Dario Franceschini è uno dei rari italiani- forse l’unico- ad avere ottenuto i bagagli in tempo ragionevole al ritorno dalle vacanze appena atterrato all’aeroporto di Fiumicino.
A lui, in uno dei giorni più neri del caos-bagagli, sono bastate un paio di telefonate ai vertici di Adr e Alitalia tuonando il più classico del “lei non sa chi sono io” per ottenere quel che è stato negato perfino a tutti i suoi compagni di volo. Con stupore infatti di tutti i passeggeri del Nizza Roma delle 19.20 atterrato la sera del 23 agosto a Fiumicino poco dopo le 20 e 30, dopo le irritate proteste telefoniche del segretario del Pd, il nastro trasporta bagagli ha iniziato improvvisamente a girare. Ma sopra c’erano solo tre bagagli: quello di Franceschini, quello della moglie Silvia Bombardi e quello delle figlie Caterina e Maria Elena, insieme in vacanza e tutti scesi dallo stesso volo Az355 dove occupavano quasi in solitaria i pochi posti previsti in business class. Arrivati al nastro dopo circa 20 minuti di attesa non è arrivata nemmeno un’informazione sull’ampiezza del ritardo. Franceschini, maglia blu cobalto e già visibilmente irritato (non è un entusiasta degli aeroporti, avendo una antica paura per il volo poi vinta per necessità), si è separato dal gruppo e ha iniziato a fare telefonate alzando il tono della voce. Gli altri passeggeri – sentendolo – erano convinti di avere trovato il loro don Chisciotte, pronto a vendicarli guidando la battaglia contro Aeroporti di Roma. Grande quindi la delusione quando sul nastro che improvvisamente era iniziato a girare hanno visto solo quei tre bagagli.
A lui, in uno dei giorni più neri del caos-bagagli, sono bastate un paio di telefonate ai vertici di Adr e Alitalia tuonando il più classico del “lei non sa chi sono io” per ottenere quel che è stato negato perfino a tutti i suoi compagni di volo. Con stupore infatti di tutti i passeggeri del Nizza Roma delle 19.20 atterrato la sera del 23 agosto a Fiumicino poco dopo le 20 e 30, dopo le irritate proteste telefoniche del segretario del Pd, il nastro trasporta bagagli ha iniziato improvvisamente a girare. Ma sopra c’erano solo tre bagagli: quello di Franceschini, quello della moglie Silvia Bombardi e quello delle figlie Caterina e Maria Elena, insieme in vacanza e tutti scesi dallo stesso volo Az355 dove occupavano quasi in solitaria i pochi posti previsti in business class. Arrivati al nastro dopo circa 20 minuti di attesa non è arrivata nemmeno un’informazione sull’ampiezza del ritardo. Franceschini, maglia blu cobalto e già visibilmente irritato (non è un entusiasta degli aeroporti, avendo una antica paura per il volo poi vinta per necessità), si è separato dal gruppo e ha iniziato a fare telefonate alzando il tono della voce. Gli altri passeggeri – sentendolo – erano convinti di avere trovato il loro don Chisciotte, pronto a vendicarli guidando la battaglia contro Aeroporti di Roma. Grande quindi la delusione quando sul nastro che improvvisamente era iniziato a girare hanno visto solo quei tre bagagli.
Nessun commento:
Posta un commento