Da sempre il MSI prima, Alleanza Nazionale poi e il PDL ora hanno fatto del decoro urbano una delle battaglie che hanno caratterizzato l’impegno politico verso il territorio.
Sorprendono non tanto gli atteggiamenti di alcuni “ecologisti” dell’ultima ora che scoprono il problema (di conversioni è piena la storia!) quanto la sperimentata incapacità delle amministrazioni comunali (tutte di sinistra) che, nel corso degli anni, non hanno saputo dare alcuna risposta valida alla soluzione del problema.
A dire il vero proprio l’amministrazione Posa, forse involontariamente o forse per la sua radice ideologica, ha dato uno spunto notevole al proliferare del fenomeno dei cosiddetti graffitari con la sua iniziativa, ovviamente pagata e ovviamente affidata ai soliti noti, di scrivere le vie della città (ricordate writing city?).
C’è di più: le volte che, con cadenza olimpica, le strutture pubbliche della nostra città (la scalinata della stazione, il monumento ai caduti, il palazzo vescovile, l’ufficio postale e l’elenco potrebbe continuare all’infinito) sono ripulite, si realizza un ulteriore spreco delle risorse pubbliche, siano esse comunali, provinciali o regionali. Sembra quasi che l’unico interesse che muove i nostri soloni sia quello di offrire ogni tanto nuovi spazi puliti ai tanti imbrattatori che frequentano la nostra città.
Le sollecitazioni, che più volte abbiamo rivolto agli amministratori e agli uffici comunali di far seguire alla pulizia delle parti imbrattate un trattamento-antigraffiti, sono sempre cadute nel vuoto.
E ci chiediamo (e chiediamo ai nostri concittadini) se sia così difficile programmare un intervento che non sia fine a se stesso ma sia strutturato in modo tale da lasciare traccia anche in futuro.
Ripulite le pareti dalle scritte occorre che le stesse siano trattate con una speciale pellicola che impedisce che la vernice penetri la parete e resti, invece, in superficie in modo tale da poter essere facilmente eliminata con un spugna imbevuta di acqua.
Questa è la procedura corretta che sembra sia ignota ai nostri amministratori!
E così si realizzano interventi di facciata che non solo durano lo spazio di un mattino ma che determinano anche uno spreco di soldi pubblici.
Sorprendono non tanto gli atteggiamenti di alcuni “ecologisti” dell’ultima ora che scoprono il problema (di conversioni è piena la storia!) quanto la sperimentata incapacità delle amministrazioni comunali (tutte di sinistra) che, nel corso degli anni, non hanno saputo dare alcuna risposta valida alla soluzione del problema.
A dire il vero proprio l’amministrazione Posa, forse involontariamente o forse per la sua radice ideologica, ha dato uno spunto notevole al proliferare del fenomeno dei cosiddetti graffitari con la sua iniziativa, ovviamente pagata e ovviamente affidata ai soliti noti, di scrivere le vie della città (ricordate writing city?).
C’è di più: le volte che, con cadenza olimpica, le strutture pubbliche della nostra città (la scalinata della stazione, il monumento ai caduti, il palazzo vescovile, l’ufficio postale e l’elenco potrebbe continuare all’infinito) sono ripulite, si realizza un ulteriore spreco delle risorse pubbliche, siano esse comunali, provinciali o regionali. Sembra quasi che l’unico interesse che muove i nostri soloni sia quello di offrire ogni tanto nuovi spazi puliti ai tanti imbrattatori che frequentano la nostra città.
Le sollecitazioni, che più volte abbiamo rivolto agli amministratori e agli uffici comunali di far seguire alla pulizia delle parti imbrattate un trattamento-antigraffiti, sono sempre cadute nel vuoto.
E ci chiediamo (e chiediamo ai nostri concittadini) se sia così difficile programmare un intervento che non sia fine a se stesso ma sia strutturato in modo tale da lasciare traccia anche in futuro.
Ripulite le pareti dalle scritte occorre che le stesse siano trattate con una speciale pellicola che impedisce che la vernice penetri la parete e resti, invece, in superficie in modo tale da poter essere facilmente eliminata con un spugna imbevuta di acqua.
Questa è la procedura corretta che sembra sia ignota ai nostri amministratori!
E così si realizzano interventi di facciata che non solo durano lo spazio di un mattino ma che determinano anche uno spreco di soldi pubblici.
Bernardo Iodice, consigliere comunale PdL
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