martedì 12 maggio 2009

Fiducia alla Camera sulle leggi per la sicurezza e contro l’immigrazione clandestina


Domani si vota. Fiducia? Certo che sì. Che problema c’è? La fiducia in questo caso traslocherà dal paese reale a quello rappresentato. Se potesse esserci una votazione nel segreto delle urne per tutti gli aventi diritto al voto, il numero percentuale dei sì sorpasserebbe quello della già ampia maggioranza parlamentare. La sinistra fa credere che tutto questo sia dovuto a una sorta di inferiorità morale degli italiani, che avrebbero subito il sortilegio del Cavaliere. Balle: sono provvedimenti insieme dettati dalla necessità e dal buon senso.

Ripetiamo quali sono i cardini di questa normativa.
Uno: entra in Italia chi ha un regolare permesso. Chi ci vuol venire lo stesso, quando riesca a varcare i confini, o ha diritto all’asilo oppure viola una norma precisa, e incorre nel reato di immigrazione clandestina, la quale è sanabile con un’ammenda e prevede l’espulsione.
Due: onde permettere di appurare la nazionalità dell’immigrato che non voglia dichiararla autonomamente, è aumentato il tempo di permanenza nei centri di identificazione e di espulsione fino a sei mesi (l’Europa consente diciotto mesi).
Tre: nessuna comunicazione di medici o insegnanti nel caso vengano a conoscenza di situazioni irregolari, diritto dei minori salvaguardato senza discussione, sia dal punto di vista del ricongiungimento familiare, sia per quel che riguarda scuola dell’obbligo e sanità.
Il cosiddetto “respingimento” delle imbarcazioni dalle acque internazionali nel porto di provenienza è una misura indispensabile per contrastare in radice il fenomeno della tratta di uomini, illusi della facilità della traversata ed invece esposti a rischi enormi. Il fatto che su questi barconi possano esserci richiedenti asilo non può diventare il lasciapassare generalizzato dell’illegalità o diventare un alibi per gli schiavisti. E le considerazioni del Consiglio d’Europa sono ingiuste e offensive, tipicamente farisaiche. I potenziali richiedenti asilo in Africa sono decine di milioni, in Asia centinaia di milioni: se non fossero ipocriti i signori del Consiglio d’Europa dovrebbero provvedere loro ad andargli incontro appena passino il confino, ed accoglierli nei 47 paesi del Consiglio d’Europa o nei 27 dell’Ue.
La situazione ha avuto una disamina ragionevole anche da parte di esponente del centrosinistra come Fassino e Parisi, i quali hanno richiamato alla necessità di non far scoppiare una guerra tra poveri (gli immigrati clandestini finiscono poi in quartieri o a ridosso di quartieri già difficili) e di mandare un segnale per cui l’Italia non è il Paese del Bengodi dove tutti chiudono gli occhi dinanzi all’illegalità.
Questo non ci sottrae al dovere dell’accoglienza quando i navigli approdino nelle nostre isole e comunque al dovere dell’umanità nei confronti di chiunque, salvaguardando anzitutto la vita. In questo le nostre forze militari sono ammirevoli. Ma noi non possiamo diventare la Mecca sospirata da ingenti masse di uomini.
La sinistra in Parlamento e sui giornali si lancia in accuse a testa bassa. Non chiarisce la sua posizionane. Si appella ai diritti umani. È un diritto umano lasciar rischiare la vita alla gente, alle donne e ai minori, stimolando con il nostro auspicato (dalla sinistra) lassismo viaggi temerari? Siano coerenti e propongano navi di linea con il trasbordo continuo di masse in arrivo dall’Africa centrale.
Per impedire che la fiducia del paese si manifesti presto anche in Parlamento, le opposizioni franceschiniane e dipietriste mescolano considerazioni eterogenee. L’unico scopo è quello di sobillare una ribellione interna ai deputati del centrodestra. E, infilando petizioni formali una dietro l’altra, convincere il presidente Fini a mettersi di traverso alla maggioranza. Propositi pretestuosi e tutti falliti.
Intanto conviene ribadire un punto: dato atto alla tenacia del ministro Maroni che ha saputo reggere le forti pressioni e i ricatti di una mal combinata morale su di lui, va ribadito che queste norme non sono una vittoria leghista. La lotta alla clandestinità e alla conseguente criminalità sono una priorità di questo governo. Berlusconi in questi giorni ha mostrato quale sia la filosofia di tutta la maggioranza: non dare spago alla pretesa di mollezza verso l’illegalità, prendersi carico delle attese della gente. Per questo la fiducia cresce nel Paese e si manifesta in Parlamento.

Cons.Mario Gori
Portavoce PdL Frascati

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