Nei giorni scorsi abbiamo invitato l’amministrazione comunale a dare risposta alla nostra interrogazione in ordine all’utilizzo dell’Istituto delle Maestre Pie Filippini da parte di varie associazioni.
Nell’interrogazione chiedevamo di conoscere
- quale fosse l’atto amministrativo di concessione
- quale fosse l’autorità che ha rilasciato il provvedimento (determina dirigenziale o delibera di Giunta)
- quale fosse il contenuto dell’atto
- quali fossero le condizioni economiche a carico del concessionario
- quali fossero le condizioni che regolano la disponibilità degli spazi a favore di terzi dal parte del concessionario
- se fossero state rispettate le norme di carattere generale che regolano la cessione a qualsiasi titolo di immobili comunali
- se ritenessero che alcune associazioni, per quanto meritevoli, possano dettare le condizioni per la vita e lo sviluppo di altre libere associazioni cittadine.
Sono trascorsi quasi due mesi dall’interrogazione e, nonostante sia stato superato il termine dei venti giorni per la risposta scritta, nessuna risposta è prevenuta agli interroganti e questa reticenza non fa altro che aumentare l’opinione che qualcosa non quadra nella gestione dell’istituto, acquistato con una precisa indicazione sul suo uso e ad un costo non indifferente.
Si sveglieranno dal loro torpore i destinatari della nostra richiesta?
Bernardo Iodice, consigliere comunale del PdL
Nell’interrogazione chiedevamo di conoscere
- quale fosse l’atto amministrativo di concessione
- quale fosse l’autorità che ha rilasciato il provvedimento (determina dirigenziale o delibera di Giunta)
- quale fosse il contenuto dell’atto
- quali fossero le condizioni economiche a carico del concessionario
- quali fossero le condizioni che regolano la disponibilità degli spazi a favore di terzi dal parte del concessionario
- se fossero state rispettate le norme di carattere generale che regolano la cessione a qualsiasi titolo di immobili comunali
- se ritenessero che alcune associazioni, per quanto meritevoli, possano dettare le condizioni per la vita e lo sviluppo di altre libere associazioni cittadine.
Sono trascorsi quasi due mesi dall’interrogazione e, nonostante sia stato superato il termine dei venti giorni per la risposta scritta, nessuna risposta è prevenuta agli interroganti e questa reticenza non fa altro che aumentare l’opinione che qualcosa non quadra nella gestione dell’istituto, acquistato con una precisa indicazione sul suo uso e ad un costo non indifferente.
Si sveglieranno dal loro torpore i destinatari della nostra richiesta?
Bernardo Iodice, consigliere comunale del PdL
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