
L’on. Franceschini, che sfida il presidente Berlusconi a non modificare la Costituzione a colpi di maggioranza, ha una memoria corta che provvediamo a rinfrescare.
Le modifiche al titolo V della parte seconda della Costituzione, apportate con le legge costituzionale 3/2001, furono approvate in via definitiva nella seduta dell’8 marzo 2001 con il risultato di seguito riportato:
- maggioranza richiesta 162
- favorevoli 171
Come si può facilmente evincere dalla lettura dei dati della votazione, alla maggioranza di allora (di centro-sinistra) sono apparsi sufficienti solo 9 (dico: nove) voti di maggioranza per dare corso ad una modifica costituzionale, fra l’altro attuata quando era già stata fissata la data per la nuova consultazione elettorale.
Ma tant’è: la sinistra legittima il voto popolare solo quando è maggioranza; se è minoranza, il voto popolare diventa inutile e la maggioranza per governare deve necessariamente trovare con essa un accordo.
Le modifiche al titolo V della parte seconda della Costituzione, apportate con le legge costituzionale 3/2001, furono approvate in via definitiva nella seduta dell’8 marzo 2001 con il risultato di seguito riportato:
- maggioranza richiesta 162
- favorevoli 171
Come si può facilmente evincere dalla lettura dei dati della votazione, alla maggioranza di allora (di centro-sinistra) sono apparsi sufficienti solo 9 (dico: nove) voti di maggioranza per dare corso ad una modifica costituzionale, fra l’altro attuata quando era già stata fissata la data per la nuova consultazione elettorale.
Ma tant’è: la sinistra legittima il voto popolare solo quando è maggioranza; se è minoranza, il voto popolare diventa inutile e la maggioranza per governare deve necessariamente trovare con essa un accordo.
On.le Franceschini, un po' di serietà!
Bernardo Iodice, consigliere comunale PdL
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