giovedì 30 aprile 2009

Il Federalismo è Legge. Ecco cosa cambia


Un fisco a misura delle autonomie locali ma che salvaguardi un servizio di pari livello a tutti i cittadini. Nove città metropolitane e Roma capitale con la sua ‘Assemblea Capitolina’. Una ‘bicameralina’ per rafforzare il potere di controllo del Parlamento sui decreti attuativi della delega.
Sono questi alcuni dei punti più importanti del disegno di legge sul federalismo fiscale che avrà domani il via libera definitivo del Senato e che punta a chiudere in cinque anni con la ‘spesa storica’ e i relativi trasferimenti statali alle Autonomie per passare al ‘fabbisogno standard’ con totale responsabilità di entrata e spesa a livello locale.

Ecco i punti chiave del testo:

-Da spesa storica a costo standard - L’obiettivo della riforma è quello di assicurare autonomia di entrata e spesa agli enti locali in modo da sostituire, gradualmente, per tutti i livelli di governo, il criterio della spesa storica con quello dei costi standard per i servizi fondamentali che devono costare ed essere erogati in modo uguale in tutto il Paese.

-Autonomie, arriva fisco su misura - Il fisco diventa a più livelli, ognuno con propria autonomia, anche se nel rispetto dei principi di capacità contributiva e progressività previsti dalla Costituzione. Per quanto riguarda le Regioni, le funzioni fondamentali (assistenza, sanità e spese amministrative dell’istruzione) vanno coperte con gettito tributario valutato ad aliquota e base imponibile uniformi e in base a tributi propri derivati, istituiti con legge statale; addizionale regionale Irpef; compartecipazione all’Iva (in via prioritaria); quote di fondo perequativo; Irap, ma solo in via transitoria in vista di un superamento di questa imposta. Le altre funzioni sono finanziate con tributi propri e fondo di perequazione. Le spese essenziali dei Comuni (che riguardano territorio e ambiente, istruzione con gli asili nido o l’edilizia scolastica, viabilità, settore sociale...) vengono finanziate con le imposte immobiliari, un mix di compartecipazione a Iva e Irpef e fondo di perequazione. Per le altre ci sono tributi propri e compartecipazione a tributi regionali. Le funzioni fondamentali delle Province (tutela ambiente; trasporti; istruzione...), vengono finanziate con tributi connessi al trasporto su gomma; compartecipazione a tributi erariali; perequazione. Mentre per le altre il meccanismo è uguale a quello dei Comuni.

-Fondo perequazione: solidarietà per prestazioni base - Il fondo perequativo è statale ed alimentato dal gettito da compartecipazione all’Iva assegnata per le spese relative alle prestazioni essenziali ma anche da una quota del gettito derivante dall’aliquota media di equilibrio di addizionale regionale all’Irpef assegnata per il finanziamento delle spese non riconducibili alle funzioni essenziali. Viene utilizzato, secondo il principio costituzionale del favore verso i territori a minore capacità fiscale e le sue quote vengono assegnate a ciascuna regione senza vincolo di destinazione.

-Roma capitale, arriva assemblea capitolina - Arrivano norme ad hoc per la Capitale. Il ddl specifica le funzioni amministrative che spettano al nuovo ente di ‘Roma Capitale’, che va a sostituirsi al Comune. Si va dal concorso alla valorizzazione dei beni storici, artistici, ambientali e fluviali all’edilizia pubblica e privata alla protezione civile. Queste funzioni sono disciplinate con regolamenti del consiglio comunale, che diventa ‘Assemblea capitolina’.

-Nove città metropolitane, anche Reggio Calabria - Nel ddl viene delineato l’iter per l’istituzione di nove città metropolitane: Torino, Milano, Venezia, Genova, Bologna, Firenze, Bari, Napoli e Reggio Calabria. Percorso che prevede anche un referendum consultivo della popolazione, potrebbe anche portare - è previsto esplicitamente - alla cancellazione delle corrispondenti province.

-Bicameralina - A dare il parere sui decreti attuativi della delega sarà una commissione bicamerale, composta da 15 deputati e 15 senatori nominati dai presidenti delle Camere che indicano, di comune accordo, anche il presidente.

-Clausola salvaguardia - L’entrata in vigore del federalismo fiscale non può causare nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica.

Cons.Mario Gori
Portavoce Pdl Frascati

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