giovedì 14 maggio 2009

Da oggi l'Italia sarà più sicura.


Il pacchetto sicurezza diventa da oggi legge dello Stato attraverso tre distinti voti di fiducia della Camera sulle altrettanti parti in cui il provvedimento è stato diviso: immigrazione, guerra alla mafia ed alla criminalità organizzata, guerra alla criminalità urbana.
Un altro impegno viene dunque mantenuto con gli elettori: un impegno che aveva preso, quando governava, anche la sinistra, ma che non riuscì a mantenere non per le questioni di principio a cui si appella oggi (il razzismo, il diritto di asilo, l’Onu), ma per le spaccature esistenti al suo interno, allora come oggi.
Tutto questo va ricordato perché è giusto rispondere in primo luogo ai cittadini italiani, e non ai funzionari dell’Onu, di ciò che fa e non fa il governo.
Vediamo le tre parti in cui si articola la legge.

Immigrati:
• L’immigrazione clandestina diventa un reato, esattamente come nei maggiori paesi europei come Francia, Inghilterra e Germania, anche se non sarà punita con il carcere per non aggravare la già difficile situazione dei nostri istituti di pena. Sarà però un’aggravante in caso di altri reati penali.
• Chi chiede la cittadinanza italiana dovrà pagare un’imposta di 200 euro, mentre per il permesso di soggiorno occorrerà pagare una tassa da 80 a 200 euro il cui gettito andrà ai comuni nei quali andranno a risiedere gli stranieri. Poiché anche su questo punto ci sono state le critiche della sinistra, è opportuno ricordare che la tassa esiste in quasi tutti i paesi europei, e che in Olanda è di 800 euro. Non solo: la sinistra, quando governava, aveva presentato una proposta identica.
• Gli immigrati regolari avranno gli stessi diritti e doveri dei cittadini italiani, a cominciare dall’istruzione, dalla sanità e dalla tutela dei bambini. L’Italia, checché ne dicano l’opposizione e certi (minoritari) settori della Chiesa è già un Paese aperto agli stranieri e agli extracomunitari in regola con la legge: i lavoratori non italiani sono 3,6 milioni, più degli impiegati pubblici (3,3 milioni). Le sole badanti sono oltre 700 mila rispetto ai 682 mila addetti italiani di tutto il comparto sanità. Basterebbero queste due cifre per smentire ogni accusa di razzismo.
• La durata dei soggiorni nei centro di identificazione sale a sei mesi: è indispensabile per le procedure di controllo. Ricordiamo che l’Unione europea riconosce fino a 18 mesi. Al termine, chi non è identificabile o rifiuta di farsi identificare viene espulso. E’ evidente che chi ha motivi e diritti di chiedere asilo politico in Italia non ha alcuna ragione di tenere nascosta la propria identità.
• La questione dei respingimenti in acque extraterritoriali dei clandestini è indirettamente collegata alle norme sulla sicurezza. Le polemiche dell’Onu, dell’Unione europea e della sinistra non possono smentire la realtà: da tre anni l’Ue ha già respinto oltre le frontiere comunitarie più di 150 mila irregolari, spesso attraverso operazioni militari congiunte tra Spagna, Francia, Grecia e Italia. Esiste una apposita agenzia dell’Unione europea, la Frontex, che controlla operativamente il contrasto ai clandestini.

Secondo capitolo, la mafia.
• Il limite posto alle intercettazioni non riguarderà i reati di mafia.
• Alla procura nazionale antimafia vengono dati più mezzi e uomini.
• I beni confiscati alle cosche mafiose e camorristiche saranno immediatamente confiscabili.
• Le sentenze con cui i giudici di sorveglianza consentono scarcerazioni facili, e le sentenze lasciate a dormire dai pm per far scadere i termini dei giudizi, saranno più direttamente sottoposte al controllo dell’esecutivo.

Terzo capitolo, la criminalità e la sicurezza urbana.
• Le cosiddette ronde vengono regolamentate e istituzionalizzate.
• I prefetti avranno il controllo e dovranno autorizzare l’attività di cittadini che potranno vigilare il territorio, purché abbiano una preparazione professionale e provengano dalle forze dell’ordine.
• Avranno la dignità di legge le numerose circolari e direttive ministeriali che in questi mesi hanno autorizzato i comuni a contrastare la prostituzione, i racket di sfruttamento dei mendicanti e dei bambini, la vendita di materiale illegale e clandestino in strada.
• Saranno incrementate multe e divieti per la guida in stato di ebrezza e sotto l’effetto di droghe.
• I prefetti e la polizia potranno disporre autonomamente controlli sulle strade.
• A chi uccide e provoca incidenti gravi guidando in stato di ebrezza verrà riconosciuta la pericolosità sociale e non sarà più possibile beneficiare della libertà in attesa di giudizio o degli arresti domiciliari.
• A chi compie violenze e rapine nelle proprietà altrui non verranno più riconosciute attenuanti.

Sono solo le norme principali di un provvedimento molto ampio, che risponde alle giuste attese della gente. Uno Stato che non protegge i suoi cittadini non ha diritto di definirsi responsabile: questo è il criterio ispiratore del pacchetto sicurezza.

Cons. Mario Gori
Portavoce PdL Frascati

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