martedì 17 febbraio 2009

Berlusconi:sinistra spudorata ha cambiato la Costituzione da sola

La Costituzione? “Penso anche io che dobbiamo tenercela ‘stretta’ e condivido al cento per cento le parole di Napolitano”. Così Silvio Berlusconi da Cagliari torna sulle considerazioni fatte dal capo dello Stato a proposito della nostra Carta costituzionale. Ma se Giorgio Napolitano ha ragione, la sinistra, dice il premier, “è spudorata” perchè “ha cambiato interi capitoli della Costituzione solo con i suoi voti, tra l’altro una modifica fatta male e con solo quattro voti di vantaggio. Ci sono i cassetti del Parlamento pieni di proposte di modifica della Costituzione della sinistra - aggiunge il premier - quindi non possono considerare un sacrilegio la modifica della Costituzione, che si può anche cambiare quando c’è la generale volontà di farlo”.
Berlusconi definisce poi “una menzogna assoluta e totale della sinistra” l’accusa che di aver attaccato la Costituzione: “Sono loro che l’hanno fatto e considerano ogni modifica della Carta un sacrilegio: io ho detto che la Costituzione si può anche cambiare quando c’è la generale volontà di farlo”. Quindi il presidente del Consiglio riserva una stoccata a Oscar Luigi Scalfaro che dal palco della manifestazione pro-Costituzione ha più volte preso di mira il premier: “Veltroni dice che io ho sostenuto in Sardegna un candidato che si presenta con una lista che porta il mio nome. Ma mi domando, se la sinistra avesse un suo simbolo chi ci avrebbero messo? Scalfaro? Un uomo che sappiamo il passato che ha”. Berlusconi esprime inoltre un giudizio impietoso sulla protesta della Cgil: “Lo sciopero della Cgil è fallito, ha aderito soltanto il 6 per cento dei lavoratori. La Cgil si è tolta di mezzo lei da sola rompendo il fronte sindacale, rispetto ad altri sindacati che invece hanno dato un contribuito alle riforme”.
Da un lato, secondo il premier, c’è “il governo che fa la politica dei fatti”, dall’altro la sinistra che “porta la gente in piazza e non riesce a riempirle quelle piazze, mentre noi governiamo”.

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