Il primo dato che balza agli occhi e che, stranamente, è stato da tutti sottovalutato riguarda i voti riportati dalla coalizione di centro-sinistra.
Dal raffronto tra i dati del 2004 e quelli odierni si deduce che il centro-sinistra ha perso oltre il 35% dei consensi:in valori assoluti il centro-sinistra é passato dai 9.590 del 2004 ai 6.612 attuali.
Un’ulteriore considerazione dovrebbe far riflettere: Frascati non ha più il dominus assoluto, capace di catturare il 75% dei consensi (come Francesco Paolo Posa nel 2004) ma si presenta divisa a metà tra coloro che sostengono Posa (pardon Di Tommaso) e la sua politica del territorio e coloro che, sia pure con forme e modalità diverse, lo contrastano.
Il rapporto è, infatti: 50,35% pro Posa (pardon Di Tommaso) e 49,65% contra Posa (pardon Di Tommaso).
Una domanda si impone, alla quale però non è possibile dare una risposta certa ma solo avanzare ipotesi! Se gli oppositori di Posa si fossero presentati uniti, il risultato sarebbe stato lo stesso?
Questo è il tema sul quale le forze di opposizione dovranno interrogarsi anche al fine di studiare strategie utili ad una proficua stagione in preparazione delle future consultazioni amministrative: non deve sembrare fuori luogo pensare già da ora ai futuri scenari che si potranno aprire e per i quali le forze di opposizione dovranno farsi trovare preparate e pronte al confronto.
Certo il risultato della coalizione PdL+altri non è stato soddisfacente: se si sommano i voti di FI e AN riportati nelle consultazioni amministrative del 2004, si scopre che il PdL (inteso come sommatoria di AN e FI) ha riportato circa 300 voti in meno, per fortuna bilanciati dall’apporto buono della lista ConTe e da quello meno buono delle altre liste.
La stessa lista PdL presentava anomalie nella sua composizione: solo pochi candidati hanno riportato un buon risultato in termini di preferenze riportate ed molti hanno riportato nessuna o pochissime preferenze. Segno, questo, di una scelta affrettata di candidati, alcuni dei quali senza alcun aggancio con il territorio e senza alcun interesse per la campagna elettorale in corso. Quanto, invece, il PdL avrebbe bisogno degli storici “catturatori di voti” di cui sono piene le altre liste!
Di converso, anche l’eccellente risultato riportato da qualche candidato non ha prodotto quell’effetto “trascinamento verso l’alto” che, fisiologicamente, avrebbe dovuto determinare: risultato di una scelta operata dall’elettorato (autonoma o indotta, ai nostri fini non interessa) verso il voto disgiunto che ha premiato il candidato della lista ma non il candidato-sindaco. Fenomeno del consenso disgiunto forse sottovalutato dal centro-destra e risultato, invece, fatale per il raggiungimento dell’obiettivo del ballottaggio.
Resta un aspetto positivo, pur nella consapevolezza della sconfitta!
In questa competizione elettorale molti volti nuovi si sono affacciati sullo scenario del centro-destra. Nuovi e capaci. Capaci e motivati nel non volersi sentire sconfitti per sempre.
Ad essi occorre rivolgersi perché ognuno con le capacità e le potenzialità, di cui è capace, e forte del proprio percorso politico possa dare il contributo per una nuova stagione di lotta e di impegno nel vero rinnovamento della politica a Frascati.
Bernardo Iodice
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