mercoledì 18 marzo 2009

Stiamo insieme,stiamo uniti, non cadiamo nelle provocazioni


Il verbo più adatto per descrivere l’atteggiamento dei grandi quotidiani nei confronti della fusione tra Alleanza Nazionale e Forza Italia è probabilmente inzigare. Le punture giornaliere di decine di articoli, quasi fossero punture di tafani insistenti, tendono ora a sollecitare lo spirito di appartenenza e il legittimo orgoglio di destra di Alleanza Nazionale, ora gli impulsi libertari e socialisti ovvero quelli di matrice cattolica e solidaristica dell’una e dell’altra componente di Forza Italia, ora a mettere in contrasto semplicemente Berlusconi e Fini. I verbi più irritanti, gli aggettivi più urticanti, le frasi più dirompenti: il linguaggio è teso a provocare e innestare frizioni, a disunire, a scomporre, a dividere. Come se non fossimo dinanzi ad una fase politica storica, ad un passo avanti decisivo verso il definitivo inserimento del Paese sulla scia dei grandi modelli di democrazia occidentale, come se non fosse in gioco una forza possente di oltre il 42-43 per cento degli elettori. Si ha l’impressione che il mondo dell’informazione quotidiana si sia schierato decisamente dalla parte di quel 30-35 per cento di zoccolo duro della sinistra che ha visto insabbiarsi malamente l’esperimento del Partito Democratico. Per tutti questi motivi Il Mattinale vuole uscire dal silenzio che ha fin qui doverosamente tenuto e rivolgere un appello alle donne e agli uomini del centrodestra: “Non raccogliete le provocazioni dei giornali, stiamo uniti, stiamo insieme, non c’è discussione che non possa essere risolta tra noi, in un dialogo costruttivo al nostro interno, per far crescere il nostro consenso, la nostra forza e il Paese”. Il nostro è e sarà un incontro come quello di due grandi fiumi: il Rio Negro e il Rio Solimoes che si uniscono nel grande, imponente, incontenibile Rio delle Amazzoni. È evidente: quando le due enormi correnti d’acqua, di diversa colorazione, si incontrano, scorrono affiancate, finché il tempo e la distanza le confondono assieme, all’interno di un fiume finalmente unico e unito. Lasciamo agli altri la libertà di inzigare ogni giorno sulle pagine dei giornali, come e quanto vogliono, e a noi invece la forza e la responsabilità di non raccogliere e di mostrare quel volto unito che ci hanno chiesto i due milioni di elettori scesi a manifestare il 2 dicembre 2006 in piazza San Giovanni, contro una sinistra che non è e non sarà mai capace di governare l’Italia.

Cons.Mario Gori
Portavoce PdL Frascati

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