L’Italia, oggi, è ascoltata e considerata nelle organizzazioni internazionali e nei vertici, bilaterali e multilaterali. In Europa, nel Mediterraneo, nella NATO, in Medio Oriente, l’Italia di Berlusconi è attiva protagonista. E tutto questo lavoro non è formale o di mera rappresentanza, ma finalizzato in concreto al benessere delle famiglie e delle imprese italiane. È una diplomazia al servizio dei cittadini.
Negli ultimi quattordici mesi, il Presidente del Consiglio e il governo hanno affrontato crisi complesse e tenuto alto il profilo del Paese, un’ attività di politica che non ha avuto soste. Dall’8 maggio 2008 a oggi, il presidente del Consiglio ha fronteggiato ben quattro grandi crisi. Che non dipendevano da lui, ma alla cui soluzione ha dato un contributo fondamentale, spesso decisivo (prima la crisi alimentare e quella del gas tra Russia e Georgia, quindi la crisi finanziaria, infine il conflitto a Gaza).
Berlusconi ha preso parte a 157 incontri internazionali (96 in Italia e 61 all’estero) e 22 vertici multilaterali (FAO, G8, Unione per il Mediterraneo, Europa-Asia, sulla crisi finanziaria, le conferenze sulla crisi di Gaza e il G20 a Londra). Nove sono stati, invece, i vertici bilaterali (con Brasile, Egitto, Francia, Polonia, Romania, Russia, Turchia). In media il Presidente Berlusconi si è recato all’estero tre volte al mese. Ma, soprattutto, questi quattordici mesi sono stati caratterizzati dal successo senza ombre e al di là di ogni aspettativa della Presidenza del G8, previsto a La Maddalena e poi, con una decisione coraggiosa che solo Berlusconi avrebbe potuto prendere, spostato a L’Aquila a poco più di due mesi dall’appuntamento.
L’Italia di Berlusconi interviene, quindi, in tutti i settori e in tutte le principali crisi regionali e globali. Fa sentire la sua voce, offre e facilita soluzioni.
Ecco i risultati più importanti:
1. Conflitto tra Russia e Georgia. La crisi dell’Ossetia del Sud rischiava di portarci indietro agli anni della guerra fredda. I carri armati russi si sono fermati a pochi chilometri dalla capitale della Georgia, Tbilisi, grazie all’intervento diretto e personale di Silvio Berlusconi su Putin, in piena sintonia con l’allora presidente di turno dell’Unione Europea Nicholas Sarkozy Si sono evitati così un bagno di sangue e la nuova pericolosa fase di conflitto latente nei rapporti tra NATO e Russia.
2. Attriti e stallo nelle relazioni NATO-Russia. Fu proprio Berlusconi, nel maggio 2002, l’ideatore-promotore del vertice di Pratica di Mare nel quale si realizzò la storica associazione della Russia all’Alleanza Atlantica che mise fine alla guerra fredda. La crisi Russia-Georgia, e successivi episodi come l’espulsione incrociata di alcuni diplomatici e rappresentanti russi presso la Nato e della Nato in Russia, avevano provocato il congelamento del rapporto avviato allora. È stato di nuovo Berlusconi a promuovere il vertice NATO-Russia di Corfù lo scorso 27 giugno, che ha rilanciato lo “spirito di Pratica di Mare” e riavviato la cooperazione militare.
3. Sblocco della nomina del Segretario Generale della NATO. Grazie al rapporto personale col primo ministro turco Erdogan, Berlusconi ha sbloccato la nomina del premier danese, Rasmussen, alla Segreteria generale della NATO (nomina fortemente osteggiata dai turchi).
4. Crisi del gas Russia-Ucraina. Anche in questo caso, l’intervento di Berlusconi ha consentito di superare la fase più acuta di crisi, quando sembravano addirittura in pericolo le forniture di gas all’Europa.
L’Italia di Berlusconi ha sviluppato un’originale e coerente politica estera, una forte visibilità e prestigio internazionale, una concretezza ed efficacia nei risultati, come mai nel recente passato.
Cons.Mario Gori
Capogruppo consiliare PDL Frascati
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