Il governo sceglie decisamente la strada delle cose, alla ripresa di settembre. L’opposizione s’incarta sul gossip, non ne esce proprio. Cerca anche di farsi dare una mano da Gheddafi pur di parlar male di Berlusconi e far male all’Italia.
Tutto fa brodo, per Mauro & Franceschini (in ordine gerarchico), ma la minestra riesce lo stesso velenosa per loro stessi.
Tremonti ribadisce la linea fin qui tenuta, tenere la barra dei conti è oggi l’impresa più difficile, non c’è bisogno di manovre spericolate nella tempesta, ma di avere la forza di reggere il timone senza lasciarsi distrarre dalle critiche e dalle chiacchiere. La scelta di puntare: 1) sulle infrastrutture pubbliche vitali; 2) sugli ammortizzatori sociali per difendere le classi più deboli è l’uno-due da cui non deviare per un Paese che ha il terzo debito pubblico del mondo. Il resto è federalismo fiscale, grande progetto che si inizia a implementare, per dare responsabilità ai centri di spesa regionali e comunali, oggi fuori controllo.
Il risultato di questa politica è una situazione di coesione sociale e di pacificazione che non ha uguali in Europa. E questo è merito del governo, ma anche di imprenditori e lavoratori, volontariato e Chiesa.
Non è così. Il lavoro di Maroni e Mantovano è teso a impedire le traversate della morte, non ad affogare la gente, così come è successo in questi anni. Se tu incentivi con il buonismo le traversate, fai réclame agli schiavisti. Gli eritrei con ogni evidenza non saranno processati come ridicolmente si inventa la sinistra.
La loro richiesta di asilo ferma qualsiasi procedimento per il reato di immigrazione clandestina. Ed essendo l’Eritrea un paese islamo-marxista, dove la libertà religiosa e politica è negata, nessun dubbio è plausibile. Semmai ci sarebbe da domandarsi perché nessuno spieghi chi siano stati e siano gli amici dei persecutori di cristiani e di poveri diavoli: Isayas è uno che è stato portato in palmo di mano, e spesso lo è ancora, dagli stessi adoratori di Fidel Castro.
Ora l’uscita del Giornale su una sentenza passata in giudicato del direttore di Avvenire (non gossip ma roba di Tribunale) ecco che diventa pretesto per parlare di killeraggio e individuare in Berlusconi il mandante. Ma è killeraggio a citare sentenze pubbliche? Berlusconi ha detto di non gradire questa maniera di fare giornalismo, ed in ciò è coerente. Si osa fare la morale a chi si limita a mostrare carte, mentre altri hanno addirittura trasmesso via internet conversazioni private e non passibili di reato.
Questa doppia misura è il culmine dalla politica del Partito democratico, il quale sta perdendo colpi in ogni campo, specie nel suo campo, quello una volta appannaggio presunto della sinistra: e cioè gli operai, i ceti deboli. Restano alla sinistra e a Repubblica gli intellettuali che peraltro hanno perso anche la loro famosa egemonia culturale (quella morale se l’erano attaccata al bavero rubandola).
Lo si è ben visto quando Bersani, avversario di Franceschini, al Meeting ha potuto parlare di economia e di politica, mentre in casa sua gli tocca esibirsi solo sul gossip se non vuole essere fischiato dai “travaglini” del Pd. Quanto a Tony Blair, nel suo grande discorso da convertito al cattolicesimo, ha di fatto lanciato da sinistra quello che è un cavallo di battaglia del centro destra italiano: l’economia sociale di mercato, il principio di sussidiarietà. Benvenuto nel nostro club, visto che a sinistra ti trattano da traditore.
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