
Chi si ricorda, oggi, che il Partito radicale portò in Parlamento nientemeno che Ilona Staller, a tutti nota come Cicciolina? O che Gianni Rivera divenne deputato con il Patto Segni (movimento per il quale è stato anche presidente; nonché vicepresidente della Camera) e poi sottosegretario alla Difesa nei governi dell’Ulivo dal 1996 al 2001? E che oggi l’ex golden boy è un europarlamentare, subentrato a Strasburgo alla presidente diessina della Regione Piemonte, Mercedes Bresso? Chi ha presente che l’Ulivo fece eleggere alla Camera Massimo Mauro, centrocampista della Juventus di Platini e del Napoli di Maradona, il quale oggi oltre ad essere il commentatore di punta delle domeniche calcistiche di Sky, è consigliere comunale a Torino, nella giunta del Pd, ex Ds, Sergio Chiamparino?
Dario Franceschini, nella consueta intemerata quotidiana, ha detto che Berlusconi “non sa nulla della vita quotidiana e delle fatiche della gente comune” perché gli interessano solo lo spettacolo, la tv e la bella gente.
Bene, ricordiamo chi è stato l’inventore della “lista Beautiful” (marchio da lui mai rinnegato) per il Comune di Roma, nel 1997: Francesco Rutelli. L’uomo che ha retto il Campidoglio per due mandati ed oggi, sconfitto da Alemanno (senza beautiful) nell’aprile scorso, guida la Margherita. In quella lista, memorabile, che più pudicamente si chiamava “Roma per Rutelli” si candidarono tra gli altri la principessa Alessandra Borghese e la nuotatrice Novella Calligaris, il concessionario di auto, Giovanni Malagò, il regista Carlo Lizzani e la ballerina Regina Profeta, ma anche lo stilista Ettore Perrone (Brioni moda) nonché Roberto Lucifero, nipote di Falcone, ultimo ministro della Real casa dei Savoia.
Non tutti vennero eletti, ma i “beautiful” ci provarono poi anche con Walter Veltroni nel 2001: Vincenzo Cerami e Nicola Piovani, gli attori Paolo Occhipinti ed Enrico Lo Verso, lo scrittore Marco Lodoli, la vedova di Vittorio Gassman, Diletta D’Andrea, fino ad Ornella Pacelli, bella nipote di papa Pio XII. Adriano Panatta andò invece a fare l’assessore con le giunte di sinistra della provincia. E questo senza contare la mobilitazione militante dei vip di party e salotti, da Sandra Verusio a Bedy Moratti, da Gigi Magni a Sabrina Ferilli. Fino all’anno scorso: Cristiana Capotondi, star di Notte prima degli esami, era in lista con Rutelli. Rinunciò all’ultimo minuto perché non fu possibile tagliarla da Rebecca, la prima moglie, miniserie tv.
E quanto alla tv, vogliamo parlare di mezzibusti? Piero Badaloni è saltato incessantemente senza soluzione di continuità dai tg della Rai alla presidenza del Lazio, e da qui nuovamente alla Rai, che lo ha nominato corrispondente prima a Parigi, poi a Bruxelles (quando a capo della commissione europea era Romano Prodi), quindi a Berlino; infine lo ha piazzato a capo di Rai International. Piero Marrazzo – ex Tg2 e Mi manda RaiTre – è anche lui presidente del Lazio. Lilli Gruber e Michele Santoro si sono fatti eleggere dai Ds al Parlamento europeo, per poi abbandonare dopo poco a favore dei cachet dorati del piccolo schermo.
Ed oggi il Pd, proprio quello di Franceschini che “conosce le fatiche della gente”, candida capolista per Strasburgo David Sassoli, fino a 24 ore fa conduttore di punta del Tg1. In compenso l’Udc, il partito delle famiglie, schiera Emanuele Filiberto di Savoia, fresco vincitore di Ballando con le stelle.
Sarebbe questa l’opposizione al “velinismo” di Berlusconi? Con questa tradizione di serietà e rigore alle spalle? Almeno il Pci di Togliatti e Berlinguer, che lanciò e praticò la figura dell’intellettuale-militante nel mondo del cinema – da Luchino Visconti ad Ettore Scola, tutti dirigenti delle Botteghe Oscure – non si nascondeva dietro le ipocrisie: anzi, ne faceva un vanto.
Oggi il paradosso è questo: nelle liste del Popolo della Libertà neppure una “velina”. In quelle della sinistra e dell’opposizione i soliti mezzibusti della tv (purché rigorosamente di Stato), calciatori e perfino un principe. E che principe.
Cons.Mario Gori
Portavoce PdL Frascati
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