La replica del signor Buonanno apparso su “Tuscolo news” merita certamente alcune riflessioni.
In tutto l’articolo il predetto signor Buonanno punta ad una rivendicazione del proprio operato reclamando meriti per aver condotto e gestito una società (la STS) che ha sempre realizzato, durante il suo mandato, utili di bilancio e perdite dopo le sue dimissioni.
Ed una prima considerazione s’impone: in una società a prevalente capitale pubblico (non dimentichiamo che il Comune di Frascati è il socio di maggior peso), fondamentale non è realizzare utili quanto conseguire economie di gestione su servizi che, altrimenti, potrebbero essere gestiti in proprio e gestire al meglio, coniugando l’esperienza privata e l’esigenza pubblica, i servizi che ad essa sono affidati.
Un’altra (e più significativa) considerazione s’impone poi sul contenuto della replica: non una riga sui numerosi fatti che sono stati evidenziati e resi pubblici nella conferenza stampa tenuta dal PdL nei locali di Villa Tuscolana.
Eppure i fatti evidenziati non erano (e non sono) congetture ma fatti comprovati e, in taluni casi, riconosciuti dallo stesso Buonanno. Se, poi, in questi fatti sono configurabili reati, saranno gli organi a ciò deputati a valutarlo.
Al PdL premeva (e preme) ribadire che non è pensabile che un amministratore delegato consideri la cassa societaria come una sua risorsa personale, che vi sia poca (o nessuna) chiarezza nelle scritture aziendali, che le banche reclamino il pagamento di fatture inesistenti a carico della società, che gli emolumenti percepiti siano diversi (maggiori, per la precisione) di quelli convenuti, che i prelievi dai conti bancari siano effettuati con modalità diverse da quelle stabilite.
Tutti questi addebiti potrebbero anche non aver determinato alcun danno alla gestione patrimoniale aziendale (e su questo continuiamo a manifestare perplessità) ma la dicono lunga su come era gestita la società e sulla assenza di un sistema di controlli e di compliance.
E se proprio si vuole affrontare il discorso del dichiarato deficit di € 180.000 dell’ultimo bilancio "un manager del calibro" del Buonanno avrebbe dovuto analizzare meglio le cause a lui ben note che hanno prodotto tale risultato: e queste possono essere individuate nella scadenza di numerosi contratti (non rinnovati) con il Comune di Frascati, con la diminuzione degli incassi dei parcheggi per la diminuzione degli orari di sosta a pagamento, con la mancata assegnazione di lavori straordinari, con il blocco dell’Autovelox di San Cesareo, con la mancata assegnazione di ulteriori lavori da parte del Comune di San Cesareo come aveva fatto nel 2007, con il ritardo degli incassi da parte del Comune di Frascati con conseguente ricorso all’indebitamento bancario con pagamento di interessi per circa € 80.000.
Anche il PdL si augura e auspica che gli organi competenti possano e vogliano porre la massima attenzione su assunzioni, verbali, polizze di assicurazione in modo da fugare ogni dubbio in proposito.
L’azione del PdL non è stata di tipo politico e non è stata rivolta contro questa amministrazione ma è stata intrapresa solo per fare chiarezza sull’operato della STS e ridare credibilità al suo operato. Se il PdL avesse voluto giocare una carta di stampo elettoralistico avrebbe atteso o cercato tempi più caldi sotto il profilo elettorale invece di venire allo scoperto in un periodo elettoralmente “neutro”. Il signor Buonanno dovrebbe ricordare, invece, l’atmosfera dell’incontro che il presidente, dott. Ferri, in aula consiliare ha tenuto con i capigruppo consiliari e qualche isolato consigliere di maggioranza: forse il ricordo l’aiuterebbe a capire chi abbia sempre avuto a cuore le sorti della società e chi se ne voleva servire per propri scopi politici. E se la memoria non lo dovesse aiutare, il PdL l’invita a leggere l’intervista rilasciata proprio al Tuscolo dal presidente dimissionario: ne trarrebbe utili informazioni.
Un’ultima annotazione: per ottenere la documentazione richiesta c’è stato bisogno di una nota scritta del Segretario generale del Comune di Frascati che non ha potuto non riconoscere la legittimità della richiesta dei consiglieri comunali.
Il direttivo AN-PDL
In tutto l’articolo il predetto signor Buonanno punta ad una rivendicazione del proprio operato reclamando meriti per aver condotto e gestito una società (la STS) che ha sempre realizzato, durante il suo mandato, utili di bilancio e perdite dopo le sue dimissioni.
Ed una prima considerazione s’impone: in una società a prevalente capitale pubblico (non dimentichiamo che il Comune di Frascati è il socio di maggior peso), fondamentale non è realizzare utili quanto conseguire economie di gestione su servizi che, altrimenti, potrebbero essere gestiti in proprio e gestire al meglio, coniugando l’esperienza privata e l’esigenza pubblica, i servizi che ad essa sono affidati.
Un’altra (e più significativa) considerazione s’impone poi sul contenuto della replica: non una riga sui numerosi fatti che sono stati evidenziati e resi pubblici nella conferenza stampa tenuta dal PdL nei locali di Villa Tuscolana.
Eppure i fatti evidenziati non erano (e non sono) congetture ma fatti comprovati e, in taluni casi, riconosciuti dallo stesso Buonanno. Se, poi, in questi fatti sono configurabili reati, saranno gli organi a ciò deputati a valutarlo.
Al PdL premeva (e preme) ribadire che non è pensabile che un amministratore delegato consideri la cassa societaria come una sua risorsa personale, che vi sia poca (o nessuna) chiarezza nelle scritture aziendali, che le banche reclamino il pagamento di fatture inesistenti a carico della società, che gli emolumenti percepiti siano diversi (maggiori, per la precisione) di quelli convenuti, che i prelievi dai conti bancari siano effettuati con modalità diverse da quelle stabilite.
Tutti questi addebiti potrebbero anche non aver determinato alcun danno alla gestione patrimoniale aziendale (e su questo continuiamo a manifestare perplessità) ma la dicono lunga su come era gestita la società e sulla assenza di un sistema di controlli e di compliance.
E se proprio si vuole affrontare il discorso del dichiarato deficit di € 180.000 dell’ultimo bilancio "un manager del calibro" del Buonanno avrebbe dovuto analizzare meglio le cause a lui ben note che hanno prodotto tale risultato: e queste possono essere individuate nella scadenza di numerosi contratti (non rinnovati) con il Comune di Frascati, con la diminuzione degli incassi dei parcheggi per la diminuzione degli orari di sosta a pagamento, con la mancata assegnazione di lavori straordinari, con il blocco dell’Autovelox di San Cesareo, con la mancata assegnazione di ulteriori lavori da parte del Comune di San Cesareo come aveva fatto nel 2007, con il ritardo degli incassi da parte del Comune di Frascati con conseguente ricorso all’indebitamento bancario con pagamento di interessi per circa € 80.000.
Anche il PdL si augura e auspica che gli organi competenti possano e vogliano porre la massima attenzione su assunzioni, verbali, polizze di assicurazione in modo da fugare ogni dubbio in proposito.
L’azione del PdL non è stata di tipo politico e non è stata rivolta contro questa amministrazione ma è stata intrapresa solo per fare chiarezza sull’operato della STS e ridare credibilità al suo operato. Se il PdL avesse voluto giocare una carta di stampo elettoralistico avrebbe atteso o cercato tempi più caldi sotto il profilo elettorale invece di venire allo scoperto in un periodo elettoralmente “neutro”. Il signor Buonanno dovrebbe ricordare, invece, l’atmosfera dell’incontro che il presidente, dott. Ferri, in aula consiliare ha tenuto con i capigruppo consiliari e qualche isolato consigliere di maggioranza: forse il ricordo l’aiuterebbe a capire chi abbia sempre avuto a cuore le sorti della società e chi se ne voleva servire per propri scopi politici. E se la memoria non lo dovesse aiutare, il PdL l’invita a leggere l’intervista rilasciata proprio al Tuscolo dal presidente dimissionario: ne trarrebbe utili informazioni.
Un’ultima annotazione: per ottenere la documentazione richiesta c’è stato bisogno di una nota scritta del Segretario generale del Comune di Frascati che non ha potuto non riconoscere la legittimità della richiesta dei consiglieri comunali.
Il direttivo AN-PDL
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