domenica 21 giugno 2009

Referendum, per cambiare la legge elettorale



Oggi e domani si vota per il referendum sulla legge elettorale.

Il referendum, come è noto, è soltanto abrogativo e non propositivo. Questo vuol dire che con esso si possono abrogare intere leggi, oppure singoli articoli o parte di articoli di una legge. In caso di mancata approvazione della proposta referendaria che riguarda un’intera legge, questa non entra in vigore e il campo resta disciplinato dalla preesistente normativa. Questo accadrebbe se il quorum (partecipazione della metà più uno degli aventi diritto) non venisse raggiunto o se, con il quorum, prevalesse il “no”. Nel caso specifico della legge elettorale, se non verrà raggiunto il quorum o se prevarrà il “no”, resterà in vigore l’attuale legge elettorale approvata nel 2005 e con la quale si sono svolte le elezioni politiche del 2006 e del 2008.

È da notare che i tre quesiti referendari, proposti su schede diverse, hanno ciascuno un proprio destino nel senso che il voto può essere disgiunto: si può approvare un quesito e non un altro.

Il primo quesito elimina dalla legge l’attribuzione del premio di maggioranza alla Camera a una coalizione di partiti e lo riserva alla sola lista che ottiene il maggior numero di voti.

Il secondo quesito è analogo al primo, ma riservato al Senato.

Se i due quesiti verranno approvati, la soglia che devono raggiungere i partiti per partecipare alla ripartizione dei seggi salirà al 4% alla Camera e all’8% al Senato.

Il terzo quesito riguarda l’abolizione della possibilità per un candidato di presentarsi in più di una circoscrizione: ogni candidato, se vincerà il “sì”, potrà presentarsi in una sola circoscrizione. Verrebbe meno, in questo caso, la possibilità di un plurieletto – cioè eletto in più circoscrizioni – di scegliere a quale rinunziare, favorendo il primo dei non eletti.

Se da un lato si può rilevare che il referendum è uno dei pochi strumenti di democrazia diretta di cui godono i cittadini italiani, dall’altro si deve ricordare che per la validità del referendum è necessaria la partecipazione al voto della metà più uno degli aventi diritto e che la non partecipazione, mirante a non fare raggiungere il quorum, equivale a respingere la proposta referendaria.

Nel caso di cittadini che si recano alle urne per i ballottaggi, è loro facoltà non richiedere le schede per il referendum.

Come è noto ormai a tutti,il PDL non ha dato indicazione sulle modalità di voto e sulla partecipazione,ma ha lasciato i propri iscritti,dirigenti ed eletti liberi di comportarsi secondo i propri pensieri.

Per quanto mi riguarda personalmente,io andrò a votare; voterò SI ai primi due quesiti,perchè sono convinto che il BIPARTITISMO sia il miglior sistema per poter garantire la governabilità, e voterò NO al terzo quesito,perchè ritengo opportuno che,con il sistema bipartitico,siano i leaders dei due partiti a capeggiare le liste elettorali in ogni circoscrizione in modo che ogni italiano possa scegliere direttamente colui che preferisce come Presidente del Consiglio dei Ministri.

Cons.Mario Gori

Capogruppo consiliare PDL Frascati

www.mariogori.it

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