
Con Franceschini abbiamo di fronte la nuova opposizione della sinistra chic. Quella sinistra che non ha mai lavorato sul serio e quindi non conosce per niente le esigenze del mondo del lavoro. Quando il ministro Sacconi sostiene che l’assegno alla disoccupazione proposto da Franceschini sarebbe un invito a licenziare, ha perfettamente ragione. Tanto è vero che dalla sinistra interviene l’ex ministro Ferrero a sostenere le sue ragioni e le ragioni dei lavoratori. Nell’ansia di disinformare l’opinione pubblica e di accrescere la tensione nel Paese, Franceschini aumenta, invece di ridurre, le occasioni delle aziende per licenziare: se c’è un sussidio pronto, è più facile chiudere una linea di produzione liberandosi dei relativi posti di lavoro. Dice, invece, il ministro Sacconi, che bisogna invitare in ogni modo le aziende a mantenere i lavoratori nel circolo produttivo, magari chiedendo sacrifici alle aziende stesse, ai percettori di stipendi, al Governo, ma senza espellere nuove persone. Anche perché sarebbe difficile, nel prossimo futuro, cogliere le occasioni offerte dall’immancabile ripresa economica. Su questa tesi, che trova d’accordo i sindacalisti più avveduti e moderni, si infrangono le proposte pauperiste di Franceschini. Questa sinistra ha definito un’elemosina la carta per gli acquisti varata con lungimiranza dal ministro Tremonti e ora vorrebbe imporre una super-tassa sui redditi più elevati, in maniera tale da distribuire a 9.300.000 persone al di sotto dei 6.000 euro di reddito all’anno, una cifra aggiuntiva di 4 euro o poco più al mese! Dunque, non abbiamo più di fronte una sinistra preparata sui problemi del lavoro, una sinistra che fa il suo mestiere secondo la migliore tradizione, ma una sinistra allo sbando, pronta soltanto a solleticare gli istinti propagandistici, senza mai avanzare una proposta concreta ed accettabile. Qual è il pericolo? Il rischio vero per il Governo consiste nel trovarsi di fronte ad un fuoco pirotecnico di proposte senza capo nè coda tese soprattutto a lisciare una volta di più certe inclinazioni dell’opinione pubblica. Tesi, quindi, da respingere subito e poi da smontare con pazienza, spiegandone l’inconsistenza all’opinione pubblica. Proprio come hanno fatto il ministro Sacconi e il Presidente Berlusconi. La nuova tattica di Franceschini, è evidente, si rivelerà suicida per il suo partito, nel tempo: perché non si possono fare proposte prive di copertura finanziaria in un momento difficile come quello attuale. Però, il piccolo alchimista di Ferrara è pronto a giocarsi in chiave pirotecnica e di sensazionalismo acuto tutte le sue carte per il futuro. Che cosa non si è disposti a fare pur di avanzare anche di ½ punto da quel 22% di consensi al quale si trova inchiodato fino adesso il Partito Democratico!
Cons.Mario Gori
Portavoce PdL Frascati
Nessun commento:
Posta un commento