venerdì 9 gennaio 2009

Cosa chiedere a un candidato sindaco?

Che Frascati, nel corso degli anni, sia diventato un corpo un po’ sfatto credo non ci sia bisogno di ricordarlo ancora. Come un punk residuale, il suo corpo si è via via trasformato in peggio.
La sua pelle è stata istoriata da infiniti tatuaggi a forma di graffiti che ne sfregiano la superficie.
La sua carne è stata trafitta da innumerevoli piercing a forma di insegne multicolori.
La sua igiene personale lascia assai a desiderare con vestiti impataccati e lerci simili alle strade che i cani liberamente inzaccherano e le immondizie malrimosse deturpano.
Il suo profumo è virato al lezzo, emanato da ascelle mal lavate a forma di cassonetti per l’immondizia che ancora stazionano in una parte della città.
Ed a nulla serve lavarsi i piedi se si trascurano le altre parti del corpo, come a nulla serve una raccolta differenziata che esclude alcuni quartieri cittadini (nonostante i comunicati ufficiali mai smentiti).
Certo si potrà sempre dire che molto è stato fatto.
Così gli occhi di quel corpo illuminano, con nuova luce, le piazze e le strade cittadine, ma se li guardate bene quegli occhi nascondono un sottile retrosguardo un po’ torbido (alla Scamarcio per intenderci).
Così le scarpe che rivestono i piedi di quel corpo sono state nuovamente lastricate, risuolando degli anfibi rattoppati che si disgregano in un batter d’occhi.
Certo con le manifestazioni culturali, simili a stupefacenti, si può per un momento provare un’euforia lisergica pagata a caro prezzo con il depresso umore dopo trip.
Con l’ampliamento delle zone di parcheggio si è tentato di convogliare il flusso motoristico in aree delimitate, ma il sangue infetto dalla droga a quattro ruote va ripulito e non confinato nell’ennesimo Zoo di Berlino.
Il recupero urbano di alcuni edifici e di piazze, degno di plauso indubbiamente, appare però, ad uno sguardo più attento, come i muscoli di un body builder maldestro che si è dedicato ad una parte del corpo, incurante della mostruosità del difforme.
Ecco allora io chiederei solo una cosa ad un candidato sindaco: metta mano a questo corpo, fatto di putredine e lustrini, e lo ripulisca con striglia e sapone. Per poi passare a disintossicarlo da tutti quei veleni stupefatti che donano ebrezze momentanee ma che svaniti ti lasciano prostrato e annichilito.
Anzi chiederei ad un candidato sindaco non una, ma due cose.
Costituisca un governo cittadino che agisca come se il suo mandato duri per un giorno: Per poter sempre dare il meglio di se stesso, consapevole che sarà giudicato proprio per quell’ultimo atto. Così ogni giorno (e per un giorno protratto giornalmente tutto l’anno) si potrà verificare il reale stato di salute e intervenire.
Costituisca un governo cittadino che agisca come se il suo mandato duri per 500 anni. Per poter avviare progetti duraturi, contraddicendo i detrattori che pensano che il ragionar politico sia solo faccenda di bottega e che non vale la pena di fare cose che non possano tornare utili al solo scopo elettorale. Così il lavoro potrà avere un respiro che vada per una volta (non capita più da tanto tempo) al di là del singolo assessore e del mandato.
Chi se ne frega se un parcheggio sotterraneo, una viabilità degna di tal nome, una piscina comunale, un efficiente servizio per la raccolta dei rifiuti saranno inaugurati da altri che verranno.
Quello che conta è che rimarranno anche quando gli uomini che le hanno realizzate non ci saranno più.
Non cerco un nuovo Rinascimento. Che in buona parte è stato un fallimento…cerco un tempo antico eppure odierno…….con un soffio sempiterno nei polmoni ……

Simeone lo Stilita

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