Pensate soltanto al rischio che il nostro Paese ha corso di essere governato, in un momento di crisi come questo, dalla sinistra. Le proposte che il Pd con Franceschini ha avanzato su come affrontare la crisi che stiamo attraversando confermano infatti che un ipotetico governo della sinistra sarebbe stato catastrofico in un momento come questo.
La ragione per la quale accresciamo i nostri consensi in un tempo di crisi sta nel fatto che sappiamo guardare alla realtà non attraverso gli occhiali deformanti delle ideologie bensì attraverso un approccio riformista, pragmatico e una visione umanistica dell’uomo e della società. Viceversa la crisi della sinistra risiede tutta nel suo distacco e nel divorzio dalla realtà del Paese e con le aspettative dei cittadini, e perfino dei propri elettori.
La crisi che stiamo vivendo rende ancora più obsoleti i vecchi paradigmi politici e ideologici del passato e ci costringe a pensare a soluzioni nuove per problemi nuovi e per certi aspetti inediti. Ad esempio, di fronte alle decisioni prese dalla maggior parte dei governi per arginare la arginare la crisi economica si è aperto un dibattito sul rischio di ricadere nello statalismo dopo una ubriacatura di liberismo, che per alcuni sarebbe all’origine della crisi.
In realtà, come ha confessato lo stesso Presidente Obama, i provvedimenti che la maggior parte dei governi ha preso sono stati determinati dalla necessità piuttosto che da convinzioni ideologiche o politiche. Questo dimostra che le vecchie dispute su statalismo o liberismo sono superate e che le soluzioni ai problemi non deriveranno da dottrine astratte bensì dalla capacità degli uomini di governo di ricercare con buonsenso il punto di equilibrio soprattutto tra le ragioni della libertà e quelle della solidarietà e della giustizia sociale. È un antico dilemma, ma sempre valido, che ha sempre ispirato la nostra condotta di governo, dal 1994 in poi.
Tutta la nostra storia si riassume nel tentativo di coniugare questi due principi fondamentali, che derivano dalla tradizione cattolico-liberale e da quella socialista riformista. Su piano economico, questo incontro si traduce nella dottrina e nell’orientamento dell’economia sociale di mercato. Da questa sintesi nasce il PdL e da questa stessa sintesi si ispira il programma e l’azione del governo.
Cons.Mario Gori
Portavoce Pdl Frascati
lunedì 23 marzo 2009
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