mercoledì 5 agosto 2009

Frascati - bilancio 2008 che bella emozione!

Frascati (RM), 31-07-2009 - La discussione in Consiglio Comunale del bilancio consuntivo 2008 del comune di Frascati, in una giornata afosa di luglio (non a caso?) ha evidenziato una situazione di difficoltà delle casse comunali ( i revisori dei conti l’hanno definita “delicata” riscuotendo a fine mandato disinteressati complimenti dalla maggioranza), purtroppo in alcuni numeri maggiore di quella, già grave, di cui parlava in campagna elettorale l'allora, e ancora attuale, opposizione. Si è, soprattutto, evidenziato un modo di gestire i soldi dei cittadini che pone degli interrogativi sia sui criteri di gestione della cosa pubblica di questi ultimi 10 anni, sia sulla reale informazione che i cittadini frascatani hanno di questa situazione.

Ci sia consentito quindi di fare qualche considerazione su alcuni di questi numeri. Il Comune vanta al 2008 ben 61 milioni di euro di residui attivi, ovverosia somme ancora da riscuotere di cui, nei fatti, storicamente non è mai stata affatto certa la piena esigibilità con il decorrere del tempo. All'ombra di quest'enorme quantità di soldi da riscuotere, si posizionano una considerevole quantità di debiti a bilancio, coperti appunto sulla carta da queste entrate "fantasma", per un totale di 66,3 milioni di euro. Per l'esercizio 2008 Il Comune vanta (o meglio dire, lamenta), 17 milioni di euro di debito operativo, ovverosia, debiti verso prestatori di lavoro e servizi in attesa di essere pagati, non coperti del tutto dalle entrate, che sono state di 12 milioni di euro.

Siamo di fronte quindi ad una situazione che solo apparentemente non sembrerebbe preoccupante, ma in cui ci sono delle cifre che danno molto a che pensare e dove si continua ad avere una propensione alla spesa maggiore delle entrate: potremmo definirlo un vero e proprio “volano al contrario” per l’economia locale, e che, per alcuni fornitori di servizi ed opere al Comune, potrebbe essere assimilato, dal punto di vista economico, ad un nodo scorsoio che tende inesorabilmente a stringersi. In sostanza, risulta che su ogni cittadino frascatano gravi, garantito sulla carta da crediti non incassati, un debito del Comune di 3.142 euro ( 66 mln : 21.000), di cui 253 euro d’aggravio si sono aggiunti solo nella gestione 2008, dopo aver corrisposto interessi pro capite sul debito di 110 euro ( 2.311.000 : 21.000).

Nel calderone dei 17 milioni e rotti di debiti di funzionamento non saldati al 31.12.2008, tra ratei d'interessi sui prestiti, stipendi, spese vive e quant'altro, ci sono nel bilancio voci che francamente lasciano basiti. La gestione del Frascatino per esempio, quest'anno è costata tra spese vive, mostre e manifestazioni pagate dal comune, 390.710 euro, incassando 96.713 euro, e portando dunque un passivo di 293.997 euro. Si dirà che in questa spesa si nasconde uno dei "cardini" di un'emozione da continuare, la cultura come motore di promozione sociale: ci sia però consentito sommessamente notare che, a fronte di alcune situazioni di degrado e di in-sicurezza in periferia a lungo evidenziate dal giornale locale Argomenti, con quei quasi 300.000 euro o comunque parte di essi così come di altre spese giudicate “irrinunciabili”, si sarebbero potuti pagare non dico tanti, ma parecchi lavori di messa in sicurezza stradale, d'illuminazione, di rete fognaria, magari sovvenzionare anche in modo "consono", forse l'unica struttura che a Frascati svolge opera di assistenza gratuita nei confronti dei più bisognosi, ovvero il convento di San Bonaventura e i suoi 50 (cinquanta) pasti gratuiti distribuiti giornalmente. Demagogia? No, semplicemente buon senso.

Il Consorzio GAIA risulta commissariato; ormai si configura come un ente che finché non si potrà inquadrare di nuovo in una gestione più moderna della raccolta e smaltimento rifiuti, rimarrà una voragine difficilmente ricopribile. Discorso a parte per la Società Tuscolana Servizi (STS), che dalla gestione del 2007 a quella del 2008 è passata da 25.000 euro di utili a ben 155.000 euro di perdite. Anche qui, essendo questa società fornitrice nei fatti esclusivamente del comune di Frascati, avviene che i crediti di questa società siano pressoché tutti vantati verso il Comune di Frascati, curiosamente aumentando a dismisura questo debito nell'anno in cui la società nata a capitale misto pubblico e privato è passata a capitale solo pubblico.

Insomma, quello che colpisce nell'articolazione dei numeri del bilancio, è la manifestazione "concreta" del costo di questa "emozione" da continuare. Questi ultimi anni del centrosinistra a Frascati hanno determinato, grazie ad una gestione delle risorse comunali in linea con un pò tutte le amministrazioni analoghe (tanto per fare un esempio, ma non è peregrino, il debito procapite delle amministrazioni comunali di centrosinistra della provincia di Roma, e Roma gestione precedente compresa, è più o meno equivalente), una tendenza alla spesa che non ha tenuto conto di criteri di razionalizzazione delle risorse da impiegare né, soprattutto, di una politica di riduzione delle spese: al contrario, dal bilancio si evince che anche la propensione alle spese fuori bilancio sia aumentata. Insomma, siamo di fronte ad una politica di scelte gestionali strutturali, che a nostro avviso però sono difficilmente giustificabili non solo in presenza di una siffatta e “delicata” situazione finanziaria del comune, ma anche di fronte ad alcune "urgenze" della cittadinanza, crediamo un pò più pressanti che non la mostra del pittore di turno o del concertino del gruppo folkloristico di turno.

Quel che lascia abbastanza perplessi inoltre, è l'oggettiva mancanza d’informazione sulle questioni economiche del comune da parte del cittadino frascatano su cose che lo riguardano direttamente. Mancanza d’interesse del cittadino o mancanza di sufficiente elargizione d’informazioni da parte di chi amministra? In questi 10 anni si potrebbe pensare che si tratti di entrambe, visto che se da una parte la tendenza al debito aumentava, aumentava (di conseguenza?) anche il gradimento della cittadinanza. Stupisce allora il fatto che, a fronte di una siffatta situazione economica, la nuova giunta nel proporsi nella continuità con la precedente, invece di affrontare francamente le difficoltà economiche che il bilancio 2008 hanno evidenziato, e di cui sicuramente erano già a conoscenza, abbia parlato invece di un "emozione da continuare", come se tutto andasse bene, come se tutto stesse procedendo come deve procedere. E' il cittadino che ha veramente voluto questo, avendo riconfermato alla guida del Comune la stessa maggioranza?

I pericoli in siffatta situazione sono di duplice natura. Se la nuova Giunta si dimostrasse incapace di porre un serio freno alle spese, potrebbe essere tentata di mettere le mani in tasca ai cittadini, in questo riproponendo un tipo di gestione ormai conosciuta nella tradizione del centrosinistra. Potrebbe però anche perseguire l'ipotesi di un ulteriore indebitamento del Comune (tecnicamente possibile) ma, così svuotando ancora di più il futuro operativo delle giunte successive, con gravissime conseguenze, non nell'immediato, ma nel prossimo futuro per la cittadinanza, che vedrebbe il debito pro capite aumentato a dismisura oltre la quota attuale già molto elevata. Ci arriva notizia che Il Comune di Frascati ad oggi abbia rate di mutui da pagare almeno fino al 2025: andare ad incidere ulteriormente su questo indebitamento dovrebbe rappresentare solamente una extrema ratio.

La cruda realtà dunque è che l'attuale giunta comunale, se vorrà tentare di raddrizzare da subito il trend che si è venuto a creare in questi ultimi anni di gestione, e che già per troppi versi appare preoccupante, dovrà avere un grande senso di dovere e lungimiranza ed essere costretto a gestire per alcuni anni quasi esclusivamente l'amministrazione ordinaria. Un autorevole parere ci dice che se si fosse votato al comune "dopo" il Bilancio 2008, probabilmente alle elezioni avremmo assistito ad altri scenari. Sicuramente alla luce di quanto emerso dalla seduta consiliare sul Bilancio 2008, più che un'emozione da continuare, si potrebbe - e se abbiamo a cuore il futuro di Frascati, forse si “dovrebbe” - parlare di un'emozione da interrompere.
Articolo di Francesco D'Amico,tratto http://frascati.clubdellaliberta.it

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