sabato 20 dicembre 2008

Elezioni Abruzzo 2008

I risultati elettorali relativi alla recente consultazione per il rinnovo del Consiglio regionale dell’Abruzzo offrono parecchi ed interessanti spunti di riflessione.
Inevitabile e quasi scontata
la prima: l’onda lunga verso il PdL è tutt’altro che esaurita. La netta vittoria elettorale dello scorso aprile nelle elezioni per il rinnovo del Parlamento è confermata in pieno nonostante la grandissima crisi economica-finanziaria che attanaglia il Paese che avrebbe potuto determinare (e che in altri tempi avrebbe determinato) una disaffezione elettorale verso il PdL, forza di governo. Gli elettori hanno, invece, con il loro voto confermato di credere nel centro-destra e hanno dimostrato di apprezzare tutti gli sforzi che il Governo sta compiendo per arginare una crisi che ha origini lontane e mai troppo denunciate. È il sistema finanziario dominante, così lontano dai veri interessi economici delle gente e troppo interessato a creare ricchezza fittizia a favore di pochi fortunati, ad essere sotto accusa. E pensare che sarebbe stato sufficiente dare credito a quanto profetizzato dal grande poeta americano Ezra Pound per scongiurare questo pericolo. La necessità di stringere la cinghia non ha fatto venire meno la carica di ottimismo per la ripresa economica sbandierata dal presidente Berlusconi e la serietà delle ricette messe in campo per risolvere la crisi è stata ben compresa dagli elettori abruzzesi che, evidentemente, stentano a capire i distinguo e i non si può fare del pallido Veltroni e dei suoi lacchè della CGIL.
Una seconda riflessione riguarda la forte astensione: in altri tempi un’affluenza del genere (solo il 52% degli aventi diritto al voto si è presentato alle urne) avrebbe determinato una sicura vittoria delle forze di sinistra-centro, presentate sempre come forza granitica pronta a muoversi sempre e comunque, senza se e senza ma. Ora si sono allontanati dai seggi proprio quegli elettori, potenzialmente di sinistra, che non riescono a riconoscersi in un partito, il PD, senza storia, senza anima e senza futuro. Ciò significa che il centro-destra deve moltiplicare i suoi sforzi per catturare questi voti, attualmente senza una prospettiva, e presentarsi come l’unica forse veramente aperta al futuro ed in grado di soddisfare le legittime aspettative dei comuni cittadini. Le forze di sinistra, sempre più rivolte alla cattura dei salotti radical-chic e sempre più lontane dalla gente comune, non sono in grado di offrire alcun modello capace di rispondere alle aspettative della gente comune.
Una terza riflessione non può disconoscere il successo dell’IDV; al di là della componente localistica (Di Pietro ha molte affinità territoriali con quella Regione) il partito del ex pubblico ministero ha riscosso un successo che deve far meditare. La gente comune ha bisogno di atteggiamenti forti e decisi di contrasto ai bizantinismi della politica e alle commistioni tra affari e politica. E la controffensiva contro l’IDV non può limitarsi all’evidenziazione delle sgrammaticature del suo leader o al rifiuto del giustizialismo come forma di lotta politica: occorrono invece cose concrete da realizzare e programmi da portare a termine, come brillantemente ha scritto Feltri nel suo editoriale odierno su “Libero”.
Un’ultima considerazione. Povero PD (a Frascati e a livello nazionale) in caduta libera e senza potersi aggrappare a quell’unica consolazione che, con arroganza diabolica, si era autoattribuita: la sua presunta superiorità morale. Travolto da scandali dalle Alpi alla Sicilia, giunte decapitate per intervento di quella magistratura fino a ieri osannata, esponenti inquisiti o arrestati, torna sulla terra ad interrogarsi perché mai aveva pensato di essere diverso dagli altri. D’altra parte la diversità della sinistra, soprattutto di quella in versione marxista, era ben provata e documentata dalla storia: un movimento di repressione e di regresso culturale e politico. Il PDL, ed in particolare AN, é stato e sempre sarà garantista e ciò non solo quando tale atteggiamento culturale torna utile alla sua parte politica, come, purtroppo, altri fanno costantemente. Sospendiamo, perciò, ogni giudizio morale sugli accadimenti giudiziari che hanno colpito il PD, giacché per il PdL - veramente - si è penalmente responsabili di un reato solo laddove vi  sia sentenza irrevocabile di condanna (o si confessi).

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