martedì 21 aprile 2009

Il tempo passa, le ferite della storia sono cicatrizzate e finalmente tutti si riconoscono nell’anniversario della Liberazione

Passi per Franceschini, costretto a dimenarsi come un derviscio per convincere l’ultrasinistra che anche un ex democristiano può essere un buon compagno. La sua petulanza nell’offrirsi di scortare il presidente del Consiglio in piazza a Milano, per celebrare il 25 aprile in compagnia di Oscar Luigi Scalfaro, in un tripudio di bandiere rosse, è di un’ingenuità commovente. Pari all’ipocrisia di quanti si atteggiano a padroni di casa per reclamare la presenza di Berlusconi alla “loro” festa. Il tempo passa, le ferite della storia sono cicatrizzate e finalmente tutti si riconoscono nell’anniversario della Liberazione. Ma la sinistra faziosa ancora non rinuncia all’uso del 25 aprile come un corpo contundente, per colpire l’avversario politico.
Vecchio vizio, comprensibile al tempo che il vecchio Pci, escluso dalla competizione per il governo in quanto nemico dell’Occidente liberaldemocratico, reagiva alla frustrazione rivendicando il momento in cui si era trovato dalla parte giusta. Ma le cose cambiano, il Pci è finito nel trovaroba della storia insieme con il mito dell’Unione Sovietica, e nulla, tranne le scelte degli elettori, impedisce ai suoi discendenti di candidarsi al governo del Paese.
Nelle mutate condizioni, lo stesso Giorgio Bocca riconosce che la “appropriazione storica della Resistenza” a uso e consumo di un partito non ha ragion d’essere. Se non come allarmante residuo di una concezione antidemocratica dei rapporti politici, che non esita a evocare il fantasma della guerra civile in funzione del ribaltamento del risultato elettorale. Nessuno è di così corta memoria da essersi dimenticato le gazzarre scatenate il 25 aprile 1994, per preparare il terreno al ribaltone “palatino” del governo di centrodestra, con la regia presidenziale dello stesso uomo chiamato dalla sinistra a celebrare la Liberazione in piazza a Milano.
Franceschini si rassegni a celebrare la Liberazione con i suoi compagni di strada, tra una stangata elettorale e l’altra, poiché questa è la sua scelta. Il presidente del Consiglio non ha bisogno del suo invito per svolgere il suo compito di rappresentanza istituzionale, dove e come riterrà opportuno visto che ha ufficialmente comunicato che celebrera' il 25 aprile.
Il nostro candidato sindaco Vincenzo Conte,partecipera' a Frascati,insieme ad una delegazione del PdL locale, alla cerimonia promossa dall'amministrazione comunale per celebrare il 25 aprile.
Il tempo passa, le ferite della storia sono cicatrizzate e finalmente tutti si riconoscono nell’anniversario della Liberazione.

Cons.Mario Gori
Portavoce PdL Frascati

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