martedì 26 maggio 2009

I NOSTRI FATTI CONTRO I LORO VELENI


La lotta politica ridotta al pettegolezzo, la vita privata del premier guardata dal buco della serratura o, peggio, quella sensazione di “pruderie” che contagia tutti i leader della sinistra, ha qualcosa di allarmante e insieme patologico.
Allarmante che uomini come D’Alema o Enrico Letta vogliano irrompere in vicende del tutto insignificanti e private di un leader pubblico in spregio a qualunque rispetto della misura e dell’equilibrio. Allarmante che una vicenda da rotocalco rosa sia trasformata e cavalcata da La Repubblica come la mannaia per decapitare il governo e la maggioranza liberamente scelti dagli italiani. Il giornale-partito, ed ecco la patologia, che diventa la guida e il faro della opposizione italiana nel tentativo evidente e insieme disperato di darle finalmente una linea riconoscibile e un obiettivo ambizioso: abbattere il capo del governo con una regia da golpe mediatico!
La tecnica prevede il tentativo di isolare il premier costringendo ad una posizione difensiva e trasformando la vicenda in uno scandalo con un copione scritto da una mano sola: quella naturalmente degli irriducibili avversari politici. Si finge insomma una ricerca di verità per allargare la possibilità che il gossip si trasformi in calunnia e il venticello malvagio della maldicenza e del dubbio più osceno spiri così forte da provocare uno tsunami che travolga il Palazzo.
A questa tecnica ben nota, sulla scia di precedenti storici di tutt’altro segno ma con l’identica paternità editoriale come il caso tra la giornalista Cederna e il presidente della Repubblica Leone (la più grossa menzogna della storia dei media italiani), occorre reagire con un contrattacco ragionato. E che tenga fuori dichiarazioni o interventi del presidente del Consiglio.
È singolare che mentre si consumava di un attacco così improprio al premier e dunque al cuore del governo, troppi illustri esponenti della maggioranza siano stati prudenti sino al silenzio. Così come è singolare che di fronte ad ipotesi, pur fantasiose, che hanno parlato di un tentativo di destabilizzazione proveniente addirittura dall’estero, non siano insorti tutti gli abituali difensori dell’autonomia della nostra democrazia.

Cons.Mario Gori
Presidente gruppo consiliare PdL Frascati
www.mariogori.it

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