONSIGLIERI ELETTI...
ANCORA UNA VOLTA QUINDI LA LOGICA DELLA SPARTIZIONE PARTITICA E CORRENTIZIA HA AVUTO LA MEGLIO.
QUESTE SI' CHE SONO VERE EMOZIONI....
domenica 21 giugno 2009
Roberto Tomei é morto!
Ho vissuto tanti anni con lui in Consiglio comunale in ruoli diversi e posizioni talora contrastanti. Ho trascorso poi una stagione politica nella quale, dopo la fine del PSI, Roberto Tomei si avvicinò alle posizioni di Alleanza Nazionale, partito del quale prese la tessera per qualche anno, ritenendolo vicino culturalmente alle radici sociali nelle quali affondava la sua militanza politica.
Un’esperienza unica: un uomo profondamente innamorato della politica e deciso a riprendere un discorso con la politica e la città di Frascati che riteneva solo interrotto.
Dire che la sua militanza in AN sia stata semplice non renderebbe merito alla memoria di un uomo complesso ma con una vitalità sorprendente! Non semplice ma certamente proficua!
Ricordo ancora gli interventi, fatti in successione, mio e di Roberto, ad un congresso provinciale di AN, nei quali ognuno di noi ribadiva con orgoglio il proprio percorso politico con una logica non certo nostalgica ma con una proiezione verso il futuro che pensavamo di poter scrivere insieme.
Le vicende politiche ci hanno, poi, ancora divisi: restava comunque una stima ed una simpatia reciproca a prova di tutto.
Ho un solo rimpianto: nel corso della campagna elettorale Roberto mi ha insistentemente chiamato per scambiare qualche riflessione sul momento politico; e mi chiamò ancora per conoscere di persona le motivazioni della mia rinuncia alla candidatura. Ho sempre rinviato l’incontro forse perché speravo di incontrarlo in giro per Frascati o, forse, perché mi spaventava l’idea di vedere un Roberto diverso da quello che avevo impresso nella memoria e nel cuore.
Addio, Roberto!
Un’esperienza unica: un uomo profondamente innamorato della politica e deciso a riprendere un discorso con la politica e la città di Frascati che riteneva solo interrotto.
Dire che la sua militanza in AN sia stata semplice non renderebbe merito alla memoria di un uomo complesso ma con una vitalità sorprendente! Non semplice ma certamente proficua!
Ricordo ancora gli interventi, fatti in successione, mio e di Roberto, ad un congresso provinciale di AN, nei quali ognuno di noi ribadiva con orgoglio il proprio percorso politico con una logica non certo nostalgica ma con una proiezione verso il futuro che pensavamo di poter scrivere insieme.
Le vicende politiche ci hanno, poi, ancora divisi: restava comunque una stima ed una simpatia reciproca a prova di tutto.
Ho un solo rimpianto: nel corso della campagna elettorale Roberto mi ha insistentemente chiamato per scambiare qualche riflessione sul momento politico; e mi chiamò ancora per conoscere di persona le motivazioni della mia rinuncia alla candidatura. Ho sempre rinviato l’incontro forse perché speravo di incontrarlo in giro per Frascati o, forse, perché mi spaventava l’idea di vedere un Roberto diverso da quello che avevo impresso nella memoria e nel cuore.
Addio, Roberto!
Bernardo Iodice
Antonio Seccareccia: un personale ricordo
Venerdì 19 giugno, nella Sala degli Specchi del Comune di Frascati, si è tenuta la prima “Festa dell’Associazione Frascati Poesia”, organizzatrice del “Premio nazionale di Poesia Frascati” fondato nel 1959 dai poeti Giorgio Caproni, Elio Filippo Accrocca, Ugo Reale ed Antonio Seccareccia.
L’evoluzione dell’associazione e le sue prossime tappe sono state raccontate da Arnaldo Colasanti e Rita Seccareccia, figlia del fondatore Antonio. Il Comune natale di quest’ultimo, Galluccio in provincia di Caserta, è stato tra i protagonisti della festa, grazie al gemellaggio con Frascati annunciato nel corso della serata.
Il gemellaggio darà luogo ad una serie di iniziative che mireranno soprattutto a sviluppare l’interesse dei giovani alla poesia e ad attuare iniziative che portino a perpetuare nella memoria il nome e l’opera di un grande autore quale fu Antonio Seccareccia.
Sia consentito, allora, ricordare i meriti di chi, con anticipo sui tempi, pensò di onorare la memoria di Antonio Seccareccia, dedicandogli nel 1998 una conferenza dal titolo "La memoria ferita", con interventi, fra gli altri, del sindaco del Comune di Galluccio e di Sergio Zavoli. Nel corso della manifestazione furono premiati alcuni studenti delle scuole medie di Frascati, coordinati dalla prof.ssa Aurora Cioni, che avevano contribuito a dare vita ad un volumetto di loro poesie, tutte di notevole interesse.
La manifestazione fu riproposta dopo pochi mesi a Galluccio dove fin da allora maturò la promessa della locale amministrazione comunale di intitolare una istituto scolastico a Antonio Seccareccia.
Nel 1999 Antonio Seccareccia fu nuovamente protagonista di una serata sul tema “Autori per il 3° millennio, invito alla lettura di sei autori sottovalutati (Alianello, Berto, Buzzati, Guareschi, Tomasi di Lampedusa, Seccareccia” con l’intervento di Fausto Gianfranceschi.
Perché questo personale Amarcord?
Un po’ per dare qualche merito a quella meravigliosa avventura che fu il Circolo Ezra Pound e un po’ per precisare che su quest'idea (la celebrazione di Antonio Seccareccia, l’apertura ai giovani del modo della poesia e il gemellaggio con Galluccio) qualcuno è arrivato, forse, con ritardo (solo 11 anni).
Bernardo Iodice
L’evoluzione dell’associazione e le sue prossime tappe sono state raccontate da Arnaldo Colasanti e Rita Seccareccia, figlia del fondatore Antonio. Il Comune natale di quest’ultimo, Galluccio in provincia di Caserta, è stato tra i protagonisti della festa, grazie al gemellaggio con Frascati annunciato nel corso della serata.
Il gemellaggio darà luogo ad una serie di iniziative che mireranno soprattutto a sviluppare l’interesse dei giovani alla poesia e ad attuare iniziative che portino a perpetuare nella memoria il nome e l’opera di un grande autore quale fu Antonio Seccareccia.
Sia consentito, allora, ricordare i meriti di chi, con anticipo sui tempi, pensò di onorare la memoria di Antonio Seccareccia, dedicandogli nel 1998 una conferenza dal titolo "La memoria ferita", con interventi, fra gli altri, del sindaco del Comune di Galluccio e di Sergio Zavoli. Nel corso della manifestazione furono premiati alcuni studenti delle scuole medie di Frascati, coordinati dalla prof.ssa Aurora Cioni, che avevano contribuito a dare vita ad un volumetto di loro poesie, tutte di notevole interesse.
La manifestazione fu riproposta dopo pochi mesi a Galluccio dove fin da allora maturò la promessa della locale amministrazione comunale di intitolare una istituto scolastico a Antonio Seccareccia.
Nel 1999 Antonio Seccareccia fu nuovamente protagonista di una serata sul tema “Autori per il 3° millennio, invito alla lettura di sei autori sottovalutati (Alianello, Berto, Buzzati, Guareschi, Tomasi di Lampedusa, Seccareccia” con l’intervento di Fausto Gianfranceschi.
Perché questo personale Amarcord?
Un po’ per dare qualche merito a quella meravigliosa avventura che fu il Circolo Ezra Pound e un po’ per precisare che su quest'idea (la celebrazione di Antonio Seccareccia, l’apertura ai giovani del modo della poesia e il gemellaggio con Galluccio) qualcuno è arrivato, forse, con ritardo (solo 11 anni).
Bernardo Iodice
Truffa, l'ex Consiglio finisce alla sbarra
Sarà vera la notizia?
Ho scorso i quotidiani locali, da quelli tradizionali a quelli Internet, e non ho trovato la notizia della chiusura dell'inchiesta che sembrerebbe avere tra i protagonisti alcuni esponenti politici di varia estrazione politica (da AN al PD, con esclusione della sola sinistra radicale).
E allora la domanda sorge spontanea!
Sarà vera la notizia?
Nei prossimi giorni, forse, potremo esere più precisi!
Non ci resta che.....
Bernardo Iodice
Truffa aggravata: avviso di chiusura indagine per 27 persone
Tra gli accusati figura anche Francesco Paolo Posa ex sindaco di Frascati e consigliere provinciale Pd in carica.
Il meccanismo, in fondo piuttosto semplice, sarebbe quello del "rimborso permessi incarico pubblico": soldi pubblici versati dalla Provincia alle aziende presso cui i politici risultavano assunti, come rimborso per le giornate spese in attività politica.
articolo di Ilaria Romano,tratto da:http://www.castellinews.it/index.asp?act=v&id=5226
Il meccanismo, in fondo piuttosto semplice, sarebbe quello del "rimborso permessi incarico pubblico": soldi pubblici versati dalla Provincia alle aziende presso cui i politici risultavano assunti, come rimborso per le giornate spese in attività politica.
articolo di Ilaria Romano,tratto da:http://www.castellinews.it/index.asp?act=v&id=5226
(Roma - Cronaca) - C'è anche Francesco Paolo Posa, ex sindaco di Frascati e consigliere provinciale Pd in carica, tra gli accusati di truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche (articolo 640 bis del codice penale) in un'inchiesta della Procura di Roma che coinvolge, in maniera assolutamente bipartisan, esponenti della passata consiliatura provinciale. Lo annuncia il "Corriere della Sera" di oggi, in un articolo a firma di Alessandro Capponi. Posa, insieme all'europarlamentare e presidente del consiglio regionale Guido Milana (Pd) e ai consiglieri provinciali in carica Petrella (An) e Ruggeri (Pd) e agli ex consiglieri Davenia (La Destra), Miele (Sdi), Catarci (Forza Italia), Coloni (Pd) e Di Magno (An) ha ricevuto l'avviso di conclusione indagini con cui il pm Assunta Cocomello della Procura di Roma li accusa di aver sfruttato gli articoli 79 e 80 del Testo Unico 267/00 «per ottenere – scrive il Corsera – "con artifici e raggiri", così come recita il codice penale, "contributi concessi o erogati da parte dello Stato, di altri enti pubblici o della comunità europea"».
Il meccanismo, in fondo piuttosto semplice, sarebbe quello del "rimborso permessi incarico pubblico": soldi pubblici versati dalla Provincia alle aziende presso cui i politici risultavano assunti, come rimborso per le giornate spese in attività politica. Peccato che spesso si trattasse di aziende per così dire "di fiducia": Angelo Miele, ex sindaco di Valmontone, risultava assunto a seimilacinquecento euro al mese nel negozio della figlia, anche lei indagata, mentre Ruggero Ruggeri, di Monterotondo, già socio della "Fratelli Ruggeri distribuzioni editoriali", è stato assunto dal fratello Valentino, responsabile della società. E che le assunzioni, in molti casi proprio contemporanee all'elezione in Provincia, secondo il pubblico ministero non avessero che una finalità: quella di ottenere i rimborsi. Che in alcuni casi erano da capogiro: l'inchiesta, scaturita proprio da articoli del "Corriere della Sera" a gennaio 2008, ha accertato che i nove accusati hanno ncassato complessivamente in questo modo, tra il 2003 e il 2007, quasi tre milioni di euro. Al terzo posto nei guadagni, riferisce il Corriere, proprio Francesco Paolo Posa.
Ventisette in tutto gli indagati: oltre ai politici, anche i titolari o gli amministratori delle società in cui i nove risultavano assunti. Per Posa e gli altri accusati, che ora dovranno presentare le loro memorie difensive, ci sarà un processo; se saranno riconosciuti colpevoli, rischiano una pena «da uno a sei anni».
Il meccanismo, in fondo piuttosto semplice, sarebbe quello del "rimborso permessi incarico pubblico": soldi pubblici versati dalla Provincia alle aziende presso cui i politici risultavano assunti, come rimborso per le giornate spese in attività politica. Peccato che spesso si trattasse di aziende per così dire "di fiducia": Angelo Miele, ex sindaco di Valmontone, risultava assunto a seimilacinquecento euro al mese nel negozio della figlia, anche lei indagata, mentre Ruggero Ruggeri, di Monterotondo, già socio della "Fratelli Ruggeri distribuzioni editoriali", è stato assunto dal fratello Valentino, responsabile della società. E che le assunzioni, in molti casi proprio contemporanee all'elezione in Provincia, secondo il pubblico ministero non avessero che una finalità: quella di ottenere i rimborsi. Che in alcuni casi erano da capogiro: l'inchiesta, scaturita proprio da articoli del "Corriere della Sera" a gennaio 2008, ha accertato che i nove accusati hanno ncassato complessivamente in questo modo, tra il 2003 e il 2007, quasi tre milioni di euro. Al terzo posto nei guadagni, riferisce il Corriere, proprio Francesco Paolo Posa.
Ventisette in tutto gli indagati: oltre ai politici, anche i titolari o gli amministratori delle società in cui i nove risultavano assunti. Per Posa e gli altri accusati, che ora dovranno presentare le loro memorie difensive, ci sarà un processo; se saranno riconosciuti colpevoli, rischiano una pena «da uno a sei anni».
Referendum, per cambiare la legge elettorale

Oggi e domani si vota per il referendum sulla legge elettorale.
Il referendum, come è noto, è soltanto abrogativo e non propositivo. Questo vuol dire che con esso si possono abrogare intere leggi, oppure singoli articoli o parte di articoli di una legge. In caso di mancata approvazione della proposta referendaria che riguarda un’intera legge, questa non entra in vigore e il campo resta disciplinato dalla preesistente normativa. Questo accadrebbe se il quorum (partecipazione della metà più uno degli aventi diritto) non venisse raggiunto o se, con il quorum, prevalesse il “no”. Nel caso specifico della legge elettorale, se non verrà raggiunto il quorum o se prevarrà il “no”, resterà in vigore l’attuale legge elettorale approvata nel 2005 e con la quale si sono svolte le elezioni politiche del 2006 e del 2008.
È da notare che i tre quesiti referendari, proposti su schede diverse, hanno ciascuno un proprio destino nel senso che il voto può essere disgiunto: si può approvare un quesito e non un altro.
Il primo quesito elimina dalla legge l’attribuzione del premio di maggioranza alla Camera a una coalizione di partiti e lo riserva alla sola lista che ottiene il maggior numero di voti.
Il secondo quesito è analogo al primo, ma riservato al Senato.
Se i due quesiti verranno approvati, la soglia che devono raggiungere i partiti per partecipare alla ripartizione dei seggi salirà al 4% alla Camera e all’8% al Senato.
Il terzo quesito riguarda l’abolizione della possibilità per un candidato di presentarsi in più di una circoscrizione: ogni candidato, se vincerà il “sì”, potrà presentarsi in una sola circoscrizione. Verrebbe meno, in questo caso, la possibilità di un plurieletto – cioè eletto in più circoscrizioni – di scegliere a quale rinunziare, favorendo il primo dei non eletti.
Se da un lato si può rilevare che il referendum è uno dei pochi strumenti di democrazia diretta di cui godono i cittadini italiani, dall’altro si deve ricordare che per la validità del referendum è necessaria la partecipazione al voto della metà più uno degli aventi diritto e che la non partecipazione, mirante a non fare raggiungere il quorum, equivale a respingere la proposta referendaria.
Nel caso di cittadini che si recano alle urne per i ballottaggi, è loro facoltà non richiedere le schede per il referendum.
Come è noto ormai a tutti,il PDL non ha dato indicazione sulle modalità di voto e sulla partecipazione,ma ha lasciato i propri iscritti,dirigenti ed eletti liberi di comportarsi secondo i propri pensieri.
Per quanto mi riguarda personalmente,io andrò a votare; voterò SI ai primi due quesiti,perchè sono convinto che il BIPARTITISMO sia il miglior sistema per poter garantire la governabilità, e voterò NO al terzo quesito,perchè ritengo opportuno che,con il sistema bipartitico,siano i leaders dei due partiti a capeggiare le liste elettorali in ogni circoscrizione in modo che ogni italiano possa scegliere direttamente colui che preferisce come Presidente del Consiglio dei Ministri.
Cons.Mario Gori
Capogruppo consiliare PDL Frascati
www.mariogori.it
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