giovedì 23 aprile 2009

Non esistono due liberta'

Silvio Berlusconi ha annunciato che celebrerà il 25 aprile perché “non se ne appropri una sola parte politica”. In questa spiegazione c’è il modo in cui Berlusconi considera l’Italia e la sua storia. Un Paese caratterizzato da secoli di divisioni e contrapposizioni spinte fino all’interno delle singole città: il paese dei Guelfi e dei Ghibellini che neanche l’unificazione politica, quasi 150 anni fa, ha trasformato. Un Paese dove l’identità si definisce principalmente attraverso la demonizzazione dell’avversario e la rivendicazione di ruoli privilegiati non condivisibili da altri.
Per decenni, la Resistenza è stata utilizzata dalla sinistra secondo questo schema della divisione-contrapposizione, trasformando la Liberazione dell’Italia dal fascismo e dall’occupazione nazista in una sua impresa. Senza negare il valore morale della resistenza al totalitarismo, l’azione concreta di liberazione militare e politica fu opera degli Alleati. Berlusconi ha sempre tenuto presente questo equilibrio, ha sempre ricordato la funzione decisiva e i sacrifici degli Alleati, e si è quindi sempre astenuto dal partecipare a manifestazioni che mantenevano uno “stato di guerra” politico-psicologico superato dal tempo.
La sua discesa in campo, nel 1994, quindi a qualche anno dalla fine della Guerra fredda e dalla caduta di qualsiasi pregiudiziale nei confronti di tutte le forze politiche italiane quanto al loro diritto di accedere a responsabilità governative, secondo la libera espressione della volontà popolare, era perciò funzionale ad una visione unitaria della storia italiana e della sua quotidianità politica.
Nel nome della libertà, Berlusconi ha fatto appello a tutti: a tutti coloro che mettevano il valore della libertà al di sopra di qualsiasi altro, trasformandolo nella nuova forma di identità.
I passaggi politici dall’alleanza elettorale e politica dei due Poli nel 1994 alla più stretta cooperazione nel 2001 con la Casa delle libertà e nel 2006 con la stessa sigla ma con “Berlusconi presidente”, poi le elezioni politiche del 2008 con il Popolo della libertà, in cui successivamente si sono fusi i due maggiori partiti del centrodestra – rappresentano tutti l’attuazione di un disegno nazionale volto a superare le antiche barriere ideologiche per realizzare un sistema bipartitico dell’alternanza maturo e compiuto. È questa progressione nella realizzazione del disegno che spinge oggi Berlusconi a celebrare il 25 aprile come Festa della Libertà, tratto unificante valido per tutte le forze politiche italiane. Un 25 aprile dinamico e progressivo, unificante, non statico e fissato nel passato come segno di una contrapposizione che fu e che non ha più ragion d’essere. Un 25 aprile della Libertà e non un 25 aprile contro qualcuno. Un 25 aprile di impegno a completare quel percorso di modernizzazione della cultura e delle istituzioni politiche, comprensibile per tutti gli Italiani e non prerogativa di una parte di essi
Cons. Mario Gori
Portavoce PdL Frascati

Nessun commento:

Posta un commento