In questi giorni gli ex grandi giornali italiani e la tivù di Stato si sono impegnati a dimostrare che l’Italia è una dittatura di tipo nazista, comandata da un pedofilo. La sinistra, e il suo leader, si accodano. Ieri c’è stata l’acme di questa campagna contro gli italiani fatta propria dal leader della sinistra. Poi ci si stupisce se il loro consenso cala.
Detto questo non siamo così idioti da compiacerci di queste infamie dato che fanno perdere voti al Partito democratico e alla rimanenza della compagnia d’opposizione. Perché in tal modo si alimenta lo spirito di guerra civile mentale e verbale, con il rischio di fornire alibi a frange estremiste e violente. E poi perché si deturpa l’immagine internazionale del nostro Paese, proprio mentre, grazie anche alla politica espansiva della Fiat sostenuta dal nostro governo, essa è in forte crescita.
La trasmissione AnnoZero ieri ha raggiunto il punto di denigrazione peggiore della sua pur fantastica storia di bassezze. La trasmissione non ha soltanto offeso Berlusconi imbastendo una specie di processo sul fatto che abbia partecipato a una festa di compleanno in un quartiere popolare, tra gente comune (delitto!), ma pur di attribuirgli intenzioni malsane ha esplorato la personalità della ragazza diciottenne per dimostrare che in fondo si tratta di una Lolita.
Niccolò Ghedini, insieme a Barbara Palombelli, si è opposto con determinazione a questo assalto da pirati della Somalia che puntavano al bottino della reputazione del premier e di questa ragazzina e della sua famiglia. Ma resta questa imboscata infame e la vergogna sia essa finanziata dal canone della Rai. Nota di ulteriore biasimo.
Sul fronte della calunnia abbiamo visto. Su quello della dittatura si è distinto Dario Franceschini, il quale ha detto due cosette:
1) l’Italia è come l’Uzbekistan;
2) l’Italia sta riproponendo le leggi razziali.
Se un leader politico democratico e professandosi moderato afferma queste gravissime accuse contro il governo del suo Paese come minimo vuol dire che c’è un tiranno, una specie di Hitler al potere. Che dovrebbe fare il popolo? Siccome Franceschini passa per un cattolico democratico ci aspettiamo pure una citazione di san Tommaso là dove giustifica il tirannicidio. Stiamo scherzando? No, è proprio il momento in cui stiamo vivendo ad essere così pazzesco da permettere a una persona fino a un attimo prima ritenuta sensata di gettare il sasso di una guerra civile senza ragione alcuna salvo la propaganda.
La legge sulla sicurezza può benissimo essere criticata. La democrazia è qui apposta. Ci sono discussioni anche nel Popolo della Libertà. Molti punti interessanti. Altri discutibili. Il ministro Maroni ha ascoltato, cambiato, migliorato. La lotta contro l’immigrazione clandestina è delicatissima. Deve tenere insieme il bisogno di ordine e il rispetto delle persone. Chiunque esse siano. Il rispetto delle leggi dello Stato e dei nostri confini, insieme al valore dell’accoglienza. La politica è tenere insieme tutto questo, l’equilibrio è il rischio di chi governa. Controllare l’immigrazione significa impedire un’esplosione sociale e la sinistra più sensata e raziocinante lo ammette.
In Europa i socialdemocratici e i laburisti quando hanno la responsabilità di questi flussi non hanno la mano leggera. Anzi, spesso e volentieri, come accade in Spagna, per impedire l’ingresso nelle enclave di Ceuta e Melilla, l’ordine impartito alla polizia e prontamente eseguito è di sparare; addirittura il mitico eroe di sinistra Zapatero ha dato disposizioni alla polizia nazionale di Madrid, fornendo quote prestabilite di arresti selettivi da effettuare settimanalmente in ogni distretto a carico di immigrati irregolari con il loro successivo rimpatrio collettivo. È previsto pure il pattugliamento preventivo delle rotte dei migranti clandestini, ma per fare che, non è chiaro: di certo nel disegno di legge di riforma della “Ley de Extranjeria” e negli accordi internazionali sull’immigrazione clandestina, quali il recente accordo franco-spagnolo, sono contenute norme più severe.
Ora si riacchiappa per la coda il mito ormai moribondo dell’Onu. Il fatto che una nave in acque internazionali sia fatta rientrare alla sua base agita i soloni dell’Onu, subito ripresa dai nostri quotidiani. Peccato che l’Onu sul Darfur non faccia un bel niente e lasci perpetrare le stragi. Lì, tutti zitti.
Sulla Spagna e sullo strabismo dell’Onu e del Commissario europeo per i diritti umani che ce l’ha con l’Italia e si inchina alla Spagna, Franceschini sta tranquillo, la sinistra europea concorda, nessun Uzbekistan, nessuna legge razziale. In Italia l’adempimento delle disposizioni europee per cui si trattengono i clandestini nei centri di identificazione ed espulsione per alcuni mesi (molto al di sotto del limite di 560 giorni che l’Unione Europea prevede) è in realtà niente affatto dispotica, purché – è ovvio – la qualità di questi siti sia dignitosa e vivibile. Le ronde di volontari non hanno niente di orribile, sono il tentativo di coinvolgimento della società civile per rendere la sicurezza qualcosa di familiare (guai a renderla partitica e punitiva).
Il fatto che la clandestinità sia considerata un reato non è una condanna alla criminalità per dei povericristi: la pena è un’ammenda, non il carcere, ed è funzionale alla deterrenza di quel commercio di esseri umani, che sta dietro questi tragitti per mare.
Non c’è più la punizione dei figli dei clandestini, cui sarebbe impedito l’ingresso nella scuola dell’obbligo, né si introduce in nessun modo la denunzia da parte dei medici di chi si rivolga alle cure ospedaliere. E dunque dove sta il razzismo? Nessuno vuole sbattere fuori i richiedenti asilo, i minori avranno una tutela assoluta. E allora, perché questa acrimonia?
Si gioca a fare i maoisti, la politica della confusione sotto il cielo come sfondo eccellente dell’orrore. Si trasferisce in pubblico l’invettiva e la calunnia personale come contenuto della propria proposta politica. Questa è la sciagura del Paese, un’opposizione debole e insensata forte solo nella sua carica di dispetto violento.
Cons.Mario Gori
Portavoce PdL Frascati
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