Ci sono due domande che da settimane assillano le menti dei leader della sinistra e quelle di numerosi editorialisti: ma perché il governo, soprattutto il Presidente Berlusconi, continuano a godere di un consenso così elevato, tanto da essere il leader più amato al mondo (73,5 per cento di gradimento), fino a superare di 15 punti perfino il presidente Usa, Obama (59,5 per cento)? Perché gli italiani, di fronte alla crisi economica, si comportano in modo così diverso rispetto agli altri paesi europei, dove la popolarità dei premier e dei governi è in continuo declino, per non dire in picchiata?
Le risposte fornite finora dalla sinistra e da molti “media” a lei vicini assomigliano alle arrampicate sugli specchi. E giocano, chi più chi meno, su tesi che non convincono più nessuno: Berlusconi, dicono, è un bravo venditore di illusioni, un mago del marketing politico, e questo gli consentirebbe di mascherare la sostanziale inazione del governo, la mancanza di fatti. Le stesse cose, in sostanza, ripetute l'altra sera da Fassino a Ballarò.
Abbiamo deciso di riassumere in un appunto molto sintetico, fatto solo di cifre, ciò che il governo Berlusconi ha fatto per le famiglie e per le imprese dall’inizio della crisi ad oggi, stanziamento per stanziamento, fino ai primi interventi dopo il terremoto in Abruzzo. È un appunto che dedichiamo alla sinistra e ai molti editorialisti in crisi di idee e, soprattutto, di notizie. L’auspicio è che basti questa lettura per comprendere come mai tre italiani su quattro sono convinti che Berlusconi è un uomo del fare e che il governo da lui diretto, se promette una cosa, poi la mantiene con i fatti.
Per questa stessa ragione, quando il premier italiano prende la parola nei vertici internazionali, tutti lo ascoltano in silenzio.
All’ultimo consiglio europeo, per esempio, la Commissione ha indicato qual è stato l’impegno dell’Unione per combattere la crisi economica, così come aveva chiesto Silvio Berlusconi.
Nel complesso, gli Stati membri hanno sbloccato risorse per 400 miliardi di euro: il 3,3% del pil continentale. L’Italia, con le misure messe in campo, ha sbloccato risorse pari al 3,72% del pil nazionale: mezzo punto in più della media europea. Vale a dire, ha messo in campo come misure anti-crisi 56 miliardi di euro.
Il governo è riuscito a mobilizzare questa mole di risorse senza appesantire il deficit, ma operando una profonda ristrutturazione del Bilancio dello Stato. Così da creare tre fondi destinati ad un unico obbiettivo: non lasciare solo nessuno. Un Fondo infrastrutture, un Fondo ammortizzatori sociali, un Fondo strategico presso la Presidenza del Consiglio.
Infrastrutture. Le risorse concentrate in questo Fondo ammontano a 17,8 miliardi di euro. E saranno utilizzati per realizzare investimenti fermi da anni e per accelerare l’apertura dei cantieri. L’obbiettivo prioritario è quello di ammodernare la nostra rete di infrastrutture (fisse e mobili) e di creare posti di lavoro.
Ammortizzatori sociali. Ai 12 miliardi previsti dal Bilancio dello Stato per gli ammortizzatori ordinari (cassa integrazione) il governo ne ha aggiunti – con la collaborazione delle Regioni – altri 4 nel 2009 ed altrettanti nel 2010. Con questi venti miliardi, il governo conta di dare copertura sociale a tutti i lavoratori che perdono il lavoro. Anche quelli oggi in possessori contratti di lavoro atipici (subordinati e precari). Il governo, poi, ha esteso la copertura sociale anche ai lavoratori autonomi colpiti dal terremoto d’Abruzzo.
Fondo strategico. Attraverso la ricomposizione sotto un unico ombrello (quello della Presidenza del Consiglio) dei fondi Fas di competenza statale – Fondo aree sottoutilizzate – il governo ha concentrato in questo Fondo 9 miliardi di euro. Saranno destinati ad attutire gli effetti della crisi sulle imprese; ed in parte potranno essere utilizzati anche per fronteggiare una parte dei costi della ricostruzione in Abruzzo.
A questi tre fondi, poi, si aggiungono i 2 miliardi previsti dal decreto legge sugli incentivi ai consumi (rottamazione auto e mobili) ed i 7 miliardi del primo decreto anti-crisi, che ha introdotto bonus fiscali per le famiglie meno fortunate.
Nel complesso, quindi, si tratta di interventi per 56 miliardi di euro rivolti all’economia reale con l’obbiettivo di stendere, da parte dello Stato, un ombrello protettivo su famiglie ed imprese.
Cons.Mario Gori
Portavoce PdL Frascati
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