sabato 4 luglio 2009

G8, tutto il mondo all’Aquila

Il Presidente Berlusconi l’ha detto e ripetuto in tante occasioni. I vertici del G8 sono in primo luogo uno strumento di incontro diretto e costruzione di rapporti personali tra i leader. All’Aquila, in particolare, si ritroveranno a discutere nelle sessioni e colazioni di lavoro - e nei bilaterali - quaranta tra capi di Stato, di governo e responsabili delle organizzazioni internazionali. I leader saranno ventinove, se consideriamo anche il Colonnello Gheddafi che, però, partecipa come Presidente dell’Unione africana.

Non si erano forse mai visti riuniti attorno allo stesso tavolo tanti leader e tante delegazioni nazionali e internazionali, in rappresentanza di oltre il 90 per cento dell’economia mondiale. Se il problema del G8 è quello di una sempre minore rappresentatività, la soluzione può essere quella “italiana” del formato tradizionale che, però, si confronta con il resto del mondo sui temi specifici.

Oggi, in due pagine d’intervista sul Corriere della Sera, si è “presentato” il primo Grande della Terra con il quale Berlusconi avrà un bilaterale, lunedì prossimo. Hu Jintao, il Presidente cinese, volerà a Roma a dieci anni dalla visita del suo predecessore, Jiang Zemin. È stato proprio Berlusconi, nel 2004, a lanciare il Partenariato strategico globale tra Italia e Cina, grazie al quale si sono intensificati i contatti istituzionali ad alto livello. Da allora, scambi e cooperazioni in tanti settori hanno fatto registrare una progressiva accelerazione. Il risultato dell’iniziativa di Berlusconi verso la Cina è che oggi l’Italia è il quinto partner commerciale e il terzo Paese di provenienza d’investimento per la Cina nell’Unione europea.
“Oggi l’Italia – dice Hu Jintao al Corsera – con la sua economia avanzata svolge ruoli importanti negli affari regionali e internazionali…. Tra Italia e Cina esiste un vasto orizzonte di cooperazione”.

Il Presidente Berlusconi avrà incontri bilaterali, oltre che con Hu Jintao, anche con Barack Obama, Dimitri Medvedev, Angela Merkel e altri leader importanti, compreso il giapponese e l’indiano. E non si tratterà soltanto di strette di mano e brevi colloqui. Con Obama e la Merkel, per esempio, sarà l’occasione di visitare il centro distrutto dell’Aquila e il villaggio di Onna, che è stato il simbolo della violenza del terremoto e che è diventato adesso il simbolo della solidarietà e di un importante “risarcimento storico”, visto che proprio a Onna si era consumato durante la Seconda guerra mondiale uno dei peggiori massacri nazisti. E Onna sarà ricostruita con il contributo della Germania. Berlusconi e Obama visiteranno insieme alcune delle zone colpite dal terremoto, e sarà l’occasione per l’annuncio degli aiuti da parte degli Stati Uniti. Un segnale di concretezza molto diverso dai tradizionali incontri bilaterali tra i leader.
Ma all’Aquila arriveranno anche nove leader europei (e il Presidente della Commissione Europea, Barroso) in rappresentanza dei 4 Paesi europei del G8 (Italia, Germania, Francia, Gran Bretagna) più la Danimarca, in quanto ospiterà la conferenza sul clima di Copenaghen il prossimo dicembre, la Svezia come Presidente della UE, e i tre “invitati speciali” dell’Italia, ossia Spagna, Olanda e Turchia.

Otto saranno i leader africani. Saranno rappresentate tutte le economie emergenti. Oltre ai G5 (Cina, India, Brasile, Sudafrica e Corea del Sud), anche Corea del Sud, Indonesia e Australia. Undici, infine, i responsabili di organismi internazionali.

Cons.Mario Gori
Capogruppo consiliare PDL Frascati

www.mariogori.it

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